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La Comunità internazionale: un mix di incertezze e speranze per il futuro

Framing The World: edizione XLII

Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad una fervente attività diplomatica che ha come perno gli Stati Uniti e come attori comprimari Israele e alcuni paesi del Golfo; se interpretabile come una mossa elettorale escogitata da Trump, non si può negare l’impatto che hanno avuto sulla scacchiera del Medio Oriente. Tutto ciò non deve tuttavia far passare in secondo piano altri importanti sviluppi come il peggioramento delle relazioni tra Germania e Russia, le proteste antigovernative in Bielorussia, le dimissioni del premier giapponese Abe, l'avvicinarsi della scadenza di ottobre per la Brexit, e molti, tanti altri eventi ancora che potrete approfondire solo leggendo questo nuovo numero di Framing the World.

DIRITTI UMANI

Ungheria, restrizioni alla libertà accademica. Il primo settembre 2020 è entrata in vigore una legge che ha trasferito la proprietà delle università pubbliche ad una fondazione privata i cui membri hanno legami diretti con il presidente Orban. I membri dell’università già pubblica non hanno avuto voce in capitolo e il “passaggio di proprietà” dell’istituto, compreso il conferimento dei nuovi incarichi, è avvenuto sotto il controllo del Governo. Si tratta dell’ennesima azione illiberale compiuta dal Governo ungherese, che limita la libertà di espressione e la libertà accademica e mette a rischio lo stato di diritto.

Cina, imposizione del mandarino in Mongolia Interna. La nuova politica educativa è entrata in vigore il primo settembre nella provincia autonoma del nord della Cina. La lingua mongola sarà quindi sostituita dal mandarino nell’insegnamento di alcune materie scolastiche. Le proteste sono divampate nella regione, con migliaia di persone in strada, contro questa politica considerata assimilazionista e irrispettosa dell’identità della minoranza mongola, la quale rimane profondamente legata alla propria lingua – unico simbolo che lega la minoranza alla sua storia, dati gli ultimi 70 anni di genocidio, oppressione politica, sfruttamento economico e distruzione ambientale operati del Governo cinese.

Stati Uniti, sanzioni contro la procuratrice della Corte Penale Internazionale. A giugno 2020, Trump aveva firmato un ordine esecutivo per autorizzare l’emanazione di sanzioni contro i funzionari della Corte dell’Aja al lavoro sulle inchieste relative ai crimini in Afghanistan e Palestina. Il 2 settembre 2020 sono state imposte le prime sanzioni contro la procuratrice Fatou Bensouda – congelamento di beni e divieto di ingresso negli Stati Uniti. Si tratta di sanzioni generalmente destinate a responsabili di violazioni del diritto internazionale, di azioni terroristiche e di crimini gravi come quelli sottoposti alla giurisdizione della stessa Corte Penale Internazionale, del cui statuto gli Stati Uniti non sono parte. Si tratta quindi di una mossa che ostacola la giustizia e la cooperazione internazionale.

Italia, scoperta banda di trafficanti di esseri umani. L’8 settembre la Polizia di Stato coordinata dal procuratore di Palermo ha eseguito il fermo di 14 persone accusate di far parte di un’organizzazione criminale operante in Africa, Italia e altri paesi Europei, finalizzata al “favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, all'esercizio di attività abusiva di prestazione di servizi di pagamento e altri delitti contro la persona, l'ordine pubblico, il patrimonio e la fede pubblica”. Al 2017 risale l’inizio delle operazioni illecite per mano della banda, consistenti nel trasferimento di migranti provenienti dal Corno d’Africa e detenuti nei centri libici verso l’Italia e nell’organizzazione del loro movimento verso altri paesi europei, in cambio di denaro trasferito attraverso il cosiddetto metodo “hawala”. Ghermay Ermias, al vertice dell’organizzazione, rimane ancora latitante.

Bielorussia, arrestata la leader dell'opposizione. In seguito alle elezioni del 9 agosto, condotte in un clima di repressioni continue, intimidazioni e mancato rispetto degli standard internazionali per elezioni libere e democratiche, sono divampate le proteste. Il 7 settembre, la principale leader dell'opposizione contro il presidente Alexander Lukashenko, Maria Kolesnikova, è stata rapita in strada a Minsk – il suo non è il primo arresto di oppositori politici. Le autorità bielorusse hanno cercato di indurla a lasciare il Paese, trasportandola al confine tra Bielorussia e Ucraina, ma lei ha reagito strappando il suo passaporto. Accusata di tentato colpo di stato, ora si trova in carcere, dal quale ha accusato i servizi segreti bielorussi di rapimento e minaccia di morte chiedendo di aprire un'inchiesta sulle violenze subite.

Grecia, in fiamme il campo profughi di Moria. La notte tra l’8 e il 9 settembre un incendio ha distrutto il campo profughi più grande d’Europa sull’isola di Lesbo. Ideato per ospitare 2.200 persone, ne conteneva circa 12.500 in condizioni di sovraffollamento e insicurezza. I profughi, che vivono nell’area, si sono riversati nel resto dell’isola per sfuggire alle fiamme. Il 9 settembre la Commissione Europea ha annunciato l’invio di assistenza immediata per aiutare a trovare un alloggio per i più vulnerabili. 406 minori non accompagnati sono stati trasferiti giovedì 10 sull’isola di Salonicco grazie ai voli organizzati dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, il Governo greco, la Commissione Europea, l’UNICEF e l’UNHCR. L’attuale situazione di emergenza esaspera l’esigenza di soccorso, servizi igienico-sanitari e alloggio già presente sull’isola.

Sara Squadrani



ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

Apple e Google, lo scontro con Epic Games. La questione tra i due giganti californiani e lo sviluppatore di Fornite ruota intorno alla commissione del 30% che le due compagnie incassano per ogni transazione economica all’interno delle app ospitate negli store di iOS e Android. Negli scorsi mesi Epic ha sviluppato ed implementato un sistema di pagamenti alternativo per non pagare queste commissioni, ma Apple e Google hanno reagito eliminando Fornite dalla piattaforma di distribuzione per violazione delle policy. Immediato è stato il ricorso ai tribunali, con la causa contro Apple che ha registrato un punto a favore di Epic quando un giudice federale ha concesso un ordine restrittivo temporaneo contro l’eliminazione degli accessi degli sviluppatori; il giudizio ha anche confermato la validità della sospensione dell’applicazione per il tentativo di aggirare le commissioni.

