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L'incerto proiettarsi della Comunità internazionale verso nuove prospettive

Framing The World, Numero XLIV

La Comunità internazionale entra nell'ultimo trimestre del 2020 pensando alla ripresa dalla pandemia, ma con il numero di contagi sempre in salita. Dall'Iran alla Tunisia, da Israele al Sud America, dall'Estremo Oriente all'Europa si cerca di arrestare la crisi socio-economica prodotta dalla circolazione del virus. Mentre l'Iran intraprende un nuovo dialogo con la Russia, la Cina cerca di farsi protagonista nella distribuzione del futuro vaccino e in Europa si riaccende il dibattito sulla Brexit, vi parliamo anche dei nuovi sviluppi in tema di diritti umani e terrorismo.

C’è tutto questo e molto altro nel nuovo numero di Framing the World!

DIRITTI UMANI

Sud Sudan, l’insicurezza alimentare usata come metodo di guerra. La Commissione ONU sui diritti umani in Sud Sudan ha pubblicato il 5 ottobre un report dimostrando che tra gennaio 2017 e novembre 2018 le forze governative e quelle di opposizione hanno intenzionalmente privato la popolazione civile – spesso prendendo di mira le comunità non allineate – di risorse fondamentali. Queste azioni sono definite “atti di punizione collettiva e di intenzionale aggravamento dell’insicurezza alimentare come metodi di guerra illeciti”. Per il governo, si configura inoltre una violazione degli obblighi internazionali – ai sensi della Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli – di rispettare, proteggere e realizzare il diritto al cibo per tutti in Sud Sudan. Si fatica perciò ad ottenere sia la transizione per il paese che il superamento della crisi umanitaria apertasi insieme alla guerra civile nel dicembre 2013.

(Sara Squadrani)

Cina, 39 paesi chiedono alle Nazioni Unite di intervenire contro le violazioni dei diritti umani. Il 6 ottobre una dichiarazione congiunta interregionale è stata presentata in seno alla terza commissione dell’Assemblea Generale dell’ONU, dedicata alle questioni sociali, culturali e umanitarie. L’Ambasciatore tedesco Christoph Heusgen ha coordinato l’iniziativa. I 39 paesi, tra cui Stati Uniti e la maggior parte degli Stati dell'UE esortano la Cina a rispettare i diritti umani della minoranza uigura nello Xinjiang e in Tibet, nonché della popolazione di Hong Kong – per cui si esprimono gravi preoccupazioni riguardo la Legge sulla Sicurezza Nazionale. Si chiede alla Cina “di consentire un accesso immediato, significativo e senza restrizioni allo Xinjiang per gli osservatori indipendenti, compreso l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani" e di “sostenere l'autonomia, i diritti e le libertà ad Hong Kong e di rispettare l'indipendenza della magistratura”.

(Sara Squadrani)

El Salvador, Guatemala e Honduras: persecuzioni anti-LGBT. Sono molti i richiedenti asilo LGBT negli Stati Uniti che provengono dai paesi di El Salvador, Guatemala e Honduras e che si trovano a dover fuggire dal proprio Paese per delle vere e proprie persecuzioni nei loro confronti. Il recente rapporto di Human Rights Watch documenta quale sia lo stato della sicurezza per le persone LGBT in questi tre Paesi e come le istituzioni locali non siano in grado di proteggere in modo adeguato queste persone da violenze e discriminazioni. I dati raccolti testimoniano da una parte come in questi Paesi dell’America Centrale ci siano tra le più alte percentuali di omicidi contro persone LGBT e di come i governi stiano in realtà adottando delle politiche che non mirano a semplificare le loro vite ma a complicarle ulteriormente. Tra queste l’impossibilità alle persone transgender di cambiare i loro nomi e gli indicatori di genere sui loro documenti ufficiali o la non esistenza di disposizioni generali per la non discriminazione civile.

(Federico Brignacca)

Richiedenti asilo in Italia, alcune novità con un nuovo decreto. I primi di ottobre il Consiglio dei Ministri ha ribaltato le politiche dell’ ex-Ministro dell’Interno Matteo Salvini anti-immigrazione con un nuovo decreto che punta a ristabilire nella legge italiana il permesso di soggiorno per motivi umanitari, che verrà chiamato “protezione speciale”. Il permesso, della durata di due anni, vuole essere uno strumento per tutte quelle persone che non hanno diritto all’asilo ma se fossero rimandate nei loro Paesi potrebbero subire torture o trattamenti contro i diritti umani. Ancora il decreto non è stato sottoposto al controllo parlamentare, il quale potrà apportare delle modifiche, ma l’apertura nei confronti dei richiedenti asilo risulta chiara da parte del Consiglio dei Ministri.

(Federico Brignacca)

Olanda, corsi anti-sfruttamento sessuale. Il governo Olandese ha lanciato una campagna chiamata “No place for sex trafficking” che mira ad un cambio di atteggiamento di proprietari di bar, ristoranti, discoteche e hotel nell’individuare un possibile abuso o sfruttamento avvenuto presso le loro attività. Come rivela la relazione nazionale sulla tratta di esseri umani nei Paesi Bassi, il fenomeno vede coinvolti non solo donne e bambini ma anche uomini e persone transessuali. In particolare, negli alberghi si registrano atteggiamenti sospetti che indicherebbero atti di abuso sessuale. Dunque, per responsabilizzare ed istruire il personale alberghiero, l’Olanda sta pianificando dei corsi di formazione su come identificare il pericolo e come informare le autorità, aiutandole ad individuare pedofili e sfruttatori. Così facendo il personale alberghiero otterrebbe un certificato di responsabilità.

(Chiara Scuderi)

Gran Bretagna, dalla lacuna nasce la legge a commettere crimini. Il governo di Boris Johnson ha depositato ai Comuni un disegno di legge che autorizza che in futuro i servizi segreti britannici, agenti sotto copertura e informatori potranno commettere crimini, se ritenuto necessario in una operazione. Il testo afferma, tuttavia, che omicidi e torture saranno esclusi e che gli agenti non dovranno violare la Convenzione europea sui diritti umani, e che tale crimine autorizzato dovrà essere considerato “necessario e proporzionato”. Da sempre, infatti, i MI5 (i servizi segreti britannici) agiscono sotto un potere implicito di autorizzazione ai crimini, afferma la Corte britannica, che non si traduce nel diritto all'immunità. Da tale lacuna nasce la necessità di intervenire legislativamente.

