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Pandemia e geopolitica: gli sviluppi delle relazioni internazionali al giorno d'oggi

Framing The World: edizione XXXV

Ancora una volta siamo tornati per farvi conoscere quello che potrebbe esservi sfuggito nelle ultime due settimane. In questo numero dedichiamo ampio spazio alle notizie proveniente dal Medio Oriente, con sviluppi in termini di diritti umani (vedi Arabia Saudita ed Egitto), le difficoltà dei governi nel gestire la crisi coronavirus (Iraq, Libano e Turchia), e conflitti che tornano a riaccendersi (Libia e Yemen). Ci spostiamo poi in Asia, per le critiche al governo cinese sulla gestione della crisi e per il caso Taiwan, mentre nelle Americhe il Canada mette al bando le armi d’assalto dopo la strage in Nova Scotia e il Venezuela denuncia un tentativo di golpe un po’ sospetto. Dal punto di vista economico, aumenta il distacco tra economia reale e listini finanziari, proprio quando una sentenza della corte costituzionale tedesca mette in rotta di collisione la risposta delle istituzioni europee e la sovranità degli Stati. Concludiamo il nostro giro del mondo in Russia, che celebra la vittoria sul nazismo mentre è diventata uno degli epicentri dell’epidemia di COVID-19.

Ma questo è davvero solo un assaggio, molto altro vi aspetta nel nuovo numero di Framing the World.

DIRITTI UMANI

Arabia Saudita, abolita la condanna a morte per i minorenni. Nell’ultima settimana di aprile si sono succedute due riforme nel sistema giudiziario saudita: l’abolizione della fustigazione come strumento punitivo sui condannati, decisa dalla Commissione generale della Corte Suprema, e l’abolizione della pena capitale per coloro che hanno ricevuto la sentenza di condanna quando erano minorenni, decisa con decreto regio. D’ora in avanti i minori potranno subire una pena detentiva non superiore a dieci anni in una struttura di detenzione minorile, e la condanna a morte è esclusa anche per atti terroristici. La Commissione per i Diritti Umani dell’Arabia Saudita ha sostenuto e continua a sostenere la spinta riformista del re Salman e del principe Mohammed bin Salman.

Egitto, Patrick Zaki rimane in carcere. In seguito all’arresto e a vari rinvii delle udienze, riportate nella XXXIII edizione di Ftw, il 5 maggio i giudici egiziani hanno rinnovato la custodia cautelare per lo studente dell’Università di Bologna. Le misure di prevenzione contro il Covid continuano ad essere la giustificazione per tali rinvii, oltre ad essere motivo per proibire qualsiasi visita ai detenuti, comprese quelle dei loro avvocati. Il 6 maggio in Italia, i rappresentanti di Amnesty International sono stati ascoltati dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni, che si è fatta portavoce anche del caso Zaki appellandosi al governo. Tuttavia, battersi per garantire il diritto di difesa legale e il diritto alla salute di Patrick Zaki diventa sempre più complicato data la costante azione repressiva del governo egiziano.

Limiti alla libertà di espressione ai tempi del Covid. Il 3 maggio si è celebrato il World Freedom Press Day, dando spazio ad un ampio dibattito internazionale sul tema tenutosi tra giornalisti, autorità nazionali, esperti e società civile. In un momento in cui il diritto all’informazione è fondamentale per contrastare l’epidemia, gli episodi di repressione del diritto alla libertà di espressione dilagano. Nelle Filippine, la rete televisiva ABS-CBN ha ricevuto l’ordine di interrompere le trasmissioni. In Cina, Cambogia e Giordania, operatori dei media sono stati arrestati, e nel paese mediorientale un decreto prevede pene detentive per chi condivide informazioni sull’epidemia che possano diffondere paura tra i cittadini. In Etiopia, lo stato di emergenza permette di imporre restrizioni alla libertà di espressione.

Sudan, la mutilazione genitale femminile diventa reato. La legge è stata approvata il 1° maggio e vieta la pratica nelle strutture mediche. Si tratta di una pratica riconosciuta internazionalmente come violazione dei diritti umani delle donne. Non ha alcun beneficio sulla salute e può portare a danni gravi. È diffusa in particolare in Africa e Medio Oriente, ma alcuni episodi si registrano anche in Sud e Nord America, Europa e Australia. La criminalizzazione in Sudan è di particolare importanza essendo questo un paese che ha registrato tra il 2004 e il 2015 una delle percentuali più alte di mutilazioni effettuate. Tuttavia, il legame di questa pratica con la tradizione suscita perplessità circa l'effettivo rispetto di questa norma.

El Salvador, stato di emergenza nelle carceri e uso della “forza letale”. In seguito a un escalation della violenza nel paese, con circa 20 omicidi ogni 24 ore, il governo ha dichiarato guerra ai gruppi criminali del paese. Questi ultimi avrebbero ricevuto l’ordine dai loro compagni detenuti di aumentare i delitti approfittando della pandemia, con lo scopo di distrarre le forze dell’ordine. All’esterno “L’uso della forza letale è autorizzato per la difesa personale o per la difesa della vita dei salvadoregni”, mentre nelle carceri il presidente Nayib Bukele ha dichiarato massima allerta, ammassando i detenuti e imponendo condizioni disumane. La denuncia arriva dalla Commissione Interamericana per i diritti umani, che chiede al governo di “adottare misure che garantiscano la vita e l’integrità dei detenuti”.

Regno Unito, condizioni inadeguate nelle carceri. Il 30 aprile, il Comitato per la prevenzione della tortura (CPT) del Consiglio d’Europa ha pubblicato un rapporto in cui si esprime seria preoccupazione per il trattamento dei detenuti e la gestione degli istituti penitenziari britannici. Le rilevazioni risalgono al maggio 2019 e riportano episodi di violenza tra e verso i detenuti e dai detenuti sugli agenti (anche in carceri minorili), un largo uso di sostanze stupefacenti, isolamento per chi soffre di disturbi mentali, sovraffollamento generale. Dal 2016, varie riforme sono state implementate ma il CPT afferma che nessuna delle strutture visitate può essere considerata sicura.

Sara Squadrani



ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

Economia e finanza, il solco si allarga. Mentre i dati di questa settimana hanno confermato l’entità del disastro economico causato dalle misure per bloccare la diffusione del Covid-19, le borse chiudono il miglior mese dal 1987 e si riportano sui livelli di gennaio. Gli USA hanno perso più di 20 milioni di posti di lavoro, quelli creati negli ultimi 10 anni, arrivando ad un tasso di disoccupazione del 14.7%, il più alto di sempre ma più basso del previsto. Le cose vanno solo apparentemente meglio in Europa, dove la disoccupazione non sale poiché molti paesi hanno vietato i licenziamenti. La Commissione UE prevede il Pil a -7.5%, ma la Banca d’Inghilterra stima -15% per UK (peggior risultato dal 1706) e cali ancora più forti per Italia e Spagna. Il motivo? Solo il turismo in questi due paesi vale tra il 15 e il 20% del Pil.