USA, niente nuovi stimoli. Il tentativo di passare un quinto pacchetto di stimoli economici è fallito a causa dell’intransigenza dei senatori democratici, che hanno giudicato insufficienti i $500 miliardi proposti dai repubblicani. Il pacchetto non era in alcun modo controverso, contenendo ulteriori fondi per le piccole e medie imprese, un’estensione dei sussidi di disoccupazione fino a dicembre, $105 miliardi per le scuole e 16 miliardi per test e vaccini. É ormai da luglio che il Senato sta discutendo un nuovo intervento economico, ma le parti rimangono molto distanti: i democratici puntano ad almeno 3 trilioni di aiuti (soprattutto per i bilanci di quegli stati già in deficit prima del coronavirus), mentre i repubblicani non sono disposti ad andare oltre il trilione di dollari, timorosi del deficit già al 16% (il più ampio dal ‘45) e fiduciosi in una ripresa economica sempre più consolidata. Nella questione si inseriscono anche le elezioni di novembre, con le parti che non vogliono concedere agli avversari una vittoria politica da usare in campagna elettorale.

Big Tech, un calo storico. L’inizio di settembre non è stato facile per i mercati azionari, soprattutto per quelli americani, trascinati al ribasso nelle ultime due settimane proprio dal settore tecnologico che lo aveva risollevato dai minimi di marzo. Due titoli in particolare hanno affondato i listini, Apple e Tesla, arrivate a perdere rispettivamente il 15 e il 33% rispetto ai massimi storici raggiunti ad inizio mese. Nel caso del gigante di Cupertino (e di altri titoli come Google e Microsoft che registrano cali più contenuti) l’opinione prevalente è che si sia trattato di decisioni tecniche da parte di investitori che vogliono trarre profitto dai rialzi degli ultimi mesi, mentre l’azienda di Elon Musk ha pagato la mancata inclusione nell’indice S&P500 (attesa visti i quattro trimestri consecutivi di profitti) e l’accordo strategico tra GM e Nikola (+41%) che consentirà al rivale di iniziare a breve la produzione di camion e pick-up elettrici.

BCE, l’obiettivo è l’inflazione. Come atteso, la BCE mantiene i tassi d’interesse allo -0.5% e conferma il programma emergenziale di acquisto di bond statali del valore di €1.35 trilioni. La notizia ha dato nuovo slancio all’Euro e al suo rialzo a fronte del dollaro, iniziato già nella seconda metà di maggio. La BCE afferma inoltre che i buoni dati provenienti dall’economia reale rendono improbabili nuovi interventi di stimolo. La Banca conferma altresì il proprio obiettivo di un’inflazione ‘vicino, ma sotto il 2%’, e visto che ad agosto il tasso è a +0.2%, si prospettano ulteriori mesi di tassi d’interesse bassi prima di raggiungere questo obiettivo. Ciò rafforzerà ulteriormente l’euro nei confronti del dollaro, ma danneggerà gli esportatori e il settore turistico. Paradossalmente, potrebbe rendere il raggiungimento di un tasso di inflazione del 2% ancora più difficile visto che le importazioni (più vantaggiose) abbatteranno la domanda di prodotti europei.

Tiffany, un accordo indigesto. Il più grande accordo di sempre nel settore del lusso, l’acquisto di Tiffany da parte di LVMH per $16.6 miliardi, è a rischio fallimento. La lettera scritta dal Ministro degli Esteri francese Le Drian nella quale si chiede, per ‘dovere patriottico’ nell’ottica dello scontro commerciale con gli Stati Uniti, di ritardare la conclusione dell’accordo fino ad almeno il 6 gennaio, renderebbe impossibile una conclusione entro il 24 novembre come stabilito nel pre-accordo. LVMH ha inoltre rifiutato l’estensione della deadline oltre questa data in ossequio a questa richiesta. Il governo francese ha tuttavia negato che la lettera fosse vincolante, e gli analisti hanno quindi ipotizzato che il prezzo fissato prima della pandemia ($135 ad azione) non rifletta più il valore del gioielliere newyorkese, visto un calo del giro d’affari di circa il 30%. Tiffany, per tutta risposta, ha fatto causa a LVMH per costringere il gruppo francese a perfezionare l’acquisto entro la fine di novembre, citando un tentativo deliberato di bloccare i negoziati per strappare un prezzo inferiore a quello pattuito.

Leonardo Aldeghi



AFRICA SUB SAHARIANA

Mali, si discute sull’accordo di transizione. In Mali si è registrata una conferenza della durata di tre giorni, da giovedì a sabato, volta a definire l’assetto più efficace per transitare il Paese verso nuove elezioni a seguito del colpo di stato dell’agosto scorso. Le parti sono ancora lontane sulla scelta della durata e della guida di tale transizione: la proposta da parte dei militari prevede due anni di transizione guidati da un Presidente eletto tra i militari. Tra i ranghi militari verrebbero selezionati anche un Primo Ministro e un ufficiale a capo di un corpo legislativo di 51 membri.

Niger, tragica inondazione coinvolge la capitale. Le intense piogge hanno portato all’esondazione del fiume Niger - terzo fiume africano per lunghezza - che ha colpito diverse regioni del Paese (in particolare le aree comprese tra l’ovest e il centro del Paese) e ha coinvolto la capitale Niamey. Al momento il bilancio parla di 65 decessi e 90 ferimenti, 300.000 persone colpite e decine di migliaia di abitazioni distrutte, nonché migliaia di ettari di colture andati perduti. Già nel 2019 vi era stata un’esondazione con simili conseguenze.

