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Luci e Ombre del sistema internazionale

Framing the World: edizione XXXVII

Ben ritrovati con una edizione di Framing the World! In primo piano le proteste scatenate dalla morte di George Floyd, partite dagli USA ma diffusesi nel resto del mondo, nonostante il timore di diffondere il COVID-19. La rilevanza sociale-politica della questione non ha avuto effetti sui mercati, che proseguono il loro rialzo record trascinati dal nuovo piano della BCE e dai primi dati di recupero di posti di lavoro, malgrado il passo indietro sulla Brexit. Sale la tensione tra Pechino e Delhi sul confine himalayano e tra Pechino e Hong Kong sulla ‘legge per la sicurezza nazionale’ che attira aspre critiche da USA, UK e UE. Altrettanto tesa la situazione in Brasile, con Bolsonaro sotto accusa per la gestione della crisi sanitaria, mentre in Africa aumentano gli aiuti in arrivo dalla Cina. Lo scontro tra Serraj e Haftar sembra essere ad un punto decisivo, e continua l’impegno contro l’ISIS in Iraq e Filippine (con denunce di violazione dei diritti umani) e contro Al-Qaeda nel Mali. Concludiamo questa anteprima con la Russia, alle prese con una crisi ambientale in Siberia e una riforma costituzionale che potrebbe tenere Putin al Cremlino fino al 2036.

Ma questo è davvero solo un assaggio, molto altro vi aspetta nel nuovo numero di Framing the World.

DIRITTI UMANI

Costa Rica, primo paese in America Centrale a legalizzare i matrimoni tra persone dello stesso sesso. La legge è arrivata il 26 maggio, dopo una lunga strada di battaglie. Nel 2017 la Corte Interamericana dei Diritti Umani si era pronunciata, su richiesta del paese in questione, sul diritto alla protezione della vita privata e sul diritto alla parità di trattamento stabilendo che questi sono diritti applicabili ad ogni individuo, e quindi anche alle coppie dello stesso sesso. Le condizioni politiche favorevoli all’effettivo ampliamento de iure di tali diritti si sono verificate solo nel 2020, fungendo da esempio per gli altri paesi dell’America Centrale in cui i diritti delle persone LGBTQI non sono pienamente garantiti.

Stati Uniti, libertà di stampa a rischio dopo la morte di George Floyd. In seguito alla morte del cittadino americano di colore, le proteste contro la violenza delle forze di polizia e contro il razzismo si sono diffuse in maniera prepotente in tutto il paese. Al susseguirsi di scontri e cortei si sono aggiunte azioni violente della polizia ai danni di giornalisti. La Commissione per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) riporta 125 violazioni della libertà di stampa dal 29 maggio. Le misure di contenimento adottate dagli agenti ostacolano o impediscono violentemente ai giornalisti di riprendere e riportare le immagini e gli eventi di protesta, limitando il loro diritto e dovere di informare.

Hong Kong, proteste e arresti. Gli abitanti di Hong Kong sono tornati a manifestare per proteggere la democrazia e i loro diritti, contro la legge a tutela dell'inno nazionale cinese e quella sulla sicurezza nazionale in via di approvazione in Cina. Gli scontri di fine maggio hanno provocato l’intervento della polizia e l’arresto di 396 persone tra mercoledì 27 e giovedì 28, di cui la metà studenti e un centinaio bambini (12-17 anni). L’entrata in vigore della legge sulla sicurezza vieterebbe “la secessione, le attività sovversive, le interferenze straniere e il terrorismo” quindi, tra gli altri, il diritto di manifestare e la libertà di espressione, con conseguente incremento e inasprimento di arresti e perquisizioni della polizia di Pechino sul territorio di Hong Kong.

Nuova piattaforma per il monitoraggio dell’impatto del Covid-19 sui diritti delle persone disabili. Si chiama COVID-19 Disability Rights Monitor (DRM) Dashboard ed è stata lanciata il 2 giugno da Disability Rights International, un’organizzazione per la promozione dei diritti umani a favore delle persone con disabilità con sede a Washington D.C. I dati arrivano da più di 120 paesi e sono elaborati sulla base di 1.600 risposte all’iniziativa. Lo scopo è quello di dare voce alle esperienze delle persone disabili e fornire un’immagine chiara di quali siano state le misure e le politiche adottate a loro favore durante la pandemia. Lo studio è disponibile in 22 lingue e rimarrà aperto fino al 31 luglio 2020. Il bilancio attuale è negativo per molti paesi, che rimangono lontani dal rispetto e dall’applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

ONU, gli ambasciatori di Marocco e Svizzera lanciano un processo di rafforzamento degli organi di monitoraggio e attuazione dei trattati convenzionali sui diritti umani. Nell’incontro virtuale del 2 giugno che ha riunito circa 300 partecipanti, gli ambasciatori Omar Hilale del Marocco e Jürg Lauber della Svizzera, nominati con questo preciso incarico nell’anno del 75° anniversario dell’ONU, hanno espresso i principi che guideranno il processo di rafforzamento nei loro paesi, invitando a riflettere sulla varietà dei mezzi adatti a promuovere e proteggere i diritti. Proprio questi ultimi, in forma di raccomandazioni, saranno il contenuto di un rapporto finale che sarà presentato al presidente dell’Assemblea Generale a settembre.

Filippine, nuovo rapporto delle Nazioni Unite sulle persistenti violazioni dei diritti umani. È stato pubblicato il 4 giugno dall’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Nonostante il paese abbia fatto passi in avanti nell’ambito dei diritti economici e sociali, le violazioni persistenti dei diritti umani derivano dalle misure coercitive violente e spregiudicate che lo Stato sta adoperando per contrastare il traffico illegale di droga e le minacce alla sicurezza nazionale. Ciò ha comportato uccisioni sistematiche e detenzioni arbitrarie di migliaia di sospettati, così come di difensori dei diritti umani, professionisti legali, giornalisti e sindacalisti. Si tratta di minacce gravi per la società civile, privata del diritto ad un giusto ed equo processo, della libertà di espressione e del diritto alla vita.

Sara Squadrani

ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

Borse, settimane da ricordare. Continua il rialzo delle borse americane, al cui trend positivo si sono aggiunte la scorsa settimana le borse europee ed asiatiche. I dati sorprendenti provenienti dagli USA, l’annuncio della BCE sul potenziamento degli aiuti all'economia della zona euro, la ‘tregua’ tra USA e Cina (vedi sotto), e la risalita del petrolio sopra i 40$ al barile hanno portato guadagni ingenti anche alle piazze più in difficoltà (Milano +15% in due settimane). Le piazze asiatiche ed europee rimangono però in territorio negativo rispetto al periodo pre-Covid (-15/-10%), mentre negli USA il NASDAQ è addirittura in crescita dell’8% da inizio anno. Ancora una volta, le cause di questo ‘ritardo europeo’ vanno cercate negli effetti delle misure di lockdown (in media più severe di quelle statunitensi) e in generale nella maggior rigidità delle economie europee.

