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L'inizio della "calda" estate delle relazioni internazionali

Framing the World: edizione XXXVIII

Bentrovati con il primo numero di Framing di questa estate particolare. Nella nuova edizione il leitmotiv sarà la Cina e i suoi rapporti complessi e sfaccettati con il resto del mondo, che potrebbero mettere in seria difficoltà il Dragone oppure rappresentare un’opportunità storica. Il gigante asiatico è infatti coinvolto in prima persona nella questione uigura, che molto sta facendo discutere, ma recentemente le tensioni sono aumentate anche con India, Taiwan e Russia. Rimane poi la freddezza con gli Stati Uniti, per motivi non solo commerciali, ma a questa si aggiunge anche la ritrovata animosità con l’UE. Come sempre, l’attenzione ad un tema non mette in secondo piano le altre notizie, come gli intrecci diplomatici intorno al Venezuela, gli ultimi sviluppi sul terrorismo nel Sahel e tantissime altre news dal Mondo.

DIRITTI UMANI

Libia, probabili crimini di guerra. L’11 giugno, la missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) ha annunciato la scoperta di almeno otto fosse comuni a circa 100 km a sud-est di Tripoli – ex roccaforte per le forze del generale Haftar. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Guterres ha immediatamente chiesto l’avvio di un’inchiesta "meticolosa e trasparente" per fare giustizia e accertare l’eventuale commissione di crimini di guerra. Il portavoce delle Nazioni Unite Dujarric ha inoltre ricordato ad entrambi le parti del conflitto in Libia i loro obblighi di diritto internazionale umanitario e dei diritti umani.

Egitto, libertà negate e conseguenze. Sarah Higazi, attivista egiziana per i diritti LGBTQI, fu detenuta, torturata e abusata sessualmente nel 2017 per aver sventolato una bandiera arcobaleno durante un concerto al Cairo. A distanza di due anni, il 14 giugno, si è tolta la vita in Canada, dove le era stato concesso l’asilo. Il trauma subito ha prevalso sulla sua vita e sulla sua libertà. Al 22 giugno, Patrik Zaki rimane in carcere senza una data fissata per l’udienza e senza possibilità di difendere la sua posizione, e il caso Regeni rimane irrisolto.

ONU, sessione del Consiglio dei diritti umani dedicata al razzismo. Il 17 giugno si è discusso a Ginevra delle violazioni di diritti umani ispirate da razzismo e delle brutalità della polizia contro le proteste pacifiche che si stanno verificando in tutto il mondo a seguito dell’uccisione dello statunitense George Floyd. Il fratello di quest’ultimo è intervenuto, proponendo insieme ai Paesi africani del Consiglio dei diritti umani dell'Onu la creazione di una commissione d’inchiesta che indaghi sul razzismo sistematico, le violenze della polizia e le violazioni dei diritti umani contro gli africani o gli afroamericani negli Stati Uniti e in altri Paesi.

America Latina, allarme su più fronti. Con 88.782 morti per Covid-19 al 19 giugno, l’America Latina è sempre più al centro della pandemia secondo l’OMS. Il Brasile sembra essere il paese più colpito, nonostante la Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh) denuncia poca trasparenza nelle informazioni. Data la contrazione economica della regione, le analisi del World Food Programme stimano che il numero di persone che vivono una grave insicurezza alimentare potrà addirittura quadruplicare. Infine, il confine USA-Messico rimane affollato, mettendo a rischio migranti e richiedenti asilo così come la salute pubblica.

Cina-USA, i diritti degli Uiguri. Il 18 giugno, il presidente USA Donald Trump ha firmato un provvedimento che condanna la Cina per la persecuzione degli uiguri. Si tratta di una minoranza di religione musulmana e di etnia turcofona, residente nella regione dello Xinjiang, oggetto di persecuzioni e violenze, sottoposta ad una sorveglianza costante. Lo Uyghur Human Rights Policy Act prevede sanzioni per i funzionari cinesi ritenuti colpevoli di detenzione arbitraria, torture e molestie. Una lista che identifichi questi ultimi è richiesta al governo cinese entro 180 giorni. Xi Jinping ha però espresso forte indignazione e minacciato contromisure.

Croazia, respingimento violento dei migranti. La rotta balcanica continua ad essere attraversata da migranti e costellata da campi profughi, sottoposti a quarantena negli ultimi mesi nonostante l’inadeguatezza delle condizioni igieniche. Il confine tra la Bosnia e la Croazia è uno dei maggiori ostacoli, principalmente per i respingimenti violenti della polizia croata. Il 15 giugno, The Guardian ha rivelato come l’UE abbia coperto la negligenza croata nel supervisionare il comportamento violento della polizia. Per la Giornata Mondiale del Rifugiato (20 giugno), il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha ribadito l’urgenza di dover proteggere e sostenere i diritti dei rifugiati, sottolineando come i respingimenti giustificati dai governi europei dall’interesse di proteggere i confini europei causino inevitabilmente violazioni dei diritti umani.

Sara Squadrani

ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

Mercati, torna il sereno. Le parole di Jerome Powell (Presidente della Federal Reserve USA) sull’incertezza della ripresa avevano portato al maggior calo da marzo, con tutti i listini in ribasso di 5-7% (dopo aver toccato i record storici con il Nasdaq). La settimana scorsa i listini hanno però riconquistato la maggior parte del terreno perduto, sulla scia dei dati molto positivi sui consumi (+18% negli USA, +12% in UK) e del calo continuo delle richieste di sussidio negli Stati Uniti. In chiusura di settimana le borse hanno ignorato gli scontri di confine tra Cina ed India, ed hanno invece dato peso al vertice delle Hawaii tra USA-Cina chiusosi con l’impegno cinese ad accelerare l’acquisto dei beni agricoli deciso con il trade deal di gennaio. Positiva anche la reazione ai piani infrastrutturali e di stimolo fiscale (un trilione di USD ciascuno) in preparazione alla Casa Bianca.