(Chiara Scuderi)

Sara Squadrani, Chiara Scuderi, Federico Brignacca

ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

Cina, notizie estremamente positive. I dati pubblicati settimana scorsa mostrano un settore industriale in grande spolvero. I profitti ad agosto sono in rialzo del 19% rispetto ad agosto 2019, riducendo così il declino per il 2020 a -4% dal -8% di luglio. Ulteriori segnali di recupero giungono dai voli interni, tornati all’80% del livello pre-Covid, e dai dati sul turismo interno in occasione della ‘Golden Week’ che, sebbene inferiori rispetto al 2019 (637 contro 782 milioni di viaggiatori), offrono sollievo ad un settore duramente colpito. La probabile elezione di Biden (stimata con probabilità del 60%) potrebbe ulteriormente migliorare i rapporti commerciali con gli USA (ma non quelli politici). Tutti questi elementi hanno spinto lo Yuan al rialzo dell’1.45% nei confronti del dollaro; essendo la valuta è in un regime di fluttuazione controllata è poco in valore assoluto, ma resta il rally più forte degli ultimi 15 anni.

Borse, regna la volatilità. I mercati americani ed europei vedono forti oscillazioni giornaliere, ma sono in generale rialzo e chiudono il miglior trimestre dal 2010. La causa principale è l’iper-reattività alle notizie in merito al pacchetto di aiuti in negoziazione tra Democratici e Repubblicani. Come spesso avviene, i segnali negativi (come quando Trump chiude ogni spazio al compromesso) portano i listini in ribasso fino al 2%; viceversa, ogni notizia positiva (come quando Trump torna sui suoi passi e propone una cifra anche superiore a quella richiesta dai Democratici) cancella ogni perdita e porta a rialzi del 2%. Allo stesso modo la diagnosi di Covid e i successivi aggiornamenti sulla salute del Presidente hanno influito in modo rilevante sui mercati. L’avvicinarsi delle elezioni, nonostante il livello dello scontro politico, non sembra però pesare eccessivamente: se è vero che Biden spaventa per la promessa di alzare le tasse sulle imprese dal 21% al 28%, il Green New Deal da lui proposto (sebbene rinnegato nel dibattito), che porterebbe 2 trilioni di investimenti nel settore delle rinnovabili, pareggia i conti e porta ad un giudizio relativamente neutrale.

Mercato del lavoro, segnali contrastanti. Se le statistiche segnalano un ritorno ai livelli occupazionali pre-pandemici molto più veloce delle previsioni (il 51% dei posti di lavoro persi ora recuperati), con oltre 1.7 milioni di posti di lavoro creati in più rispetto alle stime nei soli USA a partire da luglio e le richieste di sussidio in calo sotto quota 900.000, continuano a susseguirsi gli annunci di messa in congedo temporaneo (furlough) per decine di migliaia di dipendenti, in modo particolare dei settori energetici, aviazione e turistico. Shell ha annunciato 7-9.000 dipendenti in meno entro il 2022, seguendo l’esempio di BP (-10.000); Disney ha tagliato 28.000 posti tra le divisioni parchi, crociere e retail; American Airlines e United ridurranno la forza lavoro di 19.000 e 13.000 persone, a meno di un intervento governativo. UBS è tuttavia ottimista perché la crisi non è una normale crisi economica e quando termineranno le restrizioni i consumatori potranno spendere i risparmi accumulati, portando ad un veloce aumento della domanda.

Europa e USA, una ripresa condizionata. Se la Cina sta recuperando molto velocemente, non diversamente fanno Europa e Stati Uniti, con però un caveat. Nel vecchio continente continua la fase di espansione, segnalata da un indice PMI sopra 50 ai massimi dal 2017, trainata dalla manifattura tedesca e italiana (e dalla domanda cinese) e in grado di compensare la debolezza dei servizi. Anche negli USA la ripresa è trainata dall’industria (soprattutto quella automobilistica con gli ottimi risultati di FCA e GM) e dalla tecnologia, tanto che il PIL è previsto in rialzo del 35.2% nel terzo trimestre. Tuttavia, in entrambe le economie la continuazione della ripresa sembra dipendere da pacchetti di aiuti che appaiono però a rischio: in Europa il Next Generation EU, che dovrebbe aiutare i paesi più deboli, è bloccato dall’opposizione di alcuni membri, mentre negli USA il nuovo round di stimoli per aiutare piccole imprese, aviazione e il settore ospitalità è ostaggio di rivalità politiche.

Italia, il governo in economia. Nexi, la più grande società di pagamenti digitali italiana, ha raggiunto un accordo per comprare SIA, il campione del fintech italiano, e creare così una delle società più importanti d’Europa nell’ambito delle transazioni monetarie. L’accordo del valore di €4.56 miliardi consegnerà a Nexi una quota del 70% di SIA, creando una nuova società con un valore di €15 miliardi e ricavi per €1.8 miliardi. Il punto significativo è che l’operazione è stata voluta da CDP (che diventerà il primo azionista della nuova società), una controllata del Ministero dell’Economia e della Finanza. Ciò dimostra il ritorno dell’interventismo statale in economia, come già ha fatto la seconda operazione conclusa settimana scorsa, l’acquisto di Borsa Italiana da LSE per €4.3 miliardi da parte di Euronext con il sostegno di CDP, che otterrà il 7% delle azioni e il diritto di nominare due membri del board, compreso il presidente.

Leonardo Aldeghi



AFRICA SUB SAHARIANA

Africa Orientale, 6 milioni di persone colpite dalle inondazioni. Secondo i dati forniti dall’ONU, con quasi 6 milioni di persone colpite dalle inondazioni stagionali in Africa Orientale - tra cui più di un milione e mezzo di sfollati - il numero delle persone colpite dai disastri provocati dalle inondazioni è aumentato di ben sei volte negli ultimi cinque anni. In alcune zone della regione, addirittura, si stanno registrando le piogge torrenziali più imponenti del secolo. Per capire meglio l’aumento del fenomeno, basti pensare che se nel 2016 il numero di persone colpite dalle inondazioni superava il milione, nel 2019 tale cifra è arrivata fino a quattro milioni, con un conseguente aumento di abitazioni e attività danneggiate. Il picco delle piogge è atteso per novembre e la sua causa potrebbe essere individuata nell’aumento della temperatura dell’Oceano Indiano, anche se si prevede che il volume delle piogge potrebbe raddoppiare ulteriormente entro la fine del secolo.