USA, boom degli occupati. Mentre in Europa la disoccupazione scende perché aumentano gli inattivi (ovvero chi non ha e non cerca un lavoro), negli USA il maggio appena trascorso passa alla storia per aver visto il più grande incremento mensile del numero di occupati, con 2.5 milioni di persone assunte in più rispetto ad aprile. Certamente il dato è da vedere alla luce dei pesanti cali di occupazione dei due mesi precedenti, ed è in larga parte dovuto alla riassunzione dei dipendenti licenziati durante il lockdown (vedi numeri scorsi), ma rimane molto significativo dal momento che gli analisti prevedevano una perdita di ulteriori 7.5 milioni di posti di lavoro. Che la strada verso il recupero sia ancora lunga è dimostrato dal fatto che circa 21 milioni di persone usufruiscono attualmente della disoccupazione, ma questo boom è certamente un buon segnale in vista della stagione estiva e della ripresa (sperata) del settore turistico e dei servizi.

USA vs. Cina, le ultime. La controversa legge cinese sulla sicurezza nazionale per Hong Kong ha portato il Dipartimento di Stato americano a minacciare la revoca del riconoscimento dell’autonomia e la cancellazione dei privilegi concessi all’ex colonia britannica. Per il momento l’annuncio non è tuttavia stato seguito da fatti concreti e il trade deal, il principale indicatore dei rapporti tra Stati Uniti e Cina, rimane, se non solido, almeno valido; continuano infatti gli acquisti di beni agricoli (ma Bloomberg riporta che Pechino abbia chiesto alle proprie aziende di ridurli). Un nuovo terreno di scontro si materializza però nei cieli: l’iniziale esclusione delle compagnie aeree americane dalla Cina ha comportato la minaccia di un blocco totale dei voli cinesi verso gli USA. Pechino ha quindi concesso 1 volo a settimana per compagnia.

Manifatturiero, problemi in vista. Mentre in Cina la produzione torna a crescere (molto lentamente, ma più del previsto), in Europa e negli USA gli indici manifatturieri sono ancora in contrazione, sebbene in rialzo rispetto al mese di aprile. L’opinione prevalente è che questo sia un effetto della diversa tempistica di uscita dal lockdown, ma in ogni caso si temono conseguenze sulle catene di fornitura internazionali. In particolare, le imprese tedesche temono che i propri fornitori in nord Italia e Catalogna risentano della lentezza dei governi di Italia e Spagna nell'intervenire in loro sostegno, con ripercussioni sulla produzione tedesca, che in diversi casi si è già fermata per mancanza di componenti. Aumenta quindi nel Paese la pressione per varare tramite l’UE nuove misure di sostegno a Italia e Spagna.

BCE, buone nuove? La notizia del mese (anche se appena cominciato) è la decisione di Christine Lagarde di ampliare il programma di acquisto di bond pubblici e privati con altri €600 miliardi, portando il totale a €1.350 miliardi. Dietro a questa decisione ci sono motivazioni tecniche e politiche: per le prime, la BCE risponde al peggioramento delle previsioni di crescita della zona euro da -5% a -8/-12% e al conseguente deterioramento del rapporto deficit-Pil di alcuni Paesi (per l’Italia, il 170% è ormai il centro dello scenario, invece che l’estremo superiore). Per quanto riguarda le seconde, il Recovery Fund sembra essere sulla buona strada per essere approvato, ma difficilmente arriverebbe prima della primavera-estate 2021 e diversi Paesi non sopravviverebbero così a lungo senza aiuti. Ecco quindi che la BCE è dovuta intervenire nuovamente.

Asia-Pacifico, Giappone ed Australia. Shinzo Abe sta finalizzando i dettagli di un nuovo piano di stimoli all’economia del valore di $1.1 trilioni, con l’approvazione del parlamento prevista entro il 17 giugno. Il nuovo programma porta così il totale della risposta al Covid ad oltre $2.18 trilioni, ovvero il 40% del Pil, il livello più alto fra tutti i Paesi. Il Giappone era però in recessione già prima dello scoppio della pandemia a causa dell’aumento dell’IVA. Situazione opposta per l’Australia, che vede interrompersi il periodo record di 25 anni consecutivi di crescita, con il primo trimestre 2020 che segna un calo del Pil dello 0.3%. Sebbene il Paese sia uscito praticamente indenne dal Covid-19 (102 morti in totale), ha invece pagato la ‘dipendenza’ dalle esportazioni verso la Cina, e il peggioramento delle relazioni diplomatiche con il gigante asiatico getta solo altre ombre sul futuro.

Leonardo Aldeghi



AFRICA SUB-SAHARIANA

Burundi, Évariste Ndayishimiye nuovo Presidente della Repubblica. La Corte Costituzionale di Bujumbura ha confermato la vittoria di Ndayishimiye, che ha incassato il 68% dei voti nelle elezioni presidenziali svoltesi lo scorso 20 maggio. Questa vittoria conferma la forte tenuta del partito già al potere da 15 anni con Pierre Nkurunziza. Inoltre, la Corte ha dichiarato di effetto nullo i ricorsi presentati dal candidato dell’opposizione, Agathon Rwasa, per insufficienza di prove a sostegno della propria argomentazione. Dalla parte del partito di opposizione, il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale), si è schierata anche la Chiesa Cattolica. Quest’ultima ha presentato un rapporto sulle irregolarità intercorse durante il voto.

Cina, continua il sostegno al Continente nero. Il 31 maggio scorso, il Presidente del Sud Africa, Cyril Ramaphosa, ha reso noto che la Cina si è impegnata a fornire 30 milioni di kit per i test, 10mila ventilatori e 80 milioni di mascherine ogni mese. Non è noto quando l’iniziativa prenderà piede, ma ciò conferma che la Cina occupa il primo posto al mondo per il sostegno all’Africa, inaugurato con il “privato” Jack Ma, fondatore di Alibaba.

Coronavirus, nuovo aggiornamento. Ha largamente superato quota 150,000 il numero di casi confermati nel continente africano, avvicinandosi rapidamente alle 200.000 unità. Il numero dei decessi accertati è di 5.060, mentre i guariti sono 81.000 e i casi attivi circa 100.000.

Mali, uccisione del leader di Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQMI). Arriva con forza la notizia dell’uccisione di Abdelmalek Droukdel da parte delle forze speciali francesi. L’operazione, messa in atto per mezzo di elicotteri e attività militari terrestri, si è svolta il 3 giugno scorso nella parte settentrionale del Mali, nei pressi di Talhndak, non molto lontano dalla frontiera con l’Algeria. Oltre a Abdelmalek, pare abbiano perso la vita numerosi membri del suo entourage la cui identità è ancora in fase di accertamento.