Banche centrali, un ruolo di rilievo. Il rapido recupero è stato propiziato anche dall’annuncio della FED di essere pronta ad acquistare i bond delle società più in difficoltà per impedirne il default, una novità rilevante rispetto alla policy di aprile che prevedeva ‘solo’ l’acquisto di titoli statali ed il finanziamento indiretto delle società tramite l’acquisto di fondi ETF. Anche le altre banche centrali continuano a svolgere un ruolo fondamentale: pur non portando i tassi in negativo (equivarrebbe infatti a tassare i risparmiatori), la banca australiana e quella giapponese sono pronte a prendere ulteriori misure di sostegno, come già fatto venerdì (19 giugno) dalla Bank of England con l’acquisto di bond per $125 miliardi e in precedenza dalla stessa Bank of Japan (+$300 miliardi al fondo per i prestiti alle imprese).

Petrolio, l’accordo regge. L’OPEC ha esteso il taglio alla produzione di greggio fino a luglio, assicurandosi anche l’adesione di Iraq e Kazakhstan. Tale taglio è il più grande della storia, con circa -9.7 milioni di barili al giorno. L’obiettivo è continuare a sostenere i prezzi, fortemente colpiti dal calo della domanda causato dalle varie misure di lockdown nel mondo: si cercherà quindi di raggiungere $50/barile, quota fondamentale per sostenere i bilanci di molti produttori. La prima reazione è stata un aumento di circa il 3% a $40 al barile: gli analisti ritengono tuttavia che anche nel secondo semestre un eccesso di offerta (circa 300.000 barili al giorno) metterà sotto pressione i prezzi, impendo rialzi eccessivi. Lo sguardo è naturalmente rivolto ai produttori di shale oil americani, usciti meglio del previsto dalla crisi e pronti a inondare il mercato.

Auto elettriche, un nuovo concorrente. Nonostante lo sbarco in borsa in tempi tutt'altro che certi, Nikola, la nuova start-up chiamata in onore di Nikola Tesla, ha visto un rialzo di poco inferiore al 90% rispetto al prezzo di quotazione. Come suggerisce il nome, Nikola produrrà veicoli elettrici, rivaleggiando con Tesla per vendere il primo pickup elettrico (i mezzi più venduti negli USA) e provando a rivoluzionare anche il mercato dei mezzi pesanti con il primo camion ad idrogeno. Molti analisti hanno visto in questi rialzi dei fenomeni speculativi, dal momento che sebbene la società debba ancora costruire e vendere il suo primo veicolo ha già superato la quotazione in borsa di Ford. L’azienda assicura però di avere ordini per $10 miliardi, e va notato che i suoi partner e investitori iniziali sono leader di settore come Iveco (FCA) e Bosch.

Cina, continua la ripresa ma… La produzione industriale a maggio è cresciuta del 4.4% anno-su-anno, continuando sul trend iniziato con il +3.9% di aprile ma mancando la previsione del 5%. I due terzi delle imprese interpellate nel sondaggio hanno recuperato l’80% della produzione pre-crisi, sintomo che c’è ancora molto terreno di miglioramento. Peggiorano invece le vendite dei beni di consumo (al -2.8% rispetto al -2% atteso), così come gli investimenti produttivi (scesi del -6.3%). La banca centrale ha quindi tagliato di 20 punti base il tasso a 14 giorni (uno dei molteplici tassi applicati in Cina) e assicurato il sostegno alle imprese con nuova liquidità, avvisando però che la misura avrà una scadenza (dettata dal pericolo di eccessivi debiti) e che non ci saranno tassi negativi.

Tecnologia, nuovo scontro. Si acuisce nuovamente lo scontro tra Stati Uniti ed Europa sul tema della digital tax: il Segretario del Tesoro USA Mnuchin ha annunciato la rottura dei negoziati in corso presso l’OCSE in una lettera ai Ministri delle Finanze di UK, Francia, Spagna ed Italia, vista l’inesistenza delle condizioni minime per raggiungere anche solo un’intesa provvisoria. Mnuchin ha inoltre riportato che è il momento di gestire le conseguenze del Covid-19, e non di colpire il settore che sta trainando la ripresa. La Commissione ha espresso rammarico, annunciando però che l’UE procederà unilateralmente entro fine anno. Prosegue però il negoziato sul secondo punto, una tassazione minima globale, sul quale Mnuchin si dice ottimista rispetto ad un accordo entro fine anno data la vicinanza delle parti.

Leonardo Aldeghi



AFRICA SUB SAHARIANA

Camerun, il Presidente riforma il CSM. Dopo diversi anni di immobilismo, il Consiglio Superiore della Magistratura è stato rinnovato e riformato dal Presidente Paul Biya e dall’Assemblea Nazionale. La nomina dei nuovi membri - che hanno sostituito anche figure decedute come quella del Segretario Permanente mancato lo scorso gennaio 2019 - ha consentito di abbassare l’età media e di ridare nuova linfa all’istituto. Di notevole importanza è anche lo spazio concesso ai membri dell’opposizione che, nel corso del tempo, hanno mostrato posizioni forti contro il governo in merito alla situazione nell’Ambazonia.

Coronavirus, la situazione del continente. Come ogni due settimane, ecco il bollettino di aggiornamento sulla diffusione del Covid-19 nel Continente africano. Sono stati raggiunti i 297.000 casi accertati, con poco meno di 8000 decessi e quasi 150.000 guariti. Il continente si appresta quindi a superare quota 300.000 e l’OMS avverte che la diffusione del virus ha iniziato ad accelerare in maniera preoccupante. Infatti, circa sono stati necessari circa 100 giorni per raggiungere quota 100.000 casi, 18 per toccare i 200.000 e sono adesso solamente 10 per aver raggiunto i 300.000. D’altra parte, una buona notizia giunge sempre dall’OMS in tema di malattie: l’Africa è sempre più vicina alla debellazione del Poliovirus.

Mali, nuovi problemi per il Presidente. Ibrahim Boubacar Keita si trova a fronteggiare una nuova ondata di malcontento interna, guidata dalla coalizione di opposizione, che ne chiede le dimissioni. L’esponente principale continua ad essere l’Imam Mahmoud Dicko, il quale ha invitato il popolo e i principali partiti di opposizione a mobilitarsi per la realizzazione di una carta del popolo maliano. La posizione di IBK, presidente dal 2013, sembra essere sempre più in bilico in un contesto caratterizzato da una violenza che non mostra segni di interruzione.