Borse, perché volano? Come detto, i listini americani (+25% dai minimi), e in parte quelli europei (+18%), hanno recuperato i livelli di capitalizzazione di settembre 2019, trascinati in particolare dal settore tecnologico (+35%) e dal petrolio (+100% in due settimane). Ma il motivo della discrepanza con l’economia ‘reale’ è dovuto al fatto che le borse si basano sul valore futuro dei titoli quotati più che sul presente. Ciò significa che i dati pubblicati adesso e nelle prossime settimane sono già stati ‘scontati’ dalle valutazioni nei mesi di febbraio e marzo, quando il virus ha colpito più duramente; tuttavia, gli indicatori economici (trimestrali) non potevano registrare l’impatto economico della pandemia. In questo momento si sta guardando ai segnali di ripresa e alle aspettative di crescita dei prossimi mesi.

USA v. Cina, guerra e pace. Le accuse americane (ma non solo) alla Cina di aver perlomeno fallito ad avvisare il mondo della pandemia si sono tradotte nella messa in dubbio dell’accordo commerciale raggiunto a gennaio, con gli Stati Uniti che valutano dazi e altre misure punitive. Ciò è bastato per mandare nel panico i mercati che, spaventati dal riaccendersi della trade war, hanno perso fino al 5%. La situazione è però rientrata abbastanza rapidamente dopo i colloqui tra le delegazioni diplomatiche, e i mercati hanno rapidamente recuperato il terreno perso. Gli investitori riconoscono infatti che giocare duro contro la Cina è uno dei temi della campagna elettorale e durerà almeno fino a Novembre, anche in considerazione del fatto che anche all'interno dei Democratici la Cina è vista sempre più come potenza ostile agli USA.

Debito sovrano, come va? Per finanziare le misure governative, BCE e la FED stanno acquistando i bond governativi, arrivando a possedere tra il 30% (FED) e il 40% (BCE) del rispettivo debito pubblico. L’effetto immediato di questa politica è il calo del tasso d’interesse a livelli record (un po’ meno per paesi fragili), ma per il lungo periodo bisogna guardare al Giappone, paese la cui banca centrale da più di 20 anni acquista buona parte del debito pubblico ed è arrivata a possederne il 50%. La mossa, pensata per stimolare la crescita, ha avuto l’effetto contrario visto che la domanda di bond è crollata, il prezzo è sceso e gli interessi saliti, con il risultato di aumentare i costi dei prestiti e di scoraggiare gli investimenti e di conseguenza rallentare la crescita economica.

Debito italiano, un giudizio. Il debito pubblico italiano, già al 135% del Pil, esploderà quest’anno ad almeno il 160%. In condizioni normali, un paese con una crescita anemica come quella italiana avrebbe poche chance di evitare un default, ma l’Italia non è in condizioni normali. Nonostante le agenzie di rating classifichino il debito uno o due gradini sopra il livello ‘spazzatura’, il costo dei bond rimane sotto controllo grazie alla BCE, che nel 2020 acquisterà 170 dei 200 miliardi di titoli emessi, sopprimendo così la domanda e smorzando gli interessi. Tuttavia ci si domanda per quanto questa azione sarà sostenibile, anche in considerazione della sentenza della Corte di Karlsruhe (vedi sezione UE), certi che se venisse meno l’Italia farebbe la fine dell’Argentina (che rischia il nono default, a meno di un accordo con i creditori entro il 22 maggio).

Telefonia, un nuovo leader. Liberty Global e Telefonica hanno raggiunto un accordo del valore di £31.4 miliardi per la fusione dei loro due operatori attivi sul mercato britannico, 02 e Virgin Media. Dopo cinque mesi di negoziazione, il magnate americano (successore di Ecclestone alla guida della F1) e il gruppo spagnolo hanno trovato l’intesa per creare il secondo operatore più grande del mercato. Questi avrà il più grande network mobile e il secondo più grande network a banda larga, con oltre 46 milioni di utenze attive. La nuova società entrerà in affari entro la metà del 2021 e prevede nei prossimi 5 anni di investire almeno £ 10 miliardi. I due gruppi erano da tempo alla ricerca di partner, ma senza successo dopo il fallimento delle trattative Vodafone-Virgin Media e Telefonica-British Telecom.

Leonardo Aldeghi



AFRICA SUB SAHARIANA

Ciad, Parigi e il G5 Sahel spingono perché predisponga nuove truppe. Circa 30 giorni fa il Presidente del Ciad si era espresso annunciando la fine della partecipazione dell’esercito del Ciad ad alcune operazioni realizzate al di fuori dei propri confini. Questa decisione aveva suscitato diverse reazioni, data l’importanza che l’esercito del Ciad ha assunto nella lotta contro le cellule terroriste. Per tale ragione, nel corso di una videoconferenza tra i Ministri degli Esteri dei G5 e della Francia, è stata ribadita l’importanza dell’invio di un contingente di 500 uomini nella zona delle tre frontiere - tra Mali, Niger e Burkina Faso - nel rispetto di un impegno preso nel mese di gennaio.

Coronavirus, i dati africani. Secondo i dati del 10 maggio, i casi di Covid-19 confermati nei paesi africani sono 60,566, con 20 mila guariti e poco più di 2000 decessi. Il record negativo continua ad essere registrato dal Sud Africa, che ha quasi toccato quota 10 mila infetti, con Nigeria, Marocco, Algeria ed Egitto a seguire. Spicca il caso del Ghana che conta più di 4mila infetti e ha subito una forte accelerazione nella diffusione della malattia nel corso delle ultime settimane.

Niger, un campo dell’esercito attaccato dall’ISWAP. I fatti realmente accaduti sono ancora in fase di accertamento, ma sembrerebbe esserci anche un video a testimoniare l’esito dell’attacco avvenuto il tre maggio. La località in questione è Diffa, prossima al confine con la Nigeria, e l’attacco sarebbe avvenuto per mano di alcune unità a bordo di veicoli motorizzati e armati pesantemente. Tra le fila dell’esercito si contano due morti e la perdita di alcuni armamenti e veicoli. L’attacco è avvenuto nel tardo pomeriggio, verso le ore finali della giornata di Ramadan, cogliendo di sorpresa le forze armate.

Repubblica Centrafricana, aiuti dall’UE per la lotta al Covid-19. La RCA, uno dei paesi più fragili del continente, ha iniziato a ricevere gli aiuti per combattere la diffusione del virus. Questi aiuti si inseriscono in un pacchetto di 20 miliardi previsto dall’Unione per il sostegno dei paesi maggiormente in difficoltà nella gestione della crisi, non solo in Africa ma anche nel più ampio vicinato. Questi fondi sono quasi completamente ottenuti dalla riorganizzazione e riorientamento di fondi e Programmi UE già esistenti.