(Martina Pignatelli)

Mali, liberati Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio. Entrambi rapiti in Niger nel 2018, Pier Luigi Maccalli, sacerdote della diocesi di Crema in missione a circa 150 chilometri dalla capitale Niamey, e l’ingegnere Nicola Chiacchio, forse rapito durante una vacanza, sono stati liberati in Mali il 9 ottobre 2020. Rapiti da un gruppo militante di matrice jihadista, con loro sono stati liberati anche un’operatrice sanitaria francese e un ex ministro del Mali. Una lunga mediazione, che dopo due anni ha finalmente portato all’esito positivo di oggi. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha celebrato la notizia con un post su Twitter: “Una bella notizia: padre Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio sono finalmente liberi e stanno bene. Erano stati rapiti da un gruppo jihadista. Grazie alla nostra intelligence, in particolare all’Aise, e a tutti coloro che hanno lavorato per riportarli a casa”.

(Martina Pignatelli)

Sudafrica, protestano le donne violentate dal clero anglicano. In occasione della “Giornata della donna 2020”, numerose attiviste per i diritti delle donne, tra cui molte vittime di stupri, hanno appeso della biancheria intima alla recinzione che circonda la residenza di Thabo Makgoba, arcivescovo di Città del Capo. La protesta è stata messa in atto al fine di sensibilizzare la Chiesa anglicana sulle numerose violenze da parte dei reverendi sudafricani, per far sì che si apra un’inchiesta. Numerose le donne coinvolte, tra cui June Major, sacerdote anglicana che nel 2002, quando ancora si trovava in seminario, è stata violentata da un prete. Nel 2016 inizia il suo primo sciopero della fame, come protesta per il mancato aiuto da parte della Chiesa, in cui aveva riposto le sue speranze, senza però ottenere successo; il 1° luglio 2020 inizia un nuovo sciopero della fame, e questa volta l’arcivescovo di Città del Capo ha accolto le sue richieste.

(Martina Pignatelli)

Sudan, accordo di pace tra ribelli e governo di transizione. Il primo ministro Abdalla Hamdok e il Presidente del Consiglio Militare di transizione gen. Abdel Fattah al-Burhan hanno partecipato alla cerimonia per la firma dell’accordo di pace tra Mohamed Hamdan Dagalo del governo sudanese e i leader del “Sudan Revolutionary Front” (coalizione di 5 movimenti armati e 4 politici che operano nel Darfur e nelle province del Sud). Non hanno firmato l’accordo il “Sudan Liberation Movement” e il “Sudan People’s Liberation Movement-North”, quest’ultimo il mese scorso ha concluso una tregua separata con il governo. L’accordo è stato sottoscritto anche da rappresentanti del Ciad, Egitto, Unione Africana, Qatar, Unione Europea e Nazioni Unite per avere una legittimità internazionale. L’accordo mira a risolvere le conseguenze di un conflitto, ristabilendo le regioni, introducendo nel governo i diversi gruppi etnici non arabi e i ribelli, sottolineando il rapporto stato e religione, l’uguaglianza a livello nazionale e la condivisione delle risorse.

(Michele Pavan)

Uganda, il “conflitto” con il Ruanda. Si parla di guerra fredda tra Uganda e Ruanda che trova origine nello sfruttamento delle risorse naturali del vicino Congo e per le rivalità personali tra i due Capi di Stato. Non si hanno informazioni certe in merito a quanto accaduto qualche giorno fa. Si riporta che alcuni caccia ugandesi, con l’obiettivo di compiere un raid in territorio ruandese, giunti al confine, poco prima di entrare nello spazio aereo ruandese, hanno avuto l’ordine di abortire l’operazione. Il fatto è molto strano poiché in contrasto con alcune relazioni diplomatiche ed economiche per la sicurezza regionale. Infatti, è recente la notizia della Borsa Mercati comune tra Ruanda, Tanzania e Uganda. Il Presidente ugandese sta giocando su due piani diversi, uno ufficiale e uno che potrebbe essere definito “ufficioso”. Sicuramente le elezioni presidenziali alle porte sono una sfida da non sottovalutare.

(Michele Pavan)

Zambia, la sfida dei cambiamenti climatici con le fonti rinnovabili. Il sistema di produzione energetica del Paese è basato per circa l’85% sulle risorse idriche del Paese. Ciò comporta un grave rischio per lo Zambia poiché il sostentamento energetico del Paese proviene per lo più da un’unica fonte. Infatti, la siccità sta già compromettendo la sicurezza dell’approvvigionamento energetico. La strategia a cui sta puntando il Paese è proprio la diversificazione energetica approdando a nuove tecnologie, come l’energia eolica e solare, grazie al supporto di Paesi come l’Italia e molte aziende africane che si impegnano a dare il proprio contributo per la mitigazione del cambiamento climatico.

(Michele Pavan)

Martina Pignatelli, Michele Pavan



AMERICA DEL NORD

I dibattiti Trump-Biden e Pence-Harris e la situazione COVID-19, a meno di un mese dalla elezioni. Sono stati due dibattiti totalmente differenti: quello tra i due candidati alla Presidenza è risultato caotico e pieno di interruzioni, mentre il confronto tra i due vice, Michael Pence e Kamala Harris, ha mostrato toni più pacati e misurati, seppur caratterizzato da alcune interruzioni. Il Presidente Trump è risultato positivo al coronavirus, insieme a una quarantina di funzionari statunitensi. Sembra che il focolaio sia nato dalla cerimonia per annunciare la scelta della giudice della Corte Suprema, Amy Coney Barrett, in seguito alla morte di Ruth Bader Ginsburg. Nel frattempo, negli USA sono oltre 213mila i morti per coronavirus.

(Marta Annalisa Savino)

Il Canada firma il Memorandum of Understanding con InfraAsia. A partire dalla firma del primo MoU del 2018, InfrAsia (Infrastructure Asia) ha rappresentato un partner importante per progetti infrastrutturali, di commercio e investimenti. Così, il Canada rinnova l’impegno a collaborare per creare nuove opportunità per le imprese canadesi, sia in settori tradizionali come aeroporti, ferrovie, impianti di trattamento acque, sia in tecnologie all’avanguardia e smart cities al fine di espandersi nei mercati asiatici. Questo impegno rafforza la relazione economica con Singapore e i paesi dell’ASEAN (Association of South-east asian Nations).

(Marta Annalisa Savino)

Messico, la nuova legge sui diritti dei bambini. Approvata all'unanimità dalla Camera dei Deputati del Congresso messicano la bozza di emendamento a diversi articoli della legge in materia di immigrazione, rifugiati, di protezione e di asilo politico. Quest'ultima vieta, tra l’altro, la detenzione di bambini e adolescenti migranti e pone al centro del rispetto dei diritti umani la loro protezione e la regolarizzazione del loro status migratorio. Gli organismi dell’ONU hanno ritenuto che tali cambiamenti rappresentano un passo importante verso l'adempimento degli impegni internazionali del Paese nei confronti di vari comitati internazionali specializzati in diritti umani. Tale nuova normativa, infatti, porrà il Messico in prima linea nel rafforzamento dei sistemi di protezione dell'infanzia, garantendo a migliaia di bambini e adolescenti i loro diritti in modo illimitato.