Repubblica Democratica del Congo, l’Ituri è nuovamente teatro di scontri. La provincia si trova nella regione orientale del Paese, confina con il Nord Kivu (altrettanto soggetto a violenze), con l’Alto Uele e con l’Uganda. Da decenni è sede delle ADF (Allied Democratic Forces), milizie ribelli che trovano ospitalità presso Kampala e che attuano sortite in territorio congolese. Il governo sostiene che siano i fautori dei massacri avvenuti gli scorsi 8 e 10 settembre, quando 23 e 35 persone rispettivamente (bilancio provvisorio) sono state uccise nel sud di tale provincia.

I giganti del tech rigettano le accuse mosse dall’IRA. Lo scorso dicembre l’International Rights Advocates ha deposto un’accusa diretta contro Apple, Microsoft, Google, Dell e Tesla per aver beneficiato del lavoro minorile nelle miniere di cobalto nella RDC in particolare per mezzo di due fornitori: Huayou Cobalt (cinese) e Glencore (anglo-svizzera). Tali aziende si sono difese sostenendo varie tesi, tra cui: la mancanza di prove riguardanti il coinvolgimento diretto, la giurisdizione della corte federale americana e che i fatti non violano le norme come intese nella legge americana sulla tratta delle persone.

Sudafrica, l’economia si contrae del 51%. L’economia sudafricana si è dimezzata nel corso del secondo trimestre del 2020, registrando un calo senza precedenti e colpendo un Paese già in difficoltà economica. Pretoria ha già ricevuto $4.3 miliardi di aiuti dal Fondo Monetario Internazionale e il Presidente Ramaphosa ha annunciato una manovra da 30 miliardi di dollari per tutelare lavoro, salari e aiuti sociali per le categorie maggiormente in difficoltà.

Sudan, siglato l’accordo di pace onnicomprensivo. Esso è stato firmato dal governo di Khartoum e dai gruppi armati del Darfur. Esso contiene otto protocolli e stabilisce i rapporti tra il governo centrale e i territori federali normando l’autonomia di questi ultimi, la gestione e il trasferimento delle finanze al governo centrale, la loro rappresentanza nel governo e nel consiglio legislativo. Esso va accolto con positività, sebbene alcuni gruppi armati non abbiano aderito.

Marcello Alberizzi



AMERICA DEL NORD

Trump e le interviste di Woodward. Nel libro “Rage” del giornalista Bob Woodward emergono dichiarazioni fatte dal Presidente USA in merito al coronavirus a partire dal mese di febbraio. In queste interviste Trump riconosce la pericolosità del virus e che è “più letale di un’intensa influenza”. In pubblico, durante le varie conferenze stampa sull’evoluzione della pandemia nel corso dei mesi, egli aveva più volte minimizzato la situazione. In risposta al contenuto di queste conversazioni, il Presidente ha dichiarato che non voleva creare panico. Vedremo quindi quali ripercussioni avranno queste rivelazioni sulla campagna elettorale americana e in che modo orienteranno l’elettorato in vista delle elezioni.

(Marta Annalisa Savino)

Canada, lo scandalo WE Charity. Lo scandalo dell’ente di beneficenza cui il Governo Trudeau aveva assegnato la gestione di 43 milioni per un programma di borse di studio, il Canada Student Service Grant, ha toccato anche la famiglia Trudeau. Il conflitto di interessi si era già presentato con l’ex ministro delle Finanze Bill Morneau, dimessosi ad agosto, che avrebbe ricevuto somme di denaro da parte dell’associazione. Ora l’ente We Charity ha annunciato la chiusura delle operazioni in Canada anche per le difficoltà dovute al coronavirus. Resta quindi da seguire quale impatto avrà questa vicenda sul governo e sull’immagine di Trudeau.

(Marta Annalisa Savino)

Messico, una possibile crescita economica. La Secretaría de Salud annuncia che il Paese ha raggiunto i 69,095 casi di morte causati dal COVID-19 e 647,507 contagi. Le cinque aree indubbiamente più colpite restano CDMX, Estado de México, Guanajuato, Nuevo León e Veracruz, le quali formano il 41.3% dei casi registrati in tutta la nazione. Nel frattempo, secondo un documento presentato al Congresso dal Segretario del Tesoro, Arturo Herrera, dopo la contrazione dell’8,8% del Pil prevista dalla Banca centrale per il 2020, si prevede una crescita economica del 4,6% nel 2021. Tuttavia, tale crescita, evidenzia il governo, “potrebbe rimanere stabile soltanto se la disponibilità del vaccino contro il COVID-19 consentirà un’ampia riapertura a inizio anno”.

(Valeria Scuderi)

Marta Annalisa Savino e Valeria Scuderi



AMERICA DEL SUD

Argentina, accuse di violazione del diritto internazionale. Il governo argentino ha annunciato una nuova estensione dell’isolamento sociale in tutto il Paese fino al 20 settembre, dopo aver registrato il record dei contagi da coronavirus in sole 24 ore (oltre 12 mila). Nel frattempo, il governo transitorio della Bolivia ha dichiarato di voler denunciare l’Argentina davanti all’ONU e alla OEA “per grave ingerenza delle autorità argentine negli affari interni della Bolivia”. La polemica è stata causata dalla dichiarazione del funzionario argentino Depetri, il quale ha riferito via Twitter che, in un incontro con Morales (rifugiato a Buenos Aires), aveva promesso di “rafforzare la partecipazione dei migranti boliviani alle elezioni presidenziali, in modo che la Bolivia possa ancora una volta essere un Paese libero e democratico”.

(Valeria Scuderi)

Brasile, sospeso il governatore di Rio de Janeiro. La Corte Suprema di Giustizia ha sospeso il governatore di Rio de Janeiro Wilson Witzel per accuse di presunta corruzione. Secondo la ricostruzione della procura, Witzel e altre otto persone, tra cui la moglie Helena e l’attuale presidente del Partido Social Cristão (Psc) Everaldo Pereira, sarebbero implicati in un piano di appropriazione indebita di fondi, originariamente destinati alla lotta contro il Covid-19. Witzel e la moglie erano già finiti sotto indagine in maggio per alcuni contratti fraudolenti utilizzati nella costruzione di ospedali da campo. L’operazione si era conclusa con gli arresti di un ex deputato federale e di un uomo d’affari vicino a Witzel.