Marcello Alberizzi



AMERICA DEL NORD

Stati Uniti, le proteste dei cittadini di alcuni stati contro il lockdown. Le proteste anti-lockdown sono iniziate a partire da aprile in alcuni Stati USA, tra cui Michigan, Arizona, Minnesota e molti altri. Le misure restrittive imposte hanno generato malcontento per la paralisi delle attività economiche. Da sottolineare che oltre 33 milioni di persone hanno perso il proprio lavoro, perciò le proteste si spiegano alla luce della difficile situazione che gli USA - come anche altri Paesi - stanno affrontando. Il malcontento è stato cavalcato dal presidente Trump con i tweet: “LIBERATE MICHIGAN”, “LIBERATE MINNESOTA” e così via. La speaker alla Camera, Nancy Pelosi, si è scontrata con il Presidente USA affermando che sostiene le proteste per distogliere l’attenzione dai problemi derivanti dal fatto che il governo non ha eseguito in modo appropriato i test, il tracing dei contatti e la quarantena.

Canada, bando delle armi d’assalto. A seguito della sparatoria dello scorso mese, il Governo di Trudeau ha annunciato: “Non è più permesso comprare, vendere, trasportare, importare o usare le armi d’assalto di livello militare in questo paese”. La decisione segue la strage avvenuta ad aprile in Nuova Scozia, che ha portato all’uccisione di almeno 22 persone, la peggiore nella storia recente del Canada. Il responsabile della strage è un uomo sulla cinquantina travestito da poliziotto. Vi sarà quindi un periodo di 2 anni che permetterà a coloro che possiedono le armi rientranti nella lista delle 1.500 vietate, di adeguarsi alle regole.

Messico, l’avvertimento dei figli di El Chapo alla popolazione. I figli del famoso narcotrafficante El Chapo hanno diffuso un video su Tiktok in cui avvisano la popolazione di non lasciare le proprie case, riferendosi al rispetto delle misure di lockdown imposte dal Governo di AMLO. Hanno anche minacciato sanzioni verso coloro che contravvengono al coprifuoco delle 22 di sera. Questo “ordine” è stato dato da uno de “Los Chapitos”, come vengono chiamati i figli del narcotrafficante, attualmente in carcere. El Chapo era stato condannato all’ergastolo nel 2019 ed è attualmente in un penitenziario del Colorado, negli USA.

Marta Annalisa Savino



AMERICA DEL SUD

Bolivia, scontro sulla nuova legge elettorale. L’Assemblea Legislativa Plurinazionale (PLA) ha approvato il 30 aprile una nuova legge elettorale che pone una scadenza massima di 90 giorni per la convocazione delle prossime elezioni. In base alla nuova normativa, il Tribunale Supremo Elettorale dovrà garantire il loro regolare svolgimento entro il 2 agosto. La legge approvata su proposta dei membri del MAS è stata fortemente criticata dalla presidente Jeanine Añez, che ha annunciato, tra le proteste del Comitato Nazionale per la Difesa della Democrazia (Conade), di voler impugnare l’atto di fronte alla Comunità internazionale.

(Domenico Barbato)

Brasile, Bolsonaro incriminato per abuso di potere. Venerdì scorso il ministro della giustizia Sergio Moro si è dimesso, accusando il Presidente Bolsonaro di abuso di potere. Le confessioni di Moro hanno convinto la Corte Suprema ad avviare un’indagine contro lo stesso Presidente. L’organo verificherà se Bolsonaro abbia volutamente interferito sull’attività delle forze dell’ordine. Le indagini dureranno 60 giorni e saranno svolte dalla polizia federale, lasciando poi al Pubblico Ministero la decisione finale sulla messa in stato d’accusa. Un impeachment che dovrà però necessariamente passare da un’approvazione della camera bassa del Parlamento, al momento pro-Bolsonaro.

(Domenico Barbato)

Colombia, il preoccupante scandalo dello spionaggio militare illegale. Più di 130 cartelle segrete riguardanti la vita personale di giornalisti, politici, avvocati, giudici e funzionari della Presidenza sono state elaborate nel 2019 da un’unità dell’intelligence militare colombiana per fini illegali. Lo scandalo è stato pubblicato il 1°maggio dal notiziario Semana, sommandolo ai già numerosi casi di intercettazioni illegali, hacking, sorveglianza da parte delle potenti forze di sicurezza e di intelligence colombiane in mancanza di autorizzazioni. Tali rivelazioni sono preoccupanti e mostrano quanto siano ancora fragili e reversibili i progressi della Colombia nell’indirizzare quelle già scarse risorse di intelligence (ricevute in gran parte dagli USA) verso scopi legali, non politicizzati e soprattutto democratici.

(Valeria Scuderi)

Cile, Trump offre aiuti per combattere la pandemia. La Casa Bianca in un suo comunicato annuncia che “Il presidente Trump ha offerto l'assistenza degli Stati Uniti per aiutare il Cile a fornire cure cruciali ai suoi cittadini e ha elogiato l'approccio proattivo ed equilibrato del Cile per proteggere la salute e i mezzi di sussistenza della popolazione cilena". Il Presidente Sebastián Piñera conferma in un post su Twitter di aver ricevuto una telefonata dal Presidente Trump incentrata su temi relativi ai progressi scientifici in materia di vaccini e farmaci, nonché riguardo possibili misure volte ad affrontare la recessione economica.

(Valeria Scuderi)

Cuba, scomparso l’ambasciatore Mora Godoy. Il Ministero degli Affari esteri ha confermato nei giorni scorsi la scomparsa dell'ex ambasciatore cubano in Colombia, Jorge Iván Mora Godoy. Godoy ha avuto un ruolo chiave nel negoziato con i guerriglieri delle FARC, partecipando attivamente nel 2018 anche ai dialoghi di pace tra L’Avana e l’ELN. La sua morte ha fatto ulteriormente precipitare le relazioni diplomatiche tra Cuba e Colombia, già arrivate ai minimi storici nel settembre 2019 dopo la promessa colombiana di una denuncia contro il governo cubano per la mancata restituzione dei membri dell’ ELN, ancora bloccati sull’isola dopo i dialoghi di pace dell’anno precedente.

(Domenico Barbato)

Venezuela, il melodramma dell’operazione Gedeón. Il Ministro degli Esteri venezuelano, Jorge Arreaza, ha annunciato che il Venezuela denuncerà USA e Colombia dinanzi la ICC e UNSC per aver appoggiato la fallita operazione terroristica dello scorso 3 maggio, organizzata dalla Colombia e pianificata da agenti statunitensi per destituire Maduro. Per contro, Trump definisce tale incursione marittima un totale "melodramma", una "grande campagna di disinformazione" del regime chavista, che manipola i fatti attraverso la sua propaganda. A sostenere l’“innocenza” delle due è il neo designato ambasciatore statunitense in Venezuela, James Broward Story, precisando che né il governo di opposizione di Guaidó, né Trump, né il governo di Duque sono coinvolti nel tentato golpe.