(Valeria Scuderi)

Marta Annalisa Savino e Valeria Scuderi



AMERICA DEL SUD

Cile, vietate le borse in plastica. Lo scorso venerdì, il Cile è diventato il primo paese dell’America Latina a vietare completamente l’uso commerciale di borse in plastica. A partire da questo momento, tutte le aziende cilene avranno dai sei mesi ai due anni di tempo per eliminare l’uso dei sacchetti in plastica. Sono anche previste sanzioni per tutti coloro che non si atterranno alle nuove regole. Si tratta sicuramente di un’ottima notizia, vista quantità di rifiuti di plastica ormai presente negli oceani e nei mari, plastica in costante aumento, tanto da raggiungere le profondità della Fossa delle Marianne. “Stiamo indubbiamente facendo un passo da gigante verso un Cile più pulito”, ha dichiarato il presidente Sebastian Pinera durante una cerimonia pubblica a Santiago, in cui ha distribuito borse di tela ai passanti.

(Martina Pignatelli)

Colombia, tra violenza e problemi ambientali. L’ONU evidenzia in un suo ultimo rapporto che nel 2020 in Colombia sono stati commessi 42 massacri e 48 omicidi di leader sociali e difensori dei diritti umani, tra cui 9 appartenenti a comunità etniche e 5 donne. Tali crimini sono stati commessi "principalmente in aree con una scarsa presenza statale, alti livelli di povertà, economie illecite e controversie tra gruppi armati illegali e organizzazioni criminali". Sul fronte ambientale, il relatore speciale dell'ONU sui diritti umani e l'ambiente, David Boyd, ha invitato il Paese a sospendere, almeno temporaneamente, le attività della miniera di carbone di El Cerrejón, in quanto danneggia gravemente l'ambiente e la salute degli indigeni Wayúu, soggetti altamente vulnerabili soprattutto in questo periodo di pandemia.

(Valeria Scuderi)

Cuba, un nuovo piano per combattere il COVID-19. Il Governo cubano ha dichiarato che dal 12 ottobre verrà dato avvio ad un nuovo piano economico-sociale per far tornare gradualmente il Paese verso la normalità. L’obiettivo sarà quello di mitigare l’impatto della pandemia e sviluppare specifiche competenze per affrontare eventi che potranno verificarsi nella “nuova normalità”. In particolare, il capo del Governo Manuel Marrero ha dichiarato che “l’obiettivo di tutte le disposizioni è quello di garantire la salute delle persone, e allo stesso tempo di riattivare l’attività economica e sociale, basata sulla stabilità epidemiologica”.

(Valeria Scuderi)

Argentina, superati gli 800 mila casi di Coronavirus. Mentre l’Europa si prepara al rischio di una seconda ondata di Coronavirus, in Argentina i casi registrati toccano quota 800mila; per la precisione, il numero totale dei contagiati segnalati dalle autorità sanitarie argentine è 809.728. Il prolungamento del lockdown fino al 20 settembre, deciso in agosto, non ha sortito gli effetti desiderati: l’Argentina è ormai molto vicina alla Russia, al dodicesimo posto a livello globale con più di 21 mila decessi dovuti alla pandemia. Dall’inizio di agosto, in cui si contavano circa 200mila contagi, a oggi, l’escalation è stata rapidissima con numeri da record. In un momento in cui i casi di Coronavirus nel mondo hanno superato i 36 milioni e mezzo, il rispetto delle regole risulta essere sempre più fondamentale per la salute di tutti.

(Martina Pignatelli)

Perù, un milione di nuovi alberi a Machu Picchu. Il MINAM, il Ministero dell’Ambiente peruviano, ha annunciato che nella zona del santuario di Machu Picchu verranno piantati un milione di alberi. La cittadella sacra agli Inca, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 1983, diventerà così nel prossimo futuro la prima meta turistica del mondo impegnata concretamente nella riduzione delle emissioni di anidride carbonica. La Ministra dell’ambiente Kirla Echegaray ha precisato che a breve sarà dato il via al processo di riforestazione, in base a cui un milione di alberi di specie originarie saranno distribuiti su circa 700 ettari di terreno ricoprendo tutta la zona circostante il complesso di Machu Picchu.

(Martina Pignatelli)

Venezuela, il caso dell’oro venezuelano nella la Banca d’Inghilterra. Continua la disputa tra il regime di Nicolás Maduro e la Banca d’Inghilterra per l’accesso alle 31 tonnellate di lingotti d’oro (circa 900 milioni di euro) che l’ente britannico detiene in custodia dall’inizio del 2019. Lunedì 5 ottobre la Corte d’Appello di Londra ha annullato il verdetto emesso lo scorso luglio dall’Alta Corte con cui Juan Guaidó aveva ottenuto l’amministrazione dei suddetti lingotti d’oro, riconoscendolo, pertanto, come l’autorità de jure del Paese. Il caso, dunque, tornerà all’Alta Corte per determinare in modo definitivo chi il Governo britannico riconosce realmente come Presidente del Venezuela, se Maduro o Guaidó.

(Valeria Scuderi)

Valeria Scuderi, Martina Pignatelli



ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Cina, adesione al COVAX e impegno nella distribuzione del vaccino anti Covid a fianco della WTO. È di qualche giorno fa la notizia della decisione della Cina di partecipare al programma di distribuzione del vaccino anti-Covid della WHO. L’acronimo COVAX sta per Covid-19 Vaccine Global Access ed è un’alleanza fondata dalla WTO nello scorso aprile. L’obiettivo è di distribuire in maniera equa i vaccini, specialmente nei paesi in via di sviluppo. Questa decisione ha sicuramente dei vantaggi di tipo geopolitico: la Cina si è sempre mostrata solidale nei confronti dei paesi in via di sviluppo, fornendo aiuti e ottenendo in cambio dei profitti di tipo economico o nel campo dell’approvvigionamento delle risorse. Questa decisione, perfettamente in linea con la posizione solidarista precedentemente adottata, permette di promuovere un’immagine positiva della Cina, paese dal quale ha avuto origine l’epidemia. La posizione cinese è l'antipode di quella americana: gli Stati Uniti hanno deciso di non unirsi al COVAX e di lavorare in maniera indipendente alla produzione e distribuzione dei propri vaccini. Secondo le cifre diffuse dalla WTO, sono circa 160 i paesi aderenti, compresi Hong Kong e Taiwan.

