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L'incertezza sulla ripartenza che in alcuni casi unisce - e in altri divide - la Comunità internazionale

Framing the World: edizione XXXV

Nelle ultime settimane si è alzato il livello delle ostilità tra Stati Uniti e Cina, fino ad interessare molteplici aspetti del rapporto tra i due, estendendosi ai paesi alleati. Non passa però in secondo piano l’emergenza COVID, che continua a imperversare soprattutto nelle Americhe e che crea incertezza globale riguardo alla ripartenza, né tantomeno i diritti umani, tanto fondamentali quanto “sotto attacco” in diversi paesi. Parleremo, come al solito, di molto altro ancora, riportandovi tutte le notizie più salienti dal mondo!

Questo è il nostro ultimo numero prima della pausa estiva. Ci ritroverete il 31 agosto pronti per ripartire con Framing the World!

DIRITTI UMANI

Australia, sospensione dell’accordo di estradizione con Hong Kong. La decisione è stata "notificata formalmente a Hong Kong e alle autorità cinesi" il 9 luglio in aggiunta a quella di estendere i visti di circa 10mila cittadini di Hong Kong che si trovano in Australia. La causa risiede nella preoccupazione per la nuova legge di sicurezza imposta a Hong Kong da Pechino, che prevede una forte limitazione della libertà dei dissidenti. La sospensione dell’accordo vuole evitare il rischio che gli attivisti pro-democrazia siano estradati e processati nei tribunali cinesi per le loro opinioni, rischiando persino l’ergastolo. La portata della legge rimane tuttavia incerta, rendendo poco prevedibile le ritorsioni cinesi contro i dissidenti pro-democrazia di altre nazionalità.

Diritto all’educazione sotto attacco. Il 9 luglio è stato pubblicato il rapporto Education Under Attack 2020, in riferimento agli anni 2015-2020, dalla Global Coalition to Protect Education from Attack (GCPEA). Le 300 pagine fanno un resoconto dell’impatto negativo sul diritto all’educazione di attacchi condotti da gruppi armati (statali e non) su scuole e università, di conflitti, dell’uso eccessivo della forza contro proteste studentesche e, infine, di abusi sessuali e reclutamento di giovani studenti. L’impatto di questi abusi ricade in primis su studenti e insegnanti, e in secondo luogo – ma non per importanza – sulle comunità, distruggendo edifici e impedendo lo sviluppo sociale. Nei prossimi anni sarà necessario valutare anche l’impatto del COVID-19 sul diritto all’educazione.

Stati Uniti, sanzioni contro la Cina per difesa dei diritti umani. Sono state imposte sanzioni il 9 luglio, con il Global Magnitsky Act, contro Chen Quanguo - segretario del Partito Comunista nella regione dello Xinjiang e membro del Politburo – e altri tre funzionari, congelando i loro beni negli Stati Uniti e impedendo a loro e alle proprie famiglie di viaggiare nel paese. La causa è da rintracciare nella presunta complicità nelle violazioni dei diritti della minoranza musulmana degli Uiguri nella regione dello Xinjiang. Chen è stato anche responsabile della repressione contro i tibetani come segretario del Partito della regione tibetana tra il 2011 e il 2016. Si discute sul miglioramento dell’efficacia della legislazione Magnitsky qualora venisse adottata da altri paesi per denunciare globalmente le violazioni dei diritti umani commesse dal governo cinese.

Sudan, riforme importanti per i diritti umani. È cominciata l’abrogazione delle misure restrittive delle libertà introdotte negli ultimi 30 anni dal regime di Omer al-Bashir. Il ministro della giustizia Nasr al-Din Abdel-Bari ne ha presentato i dettagli l’11 luglio: abolito il crimine di apostasia – conversione di un musulmano ad un’altra religione, permesso ai non musulmani di consumare alcol, criminalizzata la pratica della mutilazione genitale femminile, abolito l'obbligo per le donne che viaggiano con bambini di ottenere il consenso di un tutore maschio. Il ministro ha dichiarato: "Siamo desiderosi di demolire qualsiasi discriminazione emanata dal vecchio regime e di avanzare verso l'uguaglianza tra i cittadini e una trasformazione democratica".

Venezuela, necessarie riforme per la tutela dei diritti umani. Il 15 luglio, l’Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite ha presentato il suo rapporto sull’indipendenza del sistema giudiziario e sull’accesso alla giustizia in Venezuela, oltre che sulla situazione dei diritti umani nella regione Arco Minero del Orinoco durante la quarantaquattresima sessione del Consiglio per i Diritti Umani. Denunciata la mancanza di indipendenza nella giustizia, il continuo uso della giustizia militare per i processi civili, l’incapacità di assicurare un’efficace difesa legale ai cittadini e soprattutto alle donne, violazioni dei diritti economici e sociali. In particolare, si segnala il controllo criminale nelle miniere dell’Orinoco, lo sfruttamento di lavoro - compreso quello minorile - ed episodi di traffico di essere umani e abusi sessuali.

Russia, la legge sugli agenti stranieri ostacola il lavoro dei difensori dei diritti umani. Semyon Simonov, capo del Southern Human Rights Center, è stato oggetto di molestie e intimidazioni per anni in seguito al rifiuto di pagare una multa per non aver registrato la sua organizzazione come“agente straniero”. Di fatto, questa non ha mai ricevuto denaro o altri beni materiali dall’estero – condizione per essere ritenuta tale. Il fatto che ogni episodio di molestia da parte delle forze dell’ordine coincidesse con attività pubbliche dell’organizzazione per i diritti umani evidenzia la volontà russa di contrastare le attività in difesa dei diritti – attività meritevoli di protezione secondo la Dichiarazione sugli 'human rights defenders' delle Nazioni Unite.

Sara Squadrani

ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

Borse, due settimane di volatilità. La ripresa del virus in California (che ha visto il lockdown più severo e lungo dopo NY) colpisce nuovamente il settore dell’ospitalità e mette il freno ai guadagni degli ultimi 3 mesi. Vi sono tuttavia buone notizie sul fronte dei vaccini e sul continuo calo di ricoveri e morti portano sollievo agli investitori; continua altresì la ripresa dei consumi, ormai quasi al livello pre-pandemia negli USA, mentre in Europa (e in Italia in particolare) rimangono del 15-20% inferiori. L’andamento altalenante delle borse è dovuto anche all’incertezza geo-politica: i negoziati sul pacchetto di aiuti europeo sono in stallo, mentre Cina e USA sono sempre più ai ferri corti e si vedono le prime conseguenze.