Zimbabwe, paese al collasso. Da diversi mesi ormai lo Zimbabwe vive uno stato di insicurezza e instabilità che coinvolge tutti gli aspetti della vita sociale, economica e, ora, sanitaria del paese. Non solo la maggioranza della popolazione (di 16 milioni) vive in una condizione di rischio alimentare, ma la moneta continua a perdere valore nei confronti del dollaro e ha raggiunto un’inflazione del 780%. Ad oggi, inoltre, si sono aggiunte le problematiche legate alla diffusione del Covid-19 contro il quale il Paese ha limitate risorse. La possibilità di un’insurrezione popolare si fa sempre più plausibile e numerosi osservatori internazionali monitorano l’evoluzione degli eventi.

Marcello Alberizzi



AMERICA DEL NORD

La discussione sulla riforma della polizia negli Stati Uniti. In seguito alle proteste del movimento Black Lives Matter e alla discussione sul razzismo e sulla violenza subita dagli afroamericani, il Presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che sembra incoraggiare una riforma della polizia. L’obiettivo è quello di limitare l’uso della forza; a questo proposito, sono state date delle linee-guida tra cui la creazione di un database federale che contenga i reclami ricevuti dai poliziotti che abbiano avuto comportamenti violenti, per evitare che continuino comunque a lavorare ma in un’altra città. Vedremo quindi quali impatti avrà questo ordine esecutivo, che tratta di un tema molto attuale e che coinvolge un aspetto molto dibattuto nella società americana.

(Marta Annalisa Savino)

Il Canada e il seggio mancato al Consiglio di Sicurezza ONU. Il governo canadese di Justin Trudeau ha subito una sconfitta in seno all’ONU. In effetti, il Canada non è stato eletto quale membro non permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’organizzazione deputata al mantenimento di pace e sicurezza internazionale. Sono stati invece eletti Norvegia e Irlanda, paesi con i quali Trudeau si è complimentato. Per il Primo ministro canadese, questa elezione sarebbe stata importante, come segnale di maggior peso internazionale del paese e di conseguente influenza sull’agenda del CdS.

(Marta Annalisa Savino)

Messico, uno Stato sovrano. Il Paese affronta una fase molto complessa e pericolosa; secondo la Johns Hopkins University, il Messico oggi registra, infatti, il più alto numero di morti (circa 17.500) in America Latina, dopo il Brasile, e più di 150.000 contagiati. Tuttavia, il governo messicano intende far ripartire l'economia nazionale eliminando gradualmente le restrizioni finora imposte, e annuncia di essere disposto a vendere benzina al Venezuela per “necessità umanitaria”. “Il Messico è un paese indipendente e sovrano” sostiene AMLO. “Prendiamo le nostre decisioni e non interferiamo con le politiche di altri Paesi”, ha aggiunto, sottolineando di non temere le sanzioni USA e concludendo che "nessuno ha il diritto di opprimere gli altri, nessuna egemonia può schiacciare un Paese”.

(Valeria Scuderi)

Marta Annalisa Savino e Valeria Scuderi



AMERICA DEL SUD

Argentina, negoziati sulla ristrutturazione del debito e quarantena prolungati. Il Ministero della Salute ha riferito che venerdì 19 il Paese ha superato per la prima volta la cifra di 2.000 nuovi casi di contagi al giorno e ad oggi registra un totale di 39.570 persone infette, di cui 979 morte nelle ultime 24h. Le autorità stanno valutando, infatti, di adottare delle "misure drastiche" per rafforzare la quarantena e limitare il numero dei contagi. Quello attuale è un clima di forte tensione su diversi fronti. Invero, il governo di Fernandez ha annunciato anche di aver prolungato le trattative con i creditori allo scopo di raggiungere un accordo sulla ristrutturazione del debito estero di circa 66 miliardi di dollari. La scadenza imposta ai creditori per decidere la loro adesione allo swap proposto è ora il 24 luglio.

(Valeria Scuderi)

Bolivia, Evo Morales alza la voce sul caso Hermosa. Evo Morales e il suo partito MAS hanno chiesto nei giorni scorsi alle organizzazioni internazionali di prendere posizione sul caso di Patricia Hermosa. L’ex capo del governo Morales è da gennaio prigioniera politica nel Centro di orientamento femminile di Obrajes, a sud di La Paz. Per protestare contro la sua arbitraria detenzione e i crimini di terrorismo e di ribellione a lei imputati, Evo Morales ha chiesto all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani di intervenire affinché “ Nessun crimine di violenza contro una donna rimanga impunito”.

(Domenico Barbato)

Brasile, non si contano più i morti da Covid-19. Bolsonaro ha dichiarato che in Brasile non si conterà più il numero totale di morti e di positivi da Covid-19. La decisione, presa in accordo con il ministero della Salute, è stata annunciata su Twitter dallo stesso presidente. Il presidente ha sottolineato come“ Il vecchio modo di contare i dati non potesse rispecchiare il numero reale di pazienti guariti, dando quindi un’immagine sbagliata del paese”, esprimendosi invece positivamente sulla diffusione dei dati relativi alle ultime 24 ore. “La nuova modalità ci permetterà di definire migliori strategie di aiuto alla popolazione”, ha chiarito lo stesso Bolsonaro.

(Domenico Barbato)

Colombia, la lotta al “narcoterrorismo”. Le autorità colombiane preposte all'immigrazione hanno avviato un processo contro la spia Gerardo José Rojas Castillo, presunto membro delle forze armate nazionali bolivariane (FANB) del Venezuela, catturato il 10 giugno nel nord-est della Colombia. Un evento che inasprisce notevolmente i già instabili rapporti tra Colombia e Venezuela. Inoltre, i rapporti stretti con gli USA, se da una parte consentono alla Colombia di raggiungere esiti positivi nella lotta al narcotraffico (nel 2019 il numero di ettari coltivati a coca nel Paese è infatti sceso da 169k a 154k), dall’altra parte tale alleanza sembra essere un motivo di forte critica per il governo di Duque, accusato di star facilitando gli USA nel compiere azioni militari contro il Venezuela direttamente sul suolo colombiano.