Repubblica Centrafricana, ulteriore frenata all’accordo di pace. Sentori di dissenso erano già stati avvertiti con la messa in atto di alcuni attacchi da parte del gruppo 3R, quello che sin dall’inizio si è sentito meno coinvolto nel processo di inclusione politica. La decisione è stata comunicata venerdì 5 giugno e prevede l’uscita dall’accordo di pace siglato a febbraio dello scorso anno, il quale include altri 13 gruppi armati. L’accordo, l’ottavo nel suo genere per la RCA, rischia nuovamente di perdere la sua efficacia compromettendo i faticosi passi in avanti realizzati per riunire sotto un unico cappello la pletora di attori non statali che imperversa nel paese. La notizia arriva poco dopo quella dell’incarcerazione a N'djamena di Abdoulaye Miskine, fondatore del gruppo armato FDPC (Fronte Democratico del Popolo Centrafricano) e partecipante dell’accordo di pace arrestato lo scorso novembre.

Marcello Alberizzi



AMERICA DEL NORD

Il caso George Floyd e le proteste negli USA contro la violenza. George Floyd era un uomo afroamericano di 46 anni, morto il 25 maggio scorso dopo che un agente di polizia a Minneapolis lo bloccò a terra, premendogli il ginocchio sul collo nonostante George avesse detto “I can’t breathe” (Non riesco a respirare). Il video di questo episodio è stato ripreso dai passanti e ha dato origine ad una serie di proteste in molte città americane, la maggior parte delle quali pacifiche. Il caso George Floyd pone l’attenzione su un problema endemico degli Stati Uniti, quello del razzismo sistemico. Nonostante i passi avanti dall’abolizione della schiavitù e dalla fine della segregazione razziale, gli afroamericani continuano infatti ad essere vittime di discriminazioni e ingiustizie. In segno di protesta e vicinanza alla causa, è stata realizzata la scritta “Black Lives Matter” sulla strada verso la Casa Bianca, a Washington D.C.

Da George Floyd al Canada: le manifestazioni continuano. Migliaia di manifestanti a Ottawa ed in altre città canadesi quali Toronto e Halifax sono scesi in piazza al grido “I can’t breathe” e “Enough is enough” come reazione all’uccisione di George Floyd. Anche il Primo Ministro Trudeau ha partecipato alla protesta, inginocchiandosi in segno di solidarietà con i manifestanti riuniti al Parliament Hill. La Commissione per i diritti umani in Canada ha espresso solidarietà e affermato che il razzismo verso i neri non è confinato agli Stati Uniti: anche molte persone con discendenze africane in Canada si sentono infatti insicure e minacciate per il colore della loro pelle.

Scontri violenti in Messico per Giovanni Lopez. Anche in Messico si sono svolte delle proteste contro la polizia per un giovane di 30 anni, Giovanni Lopez, in carcere da maggio. Lopez sarebbe morto a causa delle percosse dei poliziotti. Alcune fonti affermano che era stato fermato perché non indossava la mascherina obbligatoria nei luoghi pubblici per la Covid-19. Non si hanno ancora conferme in merito a quanto accaduto, tuttavia l’episodio ha scatenato proteste nel paese: su Twitter si è diffuso l’hashtag #JusticiaparaGiovanni. Il governatore dello stato messicano di Jalisco, Enrique Alfaro Ramirez, ha promesso di avviare un’indagine per fare luce sulla vicenda.

Marta Annalisa Savino



AMERICA DEL SUD

Argentina, un nuovo contratto sociale per il post-pandemia. La fase di distanziamento sociale per gli argentini sarà protratta ancora fino al 28 giugno. Nel frattempo, il Presidente Fernández sostiene che per uscire dall'emergenza sanitaria “è necessario un contratto sociale per progettare un'altra Argentina”, ed aggiunge che "se il problema del debito sarà risolto, l'economia argentina decollerà in modo magnifico". Un atteggiamento del tutto positivo, da parte del governo argentino, di fronte a tutte le difficoltà che il Paese sta affrontando, dalla pluriennale recessione economica alla lotta per rendere "sostenibile" il suo debito estero. Tuttavia, i dati dell’INDEC rilevano un crollo senza precedenti dell’economia nazionale: del 33,5 % per l’attività industriale e del 75,6% per il settore delle costruzioni.

(Valeria Scuderi)

Colombia, la cooperazione come antidoto al Covid-19. L’entrata ufficiale della Colombia nella OCSE, come 37° Stato membro, rappresenterà indubbiamente un’importante opportunità per il Paese per riformare il suo sistema istituzionale, consacrare i principi democratici e diventare entro il 2030 una potenza regionale di media grandezza in America Latina. Sebbene la pandemia abbia scatenato una scoraggiante crisi economica, secondo i dati del CEPAL la Colombia ha delle basi più solide rispetto a tante altre economie della regione. Tuttavia, per limitare le conseguenze della crisi saranno necessarie, oggi più che mai, politiche di cooperazione e di integrazione regionale. “E tempo di agire in solidarietà", sostiene la vice-presidente Ramírez, appellandosi al discorso della Presidente del FMI sulle politiche di cooperazione in un interconnected world.

(Valeria Scuderi)

Bolivia, rimossi due ministri. Il ministro della sanità, Marcelo Navajas, è stato arrestato per corruzione insieme a quattro funzionari, in seguito all’acquisto di 179 ventilatori destinati agli ospedali locali. Il prezzo “spropositato” di 25mila euro a ventilatore, pagato dal ministero all’azienda produttrice spagnola, ha portato gli inquirenti ad aprire un’indagine. Navajas, ritenuto dal governo il principale responsabile dell’operazione, è finito in custodia cautelare in attesa di processo, venendo sostituito al ministero dalla ex vicepresidente Eidy Roca. Jeanine Añez ha rimosso anche il ministro del settore minerario, Fernando Vazquez, dopo le frasi a sfondo razzista da lui rivolte contro il MAS.

(Domenico Barbato)

Brasile, protesta il gruppo “300 pelo Brasil”. La scorsa domenica il gruppo pro-Bolsonaro ha protestato di fronte alla Corte Suprema contro l’avvio di un’inchiesta sulle fake news. Oggetto delle recriminazioni dei manifestanti neonazisti è stata la libertà di espressione, messa più volte in discussione dalle misure del ministro Alexandre de Moraes. L’indagine, partita dai 29 mandati di sequestro e perquisizione ai danni di presunti blogger pro-Bolsonaro, sta pesantemente limitando le attività del gruppo, finito già sotto accusa per le manifestazioni antidemocratiche del periodo di quarantena e per la posizione favorevole assunta nei confronti del porto d’armi come strumento di autodifesa.

(Domenico Barbato)

Cuba, un nuovo rapporto conferma il blocco degli investimenti stranieri. Un rapporto dell’Havana Consulting Group, ha confermato il blocco degli investimenti stranieri a Cuba, specialmente nella Zona di Sviluppo Speciale di Mariel (ZEDM). Secondo lo studio, l’attivazione americana dei Titoli III e IV della legge Helms-Burton avrebbe avuto un impatto decisivo nel far perdere al mercato cubano la sua “scarsa” attrattività agli occhi degli investitori stranieri. Il blocco sarebbe stato favorito anche da alcune caratteristiche del sistema cubano come l'eccessiva burocrazia, la dualità della moneta, i tabù limitanti lo sviluppo del settore privato e gli obblighi negoziali ai quali l'investitore deve sottostare.