(Valeria Scuderi)

Domenico Barbato e Valeria Scuderi



ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Cina, un nuovo sentimento anticinese globale. Aumentano le tensioni tra Cina e Stati Uniti, poiché il Presidente Trump continua ad accusare un laboratorio di Wuhan di aver creato e diffuso il Coronavirus. Tuttavia, Pechino si definisce “una vittima, non un promotore” del Covid-19. Critiche emergono anche in un rapporto dell’Unione Europea, che rimprovera la Cina per aver diffuso false informazioni riguardo alla diffusione della pandemia. Ad Hong Kong, le proteste pro-democratiche contro il governo cinese riprendono, rispettando il distanziamento sociale. Il Presidente Xi Jinping ha segnalato che il sentimento anticinese globale ha raggiunto il suo apice dai fatti di Piazza Tiananmen.

(Margherita Camurri)

Giappone, una cura per il Covid-19. Le autorità sanitarie giapponesi hanno approvato la prima cura per il Coronavirus: Remdesivir. Questo farmaco antivirale fu sviluppato inizialmente per agire contro l’epidemia causata dall’Ebola e per trattare alcuni casi di SARS e MERS. Secondo un recente studio, il Remdesivir aiuta i pazienti positivi al Covid-19 ad accorciare i tempi di guarigione. Il Ministro della Salute Katsunobo Kato ha annunciato che Remdesivir verrà usato prevalentemente per i pazienti che si trovano nelle situazioni più gravi. Il governo giapponese ha anche stabilito che lo stato d’emergenza verrà prolungato fino al 31 Maggio.

(Margherita Camurri)

India, l’uccisione del militante del Kashmir e la lotta contro il Covid-19. Riyaz Ahmad Naikoo, il leader di un gruppo ribelle che lotta per l’indipendenza del Kashmir dall’India, è rimasto ucciso in una sparatoria. La sua morte ha fomentato le tensioni tra le forze di sicurezza indiane e la popolazione locale, che ha organizzato violente proteste. Nel frattempo, la lotta contro il Covid-19 continua, e il contagio sembra aumentare più velocemente che nei paesi confinanti. La quarantena imposta dal governo ha portato quasi 122 milioni di persone a perdere il proprio lavoro. Il tasso di disoccupazione non è mai stato così alto (27,1%, secondo il Centro per il Monitoraggio dell’Economia Indiana).

(Margherita Camurri)

Taiwan, l’esclusione dall’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS). Taiwan rappresenta un modello globale per il contenimento del Covid-19 grazie al successo della sua strategia, che non prevedeva misure di ‘lockdown’. Taipei ha chiesto di essere ammessa alle riunioni dell’OMS, da cui è stata esclusa dalla Cina per anni, non riconoscendo la sovranità del paese. Gli Stati Uniti appoggiano la richiesta del governo taiwanese, ma l’OMS continua a considerare la Repubblica Popolare Cinese ‘l’unica legittima rappresentante’. Il portavoce del Ministero degli Esteri di Taiwan ha dichiarato che le “inappropriate interferenze politiche della Cina non possono impedire la lotta unitaria del mondo contro il virus”.

(Margherita Camurri)

Corea del Sud, fuori pericolo? La scorsa settimana la Corea del Sud ha fatto un primo passo in un mondo post coronavirus, a meno di quattro mesi dalla segnalazione del suo primo caso. I lavoratori sono tornati negli uffici, e i musei e le biblioteche hanno riaperto, mentre una parvenza di vita civile ritorna nella capitale e in altre città."Non è finita finché non è finita", ha detto il presidente Moon Jae-in alla nazione, dicendo che il virus può diffondersi ampiamente in qualsiasi momento e avvertendo di una seconda ondata alla fine di quest'anno. Inoltre, da una fonte sudcoreana vicina al governo sopraggiunge la notizia che probabilmente Kim Jong Un non avrebbe sostenuto un’operazione chirurgica.

(Stefano Sartorio)

Corea del Nord, chi non muore, si rivede. Kim Jong Un è comparso sabato 2 maggio durante l’inaugurazione di una fabbrica di fertilizzanti nella città di Sunchon. Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha inviato al presidente cinese Xi Jinping un messaggio “orale” di congratulazioni per il successo cinese nel mettere sotto controllo l’epidemia COVID-19. Xi Jinping risponde al messaggio chiedendo maggiori sforzi in favore della cooperazione e nel prevenire la diffusione del coronavirus. Proseguendo ha detto che la Cina è "disposta a continuare a fornire assistenza, nei limiti delle proprie capacità, alla Corea del Nord nella lotta contro Covid-19”. Venerdì 8, un portavoce dell'esercito nordcoreano ha condannato le recenti attività militari aeree della Corea del Sud. Nella sua dichiarazione sostiene che la Corea del Sud stia intraprendendo una "ricerca deliberata del confronto".

(Stefano Sartorio)

Stefano Sartorio e Margherita Camurri



EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

Eurogruppo, trovata intesa sul Mes. I ministri delle finanze dell’area euro si sono riuniti virtualmente giovedì 8 maggio per discutere del Meccanismo europeo di stabilità. L’accordo non era scontato. Nei giorni precedenti, l’Olanda aveva presentato un proprio piano in cinque punti con delle condizionalità molto forti. Alla fine, un’intesa è stata trovata e, nella dichiarazione dell’Eurogruppo, si legge che il Mes sarà disponibile dal 1 giugno. Ogni Paese potrà prendere in prestito fino al 2% del proprio Pil, con tassi di interesse molto bassi e scadenza a 10 anni. L’unica condizionalità rimane che questi fondi siano usati per spese sanitarie dirette e indirette.

(Leonardo Cherici)

Italia, mozione di sfiducia verso Bonafede. Nei giorni scorsi abbiamo assistito alla polemica fra il magistrato Di Matteo e il Ministro della Giustizia. Secondo il primo, Bonafede gli avrebbe proposto la guida del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (DAP), salvo poi ritirare l’offerta. Di Matteo si chiede se la decisione del Ministro sia stata motivata da pressioni di terzi, tra cui alcuni esponenti mafiosi. Bonafede ha replicato, in Parlamento, dicendo di non essere mai stato influenzato da nessuno nelle proprie decisioni. Il centrodestra ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti del Ministro. La situazione si è fatta più scottante quando Matteo Renzi, esponente di maggioranza, non ha escluso di votare con l’opposizione.

(Leonardo Cherici)

Unione Europea, lotta al riciclaggio di denaro. La Commissione Europea ha presentato un piano da implementare nei prossimi 12 mesi per contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Dombrovskis ha parlato anche della strategia UE come di una guida a livello globale nella definizione di norme internazionali in materia. Il punto più saliente è sicuramente la creazione di un’agenzia di vigilanza a livello europeo che sarà proposta ufficialmente nei primi mesi del 2021. Al suo fianco, la Commissione presenterà anche un insieme di norme più armonizzate che permetta di superare le differenze fra Stati membri.