(Valeria Scuderi)

Cuba, tra i candidati al nobel per la letteratura c’è Padura. Lo scrittore cubano Leonardo Padura è uno dei candidati al premio Nobel per la letteratura 2020. La notizia è stata data in esclusiva su Facebook dalla sua casa editrice, la cubana Aurelia Ediciones. In gara con Padura vi sono altri scrittori latinoamericani come il cileno Raúl Zurita, il venezuelano Rafael Cadenas e i colombiani Fernando Vallejo e Juan Gabriel Vásquez. Padura, vincitore del Premio Principessa delle Asturie nel 2015 per il suo “sottogenere” del romanzo nero e per il suo personaggio Mario Conde, ha già messo in discussione il risultato, chiedendo a gran voce la sua esclusione dalla competizione.

(Domenico Barbato)

Venezuela, il presunto finanziamento di Hugo Chávez ai pentastellati. Il quotidiano spagnolo ABC ha pubblicato documenti segreti del 2010 che dimostrerebbero finanziamenti da parte del governo chavista venezuelano al Movimento 5 Stelle, provocando una grande irritazione a Caracas. ABC afferma che fu proprio Maduro, allora Ministro degli Esteri, ad autorizzare l’invio di una valigia diplomatica, contenente 3,5 milioni di euro, diretta al console venezuelano a Milano, Di Martino, intermediario tra il governo Chávez e Casaleggio (fondatore del Movimento 5 Stelle). Tali accuse sono state, tuttavia, prontamente smentite dal consolato venezuelano. Inoltre, il Ministro degli Affari esteri, Jorge Arreaza, ha minacciato di intraprendere un’azione giudiziaria contro il giornalista Marcos García Rey e il quotidiano spagnolo per la falsità delle informazioni diffuse.

(Valeria Scuderi)

Domenico Barbato e Valeria Scuderi


ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Cina, il dialogo con gli USA non arriva ad un consenso. Sebbene entrambi gli Stati abbiano tenuto un basso profilo, il meeting tenutosi in data 18 giugno alle Hawaii tra il Segretario di Stato USA Mike Pompeo ed il diplomatico di spicco Yang Jiechi ha toccato diversi temi divisivi, da Hong Kong a Taiwan passando per la questione uigura. Le sette ore di dialogo hanno però portato a due differenti versioni ufficiali: se la Cina enfatizza come Yang abbia espresso l’irremovibile posizione di Pechino sulle tematiche trattate e reiterato come gli USA non debbano interferire nei propri affari interni, il comunicato statunitense menziona semplicemente la necessità di trasparenza e condivisione di informazioni. Rimangono quindi dubbi sui prossimi sviluppi, e sul raggiungimento di un accordo che allevi il conflitto commerciale.

(Andrea Angelo Coldani)

Corea del Nord, truppe in arrivo nelle zone di confine. Dopo aver fatto esplodere l’ufficio di collegamento tra le due Coree, Pyongyang ha dispiegato le proprie truppe lungo le due aree di cooperazione. Esacerbando le tensioni tra i due Stati, verranno inoltre ricostruiti posti di guardia nella zona demilitarizzata, smantellati nel 2018 per rilassare le relazioni. La campagna di pressione di Pyongyang sul Sud non è intesa tanto ad ottenere concessioni, quanto piuttosto come l’espressione di un senso di tradimento nel processo di riavvicinamento che non ha prodotto gli sgravi sanzionatori richiesti dal Nord. Tutte queste azioni avvengono a seguito dell’attività dei disertori al Sud che rilasciano volantini anti-Pyongyang da far cadere oltre il confine, affiancata dalle voci sul cattivo stato di salute del Leader Kim Jong Un.

(Andrea Angelo Coldani)

Corea del Sud, continua la lotta contro il Coronavirus. Il ministro della salute ha espresso l’esigenza di mantenere le misure di sicurezza sanitaria per sconfiggere il Covid-19 una volta per tutte. Il governo sudcoreano valuterà la possibilità di ritornare a norme più rigide se i casi giornalieri rimarranno più di 50 per almeno due settimane consecutive. Nel frattempo, l’ambasciata americana di Seul ha ritirato uno striscione che supportava il movimento ‘Black Lives Matter’, dopo che i leader degli USA hanno espresso il loro disappunto. L’ambasciata ha successivamente rimosso anche una bandiera arcobaleno, simbolo del movimento di liberazione omosessuale.

(Margherita Camurri)

Giappone, proteste a Tokyo e nuove direttive dal governo. Dal momento che la diffusione del Coronavirus sembra essere sotto controllo, il governo giapponese ha deciso di sospendere le restrizioni sugli spostamenti tra le prefetture. ‘Stiamo aumentando ulteriormente il livello delle attività sociali ed economiche’, ha affermato il Primo Ministro Shinzo Abe. L'obiettivo è quello di cercare di riprendersi rapidamente dalla profonda recessione che ha colpito l’economia giapponese durante la pandemia. Sono più di 3500 i protestanti a Tokyo che si sono uniti alla marcia in supporto del movimento ‘Black Lives Matter’, ponendo un forte accento anche sulle discriminazioni razziali che caratterizzano il Giappone stesso. ‘Il razzismo è una pandemia’, scrivono molti manifestanti sugli striscioni.

(Margherita Camurri)

India, 20 soldati morti al confine indo-cinese. L’area della valle di Galwan, amministrata dalla Cina come parte delle regioni del Tibet e dello Xinjiang ma reclamata dall’India in qualità di parte del territorio di Ladakh, ha visto il più grave incidente dal 1967. Secondo l'esercito indiano, lo scontro è avvenuto durante quello che è stato descritto come un "processo di de-escalation"; tale dichiarazione è stata confortata dal Ministero degli Affari Esteri di Delhi, che riportava lo scontro violento come risultato di "un tentativo da parte cinese di cambiare unilateralmente lo status quo". Da parte cinese, la dichiarazione ufficiale dell'Esercito di Liberazione del Popolo accusa l'India "di rimangiarsi la parola data" e di "violare gli impegni" presi all'inizio di questo mese in occasione di colloqui militari ad alto livello. Resta concreto il rischio di escalation tra i due eserciti.