Conti trimestrali, i primi dati. I bilanci trimestrali stanno dando delle indicazioni utili nei rapporti relativi tra i vari segmenti del mercato, nonostante in valore assoluto i risultati siano poco significativi per via della pandemia. In gran spolvero i titoli finanziari e bancari, guidati rispettivamente da BlackRock (+21% grazie ad un forte afflusso nei propri fondi) e dalle grandi banche: JP Morgan, Bank of America e Morgan Stanley perdono nel settore dei mutui, ma compensano con la forte crescita dei segmenti trading e consulenza finanziaria. Fa molto bene anche il settore tecnologico ma le previsioni dei prossimi mesi sono negative, soprattutto per Netflix che prevede un forte calo dei nuovi abbonati. Non pervenuti i titoli crocieristici, colpiti molto duramente dallo stop ai viaggi, prolungato questa settimana fino a fine settembre.

Cina, cosa è accaduto in borsa? I mercati cinesi hanno vissuto una brevissima bolla speculativa, che aveva portato ad un rialzo di oltre un trilione di dollari (+15%) prima di sgonfiarsi rapidamente. Il tutto nasce non dai dati economici (molto positiva la crescita del PIL, +3.2% nel secondo trimestre contro il 2.5% atteso) come sarebbe ragionevole aspettarsi, ma da una sospetta manipolazione del mercato portata avanti dal Governo, che sul China Securities Journal (l’equivalente del nostro Sole 24 Ore di proprietà statale) ha incoraggiato i risparmiatori ad investire nel mercato nazionale. Se i rialzi sono stati rapidi, non meno veloce è stato il crollo: sono bastati un editoriale dello stesso giornale che invitava alla calma (per evitare una ‘bolla’ come quella del 2015) e massicce vendite fatte da un grande fondo pensione statale a cancellare i profitti accumulati.

Cina vs. USA, i danni sono concreti. Lo scontro politico tra Cina e Occidente si sta producendo i primi effetti economici concreti. Il pugno di ferro su Hong Kong spinge i ‘big tech’ come Microsoft a non condividere più i dati dei propri clienti con le autorità, mentre si registrano i primi affari sfumati. Google ha infatti annunciato la cancellazione di un progetto di cloud computing in Cina, ed al contempo nuovi investimenti in India (ormai chiaro rivale della Cina) per $10 miliardi. Anche società cinesi come ByteDance (proprietaria di TikTok) lasciano HK per sfuggire ai sospetti e alle sanzioni americane, mentre Huawei viene esclusa dalla rete 5G britannica. La Cina, da parte sua, ha risposto imponendo sanzioni su Lockheed Martin (settore difesa) per la firma di un contratto con il governo di Taiwan e vietando l’ingresso ai senatori Cruz e Rubio, accusati di aver interferito sulla questione uigura. Trump sembra infine aver abbandonato la speranza di un secondo accordo da far seguire al trade deal: non parla con Xi da molto e non ha intenzione di farlo.

UK, nuove risorse contro la crisi. Il governo britannico ha approvato un nuovo pacchetto di stimoli economici del valore di £30 miliardi, che porta quindi il totale degli stanziamenti in risposta al COVID a £160 miliardi. Le nuove misure puntano principalmente ad accelerare la ripresa dei consumi e a sostenere la creazione di posti di lavoro, con incentivi straordinari quali uno sconto del 50% per le consumazioni al tavolo in bar, ristoranti e pub dal lunedi al mercoledi fino a fine agosto. Misure più classiche prevedono la diminuzione dell’IVA applicata al settore turistico dal 20% al 5%, finanziamenti ad opere infrastrutturali per £8.8 miliardi e contributi alle aziende che non licenziano dipendenti. Tutto ciò innalza il deficit di bilancio del 2020 ad oltre £350 miliardi e ad un rapporto deficit/PIL che sale oltre il 100% per la prima volta dal 1963, dati tuttavia sostenibili anche nel lungo termine grazie a sane politiche di bilancio negli anni passati.

Leonardo Aldeghi



AFRICA SUBSAHARIANA

Costa d’Avorio, il Primo Ministro colpito da un infarto. Il PM Amadou Gon Coulibaly è deceduto lo scorso mercoledì 8 luglio all’età di 61 anni a causa di un attacco cardiaco. Da tempo era a conoscenza dei propri problemi di cuore, infatti era appena tornato da un periodo di soggiorno in Francia nel tentativo di superarli. Il tutto avviene a circa tre mesi dalle Presidenziali del Paese, lasciando il partito RHDP (Partito Democratico della Costa d’Avorio) senza il proprio candidato di punta.

Coronavirus, verso i 700.000 casi. Continuano ad aumentare i casi di SARS-CoV2, registrando 663.953 infetti al 17 luglio. Si parla di 306 mila casi attivi e 343 mila guarigioni, con un numero totale di vittime di 14.359. Il Sudafrica rappresenta l’ottavo Paese al mondo per il numero di casi confermati.

Etiopia, l’esplosione delle tensioni etniche. La morte del cantante Hachalu, di origine Oromo ha portato allo scoppio di proteste da parte di quella fascia della popolazione che rappresenta la maggioranza nel Paese ma che per decenni ha subito emarginazione politica e sociale. Gli scontri con la polizia dello Stato Oromo, Girma Gelam, hanno causato la morte di 145 civili e 11 componenti delle forze dell’ordine. Nei comunicati sono state segnalate anche 167 persone gravemente ferite e circa mille arresti. L’evento ha portato alla luce le difficoltà attraversate dal Paese sin dall’insediamento del Primo Ministro Ahmed, anche lui di etnia Oromo, il quale ha avviato un processo di riforma in un Paese prima fortemente autoritario.