(Leonardo Cherici)

Scontro tra la Corte dell'Unione Europea e i giudici tedeschi. Una divergenza senza precedenti all'interno dell'Unione Europea dopo che i giudici della Corte Costituzionale tedesca, il 4 maggio, hanno emesso una sentenza con la quale hanno obbligato la BCE a giustificare le sue azioni. La Corte di Giustizia Europea ha preso posizione contro questa sentenza, affermando che solo la stessa Corte ha il potere e il diritto di giudicare l'operato della BCE. Per la CGE, il giudice nazionale non ha il diritto di interferire con il ruolo della Corte e di valutare gli atti di un organo dell'UE. Con questa nota ufficiale la Corte ha sottolineato che, se ogni giudice nazionale iniziasse a emettere giudizi sulle azioni dell'organo dell'UE, la certezza del diritto comunitario sarebbe compromessa e l'intera architettura dell'Unione potrebbe crollare. Concludendo la sua dichiarazione, la Corte ha chiarito che i giudici nazionali devono garantire l'efficacia delle leggi europee.

(Dario Pone)

70 anni di cooperazione europea. Il 9 maggio 1950 Robert Schuman pronunciò la dichiarazione che è considerata alla base dell'Unione Europea moderna. Dopo 70 anni, l'UE è sottoposta a un particolare stress a causa della crisi Covid-19. Il 2020 sarà uno degli anni più cruciali per la comunità europea dalla sua nascita. Oggi le minacce che l'UE sta affrontando si rivelano estremamente preoccupanti a causa di una situazione già estremamente complicata. La Commissione e il Consiglio UE, di concerto con gli Stati nazionali, stanno cercando di trovare la soluzione migliore per una crisi economica che il continente non affronta dalla Grande Depressione del 1929. Dopo settimane di contrasto, i Paesi dell'Unione Europea hanno supportato le nazioni più colpite (Italia, Spagna) dai problemi sanitari. Questi sono i valori su cui si basava la dichiarazione di Schuman e su cui si fondava la cooperazione europea 70 anni fa.

(Dario Pone)

Il salvataggio di Air France. L'Unione Europea ha approvato il bailout di Air France-KLM richiesto dal Ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire. La compagnia riceverà aiuti per €7 miliardi in denaro e garanzie pubbliche e prestiti. La crisi dovuta al Covid-19 ha affondato il settore e tutte le compagnie aeree si trovano ad affrontare gravi minacce finanziarie. Per trovare un accordo con Bruxelles, Le Maire ha acconsentito all'acquisto da parte di Air France degli aerei del colosso della difesa Airbus, duramente colpito dalla crisi. La compagnia aerea dovrà soddisfare gli obiettivi ambientali imposti dal governo francese. Il vettore inoltre dovrà dimezzare le sue emissioni di anidride carbonica per il 2030, in rispetto ai valori del 2005. In secondo luogo, Air France dovrà ridurre del 50% le emissioni nazionali per la fine del 2024. È un obiettivo molto sfidante, e nessuno sa quali saranno le conseguenze se le compagnie aeree non assisteranno alle imposizioni del governo.

(Dario Pone)

Leonardo Cherici e Dario Pone



EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Coronavirus, la Russia diventa il nuovo “focolaio d’Europa”. Mentre gli Stati dell’Europa occidentale tentano di allentare le misure di contenimento del virus, con non poche difficoltà, è ora Mosca a dover fronteggiare una crescita esponenziale dei contagi all’interno del territorio nazionale. Domenica 10 maggio sono stati confermati più di 11mila nuovi contagi, facendo crescere il numero dei casi nazionali confermati a più di 200mila. La Russia entra ora nella fase più critica della lotta al Covid-19, la quale sta già facendo sentire i propri effetti sull’economia nazionale e sta mettendo a dura prova il sostegno dello Stato ai propri cittadini in difficoltà. Il lockdown per la città di Mosca è ora stato esteso fino al 31 maggio a causa dell’alta concentrazione di contagi e decessi nell’area urbana.

(Andrea Maria Vassallo)

Artico, nuove esercitazioni militari nel Mare di Barents. Nell’alto nord dell’Europa, nuove esercitazioni navali si sono svolte lungo il vasto Mar Glaciale Artico, più precisamente nel Mare di Barents, un’importante area di collegamento tra la coste russe e la Scandinavia. Tuttavia, protagonisti di queste “manovre di guerra” sono adesso gli Stati Uniti e il Regno Unito, impegnati in un’esercitazione congiunta con le relative forze militari; per Washington, questa rappresenta la prima esercitazione navale nell’area dalla metà degli anni ‘90. L’importanza strategica dell’Artico, in termini di ricchezza di risorse naturali e di nuove opportunità di movimento lungo gli spazi oceanici, sta crescendo alla luce dei continui cambiamenti climatici nella regione. Una ripresa delle esercitazioni statunitensi nell’area può significare la volontà di sfidare l’assertività e la pretesa egemonica della Russia nella regione. Sarà l’Artico la nuova frontiera strategica anche per gli Stati Uniti e i suoi alleati europei?

(Andrea Vassallo)

Ucraina, una nuova crisi. Il 26 aprile l'Ucraina ha celebrato l'anniversario della catastrofe di Chernobyl, avvenuta 34 anni fa nella centrale nucleare sovietica Lenin VI. Come tutti i Paesi dell'Unione Europea l'Ucraina ha dovuto affrontare la pandemia adottando misure di contenimento, anche se il virus non ha avuto un impatto così devastante nella regione. Tuttavia, le istituzioni ucraine sono preoccupate per la situazione che circonda il sito del disastro di Chernobyl. Nel 2016 fu messa una nuova protezione sul reattore 4, quello esploso nel 1986. Ciononostante, nelle ultime settimane si sono verificati gravi incendi dolosi nella foresta che circonda la zona, alimentati da condizioni meteorologiche avverse. Per Kiev, che deve affrontare anche il conflitto nella regione del Donbass, questo è motivo di grave preoccupazione poiché tali incendi potrebbero creare gravi danni al sito di protezione, provocando il rilascio di radiazioni.

(Dario Pone)

Polonia: apertura della procedura di infrazione da parte dell'UE. Il 29 aprile la Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione contro la Polonia. Ciò è dovuto all’approvazione di una legge alla fine del 2019 che darà al governo il potere di minare l'indipendenza del potere giuridico. Dall’avvio della procedura, Varsavia ha due mesi di tempo per rispondere a Bruxelles. Secondo i criteri dell'infrazione, infatti, la legge polacca vieta ai tribunali di applicare alcune delle disposizioni provenienti dalle leggi europee che proteggono l'indipendenza giuridica dei giudici. Vera Jourova, vicepresidente esecutivo della Commissione UE responsabile per i valori e la trasparenza, afferma che i membri dell'UE possono riformare il loro sistema giuridico nel rispetto dei trattati UE. L'indipendenza del potere giuridico da quello politico è per l'Unione uno degli elementi più importanti che definiscono lo stato di diritto in un paese. Concludendo la sua dichiarazione, Jourova, sostiene che la legge approvata è l'ennesimo tentativo del governo polacco di controllare i giudici.