(Andrea Angelo Coldani)

Taiwan, tensioni con la Cina. La scorsa settimana, il ministro della difesa ha riportato l’intrusione nel territorio di Taiwan di diversi aerei da combattimento cinesi. Le tensioni con la Cina si stanno inasprendo, dal momento che il governo cinese teme le possibili conseguenze delle idee separatiste del presidente Tsai Ing-wen. Anche attività militari degli Stati Uniti, che si sono schierati in difesa dell’autonomia di Taiwan, sono state rilevate nei pressi dell’isola. Inoltre, dopo le ultime proteste di Hong Kong, il governo ha offerto ai cittadini pro-democratici la propria assistenza, presentando l’isola come possibile rifugio per gli attivisti. Nei giorni scorsi, anche a Taipei è stata organizzata una protesta pacifica per il movimento ‘Black Lives Matter’.

(Margherita Camurri)

Margherita Camurri e Andrea Angelo Coldani



EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

Unione Europea, Consiglio ancora spaccato. Nonostante l’emergenza economica, i leader europei non sono riusciti a trovare un accordo sul Recovery Fund che dovrebbe aiutare i Paesi più colpiti a ripartire. Il premier Conte era abbastanza ottimista sulla riunione, ma ha incontrato l’opposizione dei “frugali” che non abbandonano le loro posizioni. La Presidente von der Leyen ha dichiarato che il Consiglio vuole trovare un accordo entro agosto per evitare che le risorse messe a disposizione arrivino troppo tardi. In realtà, questo proposito sembra un po’ stonare con i commenti di Olanda e Svezia per le quali ottenere un’intesa entro l’estate sarebbe importante, ma non così essenziale come per Italia e Spagna. Anche la Germania preme per trovare un compromesso velocemente, ma rimane ambigua la sua posizione in merito all’ammontare di risorse e modalità del Recovery Fund.

(Leonardo Cherici)

Unione Europea, sfida commerciale alla Cina. Bruxelles prende posizione, su pressione degli Stati membri, per proteggere il proprio mercato. Come riporta Bloomberg l’Ue ha imposto dazi su due aziende egiziane collegate a Pechino, produttrici di fibra di vetro che viene esportata nei vari Paesi membri. Alla base della decisione c’è, secondo Bruxelles, un comportamento scorretto da parte di Cina ed Egitto che aiuterebbero con fondi statali le due imprese. Tutto questo produce degli effetti distorsivi all’interno del mercato unico e la concorrenza non sarebbe più tutelata. La decisione è importante perché si associa alla pubblicazione del White Paper, ovvero un documento in cui la Commissione si impegna ad affrontare il problema dei sussidi alle imprese extra europee da parte di Paesi Terzi. È possibile ipotizzare che ciò peggiorerà le relazioni commerciali con Pechino.

(Leonardo Cherici)

Italia, M5S sotto inchiesta. La pubblicazione da parte del quotidiano spagnolo Abc della notizia sui presunti fondi che il Movimento di Beppe Grillo avrebbe ricevuto nel 2010 dal governo venezuelano ha avuto immediati effetti giudiziari. La procura di Milano ha infatti aperto un’indagine per capire se quel finanziamento ci sia stato oppure no. Ad oggi le uniche prove di cui dispone sono quelle fornite dal giornalista Marcos Garcia Rey che, però, sollevano non pochi dubbi. Tuttavia è importante ricordare che la galassia grillina è sempre stata vicina al Venezuela di Chavez e Maduro, a tal punto da non riconoscere la figura di Guaidò. Tutto ciò complica la posizione in politica interna del Movimento che potrebbe trovarsi nella stessa situazione della Lega, con al posto dei russi i venezuelani. Sicuramente le opposizioni, ma non solo, sfrutteranno questo fatto per indebolire la compagine grillina all’interno della maggioranza.

(Leonardo Cherici)

UE, lotta alle fake news. Vera Jourová, vicepresidente della Commissione UE, ha affermato che “l'UE è stata colpita da diverse ondate di disinformazione durante la pandemia del Coronavirus”. Per l'Unione Europea la lotta alle notizie false e alla cattiva informazione è uno degli obiettivi più importanti, e per raggiungerlo ha cercato di definire un piano difensivo. Il vicepresidente, sostenuto dall'Alto rappresentante dell'UE per gli Affari Esteri Josep Borrell, ha indicato che la maggior parte di queste ondate sono arrivate da fonti pro-Cremlino e dalla Cina. Affrontando la questione Jourová ha anche dichiarato che l'Ue si aspetta maggiori sforzi dalle piattaforme digitali come Google e Facebook nella guerra contro le fake news. Quella che stiamo vivendo non è solo una pandemia ma anche una infodemia; ci siamo quindi trovati ad affrontare un periodo in cui la situazione è stata critica non solo dal punto di vista sanitario, ma anche da quello della diffusione incontrollata di informazioni false. Concludendo la sua dichiarazione, il commissario ha dichiarato che “garantire la libertà di espressione e il pluralismo del dibattito democratico è uno degli obiettivi più importanti per l'UE”.

(Dario Pone)

Italia: la riunione degli Stati generali. Il 13 giugno il premier italiano Giuseppe Conte ha inaugurato quello che dovrebbe essere uno dei momenti più importanti per il futuro del Paese. Il governo e i rappresentanti economici e sociali saranno presenti alla riunione degli stati generali, che dovrebbe indicare la strada che l'Italia dovrà seguire negli anni a venire. Nella prima parte dell'incontro, che durerà fino al 21 giugno, si parlerà della partita che i Paesi dell'UE devono giocare per definire la ripresa dell'area comunitaria, fortemente colpita dalla pandemia di Covid-19. D'accordo con le parole della Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, la quale ha chiarito che un'Italia forte è necessaria per l'Ue, Conte ha dichiarato che le nazioni europee devono cooperare per rinascere da questa crisi. Inoltre, secondo il Next generation plan dell'UE, le risorse stanziate dal governo italiano (e anche quelle che arriveranno da Bruxelles) seguiranno 3 linee strategiche: modernizzazione del Paese, transizione ecologica, inclusione sociale, di genere e territoriale.