(Domenico Barbato)

Venezuela, il sostegno dell'UE per le elezioni legittime e democratiche. A seguito dell’elezione di Luis Parra come Presidente dell'Assemblea Nazionale e della successiva ratifica da parte della Corte Suprema venezuelana, l'Unione europea, ancora una volta, ha sostenuto pienamente Juan Guaido, dichiarando illegittima l’elezione dell’alleato di Maduro. "I recenti eventi hanno ulteriormente approfondito la crisi istituzionale e politica di lunga data del Venezuela e hanno ridotto lo spazio democratico e costituzionale del paese", dichiara Josep Borrell, Alto Rappresentante UE per gli Affari Esteri e la Politica di sicurezza. Per tale ragione, l’UE si impegnerà a intervenire e sostenere un percorso elettorale negoziato in Venezuela, avvalendosi anche del supporto del Gruppo di contatto internazionale.

(Valeria Scuderi)

Domenico Barbato e Valeria Scuderi



ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Cina, il governo contro Hong Kong e gli USA. Nonostante quest’anno le manifestazioni per la commemorazione della strage di Piazza Tienanmen siano state proibite ad Hong Kong con il pretesto di tenere sotto controllo la diffusione del Coronavirus, molti attivisti pro-democrazia hanno partecipato comunque alla veglia dedicata alle vittime del 1989. Nei giorni precedenti il governo cinese ha approvato con un solo voto contrario la ‘legge sulla sicurezza nazionale’ ad Hong Kong, scatenando un’ulteriore ondata di proteste. I rapporti economici con gli Stati Uniti vengono messi in discussione quando Trump contesta le minacce cinesi all’autonomia dell’ex colonia britannica. L’accordo commerciale ‘Fase 1’, siglato a gennaio dai due Paesi, sta già perdendo valore.

(Margherita Camurri)

Corea del Nord, nuove direttive dal governo. Kim Jong Un richiede fondi all'élite del paese, per fare fronte alla recessione economica causata dalla pandemia del Coronavirus e da pesanti sanzioni internazionali. Nel frattempo, i casi di Covid-19 sembrano diminuire, spingendo il governo a riaprire le scuole. Kim Jong Un questa settimana ha anche stabilito che i rapporti sessuali tra gli adolescenti, considerati ‘sovversivi’, saranno vietati per legge. Il regime attuerà rigide misure di controllo per assicurare il rispetto del divieto: le scuole e i telefoni dei giovani verranno ispezionati e gravi punizioni saranno imposte ai genitori che non riusciranno a controllare le azioni dei propri figli.

(Margherita Camurri)

Corea del Sud, problemi immediati per la nuova Assemblea. La sessione di apertura della 21a Assemblea Nazionale ha visto l’abbandono dell’United Future Party, il principale partito di opposizione, già dalle battute iniziali. I rimanenti deputati, composti da membri del Democratic Party of Korea (DPK, il partito di maggioranza) ed alcuni indipendenti, hanno votato per l’elezione del Presidente e di uno dei due Vicepresidenti lasciando vacante l’altro posto per l’opposizione. Entrambi i partiti principali desiderano le posizioni chiave dei comitati per le politiche principali, quali Il Comitato Legislativo e Giudiziario ed il Comitato Speciale per il Bilancio e la Contabilità. Pur essendo tradizionalmente riservati all’opposizione per un meccanismo di checks and balances, il DPK si appella alla propria maggioranza assoluta per ottenere queste posizioni ed ha affermato che procederà in tal senso.

(Margherita Camurri)

Giappone, il G7 rimane “un framework importante” per le questioni globali. L’iniziativa di espansione del G7 da parte del Presidente Donald Trump, che vede tra le altre cose il rientro della Russia, potrebbe acuire alcune tensioni finora rimaste sopite. In una conferenza tenutasi lo scorso lunedì, il Segretario Generale del Governo giapponese, Suga Yoshihide, ha infatti ribadito l’importanza dell’attuale formato. Inoltre, ha dichiarando che la posizione del Giappone relativamente all’annessione della Crimea da parte della Russia era e rimane di forte opposizione. Le relazioni fra i due Paesi sono rimaste tese a seguito del mancato trattato di pace post-WWII, ed i negoziati in merito non si sono ancora aperti.

(Andrea Angelo Coldani)

India, un periodo difficile. Le tensioni tra Cina e India sembrano riaccendersi nel Ladakh, territorio conteso tra i due Paesi. L’Agenzia Spaziale Europea, infatti, ha rilevato spostamenti di soldati in questa critica regione di confine. A Ovest del Paese la più grande invasione di locuste in quasi 30 anni sta colpendo lo Stato del Rajasthan, distruggendo i raccolti e minacciando il settore agricolo. La FAO in passato ha già sottolineato la pericolosità di questi sciami di insetti che, mangiando quanto 35mila persone in un giorno, possono causare pesanti carestie. La popolazione indiana si trova anche ad affrontare le temperature estreme di questa settimana, che in alcune aree raggiungono i 50°C.

(Margherita Camurri)

Taiwan, approvato reagente anti-Covid. La Food and Drug Administration di Taiwan ha approvato il primo anticorpo prodotto e sviluppato a livello nazionale, dopo che il reagente ha superato test clinici di valutazione e verifica. Si tratta del primo anticorpo domestico autorizzato, ed il ricercatore Wang Chao-yi della divisione medica della Food and Drug Administration ne ha dichiarato una precisione del 90%. Tale reagente aiuterebbe i ricercatori a determinare quante persone sono state infettate dal nuovo Coronavirus, nel tentativo di comprendere meglio la reale estensione dell'infezione a Taiwan durante la pandemia.

(Andrea Angelo Coldani)

Margherita Camurri e Andrea Angelo Coldani



EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

Regno Unito, presa di posizione su Hong Kong. Boris Johnson ha fatto sapere di essere pronto ad estendere il Passaporto Nazionale Britannico a più di due milioni di persone. Questo particolare documento, già posseduto da circa 300mila hongkonghesi, permette di entrare nel Regno Unito per sei mesi senza bisogno di visto. Il premier britannico ha dichiarato di voler aumentare i mesi di permanenza fino a dodici, aggiungendo anche il diritto a trovare lavoro. Sarebbe un modo per favorire l’accesso alla cittadinanza britannica. Tutto questo è una chiara presa di posizione contro Pechino e il suo tentativo di far passare la legge sulla sicurezza nazionale nell’ex colonia britannica. Il governo di Londra, nel frattempo, collabora con Stati Uniti e Australia per monitorare la situazione di Hong Kong.