Repubblica Democratica del Congo (RDC), tra tensioni interne ed esterne. Sono settimane difficili per Félix Tshisekedi, impegnato a fronteggiare complicazioni di convergenza politica nella maggioranza tra l’ala che lo sostiene (Cach) e quella legata all’ex Presidente Joseph Kabila (FCC). Le problematiche principali si registrano in particolare sulla riforma della magistratura e sulla nomina di un nuovo presidente della commissione elettorale. Dal punto di vista interno, invece, preoccupa l’atteggiamento dello Zambia, accusato di aver occupato con le proprie forze armate alcuni villaggi nei territori meridionali della RDC. L’esercito è stato messo in stato di allerta nella zona del Tanganika. Il Presidente ha invitato alla calma in riferimento ad entrambe le vicende.

Sud Africa, vandalizzata la statua di Cecil Rhodes. La statua sita a Città del Capo del colonialista del 1800, fondatore della Rhodesia del Nord e del Sud - ora Zambia e Zimbabwe - ha subito la decapitazione da parte di sconosciuti. Non si tratta del primo atto vandalico operato contro la statua per ragioni anticolonialiste, infatti eventi analoghi si registrarono già nel 2001 e nel 2015.

Marcello Alberizzi



AMERICA DEL NORD

La possibile messa al bando di TikTok da parte degli Stati Uniti. Il Segretario di Stato Mike Pompeo ha annunciato che l’amministrazione statunitense sta valutando se bandire l’applicazione cinese TikTok, controllata da ByteDance. La motivazione dietro tale scelta è che l'app metterebbe a rischio la sicurezza nazionale, per il sospetto che non protegga la privacy degli utenti in maniera sufficiente. Questo annuncio si inserisce nel più ampio confronto tra Washington e Pechino, in particolare in ambito tecnologico e dei social media. La risposta della società di ByteDance è stata: “Non abbiamo mai fornito dati degli utenti al governo cinese, né lo faremmo se ci venisse chiesto”.

(Marta Annalisa Savino)

Canada, la commemorazione per Srebrenica. Il Ministro degli affari esteri François-Philippe Champagne ha affermato, in occasione della commemorazione del genocidio di Srebrenica in Bosnia ed Erzegovina: “Il Canada onora la memoria delle vittime, includendo gli oltre 8mila musulmani bosniaci uccisi. Uniamo le nostre voci a quelle di coloro che continuano a premere per ottenere verità e giustizia da questo orribile episodio”. Il massacro si verificò l’11 luglio 1995, esattamente 25 anni fa.

(Marta Annalisa Savino)

Messico, le nuove opportunità nascenti dal T-MEC. A seguito dell’incontro dell’8 luglio a Washington tra AMLO e Donald Trump, organizzato in occasione dell'entrata in vigore del nuovo accordo T-MEC, è stata svolta una videoconferenza tra l’Associazione messicana dei Segretari dello Sviluppo Economico (Amsde) e talune province canadesi - con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri - per discutere le plurime opportunità nascenti dal suddetto Trattato. Secondo la BBC di Londra e il magazine Forbes México il T-MEC sarà fonte di importanti opportunità per il Paese latino principalmente nel settore commerciale, ambientale, del diritto del lavoro e nell'industria automobilistica. Inoltre, a differenza dal precedente accordo NAFTA, il T-MEC prevede una sua revisione da eseguirsi ogni 6 anni.

(Valeria Scuderi)

Marta Annalisa Savino e Valeria Scuderi



AMERICA DEL SUD

Argentina, la fine della quarantena e il diritto sovrano sulle Isole Malvinas. Dopo quasi quattro mesi di misure severe, il Presidente argentino Fernandez annuncia un allentamento delle restrizioni nonostante l'alto livello dei contagi: Buenos Aires inizierà il graduale deconfinamento lunedì 20. Nel frattempo, la ripresa delle esercitazioni militari da parte del Regno Unito nelle isole Malvinas allerta il Governo argentino. Quest’ultimo ha denunciato la violazione della Risoluzione 2065 delle Nazioni Unite, che esorta entrambe le parti a risolvere la sovranità delle isole dell'Atlantico meridionale attraverso il dialogo. Il Governatore della Provincia di Tierra del Fuego, Gustavo Melella, ha affermato che "la crescente corsa agli armamenti della Gran Bretagna sta mettendo a rischio non solo l'ecosistema naturale ma anche la pace della regione”.

(Valeria Scuderi)

Brasile, Bolsonaro positivo al Covid-19. Il Presidente Bolsonaro ha annunciato in diretta televisiva di essere positivo al Covid-19. “Sono positivo, seguirò il protocollo di isolamento. È necessario prendersi cura degli anziani, ma non bisogna farsi prendere dal panico". La positività non ha infatti cambiato la sua idea del virus come “gripezinha” (piccola influenza). Al termine della diretta Bolsonaro si è tolto la mascherina mostrando a tutti le sue ottimali condizioni di salute. Il Presidente dovrà comunque operare in isolamento e in videoconferenza. L’opinione pubblica brasiliana è divisa sul caso: alcuni sostengono che il Presidente abbia montato tutto a fini personali, mentre altri hanno sin da subito fraternizzato con lui.

(Domenico Barbato)

Bolivia, positive le principali cariche dello stato. La Presidente Jeanine Añez ha dichiarato sul suo profilo Twitter di essere positiva al Covid-19 e di aver iniziato la sua quarantena di 14 giorni. La Añez ha inoltre confermato di aver contratto il virus a contatto con i suoi collaboratori, molti dei quali risultati positivi al test sierologico. La notizia arriva dopo la conferma dei media boliviani della positività al virus dei tre principali Ministri (Presidenza, Sanità e Miniere) e le indicazioni dei medici che le avevano consigliato di lavorare virtualmente. Intanto il Ministro della Difesa Luis Fernando López ha sostituito ad interim quello della Salute Eidy Roca, dopo la positività al virus di quest’ultima.

(Domenico Barbato)

Colombia, opere umanitarie interrotte e violazione alla libera navigazione dei fiumi condivisi. Il 15 luglio la Marina militare nazionale ha informato il Governo colombiano della detenzione arbitraria, posta in essere dall’esercito venezuelano, di tre cittadini colombiani. I soggetti in questione stavano navigando nelle vicinanze del fiume Negro, tra San Felipe e Puerto Colombia, per trasportare gli aiuti umanitari concessi dal Consiglio Norvegese per i Rifugiati destinati alle comunità indigene che vivono in quella zona di confine. Il Governo di Ivan Duque ha richiesto l’immediata liberazione e il rimpatrio dei tre concittadini. Il Governo venezuelano ha però annunciato che la nave e l'equipaggio resteranno sottoposti alle decisioni e agli ordini dei tribunali nazionali.