(Dario Pone)

Germania, la questione Lufthansa. Come tutte le compagnie aeree anche Lufthansa, che è considerata la più importante tra quelle europee, ha avuto seri problemi a causa dello stop dovuto alla pandemia di Coronavirus. Durante i mesi di blocco aereo, complice la diminuzione dei suoi prezzi sul mercato, le azioni Lufthansa sono state acquisite da Heinz Hermann Thiele, che ora possiede il 15,52% dell'azienda. L’azienda ha comunque dovuto chiedere aiuto al governo tedesco per evitare il fallimento. Thiele ha espresso la sua delusione per il modo in cui verrà aiutata l'impresa: lo stato acquisirà infatti la quota del 20% del capitale della compagnia e diventerà quindi socio di maggioranza. Per l’imprenditore questo non sarebbe l'unico modo per salvare Lufthansa; ad esempio Air France riceverà aiuti dal governo francese sotto forma di prestiti, e lo stato non parteciperà quindi al capitale della compagnia. Anche se il ministro dell'economia tedesco Olaf Scholz ha chiuso le trattative tra le parti, per Thiele questa non è la fine della questione.

(Dario Pone)

Leonardo Cherici e Dario Pone



EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Dissapori artici: il rischio dello spionaggio tra Russia e Cina nel nord del mondo. L’alleanza strategica sancita tra Mosca e Pechino è stata riconosciuta come un tassello fondamentale per la ridefinizione degli equilibri internazionali nell’Artico. Tale alleanza è però segnata da un labile confine tra la cooperazione e la competizione: la Russia ha infatti accusato un suo ricercatore di passare informazioni riservate a Pechino sulla navigazione sottomarina, la tecnologia chiave che Mosca sta elaborando per assicurarsi la supremazia strategica nell’area. Questa dichiarazione, pur potendo incrinare i rapporti tra i due alleati nel prossimo futuro, dimostra la volontà di Mosca di tutelare il proprio vantaggio tecnologico e scientifico all’interno della regione che riconosce come zona di influenza esclusiva.

(Andrea Maria Vassallo)

Il Consiglio Europeo rinnova le sanzioni contro la Russia. Il Consiglio Europeo ha deciso di rinnovare le sanzioni contro la Federazione Russa di un ulteriore anno, fino a giugno 2021. Le suddette sanzioni impediscono alle industrie stanziate all’interno dell’Unione Europea di investire in Russia e di importare beni dalla penisola di Crimea; sono attive dal 2014, e rappresentano lo strumento diplomatico con cui l’Unione intende esprimere il suo disaccordo riguardo l’annessione forzata della Crimea. Sorge però spontanea una domanda: le sanzioni contro Mosca basteranno per supportare la firma di un nuovo accordo che garantisca la pace nella regione ucraina?

(Andrea Maria Vassallo)

Russia, campanello d’allarme per Putin. Dopo il disastro ambientale avvenuto a Norislk (regione dell'Artico) il 29 maggio, la reazione di Vladimir Putin non si è fatta attendere. Aprendo il referendum costituzionale del 1° luglio, Putin ha visto diminuire notevolmente l'approvazione della riforma; la gestione della pandemia è altresì stata un punto di critica contro il Presidente, che ha visto il suo sostegno diminuire fortemente. I cittadini sono preoccupati per gli effetti del cambiamento climatico sul loro Paese, e questo disastro ecologico ne è la prova: per dimostrare la sua attenzione al tema Putin ha ordinato il controllo di tutte le infrastrutture energetiche russe (costruite in epoca sovietica), essenziali per l'economia del Paese e già colpite dalla pandemia. Anche se gli effetti dello scioglimento del permafrost potrebbero creare vantaggi per il Paese, gli svantaggi saranno ben superiori. Per Putin, alla ricerca dell'approvazione per estendere il suo potere sul paese, è al momento essenziale soddisfare l’opinione pubblica.

(Dario Pone)

Albania, quarantena per l'informazione pubblica. Il blocco imposto all’Albania a causa della pandemia del Coronavirus ha dato al Governo guidato da Edi Rama l'opportunità di prendere il controllo dei mezzi di comunicazione. Il Governo ha creato un comitato che avrebbe dovuto prendere il provvedimento per contenere la diffusione del virus, ma in tutto il procedimento non c’è stata trasparenza. Le decisioni sono state comunicate dal Premier attraverso il suo profilo Facebook prima ancora di essere pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale. Sfruttando la necessità di proteggere e informare i cittadini contro possibili attacchi di disinformazione, il Primo Ministro ha monopolizzato il sistema di comunicazione. Diverse restrizioni sono inoltre state imposte ai canali mediatici.

(Dario Pone)

Kosovo, un nuovo Governo. Nello Stato balcanico del Kosovo si è insediato un nuovo Governo, con la decisione della Corte Costituzionale del Paese che ha convalidato una nuova coalizione al potere. Alla fine di marzo il Parlamento ha votato la sfiducia al precedente governo Hurti: a seguito di ciò, l'ex Primo Ministro e capo del movimento Vetëvendosje ha riversato la protesta sulle strade. Dopo soli 50 giorni dall'insediamento, il VV ed il LDK (partito socialista kosovaro) si sono divisi, portando alla mozione di sfiducia. Lo LDK, grazie alla decisione della Corte, ha però formato un nuovo Governo con altri partiti minori. Nel Paese c'è una discussione riguardo la legge che vieta a un membro del Governo di rimanere parlamentare, al fine di dividere il potere di chi fa le leggi e di chi le fa rispettare. Hurti, il politico più votato del Paese, ha inoltre dichiarato che una nazione dove il partito più sostenuto non poteva governare ha preso una strada diversa dalla democrazia.