(Lydia Milly Certa)

Giappone, il farmaco contro il Covid-19 e la norma per i viaggi d’affari. Il governo giapponese sta pensando di approvare per Novembre il farmaco antivirale Avigan come cura al Covid-19. Avigan, prodotto dalla società farmaceutica Fujifilm Toyama Chemical Co., ha dimostrato di essere in grado di migliorare le condizioni di salute di pazienti senza sintomi gravi in circa 11,9 giorni. Il Primo Ministro Yoshihide Suga ha annunciato che il governo giapponese, entro la fine del mese, allenterà le restrizioni per i viaggiatori d’affari, esentando i lavoratori che tornano in Giappone dalla norma che impone la quarantena di 14 giorni a tutti gli arrivi dall’estero. In questo modo, il governo ha dimostrato di mirare ad una veloce ripresa economica del paese.

(Margherita Camurri)

India, il Feluda Test e la protesta femminista. Un gruppo di scienziati indiani ha sviluppato il Feluda Test, un test cartaceo che, oltre ad essere particolarmente economico, è in grado di rilevare il Covid-19 in meno di trenta minuti. Il funzionamento del Feluda Test è molto simile a quello di un test di gravidanza: viene usata una striscia di carta che cambia semplicemente colore a seconda se rileva il virus o meno. La scorsa settimana è morta una ragazza di 19 anni a causa delle ferite riportate in seguito ad una violenza sessuale. L’ennesimo atto di violenza ha spinto centinaia di persone a protestare chiedendo una punizione severa per i colpevoli, ma anche condannando alcuni ministri indiani per non aver approvato importanti leggi a favore delle donne.

(Margherita Camurri)

Corea del Nord, parata militare in preparazione nonostante il coronavirus. I nordcoreani parteciperanno a una grande parata militare il 10 ottobre, che vedrà altresì gli ultimi missili balistici del Paese. La festa segna il 75° anniversario della fondazione del Partito dei lavoratori della Corea del Nord. L’evento include mostre d'arte e di settore, uno spettacolo di luci, visite a monumenti e cerimonie per segnare il completamento dei progetti di costruzione. Funzionari ed esperti dicono che la Corea del Nord potrebbe usare la parata per mostrare un nuovo missile balistico intercontinentale (ICBM). Mostrare un nuovo missile potrebbe essere una dimostrazione di forza “a bassa intensità” in vista delle elezioni presidenziali statunitensi, meno provocatoria di un lancio o di un test nucleare ma che, al contempo, attira l'attenzione in un momento in cui i risultati economici del Paese sono stati lenti.

(Andrea Angelo Coldani)

Corea del Sud, protesta contro la revisione della legge sull'aborto. Il governo sudcoreano ha rivelato il suo piano di revisione delle leggi per consentire l'interruzione di gravidanza fino alla 14a settimana, riaccendendo il dibattito sulla limitazione dei diritti delle donne all'aborto. Le revisioni permettono anche l'aborto fino alla 24a settimana di gravidanza, previe determinate condizioni sociali, economiche e sanitarie. Attualmente, l'aborto è un reato punibile fino a tre anni di carcere ed è consentito solo in caso di stupro o quando il protrarsi della gravidanza mette a rischio la salute della madre in attesa. L’opinione pubblica avrà circa 40 giorni di tempo per presentare le proprie considerazioni sulle revisioni prima che queste siano inviate all'Assemblea nazionale per l'approvazione. La revisione, e non l'abolizione, della legge contro l'aborto ha provocato anche forti proteste da parte dei gruppi di difesa dei diritti delle donne: sia i gruppi a favore della vita che quelli a favore della scelta hanno manifestato separatamente davanti all'Assemblea nazionale.

(Andrea Angelo Coldani)

Margherita Camurri, Lydia Milly Certa e Andrea Angelo Coldani



EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

Italia, incontro Pompeo-Di Maio. Al termine del bilaterale, Di Maio ha fatto sapere di aver avuto un incontro molto positivo con Pompeo e numerose tematiche sono state affrontate. Fra le più importanti possiamo citare il dossier libico e il 5G. Riguardo la Libia, il Ministro ha ringraziato il governo americano per gli sforzi diplomatici nel processo di stabilizzazione del Paese, ribadendo l’importanza di portare Tripoli a elezioni, senza sabotaggi da parte di altri attori internazionali. L’altra tematica scottante è stata il 5G e il rapporto con la Cina. Washington teme che i proprio alleati possano scivolare sotto l’influenza cinese, ma il governo italiano ha rassicurato, sostenendo di aver già adottato una normativa per mantenere alto il livello di monitoraggio. Per fugare qualsiasi dubbio, Di Maio ha ribadito l’appartenenza italiana all’UE e alla NATO.

Unione Europea, una piccola svolta alla BCE. La Lagarde ha aperto alla possibilità di ripensare gli obiettivi della Banca Centrale Europea. Il contesto è mutato e questo deve portare anche ad aggiornare i target dell’Istituto di Francoforte. L’inflazione sembrerebbe non essere più la principale preoccupazione della BCE. Lagarde ha lodato gli strumenti non convenzionali utilizzati negli anni passati, sostenendo che hanno permesso una crescita dell’Area Euro. La Presidente ritiene necessario mantenere una politica monetaria e fiscale espansiva fino a quando la crisi economica non sarà superata. Quello che sembra emergere è una gestione più politica della BCE e che ripropone l’opposizione tradizionale fra francesi e tedeschi sul ruolo della Banca Centrale.

Unione Europea, caos sul bilancio. Si è consumato uno scontro molto duro fra il Parlamento e il Consiglio nel corso del cosiddetto “Trilogo”, la procedura legislativa che prevede più passaggi fra le Istituzioni europee. Lo stallo può avere ripercussioni dirette sul Recovery Fund, associato al bilancio europeo 2021-2027, con il concreto rischio di rallentarne l’approvazione. L’Europarlamento chiede un maggior rispetto dello stato di diritto e critica i tagli ad alcuni programmi europei voluti dal Consiglio. I negoziati riprenderanno la prossima settimana, sperando in un tono più conciliatorio delle due parti. A nessuno conviene far slittare l’approvazione del pacchetto di aiuti per la ripresa economica.

Unione Europea, tensione con Londra. I rapporti con il governo britannico sono sempre più complessi, avvicinandosi la fine del periodo di transizione. Nei giorni passati, la Presidente von der Leyen ha incontrato virtualmente Boris Johnson. Entrambi hanno ribadito l’importanza di trovare un accordo entro la fine dell’anno, ma Londra ha poi fatto sapere di essere comunque pronta ad un eventuale no-deal. A differenza del passato, anche Bruxelles non ha escluso la possibilità di un’uscita senza accordo, pur sempre preferendo una normalizzazione delle relazioni entro il 2020. Nel frattempo, l’Unione Europea ha intrapreso un’azione legale contro il Regno Unito a causa della legge approvata dal governo che potrebbe violare gli accordi presi in precedenza.