(Leonardo Cherici)

Italia, missione diplomatica a Berlino. Il Ministro degli Esteri Di Maio è volato a Berlino per incontrare il suo omologo tedesco Heiko Maas. Le dichiarazioni finali pronunciate sono nello spirito di concordia che dovrebbe caratterizzare la politica europea nel periodo di ricostruzione economica. Di Maio ha spiegato che il governo italiano ha apprezzato molto la posizione di Berlino sul Next Generation EU e l’intenzione di riaprire i confini il 15 giugno, per favorire l’arrivo dei turisti tedeschi. Il titolare della Farnesina ha definito il sovranismo deleterio per gli interessi nazionali, alludendo a quei Paesi europei che fin da subito si sono opposti ad un ambizioso piano di risposta alla crisi economica. Maas ha dichiarato che la Germania non abbandonerà nessuno e che, in questi casi, non si può puntare al risparmio, ma si deve spendere con intelligenza.

(Leonardo Cherici)

Unione Europea, pochi progressi sulla Brexit. Il quarto round di colloqui per arrivare ad un accordo mirato a definire i legami futuri fra Londra e Bruxelles non ha prodotto i risultati sperati. Come nell’incontro precedente, Michel Barnier ha dichiarato ancora una volta di non aver compiuto progressi significativi. I problemi principali rimangono in materia commerciale. Il Regno Unito vorrebbe un accordo in stile Canada, ma Bruxelles preme affinché Londra si conformi di più agli standard europei. Il no britannico è secco: in questo caso sarebbe come non essere mai usciti dall’Unione. Il tempo sta per scadere dato che Johnson ha dichiarato di non voler estendere il periodo di transizione oltre il 2020. In caso di no deal entrerebbero in vigore le tariffe del WTO, portando non pochi danni ad entrambe le parti.

(Leonardo Cherici)

UE: aiuti al Venezuela. Josep Borrell, Alto Rappresentante dell'Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha annunciato che l'Unione invierà quasi 145 milioni di euro per sostenere il Venezuela, il quale sta affrontando una situazione molto preoccupante. Attualmente queste sono solo promesse, ma, durante la conferenza internazionale dei donatori, l'UE ha mostrato la sua preoccupazione per l’aggravio della crisi umanitaria in Venezuela, dovuto alla diffusione della pandemia. Borrell ha parlato anche di un aiuto extra, finanziato dalla BEI (Banca Europea per gli Investimenti), di 400 milioni di euro, per aiutare i paesi di arrivo dei migranti. Infatti, secondo le parole del Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, attualmente ci sono quasi 5 milioni di venezuelani costretti a lasciare il loro paese. Human Rights Watch dichiarato che il sistema sanitario nazionale venezuelano è al collasso. Le condizioni in cui la popolazione deve vivere, a causa del conflitto interno, sono difficili. La lotta interna per soffiare il potere all’erede di Hugo Chavez, il Presidente Nicolas Maduro, è ancora aperta.

(Dario Pone)

Piano per la ripresa: "Next Generation EU”. Dopo settimane di negoziati e di scontri tra gli schieramenti nelle istituzioni dell'Unione europea, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha messo sul tavolo la proposta finale per la ripresa dell'area dell'Unione. Una somma di denaro che supera anche l’iniziale idea di Angela Merkel e Emmanuel Macron. Il fondo avrà 750 miliardi di euro, di cui 500 in sovvenzioni e 250 in prestiti. Von der Leyen, sostenuta da Paolo Gentiloni e Thierry Breton, ha puntato su un piano chiamato "Next Generation EU”, un accordo per le prossime generazioni che dovrebbe essere la linfa vitale dell'Unione. Il problema sarà quello di far accettare l'accordo ai Paesi del Nord (Austria, Olanda, Svezia e Danimarca). La Commissione, facendo questa scelta politico-strategica ha voluto mettere in chiaro, nel caso in cui il piano non passasse, chi avrà la colpa per il mancato successo.

(Dario Pone)

Il golden power dell'UE? La Commissione Europea sta lavorando al progetto del Golden Power al fine di proteggere le imprese continentali da acquisizioni extra-UE da parte di imprese che godono di sussidi o capitali di Stato. Thierry Breton, Commissario per il mercato interno e i servizi, e Margrethe Vestager, Commissaria per la concorrenza, sono sulla stessa lunghezza d'onda su questo tema. L'UE deve proteggere la sua forza industriale, e nel farlo, entro il 17 giugno Bruxelles definirà un libro bianco con linee guida e strumenti che gli Stati Membri dovrebbero seguire per controllare le imprese statali. Ad oggi la normativa comunitaria può disciplinare solo le acquisizioni intracomunitarie mentre, un gruppo straniero sostenuto da uno Stato extracomunitario, non potrebbe essere controllato dalle leggi antitrust dell'UE. In questo modo, l'Unione cerca di coprire un vuoto giuridico.

(Dario Pone)

Leonardo Cherici e Dario Pone



EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Siberia, un incidente ambientale scatena l’ira di Putin. Mercoledì scorso, Vladimir Putin ha dichiarato lo stato di emergenza per un grossa perdita di carburante diesel da parte di una sussidiaria del colosso Nornickel. Ventimila tonnellate della sostanza si sono riversate all’interno di un fiume nella tundra siberiana, a ridosso del Circolo Polare Artico. Putin ha criticato aspramente la dirigenza della sussidiaria della gigantesca azienda mineraria e metallurgica, in quanto le agenzie governative sono venute a conoscenza del fatto solo dopo due giorni dall’accaduto tramite i social media. Al momento è stato affermato che il processo di risanamento dell’area inquinata potrebbe richiedere fino a 10 anni e un costo di un miliardo e mezzo di dollari.

(Andrea Maria Vassallo)

NSR, un nuovo successo russo per lungo la rotta artica. Si sta concludendo con successo la spedizione marittima che dal nord della Russia giungerà a breve nei porti cinesi attraverso la Northern Sea Route (NSR), la rotta artica in grado di connettere i due Paesi grazie allo Stretto di Bering. Grazie alla prima nave rompighiaccio in grado anche di trasportare risorse energetiche (in questo caso gas naturale), la Christophe de Margerie, Mosca e Pechino hanno concluso con successo il primo scambio di merci condotto passando dalle acque artiche. La notizia conferma due fattori già molto discussi in precedenza: la rapida evoluzione della tecnologia di trasporto marittimo per affrontare le acque artiche, grazie a massicci investimenti da parte di diversi Stati interessati agli sviluppi nella regione, e la possibilità di solcare il Mar Glaciale Artico in periodi più lunghi rispetto al passato, per via dell'assottigliamento dello spessore dei ghiacci polari a ridosso della NSR.