(Domenico Barbato)

Bolivia, Morales accusato di stupro. Il vice-ministro della Giustizia Guido Melgar ha annunciato in conferenza stampa di aver presentato una denuncia contro Evo Morales per crimini di stupro e tratta di esseri umani. L’annuncio segue la pubblicazione sulla carta stampata e sul web di fotografie che ritraggono Morales al fianco di una giovane donna. Melgar ha voluto precisare che le fotografie in questione risalgono al periodo della presidenza Morales. A quel tempo la donna, minorenne, avrebbe iniziato ad accompagnare Morales nei suoi viaggi, senza però aver ottenuto il necessario consenso dei genitori. Morales rischia così una pena di 15 anni di carcere per contrabbando e tratta di esseri umani.

(Domenico Barbato)

Colombia, proteste contro la violenza della polizia colombiana. La morte dell’avvocato Javier Ordóñez, soffocato durante l’arresto da parte della polizia colombiana apparentemente per essere sotto l'influenza dell'alcol, ha provocato disordini che hanno portato, mercoledì 9 settembre, a rivolte popolari e scontri tra centinaia di manifestanti e la Squadra antisommossa mobile nella parte occidentale di Bogotà. "Asesinos, asesinos", è il grido continuo dei manifestanti che chiedono giustizia per i plurimi episodi di abusi e violenza da parte della polizia colombiana. Il caso ha suscitato profonda indignazione nazionale per la brutalità posta in essere dagli agenti, proprio come avvenne nel maggio scorso con l'uccisione di George Floyd, soffocato dalla polizia di Minneapolis fino a morire poche ore dopo in ospedale.

(Valeria Scuderi)

Cuba, altra violazione della Ley Azote. Bartolo Cantillo Romero, coordinatore dell'Unión Patriótica de Cuba (UNPACU), è stato multato di 3.000 pesos per aver violato la Ley Azote. Il decreto legge 370, con cui è possibile per lo stato cubano controllare le persone dell'isola per le loro pubblicazioni sui social network, ha fatto un’altra vittima. L’attivista dell’UNPACU ha riportato sulla sua pagina Facebook tutta la vicenda, sottolineando come, dopo essere stato convocato dall’Unità di addestramento della polizia di Guantanamo, gli siano state fatte pressioni per cancellare tutte le sue pubblicazioni. La vicenda si è poi conclusa con una “salata” multa di 3.000 pesos nei suoi confronti.

(Domenico Barbato)

Venezuela, spie cubane del governo chavista. Julio Borges, il rappresentante presidenziale per le relazioni estere del Venezuela, nominato dal leader dell’opposizione Juan Guaidó, ha assicurato che oltre 220.000 cubani sono entrati in Venezuela sotto il chavismo. Una questione che merita una certa attenzione perché, come sostiene il politico, “la presenza di Cuba nel territorio nazionale in aree come petrolio, economia, telecomunicazioni, intelligence, identità nazionale e Forze Armate Nazionali tiene sotto sequestro la libertà del Venezuela”. I cubani entrati in Venezuela, infatti, non sono arrivati nel Paese in cerca di fortuna, ma sono agenti dei servizi segreti del castrismo.

(Valeria Scuderi)

Domenico Barbato e Valeria Scuderi



ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Cina, la tregua con l’India e la coalizione militare. Dopo diverse provocazioni militari tra la Cina e l’India sul confine conteso dell’Himalaya, questa settimana, i rappresentanti dei due paesi si sono riuniti a Mosca per stilare un accordo. Infatti, i due ministri degli Esteri hanno condiviso la volontà di ridurre l’ostilità e di ritirare le truppe schierate lungo il confine. Il governo cinese sta anche promuovendo una coalizione militare, che sembra concentrarsi su un unico obiettivo: contrastare gli Stati Uniti. I membri della coalizione, in cui insieme alla Cina aderiscono Russia, Pakistan, Iran, Bielorussia, Armenia e Myanmar, parteciperanno a fine settembre ad una esercitazione nel Caucaso.

(Margherita Camurri)

Corea del Nord & Corea del Sud? Forti tifoni colpiscono entrambi gli Stati causando enormi danni. Dopo il tifone Bavi, nell’arco di quattro giorni si sono susseguiti i tifoni Maysak (2-3 settembre) e Haishen (7 settembre) sia in Corea del Sud che in Corea del Nord. Il movimento dei tifoni ha prima toccato violentemente la Corea del Sud per poi spostarsi sul territorio della gemella autoritaria, causando danni senza distinzioni. Il bilancio delle vittime in Corea del Sud è di circa due persone in aggiunta ai blackout diffusi, ai danni causati alle infrastrutture e alle abitazioni. Nella città di Busan più di duemiladuecento persone sono state evacuate. In Corea del Nord la più colpita è la città costale di Wonsan. Kim Jong Un, il leader della Corea del Nord, dopo aver predisposto delle misure di recovery, tramite l’impiego dei militari, ha provveduto al licenziamento del capo del partito a livello provinciale di Hamyong Sud, accusato dai giornali di non aver gestito adeguatamente l’emergenza.

(Lydia Milly Certa)

Giappone, i candidati del LDP al dibattito finale prima della scelta del successore di Abe. I tre candidati in lizza per il primo posto nel partito liberaldemocratico sono entrati nella fase finale della campagna elettorale sabato, cercando di presentare le loro politiche e di portare il pubblico dalla loro parte nell'ultimo grande dibattito prima del concorso per la leadership di lunedì. Il segretario di Gabinetto Yoshihide Suga, l'ex ministro della Difesa Shigeru Ishiba e il presidente del Consiglio per le Politiche del Partito Liberale Democratico, Fumio Kishida, hanno partecipato al dibattito organizzato dal Japan National Press Club di Tokyo. Il vincitore diventerà quasi certamente il successore del Primo Ministro Shinzo Abe. Suga ha un ampio vantaggio tra i legislatori e i rappresentanti di ogni prefettura eleggibile prima delle elezioni; con il voto che sembra essere una mera formalità, l'attenzione si è ora spostata su chi sarà il secondo classificato.