(Dario Pone)

Covid-19 e i principi fondamentali dell'UE. L’European Stability Initiative (ESI) ha pubblicato una riflessione sui rapporti tra i principi comunitari e la solidarietà. Secondo il rapporto dell'ESI, in questo momento critico di crisi dovuto alla pandemia di Coronavirus tali principi sono messi a rischio da paesi come l'Ungheria, che con le sue ultime azioni minaccia i valori su cui si fonda l'Unione Europea. Alla fine di marzo il parlamento ungherese ha approvato una mozione con la quale, in relazione a questa crisi sanitaria, il primo ministro Viktor Orbán avrà pieni poteri, tra cui quello di decidere quando l'emergenza sarà finita. Screditando le iniziative di solidarietà dell'UE, l'Ungheria sta creando una grave minaccia per l'unità dell'Unione. Da diversi Paesi membri, si è diffusa la domanda se l'UE non debba trovare un modo per punire gli Stati che violano le leggi comunitarie.

(Dario Pone)

Andrea Maria Vassallo e Dario Pone



MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Turchia, tensione con e nel governo. Mentre gli scenari bellici in Libia e Siria evolvono nell’incertezza, a preoccupare l’esecutivo sono ora anche le dinamiche interne. Con più di 134.000 casi, il Paese si posiziona tra i più colpiti dal Covid-19 che rischia di aggravare una situazione già in bilico. Il quadro economico prospetta un crollo del Pil tra l’8% e il 17% e la disoccupazione salire al 20%, appesantendo l’inflazione e l’ulteriore svalutazione monetaria. Il Presidente Erdoğan ha provato a rassicurare la popolazione spingendo per una riapertura totale, ma le dimissioni del ministro dei Trasporti e le tensioni tra i vari ministri denotano divergenze strategiche nella maggioranza dell’AKP, che potrebbero rinvigorire il criticismo dell’opposizione del CHP e le spaccature con i suoi popolari sindaci capitanati da İmamoğlu.

(Samuele Abrami)

Siria, le tensioni a Idlib e le indiscrezioni sul ritiro delle forze iraniane. L’esercito del regime di Assad continua a scontrarsi con i ribelli nella provincia nord-occidentale di Idlib. Nel frattempo, stando a quanto riportato da alcune fonti locali, la Turchia avrebbe inviato ulteriori rinforzi nella zona, dove ha istituito più di 40 postazioni. Parallelamente, fonti della Difesa israeliana hanno fatto sapere che Teheran sta progressivamente ritirando le sue truppe dalla Siria, chiudendo diverse basi militari nel Paese. La motivazione del ritiro sarebbe correlata alla serie di attacchi aerei che lo Stato ebraico ha perpetrato contro le milizie legate all’Iran in Siria (in ultimo, un raid ad Aleppo e uno nei pressi del confine con l’Iraq), nonché alle difficoltà economiche che la Repubblica Islamica sta vivendo anche a fronte della pandemia da Covid-19.

(Vincenzo Battaglia)

Yemen, gli scontri continuano. Nonostante l’annuncio di una tregua da parte della coalizione a guida saudita (che sostiene il governo yemenita), le violenze persistono nel Paese. Gli scontri continuano specialmente nel Nord-Ovest, dove la presenza delle milizie ribelli degli houthi è più cospicua. L’altro fronte caldo è quello meridionale, che vede la contrapposizione del governo centrale con i secessionisti del Sud. Il 26 aprile il Consiglio di Transizione Meridionale ha annunciato l’istituzione di un’amministrazione autonoma ad Aden, alimentando i dissapori tra i due schieramenti (che sono però uniti nell’opposizione agli houthi). Tale mossa ha incontrato il rifiuto delle province meridionali di Hadramawt, Shabwa, al-Mahra, Abyan e dell’isola di Socotra. Specialmente in quest’ultima località si sono registrate alcune tensioni, rientrate in seguito grazie ad un’intesa raggiunta tra i secessionisti e governo centrale.

(Vincenzo Battaglia)

Libano, la pandemia non lenisce la violenza delle proteste. Pare che non possa esistere un cambio di rotta nelle istituzioni politiche libanesi in assenza di un vero e proprio crollo dell’establishment esistente. Neanche l’emergenza sanitaria ha messo a tacere il popolo libanese che, con il lockdown imposto dal governo, ha visto solo peggiorare una condizione già di per sé catastrofica, caratterizzata da una crisi economica senza precedenti. A risvegliare la protesta – soprattutto nei centri urbani più poveri – è stata l’uccisione di un giovane libanese per mano dell’esercito sempre più violento. Dall’altra parte, anche i dimostranti hanno preso di mira, in misura sempre maggiore, le banche di alcune città libanesi. Ad emergere, alla fine dei conti, è la forza della disperazione.

(Federica Sulpizio)

Tunisia, allentate le misure restrittive. Il premier Elyes Fakhfakh ha espresso fiducia verso il popolo tunisino, ritenuto molto responsabile e coscienzioso, e verso le capacità del sistema sanitario di controllare i ricoveri da Covid-19. Dopo la parziale riapertura delle attività commerciali, i casi di contagio in Tunisia sono arrivati a circa 1030, con un numero di decessi che rimane al di sotto delle 50 unità. Al contempo, nelle scorse settimane il governo ha permesso a centinaia di cittadini tunisini di fare rientro nel paese attraverso il confine con la Libia; si tratta di lavoratori stagionali impiegati soprattutto nel settore petrolifero, che dall’inizio della pandemia si trovavano bloccati in territorio libico. Naturalmente, dopo il loro rientro sono stati tutti ospitati in centri appositamente allestiti per la quarantena.

(Federica Sulpizio)

Egitto, la mancata consapevolezza della portata dell’emergenza. Nonostante le dure misure restrittive imposte, accompagnate da un severo coprifuoco (esteso fino alla fine del Ramadan), il popolo egiziano sembra non temere abbastanza il Covid-19. Questo è dimostrato dal fatto che gli alimentari sono stati presi d’assalto negli ultimi giorni – soprattutto nel tardo pomeriggio – nel tentativo di fare scorte per il Ramadan. Di certo se per la popolazione poco è cambiato, a mutare sono invece i numeri del contagio: circa 8.500 in tutto il paese. Inoltre, sempre sul versante interno, il 30 aprile 10 militari egiziani sono state vittime di un attacco al loro veicolo militare nella città di Bir al-Abd, nel Sinai settentrionale. L’attacco è stato rivendicato dallo Stato Islamico (per saperne di più su pericolo jihadista nel Sinai vedere la sezione Terrorismo e Sicurezza internazionale).