(Dario Pone)

Andrea Maria Vassallo e Dario Pone



MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Turchia, un nuovo vecchio fronte nel Kurdistan iracheno. Senza particolari preavvisi, nei giorni scorsi la Turchia ha lanciato un’operazione militare, ribattezzata Artiglio di Tigre, nel nord dell’Iraq. In seguito a bombardamenti aerei sulle montagne di Qandil e nei pressi di Sinjar, il Ministero della Difesa di Ankara ha annunciato “l’ingresso di truppe speciali contro i terroristi del PKK”. Lo scopo è tagliare le vie di approvvigionamento del Partito curdo dei lavoratori che nell’area ha trovato una base per operare tra Turchia, Iraq e Iran. Una presenza mai tollerata da Ankara, sebbene l’area rientri nei confini statuali altrui. Il debole governo centrale di Baghdad e la Lega Araba protestano timidamente, mentre il resto del fronte curdo-iracheno rimane silente poiché lo stesso Governo regionale del Kurdistan, da tempo un alleato d’affari della Turchia, vive un rapporto conflittuale con il PKK. Si aprono ora speculazioni su un avallo iraniano e sui rischi securitari interni.

(Samuele Abrami)

Siria, Assad sull’orlo del baratro. Se la guerra presenta ancora diversi fronti caldi, sono ora la crisi economica e le proteste di piazza a far tremare Assad. L’85% della popolazione vive sotto la soglia di povertà, mentre la caduta a picco del valore della Lira e la corruzione endemica creano una disparità spaventosa anche in termini di diritti. A questo si aggiungono gli effetti della crisi finanziaria in Libano e l’annuncio statunitense delle sanzioni previste dal Caesar Syria Civilian Protection Act, che intende congelare gli affari illeciti nelle redini della cerchia degli Assad. La diatriba col cugino, il potente businessman Rami Makhlouf, può rappresentare un paradigma per gli scenari che attendono un Assad sempre più in difficoltà. E molto dipenderà dalle priorità dell’asse Russia-Iran, che potrebbe anche sacrificare il regime per creare un nuovo patto sociale, senza perdere l’avamposto siriano.

(Samuele Abrami)

Tunisia, la crisi non sarà risolta con il debito estero. Il Primo ministro tunisino Fakhfakh si è pronunciato contro il ricorso al debito estero per coprire le spese che – data l’attuale crisi – rivestono carattere di urgenza. I finanziamenti per colmare un fabbisogno di $1,6 miliardi saranno interni: il mercato locale si assumerà l’onere. Un primo passo per raggiungere questo obiettivo sarà il congelamento dell’aumento dei salari del settore pubblico (nonostante siano tra i più bassi al mondo data l’alta inflazione). Lo scenario peggiore prefigura una perdita di Pil fino al 7%; nonostante la fine di tutte le restrizioni alla circolazione e alle imprese sia fissata per il 27 giugno, il fruttuoso settore turistico potrebbe non risollevarsi così facilmente. Volgendo lo sguardo al Mediterraneo, dopo la tragedia della scorsa settimana lungo le coste tunisine in cui hanno perso la vita circa trenta persone, la Tunisia ha bloccato almeno tre barconi diretti in Italia.

(Federica Sulpizio)

Egitto, si volge lo sguardo oltre le criticità interne. Il Nilo sta all’Egitto come il Papa sta al Vaticano, ma cosa accade quando si interferisce (seppur indirettamente) in questo binomio indissolubile? È il caso della costruzione della “diga del Rinascimento” etiope a servizio della centrale idroelettrica in costruzione sul Nilo Azzurro. La vicenda non è nuova e ha creato non poche incomprensioni tra Egitto ed Etiopia; il primo recentemente ha chiesto al Consiglio di Sicurezza ONU di intervenire per riprendere i negoziati - in fase di stallo - con l’Etiopia. Sul fronte libico, invece, durante la visita di Al-Sisi ad una base aerea egiziana vicina al confine occidentale con la Libia, il presidente ha avvertito il suo esercito di tenersi pronto a svolgere qualsiasi missione all’interno o all’esterno del paese per proteggere la sicurezza nazionale. Avvertimento di non poco conto data la situazione attuale.

(Federica Sulpizio)

Libia, un nuovo stallo. L’Africom rileva la presenza di due migliaia di contractor della Wagner operanti a fianco delle milizie di Haftar. Il generale della Cirenaica è ormai considerato un cavallo perdente anche dai suoi principali sponsor, Russia ed Egitto. Mentre il fronte si stabilizza sulla linea tra Sirte ed Al Jufra, a Tripoli è giunta una delle prime squadre di militari italiani, chiamate da Serraj per sminare alcune aree abbandonate da Haftar dopo le recenti sconfitte. Inoltre, l’Iran, tramite le parole del ministro degli esteri Zarif, annuncia il proprio supporto al governo di Tripoli, sostenuto dalla Turchia. Negli ultimi giorni, invece, sono aumentate le tensioni tra la marina militare francese e quella turca nelle acque territoriali libiche.

(Michele Magistretti)

Israele, verso le annessioni? A complicare uno scenario oltremodo complesso che rischia di scivolare nell’instabilità giunge l’annullamento, da parte della Corte Suprema, di una legge del 2017 che permetteva l’insediamento dei coloni su terra privata palestinese in Cisgiordania. Il regno hashemita rinnova la propria critica feroce ai piani di annessione israeliani della Valle del Giordano e del Mar Morto settentrionale. Il governo ha inoltre approvato il progetto di edificazione delle “Alture di Trump”, un nuovo villaggio che verrà eretto sulle alture del Golan. Bibi ha incontrato il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, per approfondire la convergenza strategica e rafforzare la partnership con il paese ellenico, anche con l'obiettivo di contenere l’attivismo turco nella regione.

(Michele Magistretti)

Libano, un paese tormentato e sconvolto. Il paese vive ormai il completo disfacimento della propria classe media. I disoccupati sono mezzo milione, tra questi molti giovani istruiti. Tra i laureati, circa il 40% si ritrova senza lavoro. Inoltre, più di un dipendente privato su tre non ha ottenuto un salario negli ultimi mesi. La crisi finanziaria e la svalutazione della lira libanese hanno portato ad una nuova fiammata di violente proteste tanto che il primo ministro, Hassan Diab, accusa le opposizioni di sobillare i disordini. È probabile un peggioramento ulteriore del quadro economico a causa delle nuove sanzioni statunitensi contro il regime siriano. Il paese dei cedri intrattiene notevoli rapporti economici con la Siria e le nuove sanzioni potrebbero danneggiare molte imprese.