Unione Europea, sanzioni a Minsk. Dopo settimane di condanna da parte del Rappresentante per la PESC Borrell, il Consiglio Europeo si è riunito e ha deciso di procedere formalmente con le sanzioni nei confronti di 40 individui bielorussi, ritenuti responsabili delle violenze e della repressione in atto nel Paese. Le misure prevedono il divieto di viaggiare e il congelamento dei beni. L’Unione Europea continua a non riconoscere il risultato delle elezioni, sostenendo che queste non abbiano rispettato le norme internazionali. Bruxelles ha detto di essere pronta a fornire un supporto economico alla “Bielorussia democratica”. Nel frattempo, il Presidente Macron ha incontrato la leader dell’opposizione Tikhanovskaya, assicurandole il sostegno francese.

Leonardo Cherici



EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Russia-Iran: nuovo dialogo per la cooperazione bilaterale. Il Presidente iraniano Hassan Rouhani e la controparte russa Vladimir Putin hanno nuovamente rinnovato il reciproco supporto per affrontare le sfide internazionali. Dopo aver ricevuto un manifesto appoggio da parte di Teheran per il recentissimo accordo sul cessate il fuoco in Nagorno-Karabakh, il Presidente Putin ha a sua volta confermato il suo sostegno agli sforzi iraniani per l’implementazione dell’accordo internazionale JCPOA, il cui rispetto, come ha affermato lo stesso Putin, rimane di vitale importanza per la sicurezza internazionale. I due Presidenti hanno anche discusso sulla lotta congiunta al Covid-19, con una possibile sperimentazione in entrambi i Paesi del vaccino di produzione russa “Sputnik V”.

Lo scontro tra Azerbaijan e Armenia riaccende la guerra del Caucaso. La recentissima ripresa delle ostilità nella regione del Nagorno-Karabakh ha riacceso uno dei più importanti “frozen conflicts” mondiali. Iniziato nel 1992 e cessato (non definitivamente) nel 1994, il conflitto è ora ripreso per il controllo della regione sopracitata, contesa fra le rivendicazioni del governo azerbaigiano e la popolazione armena. La causa di questo nuovo violento scoppio delle tensioni è rappresentata da reciproche rappresaglie risalenti allo scorso luglio. Ora si teme che il conflitto possa estendersi a livello regionale e coinvolgere anche altre potenze sullo scacchiere, come la Turchia e la Russia. Una prima tregua è stata annunciata il 10 ottobre, ma con già reciproche accuse di violazione da parte di Baku e dell’Armenia.

Andrea Maria Vassallo



MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Tunisia, il rinvigorirsi della pandemia impone scelte difficili. Sono quattro i governatorati della regione nord-est della Tunisia in cui è stato imposto il coprifuoco per frenare l’impennata di contagi da Covid-19 nel Paese: Tunis, Ben Arous, Ariana e Manouba. Inoltre, la crisi economica e il malcontento generalizzato sembrano aver alimentato il fenomeno della criminalità a livello nazionale. Non a caso, il presidente Kais Saied – conscio dell’orientamento dell’opinione pubblica – si è espresso a favore della revoca del divieto della pena capitale (posizione già espressa durante la campagna elettorale) in seguito alla brutale uccisione di una trentenne a nord di Tunisi. Nel paese i tribunali possono ancora attribuire la condanna alla pena di morte in risposta a diversi crimini (come atti terroristici) ma solo previa firma presidenziale.

(Federica Sulpizio)

Algeria, verso il referendum sulla nuova costituzione. È prevista per il primo novembre la chiamata alle urne del popolo algerino per votare un nuovo testo costituzionale. Il testo prefigura la cessione di più poteri al parlamento e al primo ministro, oltre al riconoscimento formale di più libertà. Il presidente Abdelmadjid Tebboune ha annunciato altresì che in seguito al referendum saranno indette le elezioni legislative. Dall’altra parte, sempre riguardo le dinamiche interne, lo Human Rights Watch ha denunciato l’espulsione di più di 3000 migranti da parte delle forze di sicurezza algerine. I fatti risalirebbero a settembre; migliaia di migranti sarebbero stati arrestati e trasportati fino al confine con il Niger per essere espulsi.

(Federica Sulpizio)

Egitto, tensioni all’interno del Paese. Continuano le proteste antigovernative che trovano il loro fulcro nelle aree rurali, dove le persone – terrorizzate dall’idea di poter vedere le loro umili abitazioni demolite – manifestano a costo di essere arrestate, se non uccise (fino ad ora due le vittime). Infatti, molte sono state le persone detenute (le stime oscillano tra i 500-700 arresti) nel tentativo di sedare le rivolte da parte delle forze di polizia. Il Governo ha prontamente etichettato le manifestazioni antigovernative come frutto di una cospirazione della Fratellanza Musulmana. Dall’altra parte, un’importante scoperta archeologica è stata fatta a sud del Cairo, nel cimitero di Saqqara, dove sono stati rinvenuti 59 sarcofagi di legno risalenti a 2.500 anni fa.

(Federica Sulpizio)

Turchia, il ritorno nelle terre di nessuno. Per la prima volta dopo 46 anni, sarà possibile accedere alla spiaggia di Varosha, quartiere della città di Famagosta nel nord di Cipro. La “spiaggia abbandonata” si trova in terra nullius dopo l’intervento turco nel 1974 in risposta all’enōsisdei colonnelli greci. La decisione di Ersin Tatar, premier dell’autoproclamata Repubblica turca di Cipro Nord, e del presidente turco Erdoğan è arrivata a ridosso delle elezioni dell’11 ottobre. Il gesto rischia di riaccendere le micce del passato: alle proteste degli ex residenti hanno fatto eco la condanna da parte greca di Atene e Nicosia, oltre che un richiamo della Russia e dell’ONU. La voce grossa di Ankara risuona anche nel Nagorno-Karabakh, dove lo scongelamento del conflitto ha portato a intervenire al fianco dei “fratelli turco-azeri”, con i droni Bayraktar e (secondo il fronte armeno) con mercenari siriani. Se questo attivismo multifronte senza precedenti fa vacillare i rapporti con Mosca e Teheran continua però a produrre un doppio grado di consenso, tanto nelle frange dei conservatori-religiosi quanto nei nazionalisti e pan-turanici.