(Federica Sulpizio)

Iraq, un nuovo primo ministro e una vecchia ferita aperta. Il 6 maggio, dopo più tentativi falliti, il parlamento iracheno ha approvato un nuovo governo con a capo Mustafa al-Kadhimi. Il nuovo primo ministro, ex giornalista e a capo dell’intelligence, ha l’obiettivo primario di trovare una soluzione alla crisi economica e sociale in corso. Per ora, però, al-Kadhimi si è interessato solo a vecchie ferite aperte. Difatti, si riaccende lo scontro tra Baghdad e il Kurdistan iracheno riguardo il mancato rispetto dell’accordo secondo cui il governo centrale versa ogni mese 380 milioni di dollari al governo regionale del Kurdistan in cambio della fornitura di una quota prestabilita di greggio. Il Kurdistan lamenta di non poter rispettare il patto in questo momento di emergenza, di conseguenza non riceverà nulla da Baghdad.

(Federica Sulpizio)

Libia, lo scontro continua. Il generale Haftar ha disconosciuto gli accordi di Skhirat del 2015 e si è autoproclamato leader del paese, vantando un difficilmente riscontrabile mandato popolare. Questa sua azione sembra più una mossa propagandistica che nasconde la momentanea debolezza del generale, tanto che pure uno dei suoi maggiori sponsor, la Russia, ha criticato questa sua iniziativa. Nel mentre, Serraj critica l’operazione Irini affermando che questa aiuti indirettamente il generale della Cirenaica, che può ancora vantare di rifornimenti via aria e via terra. Ad aumentare le difficoltà dell’operazione europea si aggiunge l’abbandono della stessa da parte di Malta. Infine, mentre il GNA continua la propria offensiva su Al Watiya, le forze del LNA hanno bombardato l’aeroporto tripolino di Mitiga ed alcuni razzi sono esplosi nei pressi dell’ambasciata italiana.

(Michele Magistretti)

Israele, finalmente un governo: Il Segretario Generale dell’ONU Guterres esprime preoccupazione per il piano di annessione dei territori palestinesi della coalizione governativa ed avvisa di come questo possa far naufragare ogni possibilità di accordo tra le parti. Il 6 maggio la Corte Suprema israeliana convalida la posizione di Bibi a capo del futuro governo e la forma del nuovo esecutivo, inedita per la storia politica del paese. Dopo il beneplacito della corte, la coalizione riceve il mandato per la formazione del governo anche dal presidente Reuven Rivlin. L’insediamento del nuovo esecutivo, con Bibi primo ministro e Gantz ministro della difesa, dovrebbe avvenire il 13 maggio. Si concluderebbe così la più lunga e tribolata fase di stallo politico vissuta dal paese negli ultimi anni.

(Michele Magistretti)

Vincenzo Battaglia, Federica Sulpizio, Michele Magistretti e Samuele Abrami



TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

9 maggio: giornata italiana in ricordo delle vittime di terrorismo. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato le vittime di terrorismo, partendo dalla morte di Aldo Moro di quarantadue anni fa. Morte che ha ancora lati oscuri. Mattarella ha espresso la necessità di ricordare il passato, sottolineando come il decesso di Aldo Moro sia una ferita aperta per la società italiana. Il Presidente ritiene necessario commemorare coloro che non si sono fatti intimorire dai terroristi per rispetto alla propria libertà, al diritto e alla legalità. L’Italia, negli ultimi anni, è stata minacciata dai terroristi islamici ma non ha subito attacchi. D’altro canto, però, molti italiani hanno perso la vita in attentati condotti all’estero.

(Laura Vaccaro Senna)

L’incubo delle compagnie petrolifere: COVID e terrorismo. Se da una parte è crollato il prezzo di un barile a seguito dello scoppio della pandemia COVID-19, dall’altra i gruppi terroristici potrebbero sfruttare tale crisi per impossessarsi del petrolio. Si prospetta, infatti, una crisi molto grave soprattutto nei paesi come l’Africa subsahariana, dove il petrolio e gas rappresentano entrate rilevanti a livello economico. Questa situazione di emergenza e crisi può essere usata dal terrorismo per autofinanziarsi sia a livello economico sia per il capitale umano.

(Laura Vaccaro Senna)

Il cambio della black list europea. All’interno della lista europea antiriciclaggio e antiterrorismo sono entrati i seguenti paesi: Bahamas, Barbados, Botswana, Cambogia, Ghana, Giamaica, Mauritius, Mongolia, Myanmar, Nicaragua, Panama e Zimbabwe. Nella stessa lista rimangono i precedenti Paesi quali Afghanistan, Iraq, Vanuatu, Pakistan, Siria, Yemen, Uganda, Trinidad e Tobago, Iran e Corea del Nord. Sono stati eliminati, quindi, Bosnia-Erzegovina, Etiopia, Guyana, Repubblica democratica popolare del Laos, Sri Lanka e Tunisia. L’elenco deve essere ora approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio entro un mese, con possibile estensione di un ulteriore mese. L’applicazione verrà effettuata dal 1° ottobre 2020 visto la pandemia, permettendo così una preparazione adeguata per le parti interessate.

(Laura Vaccaro Senna)

Liberata Silvia Romano il 9 maggio 2020. Silvia Romano è la cooperante milanese rapita in Kenya il 20 novembre 2018, ed è stata liberata sabato 9 maggio 2020 dopo diciotto mesi di sequestro. Silvia è rientrata con un volo nazionale alle ore 14.00 all’aeroporto di Ciampino per raggiungere successivamente la sua città, Milano. La cooperante rientrerà nella sua città natale solo dopo essere ascoltata dai pm che hanno avviato un’indagine per rapimento a scopo di terrorismo. La svolta è nata quando, a gennaio di quest’anno, Silvia è stata mostrata in un video, il quale avrebbe confermato probabilmente la mano jihadista dietro il rapimento di Silvia. Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, si è congratulato con i servizi segreti italiani che, secondo le fonti, avrebbero collaborato con i servizi segreti somali per la buona riuscita dell’operazione. Si attendono ulteriori aggiornamenti nelle prossime settimane.

(Laura Vaccaro Senna)

Afghanistan, tra le violenze dei talebani e la presenza dell’Isis. Come riportato nella precedente edizione, i Talebani hanno rifiutato la proposta del Governo afghano di concordare un cessate il fuoco per il mese sacro del Ramadan. Gli studenti coranici hanno pertanto continuato a colpire in varie località del Paese, rendendo sempre più complessa la strada verso la pacificazione. In questo contesto di assoluta instabilità, le forze di sicurezza afghane hanno condotto una serie di operazioni contro una rete jihadista legata all’Isis e coinvolta negli attentati di marzo contro un tempio sikh e contro il palazzo che ospitava la cerimonia inaugurale della presidenza di Ghani.