(Valeria Scuderi)

Cuba, collaboratore dell’ABC arrestato per aver ripreso gli eccessi del regime. L’omicidio di Hernández Galiano sarebbe solo uno dei tanti casi di eccessivo uso della forza da parte della polizia cubana ai danni dei civili. La morte del ventiseienne di Guanabacoa sarebbe infatti collegata ad altri gravi omicidi avvenuti sull’isola nei mesi scorsi. Sulla questione sta indagando il collaboratore dell’ABC Jorge Enrique Rodríguez, finito in prigione per cinque giorni per aver ripreso il 28 giugno il raid della polizia al quartiere di Los Sitios, a L'Avana. Il filmato di Rodríguez, oggi in mano alla polizia, sarebbe la prova fondamentale per ricostruire la verità sui vari delitti che stanno tormentando Cuba dai mesi scorsi.

(Domenico Barbato)

Venezuela, la sovranità violata dalle provocazioni degli USA. Il Governo venezuelano ha denunciato davanti alla comunità internazionale l'ingresso della nave da guerra statunitense USS PINCKNEY nelle sue acque territoriali. “Una provocazione imperdonabile che cerca di minare la sovranità e l'integrità territoriale" ha affermato il Ministro degli Esteri J. Arreaza, che durante il Forum di alto livello sullo sviluppo sostenibile ha denunciato altresì che la "persecuzione finanziaria" del Venezuela da parte degli USA sta continuando nel bel mezzo della pandemia. "Gli USA hanno ignorato l'appello, hanno intensificato la persecuzione finanziaria e commerciale, e stanno ostacolando la produzione e le esportazioni di petrolio e l'importazione di prodotti basilari per affrontare la pandemia".

(Valeria Scuderi)

Domenico Barbato e Valeria Scuderi



ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Cina, vicino l’accordo di partnership commerciale e militare con l’Iran. Gli sforzi americani per isolare lo stato mediorientale potrebbero presto essere vanificati. Il New York Times è venuto in possesso della bozza di un accordo di partnership tra Teheran e Pechino, che garantirebbe a quest’ultima 25 anni di fornitura del petrolio iraniano a prezzi scontati in cambio di investimenti nel settore bancario, delle telecomunicazioni e delle infrastrutture. Nella bozza si descrive anche una cooperazione militare, con addestramenti ed esercitazioni congiunte delle forze armate, ricerca e sviluppo di armamenti e condivisione di informazioni strategiche. Stando al Ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javar Zarif, l’accordo (proposto da Xi Jinping nel 2016) è stato approvato lo scorso giugno dal gabinetto del Presidente Hassan Rouhani; nessuna delle parti ha però ancora discusso pubblicamente il contenuto dello stesso.

(Andrea Angelo Coldani)

Corea del Nord, lavori in corso ad un sospetto impianto nucleare. Alcune immagini satellitari ottenute dalla CNN mostrano delle attività in aumento negli ultimi giorni in una struttura che si sospetta essere utilizzata per il programma nucleare militare nordcoreano. Situata presso il villaggio di Wollo-ri vicino alla capitale Pyongyang, ha visto un flusso costante di veicoli che non è calato dai dialoghi per la non-proliferazione. Già nel 2015 era stata individuata dai ricercatori del James Martin Center for Nonproliferation Studies, ma l’esistenza al pubblico è stata rivelata solo con uno studio di prossima pubblicazione firmato dal senior editor di The Diplomat Ankit Panda. La struttura è caratterizzata da alcuni elementi distintivi di altri impianti nucleari quali un perimetro di sicurezza, strutture residenziali per tecnici e ricercatori e un potenziale sviluppo sotterraneo.

(Andrea Angelo Coldani)

Corea del Sud, la ripresa economica ‘verde’. Il governo sudcoreano ha presentato il ‘Green New Deal’, un piano per creare nuovi posti di lavoro e per rilanciare l’economia del paese, cercando, allo stesso tempo, di avviare diverse politiche climatiche, tra cui l’emancipazione dai combustibili fossili. ‘La pandemia del Coronavirus ha riaffermato l’urgenza di rispondere al cambiamento climatico’, dichiara il presidente Moon Jae-in. Entro il 2025, il ‘Green New Deal’ mira ad offrire 1,9 milioni di posti di lavoro in settori industriali ‘verdi’. Il sindaco di Seul, Park Won-soon, è stato trovato morto, dopo aver lasciato in ufficio un messaggio che porterebbe a pensare che si tratti di un suicidio.

(Margherita Camurri)

Giappone, i danni provocati dal maltempo e dal Covid-19. Piogge torrenziali continuano a colpire il paese, specialmente nella regione di Kyushu, causando più di 70 morti e molti dispersi. Le autorità giapponesi stanno intervenendo sollecitando oltre 10 mila persone a evacuare le loro case. Un’ulteriore preoccupazione per il paese è rappresentata dal Coronavirus, in quanto decine di marines americani sono stati contagiati nell’isola di Okinawa. Il governo giapponese, dopo che i marines hanno ignorato l’invito a fornire il numero preciso di casi, ha lanciato un appello alla trasparenza e ha criticato le misure di sicurezza prese dagli Stati Uniti.

(Margherita Camurri)

India, nei prossimi anni investimenti di Google per 10 miliardi di dollari. L’evento annuale Google for India ha visto l’annuncio da parte del CEO Sundar Pichai di flussi massicci di denaro per la digitalizzazione del Paese da parte dell’azienda di Mountain View nei prossimi 5-7 anni, suddivisi in equity investments, partnerships e spese infrastrutturali. Google ha poi investito 4,5 miliardi di dollari nel network di telecomunicazioni più importante del subcontinente, Jio Platforms; l’avvenimento è particolarmente interessante se si pensa che tale compagnia tecnologica indiana ha ricevuto finanziamenti anche da rivali come Facebook o altri giganti del settore quale Intel, che prospettano la creazione di una super app sullo stile di WeChat. Questi investimenti ben si inquadrano nella “Vision for a Digital India” del Premier Modi, che prospetta uno sviluppo digitale del Paese con smartphones a basso costo e un’infrastruttura di telecomunicazioni allo stato dell’arte.