(Andrea Maria Vassallo)

Le fatiche del Partito Popolare Europeo. Le complicate relazioni tra l'Ungheria e le istituzioni europee sono datate, ma non c'è mai stato un vero strappo in questo rapporto. Tuttavia, dopo il conferimento di pieni poteri che il Parlamento ungherese ha concesso al Primo Ministro Viktor Orbán (a cui tuttavia dovrebbe rinunciare al 20 giugno), potrebbero esserci conseguenze reali. Per anni l'UE ha condannato solo a parole l'erosione dello stato di diritto portata avanti dal presidente ungherese, e c'è una ragione molto specifica per questo: si tratta di mera realpolitik. Gli europarlamentari del partito Fidesz di Orbán sono fondamentali per il progresso legislativo dell'UE, guidato dal Partito Popolare (PPE). Dal 2009, il partito più influente dell'Unione ha perso seggi e potere nel Parlamento dell'UE, e Fidesz applica una sorta di ricatto: in cambio della politica illiberale di Orban il suo partito sosterrà all'interno dell'UE le politiche del PPE, così come ha fatto con la nomina della nuova Commissione guidata da Ursula von der Leyen.

(Dario Pone)

Putin fino al 2036? Vladimir Putin ha definito la data in cui i cittadini russi voteranno per la riforma costituzionale. Se la legge passa, il Presidente in carica potrà rimanere al potere fino al 2036. A causa della pandemia di coronavirus il voto è stato rinviato, ma ora sembra che la situazione nel Paese stia cambiando in positivo. Putin è al potere dal 1999, da quando ha preso il controllo della nazione dal suo predecessore Boris El'cin. Un uomo solo al potere, questa è stata la sua carriera politica, che con mosse autoritarie si è assicurato il controllo come Primo Ministro o Presidente della Federazione. Al fine di mantenere il potere ha messo nelle più alte cariche dell'arena politica marionette a lui fedeli. Ancora una volta, sembra ora che stia cercando di cambiare la Costituzione del Paese per i suoi scopi politici: il supporto a livello politico lo facilita, ma è necessario attendere ulteriori sviluppi.

(Dario Pone)

Balcani: di nuovo la polveriera del vecchio continente? Quale potrebbe essere il costo di un non allargamento per l'UE? Sono anni che ha fermato il processo di espansione e in questo momento questa scelta politica potrebbe costare all'Unione un prezzo ineguagliabile. Nella regione balcanica la situazione non accenna a migliorare: in Bosnia Erzegovina come in Montenegro ci sono situazioni complicate, ma la gli sviluppi più preoccupanti sono in Serbia. Qui il presidente Vucic ha il controllo completo del sistema politico-istituzionale; sebbene egli abbia affermato che l'adesione all'UE è un obiettivo strategico per il suo Paese, non taglia i rapporti storici con Mosca e negli ultimi anni ha intrecciato interazioni geostrategiche con la Cina. Vent'anni fa l'UE aveva capito la necessità di aprire i suoi confini ai Paesi ex sovietici; oggi sembra che stia per commettere un terribile errore, lasciando i Paesi balcanici a una possibile influenza delle superpotenze globali.

(Dario Pone)

Andrea Maria Vassallo e Dario Pone



MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Turchia, Santa Sofia vale una messa? Nell’anniversario della conquista ottomana di Costantinopoli, il Presidente Erdoğan ha aperto le porte di Santa Sofia alla preghiera islamica. La costruzione passò da basilica cristiana a moschea nel 1453, ma nel 1935 il primo Presidente Atatürk ne fece un museo emblema della Turchia laica e moderna. Ad accendere ora il dibattito nella società turca e nella comunità internazionale è quindi il fatto che il monumento sia stato caricato nuovamente di una particolare valenza religiosa. Paesi come la Grecia hanno accusato il governo di un «inaccettabile tentativo di alterare la designazione del sito e un affronto al sentimento religioso dei cristiani», mentre gli oppositori interni valutano la vicenda come l’ennesimo uso politico dell’Islam da parte dell’AKP. Il gesto si aggiunge così alle dispute nel Mediterraneo orientale e rischia di ritorcersi in un doppio effetto boomerang.

(Samuele Abrami)

Qatar, mediazione americana nei cattivi rapporti di vicinato. Dal 2017 Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti portano avanti un blocco dello spazio aereo ai danni del Qatar, accusandolo di supporto a Fratellanza Musulmana, di finanziamento al terrorismo e di rapporti poco chiari con l’Iran. In sostanza, le relazioni tra i paesi leader del Golfo sono sempre più caratterizzate da una divisione in blocchi, connotati ideologicamente e da alleanze extraregionali. A tentare una mediazione pragmatica sono ora gli Stati Uniti, che hanno richiamato l’alleato saudita a un maggiore dialogo: da un lato per il timore che l’assenza di canali con i vicini possa favorire un ponte cooperativo tra Qatar e Iran; dall’altro per la necessità di un rapido accesso allo spazio commerciale e alla propria base di Al-Udeid. Di contro però, Riyad e Abu Dhabi temono di compromettere il loro status privilegiato.

(Samuele Abrami)

Siria, fine della tregua a Idlib. Gli accordi raggiunti a fatica tre mesi fa tra Turchia e Russia per la gestione del conflitto nel nord del Paese si stanno progressivamente sgretolando. Difatti, il Cremlino ha lanciato diversi raid aerei contro le postazioni dei ribelli sull’asse di Al Ziyarah. L’obiettivo è quello di sostenere l’operazione di terra dell’esercito siriano, mirata a spingere quelle che di fatto sono milizie filo-turche verso l’autostrada M4 in modo da obbligare la Turchia all’intervento. In prospettiva, la Russia sembra più che mai determinata a lanciare un concreto segnale di insoddisfazione verso le ambiguità della controparte sul capitolo dei gruppi anti-governativi. L’orizzonte di una rilanciata autonomia russa sul campo minaccia gli interessi primari di Ankara, che rischia di perdere nuovamente la presa su un’area di influenza fondamentale, anche per i propri confini.

(Samuele Abrami)

Egitto, gravi accuse al governo. Mentre Al Sisi si pone in rilievo sulla scena internazionale per aver contribuito a stabilire una tregua tra Haftar e Saleh, sul piano interno il Covid-19 ha fatto emergere profonde falde nel sistema egiziano. Difatti, i medici egiziani hanno accusato a gran voce il governo di essere direttamente responsabile della morte dei propri colleghi impegnati nella lotta alla pandemia. Nello specifico, l’accusa di negligenza è stata indirizzata al ministro della salute, Hala Zayed, ed è stata motivata dalla mancanza di dispositivi di protezione individuali e posti letto per il personale medico infettato. Dall’inizio della pandemia sono stati più di 350 i medici infettati, con almeno 20 morti.

(Federica Sulpizio)

Tunisia, rallenta la diffusione del virus. Un entusiasmo rispettoso per chi non ce l’ha fatta, ma ricco di speranza: Tunisi registra due giornate senza alcun nuovo caso di contagio (4-5 giugno). Visti i presupposti, il governo tunisino si prepara a riaprire al turismo il 27 giugno, seppur accogliendo il 50% degli ospiti rispetto agli anni passati. Se il governo “festeggia” da un lato, dall’altro subisce il problema – comune a molti paesi con diversa intensità – dell’incremento della disoccupazione giovanile. Intanto, la guardia costiera tunisina ha sventato diversi tentativi di emigrare illegalmente al di là del Mediterraneo. Ha destato attenzione anche il rinnovato slancio della partnership bilaterale tra Africom (comando americano per l’Africa) e Tunisia: è previsto l’invio di un contingente americano nel paese. L’intento dichiarato è quello di addestrare l’esercito tunisino, anche se in molti sono pronti a scommettere che la Tunisia funga solo da trampolino di lancio per gli USA verso la Libia.