(Andrea Angelo Coldani)

India, il Primo Ministro Narendra Modi all’inaugurazione di 3 progetti in Bihar. Il Premier Narendra Modi inaugurerà domenica un progetto comprendente un gasdotto per il GPL e impianti di imbottigliamento nella regione del Bihar, mentre il governo spinge la sua agenda di sviluppo in tale Stato, in vista di elezioni. I progetti comprendono la sezione Durgapur-Banka del progetto del gasdotto Paradip-Haldia-Durgapur e due impianti di imbottigliamento di GPL. In tale occasione sarà presente anche il ministro capo del Bihar Nitish Kumar. La sezione dell'oleodotto Durgapur-Banka, lunga 193 km, costruita dalla Indian Oil Corp (IOC), di proprietà statale, fa parte del progetto di potenziamento del gasdotto Paradip-Haldia-Durgapur. Il GPL è attualmente iniettato nel gasdotto presso le raffinerie Paradip e Haldia dell’IOC, ma il completamento dell'intero progetto consentirebbe all'impianto di essere disponibile anche da altri terminal.

(Andrea Angelo Coldani)

Taiwan, l’accordo con il Somaliland e le tensioni con la Cina. Questa settimana, Taiwan ha stretto un accordo di mutuo riconoscimento con il Somaliland (una regione indipendente della Somalia, che nessuno ancora riconosce nel mondo), grazie al quale verranno inaugurati uffici di rappresentanza nei rispettivi paesi. Sia la Cina che la Somalia non hanno gradito questa nuova collaborazione. Inoltre, le tensioni tra il Taiwan e Pechino continuano ad inasprirsi, poiché negli ultimi giorni, molti aerei da combattimento cinesi si sono avvicinati alle coste a Sud dell’isola. Anche gli attivisti di Taipei, insieme ad Hong Kong, supportano la campagna contro il nuovo film Disney "Mulan", a causa della posizione controversa presa dall’attrice protagonista sulle proteste di Hong Kong.

(Margherita Camurri)

Margherita Camurri, Lydia Milly Certa e Andrea Angelo Coldani



EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

Italia, verso le elezioni. Si entra nell'ultima settimana di campagna elettorale per le elezioni amministrative e per il referendum sul taglio dei parlamentari. I principali esponenti politici fanno sapere che l'esito del voto non avrà ripercussioni sulla tenuta della maggioranza, tuttavia il Partito Democratico rischia di perdere la Regione Toscana, storicamente governata dalla sinistra. Difficile pensare, quindi, che non vi saranno conseguenze sul ruolo del Segretario. Nel weekend si voterà anche sul taglio dei parlamentari, battaglia cardine del M5S; anche su questo tema c'è stata poca chiarezza ed il Partito Democratico esce dalla discussione profondamente spaccato.

Francia, presentato il piano per l'economia. Il Governo francese ha presentato un piano di rilancio dell'economia da 100 miliardi per riprendersi dagli effetti della pandemia. In un momento in cui la maggior parte dei Paesi si concentra sulle misure a breve termine, Macron ha puntato tutto sul lungo periodo, disegnando la Francia del 2030. “France Relance” è il nome che è stato scelto dall'esecutivo e che andrà ad impattare su ambiente, occupazione e digitale. Ben 30 miliardi saranno destinati ad una maggior efficienza energetica e alla ricerca in campo ambientale. Un altro punto importante riguarda un taglio delle tasse sul lavoro di 20 miliardi per favorire il ritorno in patria di imprese che hanno delocalizzato in passato.

Unione Europea, preoccupazione per la Bielorussia. La situazione in Bielorussia non accenna a migliorare e le manifestazioni di piazza contro Lukashenko continuano. Numerosi arresti sono stati compiuti e si teme che il Paese precipiti nel caos. L'Alto Rappresentante per la PESC, Borrell, ha ribadito la posizione dell'Unione Europea nei confronti di Minsk, auspicando il rispetto dello stato di diritto e proseguendo sulla via delle sanzioni nei confronti dei funzionari bielorussi. Il principale obiettivo è evitare che possa ricrearsi una situazione come quella dell'Ucraina.

Regno Unito, delicata fase di transizione. I colloqui fra Bruxelles e Londra riprenderanno nonostante la tensione raggiunta negli ultimi giorni con la presentazione di una legge nazionale da parte di Boris Johnson che permetterebbe una modifica unilaterale di alcuni punti dell'accordo sulla Brexit. La reazione europea è stata ovviamente negativa, invitando il governo britannico a rispettare gli impegni presi, citando il "pacta sunt servanda" del Diritto Internazionale. Nel frattempo Londra ha chiuso l'intesa sul nuovo accordo commerciale con il Giappone, il primo post Brexit e che, secondo l'esecutivo, permetterà una crescita degli scambi sostanziosa. Si parla di un incremento di 15,2 miliardi.

Leonardo Cherici



EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Mosca pronta a discutere con Washington in merito alle interferenze elettorali. L’agenzia di stampa russa TASS ha riportato una recente dichiarazione del Ministro degli Esteri Lavrov in merito alla questione delle presunte interferenze di Mosca nelle elezioni statunitensi e nelle attuali campagne elettorali. La posizione della Russia nei confronti degli Stati Uniti sembra essersi aggravata notevolmente dopo la pubblicazione del report della Commissione per l’Intelligence del Senato americano. Qui infatti si parla di importanti intromissioni da parte dei servizi di intelligence russi nei processi elettorali statunitensi nel periodo appena precedente all’elezione di Donald Trump. Stando alle affermazioni di Lavrov, la Russia sembra disposta a portare intorno a un tavolo la discussione con le controparti americane, nonostante abbia sempre negato il suo coinvolgimento negli affari politici interni degli Stati Uniti d’America.