(Samuele Abrami)

Iran, il prezzo delle sanzioni e dei confini instabili. Il Dipartimento del Tesoro americano ha recentemente annunciato l’inserimento nella sua lista nera di 18 grandi banche iraniane, considerando il settore finanziario “un’ulteriore via di finanziamento alle attività ostili del governo iraniano”. Nonostante le rassicurazioni da Washington, diversi analisti internazionali e gli stessi governi di Francia, Regno Unito e Germania, hanno sottolineato come nuove tornate di sanzioni potrebbero accrescere il prezzo d’importazione di materiale umanitario e sanitario. Ancora nel pieno dell’emergenza Covid-19, l’Iran si trova di fronte a una delicata crisi socio-economica che rischia di aggravarsi anche a causa dei bassi prezzi del petrolio. Non per ultima, l’instabilità prodotta dagli scontri tra Armenia e Azerbaigian pone ulteriori interrogativi su quali potranno essere l’effettivo spazio e la reale capacità di manovra dell’Iran. L’isolamento internazionale e le crisi interne continuano a bloccare ogni possibile miglioramento, e a pagarne il peso è sempre più la popolazione.

(Samuele Abrami)

Libia, tra negoziati interni e agende esterne: dopo il primo round, riprendono i negoziati tra i rappresentanti della Tripolitania e della Cirenaica in Marocco, nella cittadina di Bouznika. Sotto l’egida delle Nazioni Unite si è svolta anche una videoconferenza nel format dei colloqui di Berlino. Agli inizi di ottobre, secondo il giornale turco “Daily Sabah”, l’accordo di delimitazioni delle ZEE tra GNA e Turchia è stato registrato dal segretariato ONU. Nel mentre, pare siano arrivati nuovi mercenari russi della Wagner a sostegno di Haftar e che la Turchia stia rinforzando la propria presenza nella base di al-Watiyah. Secondo alcuni analisti una presenza massiccia dell’aviazione turca in terra libica potrebbe alterare sensibilmente gli equilibri strategici nel Maghreb.

(Michele Magistretti)

Israele, Governo e Paese in difficoltà: mentre l’Algeria rifiuta la normalizzazione dei rapporti con Israele insieme al Sudan, in quest’ultimo è stata forte la pressione contraria degli islamisti, il Libano, con la distaccata approvazione di Hezbollah, si accinge a sedersi al tavolo per trattare la delimitazione dei confini marittimi e terrestri. Israele incassa anche un accordo con il regno giordano per il sorvolo dello spazio aereo dei voli di natura commerciale. Allo stesso tempo però, a causa della vendita di materiale militare all’Azerbaigian, l’Armenia ritira il proprio ambasciatore in forma di protesta. In fine, il governo è vittima di una crisi interna data dalla pandemia e dalle forti proteste di piazza che chiedono le dimissioni di Bibi e l’allentamento delle misure sanitarie.

(Michele Magistretti)

Samuele Abrami, Federica Sulpizio e Michele Magistretti



TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Siria, nuove preoccupazioni per la situazione sicurezza nella parte orientale del paese. L’Isis sta rafforzando la presa nelle zone rurali della provincia di Deir Ezzor, al confine con l’Iraq. Da mesi, le milizie lanciano attacchi sia contro obiettivi militari che civili, e la loro azione sembra essersi intensificata nelle ultime settimane. Le cellule Isis sono a loro volta oggetto di numerose offensive, da parte sia delle forze pro-Assad che delle SDF e alleati. La rivalità, anche diretta, tra il governo di Damasco e le forze a guida curda per il controllo di quei territori sembra aver prodotto una situazione favorevole all’Isis, che pare aver ripreso forme di controllo sulla popolazione di alcuni piccoli centri rurali. Fa discutere, inoltre, la decisione delle SDF di rilasciare 20mila profughi siriani detenuti nel campo di al-Hol: molti di essi erano familiari di miliziani dell’Isis.

(Laura Morreale)

USA, due ex miliziani ISIS britannici saranno processati. Parte di una cellula di foreign fighters inglesi, nota come “The Beatles”, è stata trasferita negli Stati Uniti per comparire dinanzi a una corte federale della Virginia. Stiamo parlando di El Shafee Elsheikh e Alexanda Kotey, detenuti dal 2019 in una base americana in Iraq per aver rapito, torturato e ucciso diversi ostaggi, tra cui il giornalista americano James Foley. La vicenda giudiziaria dei due ex miliziani sembra, quindi, giunta a un epilogo, nonostante la controversia sulla loro estradizione negli USA. Infatti, pur avendo revocato loro la cittadinanza, il Regno Unito si era mostrato contrario a un loro trasferimento negli States, per timore che venissero condannati alla pena di morte. Ora che il governo americano ha acconsentito a non applicare la pena capitale nel loro caso, il Regno Unito ha dato l’ok al trasferimento, oltre che a trasmettere le informazioni a sua disposizione sugli imputati.

(Laura Morreale)

Italia, rimpatriata la foreign fighter Alice Brignoli. “La Siria non è come pensavo”. E’ con questa frase che Alice Brignoli, cittadina italiana di 42 anni originaria della provincia di Lecco, si è presentata ai pm milanesi, Francesco Cajani e Alberto Nobili, nell’interrogatorio per la convalida dell’arresto per associazione a delinquere con finalità di terrorismo. Alice, assieme al marito di nazionalità marocchina e ai loro tre figli, si era unita al Califfato nella primavera del 2015, dopo un lungo viaggio attraverso i Balcani e la Turchia. Secondo quanto affermato durante l’interrogatorio, sarebbe stato proprio il marito, deceduto in Siria, a favorire la radicalizzazione della moglie. Attraverso la rete di contatti che il marito della Brignoli aveva costruito in Italia, i Carabinieri del ROS stanno cercando di risalire a coloro che hanno, in definitiva, seguito e supportato le fasi di adesione della famiglia a Daesh.

(Davide Shahhosseini)

Italia, bufera sulla Saras: sospetti su un carico di petrolio acquistato tra il 2015 e il 2016. A finire sotto i riflettori della procura antiterrorismo di Cagliari è una partita di 12 milioni di greggio, acquistata dalla nota compagnia petrolifera controllata per il 40% dall’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti. Ad oggi, risultano indagati il Cfo Franco Balsamo e il capo dell’ufficio commerciale Marco Schiavetti: su entrambi pendono le accuse di riciclaggio, falso e reati tributari. Stando alla ricostruzione delle fasi dell’acquisto, la Saras avrebbe acquistato il carico sospetto dalla Petraco Company, con sede legale a Londra, che a sua volta avrebbe acquistato il medesimo dalla Edgwaters Falls, una società off shore con sede legale alle Isole Vergini. Quest’ultima, secondo le autorità, avrebbe acquistato la partita direttamente dall’Iraq, senza passare al vaglio dell’ente petrolifero di Stato iracheno, l’unico riconosciuto sul piano internazionale. Quest’ultimo passaggio accresce i sospetti circa il fatto che tale carico, in relazione al periodo d’acquisto, sia giunto da giacimenti che all’epoca dei fatti erano sotto il controllo del Califfato. La Saras ha respinto tutte le accuse.