(Federica Sulpizio)

Algeria, il movimento Hirak “entra” in diplomazia. Ci sono vecchi vizi occidentali che di rado vengono digeriti dai paesi dal passato coloniale. È il caso della produzione di diversi documentari francesi, incentrati sul movimento di protesta antigovernativa Hirak, il quale è ormai giunto al primo anno di età. Quello che è stato dichiarato come un gesto a favore della libertà di espressione da parte dei francesi, diversamente è stato percepito come un attacco al popolo algerino e alle sue istituzioni da parte dell’ex colonia. La prima forte reazione si è concretizzata nel richiamo dell’ambasciatore algerino a Parigi; pare che il disguido diplomatico sia poi stato chiarito da una telefonata tra Macron e Tebboune.

(Federica Sulpizio)

Libia, il GNA prende la Tripolitania. La rotta di Haftar in Tripolitania è quasi completa. Dopo incessanti scontri l’esercito di Serraj, grazie al supporto turco, ha riconquistato l’aeroporto di Tripoli. Il governo di Tripoli ha raggiunto un accordo con l’Italia per sminare il sito e avviare i lavori di ricostruzione. Inoltre le forze del GNA hanno ripreso anche Tarhouna e si accingono a riconquistare Sirte e Al Jufra. Da una parte alcune milizie sembrano pronte a schierarsi nuovamente con il GNA tripolino, il quale ora punta anche il Fezzan, regione meridionale della Libia. Dal Cairo, invece, Haftar e Saleh, presidente del parlamento di Tobruk, annunciano il cessato il fuoco, sconfessando la linea degli UAE e sposando quella russa. Così Ankara e Mosca provano a replicare in terra libica l’equilibrio siriano.

(Michele Magistretti)

Israele, preparativi per un futuro incerto. Quasi un centinaio di strutture educative vengono chiuse a causa di un nuovo focolaio pandemico nelle scuole del paese. Nonostante più di diecimila alunni ed insegnanti siano in isolamento, l’anno scolastico procede. L’esercito israeliano procede nel suo intervento sul suolo siriano, con fini di deterrenza nei confronti di Hezbollah e gli altri proxy di Teheran. Negli ultimi giorni sono stati effettuati raid nei pressi di Hama. A seguito della morte di un palestinese autistico e disarmato per mano della polizia israeliana il ministro della difesa Gantz ha espresso rammarico per l’accaduto. Il neo ministro, inoltre, ha dato istruzioni al capo di Stato maggiore di preparare l’esercito per gli eventuali sviluppi nei rapporti con i palestinesi.

(Michele Magistretti)

Libano, gli sforzi di un paese stremato. Il 28 maggio il Parlamento libanese ha approvato una norma che punta all’eliminazione del segreto bancario. La legge tenta di muovere il primo passo verso la lotta alla corruzione endemica, la quale è sia una delle richieste principali delle piazze di manifestanti, sia una delle condizioni imposte dal FMI per l’erogazione di prestiti. Il Parlamento, inoltre, ha approvato un ingente pacchetto di aiuti volti ad evitare la crisi alimentare. Il valore del pacchetto supera il trilione di lire libanesi ed è rivolto in particolare al sostegno delle famiglie a basso reddito, del settore agricolo e del comparto industriale. Il governo ammette comunque la mancanza di risorse disponibili ad affrontare le esigenze dell’intera popolazione.

(Michele Magistretti)

Samuele Abrami, Federica Sulpizio e Michele Magistretti



TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Afghanistan, continuano gli scontri. A seguito del cessate il fuoco di tre giorni annunciato per la festa dell’Eid (23 maggio), si sono riaccese le tensioni in Afghanistan. Tra gli ultimi attacchi, occorre menzionare quello perpetrato dai talebani contro le forze di sicurezza afghane nella provincia di Zabul (il bilancio sarebbe di 10 vittime tra i militari). In questo contesto, gli Usa avrebbero condotto una serie di raid aerei contro i talebani tra il 4 e 5 giugno, rispettivamente nella provincia di Kandahar e in quella di Farah. Intanto, anche la cellula afghana dell’Isis continua a condurre attentati nel Paese, specialmente a Kabul, dove il 30 maggio un autobus con a bordo una troupe di giornalisti è stato colpito da un attacco esplosivo rivendicato dallo Stato Islamico.

(Vincenzo Battaglia)

Iraq, lanciata l’offensiva “gli Eroi dell’Iraq” contro lo Stato Islamico. Oltre alla varie complessità socio-economiche, il nuovo esecutivo di al-Kadhimi deve affrontare la minaccia dello Stato Islamico. Nel corso degli ultimi mesi, sfruttando anche l’avvento del Covid-19, i militanti dell’Isis hanno intensificato gli attacchi, specialmente nelle aree di Kirkuk, Salah al-Din e al-Anbar (definite “il triangolo della morte”). Per tale motivo, il 2 giugno, il governo ha lanciato l’offensiva denominata “gli Eroi dell’Iraq”, che vede anche l’ausilio dei velivoli della Coalizione Internazionale a guida USA. Tale operazione va a sommarsi alle altre iniziative intraprese dalle autorità irachene (condotte talvolta insieme alle PMU - Popular Mobilization Forces) contro lo Stato Islamico nell’ultimo periodo.

(Vincenzo Battaglia)

Italia, partecipazione alla missione anti-terrorismo. Lorenzo Guerini, Ministro della Difesa italiano, ha dimostrato, durante una chiamata, il proprio appoggio al governo francese nella missione anti-terrorismo. La ministra francese Parly ha sostenuto che, nell’ambito della lotta al terrorismo jihadista, è necessaria una coalizione internazionale nella regione del Sahel, in cui il fenomeno è particolarmente radicato. L’Italia ha accettato di dare supporto militare in quanto, secondo Guarini, le dinamiche della regione del Sahel incidono profondamente sulla regione mediterranea. I due ministri hanno mostrato, inoltre, particolare attenzione alle azioni turche nel Mediterraneo Orientale, dove la Turchia vuole riprendere le esplorazioni petrolifere nella zona di Cipro.

(Laura Vaccaro Senna)

Svizzera, il progetto contro il terrorismo è stato criticato dall’ONU. Tale critica nasce a fronte della privazione di libertà data dallo stato elvetico nel progetto di legge federale sulle misure di polizia per lotta al terrorismo (MPT). Viene esaminata la detenzione preventiva dei terroristi che non rispetta, però, la Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU). Secondo l’ONU e, di conseguenza, per i firmatari della lettera mandata alla Svizzera, il rischio di violare i diritti dell’uomo e i diritti fondamentali è molto alto. Tale progetto di legge viola, attualmente, la Convenzione Europea dei diritti dell’uomo e la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia.