Avvelenamento di Navalny, un ulteriore ostacolo per il progetto del Nord Stream 2? L’episodio dell’avvelenamento di Navalny potrebbe avere ripercussioni sul progetto del Nord Stream 2, avviato tra Berlino e Mosca? Probabilmente sì. Stando alle ultime notizie, infatti, anche in Germania diverse voci interne al governo federale hanno richiesto una maggiore pressione per fare luce sulla vicenda, minacciando di bloccare definitivamente la realizzazione del gasdotto di collegamento tra i due Paesi. Il recente avvelenamento dell’oppositore di Putin, nonostante non sia ancora stata fatta totale chiarezza sugli avvenimenti, ha contribuito a far crescere la sfiducia tedesca ed europea nei confronti delle azioni non sempre trasparenti di Mosca. Potrebbe questo evento portare ad una definitiva cancellazione del progetto, con l’assoluto benestare di Washington?

Andrea Maria Vassallo



MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Turchia, mare in tempesta. Le tensioni nel Mediterraneo orientale con la Grecia per la suddivisione delle zone marittime non si placano e ora l’UE tenta di scongiurare il pericolo di un’escalation. I 7 paesi del “ClubMed” hanno condannato la “diplomazia dei cannoni” e timidamente minacciato sanzioni economiche qualora Ankara non dovesse interrompere le sue attività di esplorazione considerate illegittime. Continuano però a divergere gli interessi dei molteplici attori coinvolti, dando vita a una mediazione di limitata coerenza. Mentre Germania e Italia chiedono la via del dialogo, l’intrecciarsi con lo scacchiere libico ha condotto Parigi su posizioni più rigide. L’effetto è quello indesiderato: Ankara si prepara ad aggiungere la nave Kanuni a quelle già presenti sotto scorta della Marina, che intanto prosegue l’esercitazione Tempesta mediterranea con Cipro Nord. Intanto Erdoğan vanta una posizione di forza: dalla NATO ha ottenuto una possibile intercessione della Russia per ridiscutere la convenzione UNCLOS, e internamente persino il sostegno del partito d’opposizione CHP in una partita ora connotata dallo storico sentimento anti-greco.

(Samuele Abrami)

Iran, nuove strategie, vecchi nemici. Il recente annuncio di una normalizzazione dei rapporti con Israele da parte di Emirati Arabi Uniti e Bahrain, ha suscitato forti critiche dalla parte iraniana, che li ha bollati come “i nuovi partner nei crimini del regime sionista e una minaccia costante alla sicurezza regionale e dell’intero mondo musulmano”. Il Ministro degli Esteri iraniano ha poi rincarato la dose, definendo il tutto come un sacrificio della causa palestinese in favore del rafforzamento dell’asse statunitense. La risposta concreta di Teheran in termini di segnali militari è arrivata con tutta rapidità. Dapprima con un’esercitazione militare a ridosso del nevralgico stretto di Hormuz. Poi, con l’annuncio della partecipazione a un’inedita esercitazione guidata da Russia e Cina, che dal 21 al 26 settembre vedrà anche i mezzi di Bielorussia, Pakistan, Myanmar e Armenia fianco a fianco nel Caucaso. Per la Cina sarà un’occasione di mostrare le sue capacità di proiezione extra-continentale in funzione anti-USA. E una palla al balzo per Teheran, sempre più pivot regionale di Mosca e ora in cerca di rafforzamento con la sponda di Pechino.

(Samuele Abrami)

Tunisia, trionfa l’interesse nazionale. Dopo quindici ore di confronto in Parlamento, il Governo di tecnocrati guidati dal primo ministro Mechichi ha ottenuto la fiducia, conquistando 134 voti favorevoli su 217. La composizione del gabinetto appare rivoluzionaria: 25 ministri e 3 segretari di Stato, comprese 8 donne e un cieco. Nonostante abbia ottenuto il beneplacito da una maggioranza non propriamente schiacciante, il nuovo Primo Ministro appare pronto a concentrare tutte le sue forze per risanare la congiuntura economica sfavorevole, investendo sul settore pubblico e fornendo aiuto alle fasce più fragili della popolazione. In ultima istanza, il Parlamento tunisino, composto da molte forze inconciliabili tra loro, ha posto l’interesse nazionale al di sopra degli interessi partitici. Inoltre, sul piano delle relazioni esterne, ha avuto luogo a Tunisi un incontro tra il Capo del Comando militare Usa in Africa (Africom) e il Presidente tunisino Saied, in cui si è rimarcata l’importanza della partnership militare e strategica tra Usa e Tunisia.

(Federica Sulpizio)

Egitto, tra problemi interni e prese di posizione in ambito internazionale. La testata giornalistica Darb, di proprietà di un partito socialista di opposizione in Egitto, ha riferito dell’arresto di un suo giornalista, Islam El–Kalhy, il quale stava indagando sulla morte di un giovane avvenuta mentre quest’ultimo era tenuto in custodia dalla polizia. Il capo d’accusa per la detenzione del giornalista è l’aver segnalato fake news. Il fatto viene interpretato come l’ennesimo colpo inferto alla libertà di stampa, in un Paese dove i media appaiono sottoposti a controlli sempre più stringenti. Dall’altra parte, riguardo le relazioni tra “vicini”, il Presidente Al-Sisi ha accolto con favore la normalizzazione dei rapporti tra Bahrein e Israele con l'instaurazione di piene relazioni diplomatiche, da lui interpretato come uno storico passo in avanti verso la creazione di un clima di pace e stabilità nel Medio Oriente.