(Davide Shahhosseini)

Davide Shahhosseini e Laura Morreale



ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Premio Nobel per la Pace al World Food Programme. Il programma di assistenza alimentare dell’ONU opera in 88 Paesi, a sostegno di popolazioni a rischio di malnutrizione e di carestie. La Commissione per il Nobel ha voluto conferire il riconoscimento all’agenzia per la sua capillare azione nelle zone di conflitto, che permette di evitare la strumentalizzazione della fame come arma di guerra. Inoltre, in un momento di recessione economica globale causata dalla pandemia, il supporto internazionale fornito dal Wfp può mitigare l’insicurezza alimentare, che ha colpito un numero maggiore di persone rispetto agli anni precedenti.

(Laura Morreale)

Giornata mondiale della salute mentale: le iniziative OMS. La ricorrenza, che cade ogni 10 ottobre, è stata celebrata da un evento online di sensibilizzazione, a cui hanno preso parte personalità politiche, artisti, attivisti e portavoce dell’OMS e di altre organizzazioni internazionali. L’occasione ha permesso di ricordare l’importanza di investire in ricerca e cure per la salute mentale, settore che riceve ancora poca attenzione rispetto ai bisogni della popolazione mondiale, nonostante i progressi degli ultimi anni. Secondo l’OMS, la pandemia si è aggiunta alle difficoltà già sperimentate dal settore: da un lato, è aumentata l’incidenza dei disturbi mentali; parallelamente, è diminuita la possibilità di accesso ai servizi dedicati a tali disturbi. Anche l’UNHCR si è espressa sul tema in occasione della giornata del 10 ottobre, sottolineando come i rifugiati siano ancora una categoria particolarmente vulnerabile anche sotto questo aspetto.

(Laura Morreale)

L’Unione Africana revoca la sospensione del Mali. Il Paese era stato sospeso dall’Unione in seguito al colpo di Stato militare che aveva deposto il presidente Keïta lo scorso agosto. Tre giorni prima della revoca, il blocco regionale degli Stati dell’Africa Occidentale – ECOWAS, composto da 15 Paesi – aveva ritirato le sanzioni economiche e commerciali imposte sul Mali. La recente nomina di un nuovo governo di transizione è stata infatti vista dagli altri Stati come un segnale di stabilizzazione: le sanzioni miravano proprio a fare pressione per evitare che il potere rimanesse nelle mani dei militari. Quattro dei 25 ministri nominati sono comunque provenienti dai ranghi militari, e il colonnello Assimi Goita, alla guida della giunta militare che aveva preso il potere ad agosto, occuperà la posizione di vicepresidente nel nuovo esecutivo.

(Laura Morreale)

Nuovo accordo tra l'Organizzazione Panamericana della Salute (OPS) e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM). Il 9 ottobre le due organizzazione hanno firmato un accordo per migliorare la salute di 70 milioni di migranti che vivono nelle Americhe. Maggiori saranno, dunque, gli interventi coordinati volti a sostenere i Paesi delle Americhe nell'affrontare i problemi concernenti salute e migrazione. Pertanto, in questo quadro, OPS e OIM si dichiarano pronte a sostenere anche l'inclusione dei bisogni specifici della popolazione migrante nelle politiche sanitarie e di sviluppo della Regione, sia nel contrasto al COVID-19 che al di là dell'attuale pandemia.

(Valeria Scuderi)

COVID-19 e commercio elettronico. La Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) ha pubblicato un recente sondaggio sui cambiamenti d’acquisto online durante la pandemia COVID-19, il quale dimostrerebbe che la pandemia abbia, di fatto, prodotto effetti duraturi, accelerando, dunque, il passaggio verso un mondo più digitale. “La pandemia COVID-19 ha cambiato per sempre i comportamenti d'acquisto online”, ha dichiarato il Segretario Generale dell'UNCTAD Mukhisa Kituyi; aggiungendo poi: “l'accelerazione degli acquisti online a livello globale sottolinea l'urgenza di garantire che tutti i paesi possano cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione mentre il mondo passa dalla risposta alla pandemia alla ripresa”. L'indagine è stata condotta su circa 3.700 consumatori in 9 economie emergenti e sviluppate: Brasile, Cina, Germania, Italia, Repubblica di Corea, Federazione Russa, Sudafrica, Svizzera e Turchia.

(Valeria Scuderi)

Il benvenuto alla Macedonia del Nord nella NATO. Il giorno 8 ottobre il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha dato il benvenuto al primo ministro della Macedonia settentrionale, Zoran Zaev, al quartier generale della NATO. In tale occasione, Stoltenberg ha voluto acclamare l'adesione della Macedonia del Nord alla NATO avvenuta il 27 marzo 2020, definendola “un risultato notevole dopo anni di determinazione e notevole impegno nelle riforme; un bene per la popolazione della Macedonia del Nord”. Durante la pandemia COVID-19, la Macedonia settentrionale ha, infatti, beneficiato del sostegno degli Alleati tramite la fornitura di attrezzature mediche e di aiuti finanziari per alleviare l'onere del sistema sanitario. Inoltre, riceverà presto assistenza e aiuti tecnici per affrontare il COVID-19.

(Valeria Scuderi)

Valeria Scuderi e Laura Morreale





Framing The World un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Andrea Angelo Coldani: Asia ed Estremo Oriente

Andrea Maria Vassallo: Europa Orientale e Federazione Russa

Chiara Scuderi: Diritti umani

Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Federica Sulpizio: Medio Oriente e Nord Africa

Federico Brignacca: Diritti Umani

Laura Morreale: Terrorismo e Sicurezza Internazionale, Organizzazioni Internazionali

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Leonardo Cherici: Europa occidentale e Unione Europea

Lydia Milly Certa: Asia ed Estremo Oriente

Margherita Camurri: Asia ed Estremo Oriente

Marta Annalisa Savino: America del Nord

Martina Pignatelli: Africa Sub Sahariana, America del Sud

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

Michele Pavan: Africa Sub Sahariana

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Sara Squadrani: Diritti Umani

Valeria Scuderi: America del Nord, America del Sud e Organizzazioni Internazionali

Vincenzo Battaglia: Terrorismo e Sicurezza Internazionale


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