(Laura Vaccaro Senna)

Filippine, di nuovo nel mirino dell’Isis. A circa tre anni dall’assedio di Marawi da parte dei separatisti islamici di Abu Sayyaf supportati dallo Stato Islamico, conclusosi con la liberazione della città da parte delle forze governative, le ripercussioni del lockdown sul tessuto socioeconomico del paese sembrano aver rimesso in moto la macchina del reclutamento jihadista nell’arcipelago. L’attentato dello scorso 17 aprile nel dipartimento di Mindanao, che ha causato la morte di 11 militari dell’esercito nazionale, ha di fatto portato il presidente Duterte a ricorrere alla linea dura. Dopo circa un mese di dibattito, il 4 giugno il Parlamento ha approvato l’Anti Terrorism Act, il quale ha sostituito lo Human Security Act del 2007.

(Davide Shahhosseini)

L’antiterrorismo alla mercé di Duterte. Pur non essendo ancora entrato formalmente in vigore, il nuovo Anti Terrorism Act sta già suscitando i primi dubbi da parte degli osservatori internazionali. Secondo l’Alto Commissario per i Diritti Umani dell’Onu, Michelle Bachelet, la legge, così formulata, si configurerebbe come una violazione del principio di legalità. Ciò che viene in primis contestato a Duterte è la controversa definizione di terrorismo che il medesimo atto contempla. Difatti, secondo quest’ultimo, ogni forma di dissenso manifestata nei confronti dell’esecutivo può essere catalogata come atto di incitamento all’odio e volta a minare la sicurezza nazionale. In questo modo si va a ledere, di fatto, il libero pensiero e la libertà di stampa, facendo sì che il terrorismo, strumentalizzato ad uso politico, riesca a pregiudicare le libertà fondamentali anche senza il ricorso alla mera violenza.

(Davide Shahhosseini)

Davide Shahhosseini, Laura Vaccaro Senna e Vincenzo Battaglia



ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Nazioni Unite, il Consiglio di Sicurezza proroga il mandato della missione di peacekeeping UNAMID in Darfur. Il Consiglio di Sicurezza ha prorogato di due mesi il dispiegamento dell'operazione di peacekeeping “African Union-United Nations Hybrid Operation” in Darfur (UNAMID) mantenendo, però, invariato il numero di truppe e di agenti di polizia assegnati alla missione. Si è deciso, inoltre, di istituire una nuova missione, la “United Nations Integrated Transition Assistance Mission” in Sudan (UNITAMS), volta ad assistere la transizione del Paese in una democrazia, nonché la tutela e la promozione dei diritti umani. La missione inizierà i suoi lavori il 1° gennaio del prossimo anno e avrà una durata iniziale di 12 mesi.

Nazioni Unite, maggio si è confermato il mese più caldo in assoluto. Il mese di maggio appena concluso è stato il più caldo mai registrato nello stesso periodo rispetto agli anni passati; anche i livelli di anidride carbonica hanno raggiunto un nuovo picco, nonostante il rallentamento economico dovuto all’emergenza da COVID-19. Qualsiasi rallentamento industriale ed economico dovuto al COVID-19 non può sostituire un’azione sostenuta e coordinata per ridurre le emissioni gas serra, ha dichiarato il Segretario Generale dell’Organizzazione Metereologica Mondiale (WMO), Patteri Taalas. Gas come l’anidride carbonica e il metano durano nell’atmosfera per centinaia di anni, per questa ragione non ci si può aspettare che il rallentamento attuale avrà particolari benefici a lungo termine.

Nazioni Unite, un appello contro le uccisioni di afroamericani disarmati da parte della polizia. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Michelle Bachelet, ha aspramente condannato l’uccisione del quarantaseienne afro-americano George Floyd da parte delle forze armate dell’ordine di Minneapolis, definendola l’ultima di una lunga serie di uccisioni di afroamericani disarmati da parte di agenti di polizia. Nel suo appello contro la violenza nei confronti degli afroamericani, inoltre, Michelle Bachelet ha ricordato anche Breonna Taylor, Eric Garner, Michael Brown e molti altri afroamericani disarmati che sono morti nel corso degli anni per mano della polizia. Le autorità americane devono intraprendere azioni serie per fermare tali omicidi e garantire che sia fatta giustizia, quando questi si verificano, ha continuato la Bachelet, le procedure devono cambiare e devono essere messi in atto sistemi di prevenzione e di condanna efficaci”.

NATO, crescono in modo allarmante gli attacchi cibernetici. Il Consiglio Atlantico, in un suo statement, ha condannato gli attacchi cibernetici diretti contro coloro che svolgono un lavoro fondamentale per rispondere alla pandemia, compresi i servizi sanitari, gli ospedali e gli istituti di ricerca. Queste deplorevoli attività e questi attacchi mettono in pericolo la vita del nostri cittadini, dal momento in cui questi settori critici sono necessari per superare la pandemia il più rapidamente possibile, per questa ragione la NATO continuerà a fare la sua parte per rispondere alla pandemia e per proteggere le infrastrutture critiche da attività informatiche destabilizzanti e dannose.

OSA, iniziato il secondo mandato del Segretario Generale Luis Almagro. Il 27 maggio è iniziato ufficialmente il secondo mandato del Segretario Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA), Luis Almagro, che rimarrà in carica fino a maggio 2025. Tra gli obiettivi del suo secondo mandato vi sono la promozione della democrazia, come unico sistema politico ideale, e la lotta contro la povertà e la disuguaglianza. Nel suo discorso inaugurale, il Presidente del Consiglio e ambasciatore di Haiti, Leon Charles, ha dichiarato che grazie alla guida di Almagro, l’OSA sarà all’altezza delle nuove sfide poichéil successo del suo mandato sarà il successo dell’OSA e di tutti i suoi Stati membri”.

Marta Stroppa





Framing The World un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Andrea Angelo Coldani: Asia ed Estremo Oriente

Andrea Maria Vassallo: Europa Centro-orientale e Russia

Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Dario Pone: Europa occidentale e Unione Europea, Europa Centro-orientale e Russia

Domenico Barbato: America del Sud

Federica Sulpizio: Medio Oriente e Nord Africa

Laura Vaccaro Senna: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Leonardo Cherici: Europa occidentale e Unione Europea

Marcello Alberizzi: Africa Sub-Sahariana

Margherita Camurri: Asia ed Estremo Oriente

Marta Annalisa Savino: America del Nord

Marta Stroppa: Organizzazioni Internazionali

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

Samuele Abrami: Medio Oriente e Nord Africa

Sara Squadrani: Diritti Umani

Valeria Scuderi: America del Sud

Vincenzo Battaglia: Terrorismo e Sicurezza Internazionale


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