(Vincenzo Battaglia)

Iraq, la minaccia dello Stato Islamico. Nelle ultime settimane, gli attacchi terroristici perpetrati dall’IS sono aumentati di intensità. Gli obiettivi dei jihadisti sono anzitutto le truppe militari irachene e quelle del Fronte di Mobilitazione Popolare (PMU), queste ultime molto vicine a Teheran. Le zone maggiormente colpite sono quelle di Kirkuk, Salah al-Din e Anbar. A fronte dell’incombente minaccia dello Stato Islamico, le forze di sicurezza di Baghdad, insieme alla PMU, hanno intensificato le operazioni contro i terroristi. Altresì nella confinante Siria l’Isis continua ad attaccare, specialmente nel nord-est, nelle zone confinanti con l’Iraq.

(Vincenzo Battaglia)

Egitto, la lotta contro i terroristi islamici. L’esercito egiziano ha fatto sapere, tramite un rapporto pubblicato il 3 maggio, di aver ucciso 126 militanti islamisti nella provincia del Sinai del Nord a seguito di una serie di raid militari perpetrati negli ultimi mesi. Lo stesso giorno le autorità del Cairo hanno annunciato l’uccisione di 18 jihadisti, in risposta ad un attentato subito tre giorni prima (circa 10 soldati egiziani hanno perso la vita). Il Sinai del Nord è un’area estremamente instabile in balia di militanti terroristici e, in particolare, della cellula locale dello Stato Islamico (ISIS-SP). Nel 2018, il governo egiziano ha lanciato una vasta campagna militare contro gli insorti islamisti al fine di assicurare la sicurezza e la stabilità della regione.

(Vincenzo Battaglia)

Laura Vaccaro Senna e Vincenzo Battaglia



ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Consiglio d’Europa, la Commissione di Venezia celebra il suo trentesimo anniversario. Il 10 maggio, la Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto (meglio nota come la Commissione di Venezia) ha celebrato i 30 anni dalla sua istituzione. In questi anni, la Commissione ha svolto un ruolo essenziale nella tutela dello stato di diritto, della democrazia e dei diritti umani nei Paesi Membri del Consiglio d’Europa (ad oggi, 62). Nonostante tali successi, tuttavia, è importante ricordare che i progressi compiuti non sono mai irreversibili. Per di più, permangono ancora numerose sfide da affrontare, come emerge dallo stato dell’attuale crisi del Covid-19.

Consiglio d’Europa, il giudice Robert Spano è il nuovo presidente della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Il 23 Aprile, il giudice islandese Robert Spano è stato eletto Presidente della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Il giudice Spano, alla corte dal novembre 2013, attualmente ricopre il ruolo di vicepresidente della Corte. Succederà all’attuale presidente, il giudice greco Linos-Alexandre Sicilianos, il 18 maggio 2020. Egli ha studiato legge in Islanda e nel Regno Unito e ha ricoperto vari incarichi giudiziari, accademici e come esperto giuridico, sia a livello nazionale che internazionale.

NATO, ha inizio l’esercitazione Spring Storm. Nei giorni scorsi, le forze alleate hanno dato il via all’addestramento in Estonia, nell’ambito dell’esercitazione annuale ‘Spring Storm’. Sotto la guida dell’Estonia, l’esercitazione Spring Storm mira a testare la prontezza delle forze NATO nel rispondere ad una crisi immaginaria – anche se quest’anno, la crisi scaturita dalla pandemia di Covid-19 offre uno scenario alquanto realistico. A causa dell’emergenza da Covid-19, tuttavia, l’esercitazione di quest’anno è più contenuta: saranno solo 3.200 le truppe partecipanti, rispetto alle 9.000 dello scorso anno.

NATO, avvistati numerosi aerei russi sorvolare lo spazio aereo dei Paesi Membri dell’Alleanza Atlantica. Il 28 aprile, due bombardieri russi Tu-160 a lungo raggio, scortati da diversi aerei caccia e supportati da un aereo Airborne Early Warning, sono stati identificati da alcuni aerei caccia dell’aeronautica polacca e danese mentre sorvolavano lo spazio aereo della NATO. Lo stesso giorno e nei giorni successivi, altri bombardieri russi sono stati avvistati e intercettati dai caccia norvegesi, i quali li hanno scortati fuori dall’area di interesse NATO. Nel commentare tali avvistamenti, l’Ufficio Affari pubblici del Comando Aereo NATO ha dichiarato che “tutte le intercettazioni sono state condotte in modo professionale, dimostrando che i combattenti della NATO sono pronti a proteggere i cieli alleati 24 ore su 24, 7 giorni su 7”.

Nazioni Unite, il procuratore della CPI denuncia possibili crimini di guerra in Libia. In un briefing virtuale presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il procuratore della Corte Penale Internazionale (CPI), Fatou Bensouda, ha avvertito che in Libia “potrebbero essere stati commessi crimini di guerra”. In particolare, Fatou Bensouda si è detta altamente preoccupata per l’alto numero di vittime civili causato dai numerosi attacchi aerei e dai bombardamenti condotti dal Libyan National Army sotto la guida del Generale Khalifa Haftar. Come ha ricordato Bensouda, infatti, “attaccare intenzionalmente i civili non combattenti è un crimine di guerra perseguibile dinanzi alla Corte Penale Internazionale”.

Nazioni Unite, i civili continuano a morire nonostante l’accordo tra gli Stati Uniti e i Talebani. Nonostante nel primo trimestre del 2020 il numero di vittime civili in Afghanistan sia diminuito di quasi un terzo rispetto all’anno scorso, la UN Assistance Mission in Afghanistan (UNAMA) ha dichiarato che sono già 533 i civili (di cui oltre 150 minorenni) che sono rimasti uccisi negli scontri. A tal proposito, il Rappresentante Speciale dell’UNAMA, Deborah Lyons, ha ricordato che “per salvaguardare la vita di innumerevoli civili in Afghanistan – e per dare alla Nazione la speranza di un futuro migliore – è imperativo che si ponga fine alla violenza con l’instaurazione di un cessate il fuoco e che si avviino i negoziati di pace”.

Marta Stroppa





Framing The World un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Andrea Maria Vassallo: Europa Orientale e Federazione Russa

Dario Pone: Europa occidentale e Unione Europea

Federica Sulpizio: Medio Oriente e Nord Africa

Laura Vaccaro Senna: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Leonardo Cherici: Europa occidentale e Unione Europea

Marcello Alberizzi: Africa Sub-Sahariana, Organizzazioni Internazionali

Margherita Camurri: Asia ed Estremo Oriente

Marta Annalisa Savino: America del Nord

Marta Stroppa: Organizzazioni Internazionali

Martina Pignatelli: Diritti Umani e Organizzazioni Internazionali

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

Domenico Barbato: America del Sud

Stefano Sartorio: Asia ed Estremo Oriente

Samuele Abrami: Medio Oriente e Nord Africa

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