(Andrea Angelo Coldani)

Taiwan, la cooperazione con gli Stati Uniti. Il governo cinese imporrà sanzioni sul gruppo aerospaziale USA Lockheed Martin, per il suo coinvolgimento nella vendita di armi a Taiwan. Pechino ha invitato gli Stati Uniti a ‘rispettare rigorosamente il principio dell’Unica Cina, fermando le vendite di armi e i rapporti militari con Taiwan’. Gli Stati Uniti collaborano con Taipei anche nel settore della sanità. Infatti, l’Università Nazionale di Taiwan lavorerà con l’Università di Berkeley per trovare un nuovo sistema per contenere il Coronavirus. Taiwan ha appoggiato anche l’opposizione americana riguardo all’uso della forza per risolvere le controversie nel Mar Cinese Meridionale.

(Margherita Camurri)

Margherita Camurri e Andrea Angelo Coldani



EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

Unione Europea, forte scontro fra Italia e Olanda. Il Consiglio Europeo si è riunito per deliberare sulle modalità del Recovery Fund, ma forti divergenze rimangono, soprattutto fra Roma e Amsterdam. Il primo ministro Rutte vorrebbe ridurre il pacchetto di aiuti proposto dalla Commissione e associarlo a forti condizionalità nel campo delle riforme. Il Premier Conte, da parte sua, non vuole accettare una tale ingerenza e ha riferito che lo scontro con l’Olanda è stato molto duro. Michel cerca di mediare fra le posizioni dei Paesi del sud Europa e i cosiddetti “frugali” e, nelle ultime ore, è circolata l’ipotesi di un pacchetto di aiuti da 400 miliardi. (Notizia in aggiornamento)

Unione Europea, maggiore presenza nei Balcani. Angela Merkel e Emmanuel Macron hanno tenuto un summit online con il Presidente serbo Vucic e il Primo ministro kosovaro Hoti. Le relazioni fra i due Paesi sono sempre state molto tese e l’Unione Europea sostiene da anni un processo di normalizzazione. Processo, però, che sembra difficile da portare a termine. Sia Vucic che Hoti hanno dichiarato che le differenze permangono, ma sembra esserci la volontà di proseguire con il dialogo. L’obiettivo del Kosovo è quello di arrivare ad un mutuo riconoscimento. Bruxelles vede nella normalizzazione una buona occasione per due ragioni: la prima è quella di rendere stabile un’area geopolitica attraversata da conflitti e diffidenze reciproche. La seconda è che, in questo modo, l’Unione Europea giocherebbe un ruolo da protagonista nella politica internazionale.

Italia, approvati finanziamenti per la Libia. Il Parlamento italiano ha votato ampiamente a favore del rinnovo dei finanziamenti per un totale di 58 milioni di euro. Di questi, 10 andranno alla Guardia costiera libica, tristemente nota per le violazioni dei diritti umani. Il voto ha scatenato alcune polemiche all’interno della maggioranza: i parlamentari di Italia Viva sono usciti dall’aula al momento della decisione, mentre alcuni onorevoli del Partito Democratico hanno votato contro. I finanziamenti erano stati fortemente criticati dai democratici negli anni passati e, all’Assemblea Nazionale del Partito, era emersa la necessità di cambiare linea sull’immigrazione. L’ex Presidente del PD Orfini considera il voto come uno dei momenti più oscuri del centro-sinistra italiano.

Regno Unito, netta presa di posizione su Huawei. Alla fine, Londra ha scelto di seguire Washington nella guerra al colosso cinese delle telecomunicazioni. Il Centro Nazionale di Cyber security ha prodotto un documento nel quale si legge che, dopo le sanzioni americane di maggio, non si può più garantire la sicurezza delle infrastrutture tecnologiche fornite da Huawei. Dopo il 31 dicembre 2020, sarà vietato acquistare nuova attrezzatura dalla multinazionale cinese e, entro il 2027, i pezzi già esistenti dovranno essere rimossi dalla rete 5G britannica. Dopo la questione di Hong Kong, Boris Johnson ha deciso di allinearsi sempre di più con la Casa Bianca, proseguendo in una politica ostile a Pechino.

Unione Europea, importante decisione della CGUE. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha dichiarato non valido l’accordo fra UE e Stati Uniti sullo scambio dei dati personali. Si tratta del famoso “Privacy Shield” del 2016, adottato a causa dell’invalidazione del precedente Safe Harbour. Alcune organizzazioni della società civile avevano fin da subito espresso la loro preoccupazione su questo nuovo accordo e alla fine la Corte ha dato loro ragione. Secondo i giudici non sarebbe garantita la piena tutela dei cittadini europei. La decisione rischia di creare non pochi problemi alle multinazionali che operano nel territorio dell’UE; difatti, esse potrebbero essere costrette ad un cambio di politiche con un significativo aumento dei costi.

Leonardo Cherici



EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

La Russia effettua la prima spedizione di petrolio artico verso la Cina. Il gigante energetico russo Gazprom ha avviato la prima spedizione di petrolio estratto direttamente dalla penisola artica dello Yamal verso il porto di Yantai, in Cina. La spedizione sarà effettuata attraverso la Northern Sea Route e impiegherà, stando alle prime fonti, un periodo di 47 giorni. L’evento segna il successo del potenziamento della logistica russa nella regione dell’Artico, grazie all’impiego della piattaforma produttiva di Prirazlomnoye e i terminali di trasporto nel Golfo di Ob. Inoltre, l’impiego della più recente tecnologia in termini di navigazione nelle acque artiche, dimostrata dai vascelli di scorta inviati dalla base navale russa di Murmansk, renderà più sicuro, rispetto al passato, il tragitto verso il continente asiatico, a prova della crescente capacità russa di sfruttare, quasi esclusivamente, le nuove rotte marittime nell’alto nord.