(Federica Sulpizio)

Afghanistan, decollano i colloqui di pace a Doha. Il 12 settembre a Doha, in Qatar, sono iniziati i colloqui di pace tra il governo afghano e i talebani preceduti da una cerimonia di inaugurazione; il tutto rispettando i protocolli anti-Covid. L’obiettivo è ormai noto e audace: porre fine a decenni di violenze. Dopo molti ritardi, le delegazioni delle due parti sono giunte al tavolo dei negoziati grazie alla spinta data dalla firma dell’accordo tra gli Usa e i talebani a febbraio, in cui i primi si impegnano nell’intraprendere un ritiro graduale delle truppe ancora stanziate sul territorio afghano e hanno fatto pressioni sul governo afghano per il rilascio di 5.000 prigionieri talebani. Il presidente dell’Alto Consiglio afghano per la riconciliazione nazionale, Abdullah Abdullah, ha chiesto un cessate il fuoco umanitario sottolineando altresì le sue buone intenzioni per raggiungere una pace duratura, sottomettendosi alla volontà del popolo. Dall’altra parte, il vice leader dei talebani, il mullah Abdul Ghani Baradar, ha affermato che i talebani parteciperanno ai negoziati “with fully sincerity”.

(Federica Sulpizio)

Israele, tra difficoltà e nuove sorprese: dopo lo storico riconoscimento reciproco tra Israele e gli Emirati, un'ulteriore paese arabo, il Bahrain, annuncia il raggiungimento di un accordo. Il piccolo regno del golfo, praticamente un protettorato saudita, guidato da re Hamad bin Isa Al Khalifa diventerà quindi il quarto Paese arabo a riconoscere Israele, dopo Egitto, Giordania e gli Emirati. Questa mossa diplomatica ha destato forti contestazioni da parte della Turchia, dei vertici di Hamas, dell’Iran, dell’OLP e dell’Autorità Palestinese e un Ministro l’ha definita come “una pugnalata alle spalle”. Inoltre, a causa di un rialzo dei contagi, il Governo starebbe valutando una nuova quarantena. Per ora la proposta si limiterebbe ad una chiusura di due settimane con ulteriori allentamenti agli inizi di ottobre.

(Michele Magistretti)

Libia, il nuovo round di negoziati: Bashaga è stato reintegrato nel ruolo di Ministro degli Interni ma con poteri limitati, ad ulteriore conferma della crescente debolezza dell’influenza turca nei confronti del GNA. Nel mentre, tra il 6 ed il 10 settembre, le delegazioni dell’Alto Consiglio di Stato Libico, in rappresentanza del GNA, si sono incontrate con quelle del Parlamento di Tobruk in Marocco. Le varie parti si sono accordate riguardo la nomina delle “posizione sovrane”, come il Governatore della Banca Centrale libica , il Presidente della Corte dei Conti e diverse altre cariche legate al processo elettorale, alla lotta alla corruzione e alla pubblica amministrazione. Nello stesso periodo in Svizzera, nella cittadina di Montreux, si è svolto un incontro volto a definire il percorso di stabilizzazione politica del paese.

(Michele Magistretti)

Samuele Abrami, Federica Sulpizio e Michele Magistretti



TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Francia, al via il processo per l’attentato contro la redazione di Charlie Hebdo. Iniziato il 2 settembre, il processo riguarda anche l’attacco ad un supermercato kosher, avvenuto due giorni dopo la sparatoria alla sede della rivista satirica. I 14 imputati, tre dei quali verranno processati in absentia, sono accusati di aver aiutato finanziariamente e logisticamente gli esecutori materiali, uccisi negli scontri con la polizia a seguito degli attentati. Il processo durerà fino a novembre e verrà registrato, misura riservata a casi di eccezionale importanza storica. Contestualmente all’avvio del processo, Charlie Hebdo ha ripubblicato le controverse vignette che avevano portato gli attentatori a dichiarare di voler “vendicare il Profeta”.

(Laura Morreale)

Tunisia, attacco contro due agenti di polizia. Il 6 settembre, a Susa, tre uomini hanno accoltellato due poliziotti, uno dei quali è morto in seguito all’attacco. Altre forze di sicurezza sono accorse sul luogo dell’incidente, uccidendo i tre attentatori in uno scontro a fuoco. Nei giorni successivi, le indagini hanno condotto a diversi arresti di persone presumibilmente coinvolte nell’operazione terroristica, a conoscenza delle intenzioni degli attentatori, o che hanno espresso supporto nei loro confronti. Il Presidente della Repubblica ha condannato l’episodio, dichiarando che azioni di questo genere non mineranno la stabilità delle istituzioni tunisine. Non è il primo attentato mirato a colpire le forze di polizia: diversi si sono verificati negli ultimi anni nella capitale e nel 2015 un terrorista aveva ucciso un agente e ferito altri otto nella stessa città di Susa.

(Laura Morreale)

Afghanistan, attentato contro il vice-presidente a pochi giorni dai negoziati intra-afghani. Il 9 settembre, il convoglio del vice-presidente afghano Amrullah Saleh è stato attaccato mentre transitava nella città di Kabul. Saleh è riuscito a salvarsi, ma in tutto si riportano 10 decessi e 16 persone ferite dall’esplosione. Secondo il portavoce del Ministero dell’Interno, l’obiettivo prioritario dell’agguato era proprio il vice-presidente. I talebani hanno rilasciato una dichiarazione negando il loro coinvolgimento nell’attentato. Questi, il 12 settembre, si sono recati a Doha per la cerimonia di inaugurazione dei negoziati di pace intra-afghani. Si sono avviati pertanto i round negoziali tra il governo e il movimento islamico, in un contesto ancora fortemente instabile e con non poche incertezze rispetto all’esito futuro dei colloqui.

(Vincenzo Battaglia)

Libano, sgominata una cellula di Daesh. Un blitz ha portato all’arresto di diversi militanti dell’organizzazione terroristica i quali, come riportato dall’intelligence militare che ha condotto le operazioni, stavano pianificando attacchi di sabotaggio sull’intero territorio. Sempre secondo gli inquirenti, a capo della cellula vi sarebbe Khaled Al-Talawi, ritenuto l’artefice dell’attacco avvenuto a fine agosto nel villaggio cristiano di Kaftoun, nel nord del Libano. Lo stesso Al-Talawi risulta tutt’oggi latitante.

Italia, negato il carcere “meno duro” a Cesare Battisti. Il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha respinto il ricorso dell’ex terrorista dei Pac, condannato in via definitiva all’ergastolo per quattro omicidi. Egli aveva chiesto il trasferimento in una struttura “meno rigida” per motivi di salute. Battisti sarà di fatto trasferito nel carcere di massima sicurezza di Rossano Calabro, struttura che ospita condannati per terrorismo contro l’ordinamento democratico.