(Michele Magistretti)

Samuele Abrami, Federica Sulpizio e Michele Magistretti



TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Nella regione del Sahel, gruppi jihadisti hanno iniziato a combattersi. È “la fine dell’eccezione saheliana”, scrive Wassim Nasr, esperto di movimenti jihadisti. Con “l’eccezione” si intende uno schema insolito nelle scene jihadiste contemporanee, ovvero la non-belligeranza tra gli affiliati di al-Qaeda e quelli dell’ISIS. Infatti, negli altri contesti in cui sono presenti gruppi di entrambe le fazioni, la contrapposizione armata è la norma. Negli stati saheliani, sebbene non ci fosse prova di una effettiva collaborazione, le fazioni non si erano mai combattute fino ad aprile. Gli osservatori internazionali hanno raccolto indizi che segnalano il cambio di rotta, concludendo in un rapporto pubblicato il 2 giugno scorso che i due gruppi hanno iniziato a competere per l’egemonia: sembra infatti che la fazione qaedista tema il maggiore appeal dell’avversario nel reclutamento di aspiranti jihadisti.

(Laura Morreale)

Continuano le operazioni militari a guida francese nel Sahel. Le azioni francesi in loco sono tornate all’attenzione dei media internazionali con la dichiarazione, da parte del Ministero della Difesa francese, dell’uccisione del leader di al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), Abdelmalek Droukdel. L’operazione, in cui sarebbero morti altri esponenti dell’organizzazione, ha avuto luogo il 3 giugno nel nord del Mali. Figura centrale nel jihadismo algerino dei decenni precedenti, Droukdel agiva da tempo anche negli scenari saheliani. L’evento ha tuttavia riacceso tra gli analisti il dibattito sull’efficacia della strategia francese nel Sahel, accusata di non essere in grado di fronteggiare la complessità di un modello di jihadismo sempre più decentralizzato, oltre che di non agire contro le cause profonde dell’instabilità e di non avere incrementato la sicurezza della zona.

(Laura Morreale)

Afghanistan, la violenza non conosce tregua. Mentre gli Usa annunciano il completamento della prima fase del ritiro delle truppe, le violenze in Afghanistan persistono senza tregua. In particolare, è incrementato il numero di offensive contro le forze militari afghane da parte dei Talebani. Questi ultimi, secondo le autorità di Kabul, avrebbero condotto dall’8 al 15 giugno 222 attacchi in 29 province, causando la morte di 171 membri delle forze di polizia e di sicurezza. Tra gli ultimi agguati perpetrati dal movimento islamista, occorre riportare quello nella provincia di Jazwan (nord dell’Afghanistan) e quello nella provincia di Kunduz (sempre nel nord). Entrambi gli attentati, avvenuti quasi in simultanea nella notte tra il 16 e 17 giugno, avevano come obiettivo le forze di sicurezza. Tra queste le vittime in tutto sarebbero 17 (12 a Jazwan e 6 a Kunduz).

(Vincenzo Battaglia)

Nigeria, gli jihadisti tornano all’assalto. E’ di circa 60 civili, tra essi anche bambini, il bilancio delle vittime dell’attentato che il 9 giugno ha raso al suolo un villaggio della provincia di Maiduguri, nello stato di Borno. Quest’ultimo da decenni è teatro di una lotta all’ultimo sangue tra Boko Haram e le forze della coalizione regionale che dal 2015 vede l’esercito nigeriano affiancato dalle forze militari dei vicini Benin; Camerun; Ciad e Niger, anch’essi nel mirino dei terroristi. Secondo quanto riportato dai media locali, il medesimo attacco vede la firma dell autoproclamato Stato Islamico della provincia dell'Africa occidentale (Iswap). Dopo la scissione da Boko Haram avvenuta nel 2016, la cellula di Iswap, che ha giurato fedeltà a Daesh, è stata la matrice di altrettanti attentati ai danni di civili e militari nelle vacillanti regioni del nord est del paese.

(Davide Shahhosseini)

Nigeria, le comunità del Borno lasciate a se stesse. Nonostante l’istituzione della coalizione militare che vede dal 2015 gli eserciti di quattro paesi diversi schierati al fianco delle forze di Abuja, e gli appelli del presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, all’unità nazionale contro gli jihadisti, ad oggi per le comunità dello stato di Borno, una delle regioni più martoriate dal terrorismo di matrice islamica a livello mondiale, la luce in fondo al tunnel appare ancora molto distante. Gli attentati delle settimane precedenti hanno visto Boko Haram e la cellula di Iswap intervallare nel seminare il panico tra un villaggio e l’altro, arrivando a superare il tasso di mortalità nazionale del covid - circa 150 civili massacrati in una settimana rispetto ai 507 decessi totali dall’inizio della pandemia. Tutto ciò porta alla luce i limiti dell’attuale classe politica nigeriana nell’eterna lotta alla jihad.

(Davide Shahhosseini)

Davide Shahhosseini, Laura Morreale e Vincenzo Battaglia





Framing The World un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Andrea Angelo Coldani: Asia ed Estremo Oriente

Andrea Maria Vassallo: Europa Orientale e Federazione Russa

Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Dario Pone: Europa occidentale e Unione Europea

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Federica Sulpizio: Medio Oriente e Nord Africa

Laura Morreale: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Leonardo Cherici: Europa occidentale e Unione Europea

Marcello Alberizzi: Africa Sub-Sahariana, Organizzazioni Internazionali

Margherita Camurri: Asia ed Estremo Oriente

Marta Annalisa Savino: America del Nord

Marta Stroppa: Organizzazioni Internazionali

Martina Pignatelli: Diritti Umani e Organizzazioni Internazionali

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

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Valeria Scuderi: America del Nord e America del Sud

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