Conflitto nel Donbass, l’Ucraina lamenta nuove violazioni degli accordi. Giunge voce dall’Ucraina di nuove violazioni del cessate il fuoco nella regione del Donbass da parte delle forze combattenti ribelli presuntivamente collegate alla Russia. Le stazioni militari ucraine nel Donbass hanno riportato 18 violazioni (attacchi) nella giornata del 17 luglio. Stando alle dichiarazioni ufficiali, gli attacchi sarebbero stati condotti attraverso l’utilizzo di armi anche pesanti e anticarro. Fortunatamente, non sono state riportate vittime tra le postazioni coinvolte negli attacchi. La situazione del conflitto nella regione ucraina sembra non essere migliorata nonostante i recenti accordi per il cessate il fuoco, in quanto le forze ibride ribelli continuano a far registrare numerosi attacchi in violazione degli stessi.

Un nuovo meccanismo europeo per prevenire le violazioni dello Stato di diritto. In queste settimane di acceso dibattito per l’adozione di una linea politica comune sul Recovery Fund, l’Unione Europea ha proposto un nuovo meccanismo per salvaguardare il rispetto dello Stato di diritto e delle libertà civili e politiche all’interno dei Paesi membri. La proposta giunge dopo che le misure di contenimento del Covid-19 avevano spinto membri dell’Unione dell’Europa orientale, Ungheria in primis, a violare i principi della separazione dei poteri e della democrazia. Il “voto a maggioranza qualificata reversibile”, presunto nome della procedura, permetterebbe alla Commissione europea di revocare eventuali forme di aiuto finanziario agli Stati membri senza passare dall’approvazione degli stessi in caso di sostanziali violazioni dello Stato di diritto.

Andrea Maria Vassallo



MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Turchia, le scommesse di Erdogan tra sogno e realtà. La notizia che più ha fatto parlare del Paese nelle ultime settimane è senz’altro la riconversione di Santa Sofia da museo a moschea per volontà del Presidente. Da un lato vi è una valenza religiosa del gesto, anche se è da considerare più in chiave simbolica e contro-identitaria rispetto all’occidentalismo che non sostanziale. L’ex basilica bizantina rimarrà infatti intatta dal punto di vista artistico e diverrà persino gratuitamente aperta a qualsiasi visitatore. Il lato più caldo rimane però sul versante interno della Turchia, dove è con azioni di questo tipo che l’AKP tenta di rinfoltire i propri consensi tra le frange più conservatrici (e non) della popolazione. Alle nostalgie del passato, si aggiungono i sogni di fasti futuri, come il progetto mastodontico del Kanal Istanbul che dovrebbe collegare artificialmente mar Nero e mar di Marmara. Il governo lo ritiene necessario per deviare il traffico marittimo dal Bosforo, ma opposizioni e ambientalisti protestano per i rischi ecologici ed economici. Calcoli strategici o rischio rottura?

(Samuele Abrami)

Iran, situazione incandescente. Non si fermano gli incidenti sospetti in luoghi di importante carattere militare e logistico, spesso legati al programma nucleare. Infatti, lo scorso 15 luglio un altro vasto incendio ha danneggiato almeno sette imbarcazioni presso il porto meridionale di Bushehr. Alle ipotesi di ingerenze dei nemici storici di Teheran – USA e Israele – si aggiungono sospetti che intelligence straniere stiano cooperando con i gruppi nazionali con il fine di alimentare il caos interno, favorendo così la caduta del regime. Ad ogni modo, si tratta di episodi che creano uno status di instabilità e insicurezza generale. Incidenti di tale portata rischiano di arrecare ulteriori danni all’economia iraniana, già colpita dalle sanzioni e dalla perdurante emergenza Coronavirus. E così sono tornate le proteste di piazza contro il governo, accusato di preferire la proiezione esterna al benessere del popolo.

(Samuele Abrami)

Egitto, tra accuse di interferenza e le controversie sul Nilo. Sul piano esterno il paese sembra non riuscire ad intrattenere rapporti di buon vicinato, casualità o intenzionalità? Nell’ambito della crisi libica, Al-Sisi incassa una doppia “condanna”. Infatti, il governo di Sarraj lo accusa di interferire palesemente negli affari interni libici, dopo che il Presidente egiziano ha ammesso che l’Egitto non resterà inerme contro possibili minacce alla propria sicurezza nazionale ed ha incontrato delle tribù libiche. Anche Ankara ha additato come “illegale” il comportamento che sta tenendo Al-Sisi. Dall’altra parte, la questione della diga del Nilo azzurro rimane alquanto spinosa: sia l’Egitto che il Sudan – entrambi timorosi che la diga ridurrà notevolmente il loro accesso all’acqua – hanno chiesto spiegazioni all’Etiopia riguardo un repentino innalzamento delle acque nel suo bacino idrico. L’Etiopia ha prontamente risposto che la causa è rinvenibile nello scoppio repentino di forti piogge.

(Federica Sulpizio)

Tunisia, si dimette il primo ministro. Il 15 luglio Fakhfakh ha rinunciato al suo incarico, presentando formalmente le dimissioni al presidente tunisino Saied, dopo che il partito Ennahda (il partito islamico di maggioranza) ha negato la fiducia al suo governo di coalizione rivolgendogli accuse di corruzione. Il suo mandato è durato appena cinque mesi ma, data la crisi mondiale, questi ultimi devono essere apparsi inesorabilmente lunghi e ricchi di ostacoli. Ora spetterà a Saied individuare una personalità in grado di formare un esecutivo, i partiti possono presentare i loro candidati entro il 23 luglio. Fakhfakh ha dichiarato di aver maturato la decisione per il bene del popolo tunisino e per evitare l’esplodere di un’ulteriore crisi. Inoltre, sul piano interno la disoccupazione dilagante e le infrastrutture inadeguate hanno spinto alla rivolta alcuni lavoratori del principale impianto di pompaggio di petrolio a sud della Tunisia. La situazione ha portato ad uno scontro tra manifestanti e forze dell’ordine alla chiusura dell’impianto.

(Federica Sulpizio)

Libia, stallo o nuova escalation? Al fine di contrastare la presenza russa in Libia, Trump ha ribadito il sostegno alla Turchia. Il governo americano si prospetta un aumento della cooperazione al fine di garantire la stabilità nel paese. Inoltre, un report del Pentagono riconosce come la Turchia abbia pagato e trasferito alcune migliaia di mercenari siriani sul fronte libico in cambio della cittadinanza ed un lauto salario. Dopo più di sei mesi riprendono le esportazioni di petrolio della compagnia petrolifera nazionale libica (NOC). L’Italia stringe un nuovo accordo volto al sostegno della guardia costiera libica dopo il viaggio del Ministro degli Interni a Tripoli. Il parlamento di Tobruk, forse a fronte delle sconfitte subite dal generale Haftar, afferma di accettare un eventuale coinvolgimento militare egiziano nel caso in cui il GNA e la Turchia puntassero su Sirte ed Al Jufra.