(Davide Shahhosseini)

Davide Shahhosseini, Laura Morreale e Vincenzo Battaglia



ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

Assemblea Generale ONU, a breve l’insediamento della 75esima seduta. Sarà presieduta dal diplomatico turco Volkan Bozkir, eletto a giugno, che ha ricoperto numerose cariche politiche e di rappresentanza nazionale all’estero, in particolare nelle istituzioni preposte ai rapporti tra Turchia e Unione Europea. L’apertura della nuova seduta, prevista per il 15 settembre, vedrà presente Bozkir insieme al presidente uscente Tijjani Muhammad-Bande e al Segretario Generale António Guterres, mentre la maggior parte dei rappresentanti interverranno in maniera virtuale, a causa delle restrizioni per la pandemia di Covid-19. Gli incontri in programma per settembre-ottobre verteranno sui seguenti temi: il 75º anniversario dalla fondazione dell’ONU, il 25º anniversario della quarta Conferenza mondiale sulle Donne, la perdita di biodiversità, la Giornata Internazionale dell'Eliminazione Totale delle Armi Nucleari.

(Laura Morreale)

OMS e UNICEF: gli effetti della pandemia potrebbero cancellare decenni di progressi nel campo della riduzione della mortalità infantile. Secondo ricerche condotte dalle due organizzazioni, la crisi di molti sistemi sanitari nazionali, causata dell’emergenza Covid-19, ha portato a gravi carenze in diversi servizi dedicati alla salute infantile, come i controlli prenatali e postnatali, le campagne di vaccinazione e di contrasto alla malnutrizione. Inoltre, la paura dei contagi e le limitazioni agli spostamenti hanno spinto molte persone, comprese donne incinte, a non recarsi in ospedali e strutture sanitarie. La combinazione di questi fattori, avvertono le due agenzie, avrebbe causato la perdita di numerose vite (in altre circostanze evitabili), soprattutto tra la popolazione sotto i 5 anni nelle fasce più vulnerabili.

(Laura Morreale)

ONU, Il segretario generale lancia un nuovo allarme sulle condizioni dell'ambiente in occasione della presentazione del rapporto United in Science 2020. "Le concentrazioni di gas serra hanno raggiunto nuovi massimi record nel 2020", afferma Antonio Guterres, sottolineando che "i lockdown di breve durata non sostituiscono l'azione per il clima di cui abbiamo bisogno per raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi". Il Segretario ha invitato, quindi, la comunità internazionale a riflettere sull’importanza dell’adozione di efficienti azioni legate all'ambiente: “Abbiamo una scelta, l'ordinaria amministrazione, che porta a ulteriori calamità, oppure utilizzare la ripresa dal Covid per avere una reale opportunità di avviare il mondo su un percorso sostenibile”.

(Valeria Scuderi)

L’OMS mette in guardia la popolazione mondiale che il vaccino per il coronavirus potrebbe non arrivare a tutti prima del 2022. Dopo la sospensione della sperimentazione e i test di fase 3 della multinazionale AstraZeneca, dovuta ad una reazione sospetta in uno dei volontari (in tutto 50mila), Soumya Swaminathan, ricercatrice leader dell’Agenzia dell’Onu, ha dichiarato che il vaccino “non è una formula magica che arriverà a gennaio e risolverà i problemi del mondo ma ci vorrà molto tempo prima di raggiungere l’immunità di gregge, con il 60% o il 70% della popolazione immunizzata, e effettivamente interrompere la trasmissione”. Bisognerà aspettare fino al 2022 affinchè tutte le medicine e i vaccini siano prima testati attentamente, per la sicurezza della popolazione mondiale.

(Valeria Scuderi)

L'Organizzazione Panamericana della Sanità (PAHO) ha avvertito che la pandemia di coronavirus sta colpendo la salute mentale di molte persone, soprattutto gli operatori sanitari. Il messaggio di avvertimento arriva durante la Giornata per la prevenzione dei suicidi, che dal 2003 si tiene ogni 10 settembre. L’organizzazione ha esortato la gente a parlare della questione in modo aperto e responsabile, a rimanere in contatto durante i periodi di allontanamento fisico e a conoscere i segnali di avvertimento per prevenirla. L'evento è un'iniziativa dell'Associazione Internazionale per la Prevenzione dei Suicidi (IASP), in collaborazione con l'Organizzazione Mondiale della Sanità.

(Valeria Scuderi)

La Lega Araba respinge la proposta palestinese di condannare l’accordo UAE-Israele. Il Segretario Generale Ahmed Abul Gheit ha ribadito che la Lega Araba continuerà a supportare la soluzione dei due stati, che porrebbe fine all’occupazione dei Territori Palestinesi e comporterebbe il ritorno ai confini precedenti alla guerra dei Sei Giorni. Durante lo stesso summit, è stata adottata una dichiarazione in cui si esprime preoccupazione per le interferenze turche negli “affari arabi”, su cui tuttavia quattro Stati membri (Libia, Qatar, Somalia e Gibuti) avrebbero espresso delle riserve.

(Laura Morreale)

Valeria Scuderi e Laura Morreale





Framing The World un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Andrea Angelo Coldani: Asia ed Estremo Oriente

Andrea Maria Vassallo: Europa Orientale e Federazione Russa

Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Domenico Barbato: America del Sud

Federica Sulpizio: Medio Oriente e Nord Africa

Laura Morreale: Terrorismo e Sicurezza Internazionale, Organizzazioni Internazionali

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Leonardo Cherici: Europa occidentale e Unione Europea

Lydia Milly Certa: Asia ed Estremo Oriente

Marcello Alberizzi: Africa Sub-Sahariana, Organizzazioni Internazionali

Margherita Camurri: Asia ed Estremo Oriente

Marta Annalisa Savino: America del Nord

Martina Pignatelli: Diritti Umani e Organizzazioni Internazionali

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

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