(Michele Magistretti)

Israele, tempi duri per Bibi. Il primo ministro più longevo di Israele, tanto da essere soprannominato “Re Bibi”, si trova ora al centro di uno scenario a lui poco favorevole, sia internamente che esternamente. Riguardo le annessioni ancora tutto è fermo e pare sia ormai una battaglia propagandistica volta a sviare il dibattito politico da dossier ben più scottanti e di immediata rilevanza. La nuova ondata di contagi ha costretto il paese ad implementare nuove restrizioni. Inoltre, l’aumento della disoccupazione che si è registrato negli ultimi mesi ed il processo di Netanyahu hanno portato a forti proteste di piazza, nelle quali i manifestanti chiedono le dimissioni di Bibi. Il capo del Likud è accusato di abuso d’ufficio e corruzione e la prossima udienza è fissata per il 19 luglio.

(Michele Magistretti)

Samuele Abrami, Federica Sulpizio e Michele Magistretti



TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Germania, alta l’attenzione dell’antiterrorismo verso estrema destra e jihadismo. È quanto emerge dal rapporto del BfV, l’organismo di intelligence tedesco, presentato il 9 luglio con la partecipazione del ministro dell’Interno Horst Seehofer. Il ministro ha espresso particolare preoccupazione nei confronti di ideologie antisemite e xenofobe, rivendicando altresì l’impegno del governo nel contrasto a gruppi di estrema destra. Secondo il rapporto, circa 13 mila militanti sarebbero potenzialmente pronti all’uso della violenza. Resta alta l’allerta anche nei confronti del terrorismo jihadista. Mercoledì scorso, la polizia di Berlino ha effettuato 20 perquisizioni nei confronti di 12 individui del panorama islamista sospettati, tra l’altro, di finanziamento ad attività terroristiche.

(Laura Morreale)

Siria, campagna di sicurezza delle SDF e alleati nell’est del paese. L’operazione che si è svolta all’alba del 17 luglio è stata definita “ingente” da fonti locali e ha coinvolto tre diverse aree della provincia di Deir ez-Zor (al-Suwar, Hajin e al-Kasrah). Secondo quanto riferito da membri delle SDF, l’operazione era diretta contro membri e cellule dell’ISIS, che si nasconderebbero tra i residenti delle zone rurali della provincia. La regione è da anni divisa da interessi nazionali e internazionali: liberata dall’ISIS nel 2017, il suo controllo è oggi conteso tra le SDF e il regime siriano. Quest’ultimo, di recente, sembra perseguire un parziale disimpegno militare nella provincia orientale: diversi contingenti governativi e degli alleati russi sono stati rilocati nella zona di Idlib, controllata da varie fazioni che si oppongono al regime, tra cui il gruppo jihadista Hay’at Tahrir al-Sham.

(Laura Morreale)

Afghanistan, l’interminabile violenza dei talebani contro le forze di sicurezza afghane. Malgrado le trattative politico-diplomatiche per il processo di pace, l’Afghanistan continua ad essere teatro di incessanti violenze. Nello specifico, se da una parte i talebani hanno smesso di colpire i soldati della missione internazionale (in base all’accordo siglato con gli Usa), dall’altra i militanti islamici non hanno cessato di perpetrare attacchi contro le forze di sicurezza afghane. Al contrario, il numero degli attentati è aumentato sensibilmente nell’ultimo periodo. Tra le offensive più brutali, vi è sicuramente quella condotta il 13 luglio nei pressi dell’edificio della Direzione Nazionale della Sicurezza ad Aybak, nella provincia settentrionale di Samangan. All’esplosione di un’autobomba è seguito uno scontro armato tra talebani e forze di sicurezza afghane (tra queste ultime ci sarebbero 11 vittime).

(Vincenzo Battaglia)

Italia, trentottenne arrestato a Milano per apologia all’Isis. Con l’accusa di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità del terrorismo internazionale Nicola Ferrara, 38 anni e originario di Bari, è stato arrestato dai Carabinieri del Ros. E’ accaduto l’8 luglio scorso nel capoluogo lombardo. Secondo le ricostruzioni del pool investigativo, già dal 2015 Ferrara portava avanti un’accanita campagna propagandistica attraverso i suoi canali social. L’obiettivo era quello di indottrinare, soprattutto adolescenti, mediante la diffusione in rete di foto e video per esaltare le posizioni estremiste della Jihad di matrice salafita. Come riportato dal capo del pool Alberto Nobili, vi è il sospetto che la radicalizzazione di Ferrara possa aver preso il largo all’interno dell’associazione culturale sunnita Al Nur di Milano, alla quale aveva aderito diversi anni fa.

(Davide Shahhosseini)

Washington, duro colpo del TFTC alla rete di finanziamenti di Daesh. Il 15 luglio i sette membri del Terrorist Financing Targeting Center (TFTC), tra i quali Usa e Arabia Saudita, hanno decretato all’unanimità l’irrogazione di nuove sanzioni contro organizzazioni e individui accusati di facilitare il trasferimento di fondi a Daesh e ad altre sue branche. Tra i nuovi organismi inseriti nella blacklist del TFTC vi è l’organizzazione afgana Nejaat Social Welfare e il suo direttore Sayed Habib Ahmad Khan. Quest’ultimo è accusato di aver dissimulato lo stanziamento di fondi a favore della cellula afgana, Isis-Khorasan, sotto forma di organizzazione benefica. Dopo la sconfitta militare di Daesh in Siria, l’obiettivo del TFTC, attraverso le nuove misure sanzionatorie, è quello di intervenire tempestivamente laddove vi siano tentativi di favorire una nuova macchina del terrore.

(Davide Shahhosseini)

Davide Shahhosseini, Laura Morreale e Vincenzo Battaglia



ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Nazioni Unite, il World Food Programme denuncia la grave carenza di cibo che affligge lo Yemen. Secondo quanto dichiarato dal World Food Programme (WFP) delle Nazioni Unite, quasi 10 milioni di persone stanno soffrendo a causa di un’acuta carenza di cibo nello Yemen ed è necessario agire con urgenza, al fine di evitare il peggioramento della situazione. “La situazione umanitaria si sta deteriorando a un ritmo allarmante, spingendo la gente al limite”, ha dichiarato la portavoce del WFP, Elisabeth Byrs, “dobbiamo agire ora. Se aspettiamo che la carestia venga dichiarata, sarà già troppo tardi, perché la popolazione sta già morendo”. Il WFP ha quindi esortato i Paesi membri delle Nazioni Unite a finanziare il proprio programma, che ha bisogno di 737 milioni di dollari per mantenere il suo progetto di aiuti nel Paese in questione fino alla fine dell’anno. Questo programma attualmente assiste oltre 13 milioni di persone.

Nazioni Unite, gli Stati Uniti si ritirano dall’Organizzazione Mondiale di Sanità. Mentre il Covid-19 continua a mietere vittime negli Stati Uniti, toccando ogni giorno livelli record di decessi, il Presidente americano Donald Trump ha notificato le Nazioni Unite della sua decisione di ritirare il proprio Paese dall’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS), accusata di essere “una marionetta della Cina”. Il ritiro degli Stati Uniti dall’OMS sarà effettivo dal 6 luglio 2021, in ottemperanza dell’obbligo di preavviso di un anno. Nel frattempo, gli Stati Uniti saranno tenuti ad onorare tutti gli impegni presi, compresi gli obblighi finanziari, nonostante il taglio di 400 milioni di dollari minacciato da Trump lo scorso maggio. Il candidato democratico alla Casa Bianca, Joe Biden, ha manifestato la propria intenzione di riunirsi all’OMS il primo giorno della propria presidenza, qualora venisse eletto.

Nazioni Unite, morto un volontario ONU italiano in Colombia. Carmine Mario Paciolla, 33 anni, di Napoli, è stato ritrovato morto nella sua abitazione a San Vincente del Caguan, nella regione colombiana Caquetà, a sud del Paese. L’uomo si trovava in Colombia per portare avanti il proprio progetto di riconversione dell’agricoltura locale a discapito dei narcotrafficanti per conto delle Nazioni Unite. Secondo una prima ipotesi, l’uomo si sarebbe suicidato, impiccandosi. Sul suo corpo sono state tuttavia rinvenute diverse lacerazioni da taglio, che sembrano essere in contrasto con l’ipotesi del suicidio. La Procura di Roma e la Procura di Napoli hanno subito aperto un fascicolo sulla morte di Paciolla per raccogliere informazioni sulla morte del nostro connazionale, in stretta collaborazione con le autorità locali. Non si esclude che Paciolli sia stato assassinato dai narcotrafficanti colombiani.

Nazioni Unite, tensioni tra UNESCO e il governo turco per la decisione di riconvertire Santa Sofia in una moschea. Secondo quanto deciso dal Consiglio di Stato turco, del 24 luglio, il museo della Grande Hagia Sophia a Istanbul verrà riconvertito in moschea, accessibile soltanto ai fedeli di culto musulmano. Il supremo organo amministrativo turco si è infatti espresso a favore del ricorso contro un decreto presidenziale del 1934 con cui si apriva la moschea al pubblico, presentato da una ONG islamica locale, con il supporto del Presidente Erdogan. La decisione del governo turco tuttavia ha fatto molto discutere, in quanto si tratta di un luogo sacro non solo per il culto islamico ma anche per quello cristiano. È intervenuto anche il Presidente dell’UNESCO, Audrey Azoulay, che ha ricordato in un proprio comunicato stampa come l’iscrizione del monumento nella Lista dei Patrimoni dell’Umanità (avvenuta nel 1985) comporti una serie di impegni ed obblighi legali da parte del governo turco, che non possono essere ignorati.

Consiglio d’Europa, guardiano essenziale dei diritti umani durante la pandemia da Covid-19.Nel nuovo rapporto sulle azioni del Consiglio d’Europa, la Segreteria generale dell’organizzazione ha sottolineato l’importante ruolo svolto dal Consiglio d’Europa nella tutela dei diritti umani durante la pandemia da Covid-19. Nel presentare il report, la Segretaria generale Marija Pejčinović Burić ha dichiarato che “il sostegno e gli orientamenti basati su valori che abbiamo fornito agli Stati membri nella difesa dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto durante l’emergenza sono un perfetto esempio di multilateralismo e del motivo per cui dobbiamo proteggerlo”.

Consiglio d’Europa, aggiornate le Regole penitenziarie europee del 2006. Nei giorni scorsi, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha adottato una Raccomandazione che aggiorna le Regole penitenziarie europee del 2006, contenenti norme e principi giuridici in materia di gestione delle carceri, del personale penitenziario e dei detenuti. La revisione concerne in particolare la misura dell’isolamento. A causa dell’effetto estremamente negativo che tale misura ha sulla salute fisica e mentale dei detenuti, questa misura dovrebbe essere imposta solo per periodi di tempo rigorosamente specificati, che sia quanto più brevi possibile. Inoltre, le raccomandazioni trattano anche la registrazione delle informazioni sui detenuti e sulla gestione dei loro fascicoli, il trattamento dei detenuti di sesso femminile e degli stranieri, nonché l’utilizzo di speciali misure di elevata sicurezza.

Marta Stroppa



Framing The World è un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Andrea Angelo Coldani: Asia ed Estremo Oriente

Andrea Maria Vassallo: Europa Orientale e Federazione Russa

Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Domenico Barbato: America del Sud

Federica Sulpizio: Medio Oriente e Nord Africa

Laura Morreale: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Leonardo Cherici: Europa occidentale e Unione Europea

Marcello Alberizzi: Africa Sub-Sahariana, Organizzazioni Internazionali

Margherita Camurri: Asia ed Estremo Oriente

Marta Annalisa Savino: America del Nord

Marta Stroppa: Organizzazioni Internazionali

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

Samuele Abrami: Medio Oriente e Nord Africa

Sara Squadrani: Diritti Umani

Valeria Scuderi: America del Nord e America del Sud

Vincenzo Battaglia: Medio Oriente e Nord Africa e Terrorismo e Sicurezza Internazionale


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