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La Comunità internazionale e il suo incerto proiettarsi verso il futuro

Framing the World: edizione XXXIV

Come d’abitudine, torniamo a parlarvi di affari globali e in questo numero di Framing The World abbiamo identificato alcune delle tematiche più scottanti, come le azioni cinesi ad Hong Kong, che rischiano di complicare ulteriormente i rapporti tra Occidente e Dragone, o le intricate vicende mediorientali, dai misteriosi incidenti in Iran al futuro della Cisgiordania. Ma parliamo anche del referendum che ha azzerato i mandati di Putin, del trimestre d’oro delle borse, di importanti sviluppi in tema di diritti umani, e di molto altro ancora.

DIRITTI UMANI

Europa, violazioni del diritto alla parità di retribuzione e del diritto alle pari opportunità sul luogo di lavoro. Il Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d'Europa (CEDS) le ha riscontrate in 14 paesi (Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovenia) sui 15 che hanno accettato di applicare la procedura dei reclami collettivi della Carta sociale europea. Questi sono stati presentati dalla ONG University Women Europe. La Svezia è stato l’unico paese a non registrare violazioni, le quali negli altri Paesi risultano derivare da progressi insufficienti nella riduzione del divario retributivo di genere, dalla mancata trasparenza salariale, dall’assenza di vie di ricorso efficaci e dall’insufficienza di poteri e mezzi conferiti agli organismi nazionali per la promozione della parità di genere.

Cuba, Ariel Ruiz Urquiola si appella al Consiglio per i Diritti Umani (HRC) ONU. Con l’ennesimo sciopero della fame in occasione della Giornata Internazionale a sostegno delle vittime di tortura (26 giugno), lo scienziato e ambientalista cubano, parte della comunità LGBTQI + e difensore dei diritti umani, chiede di essere ricevuto nella sede di Ginevra per denunciare i crimini commessi dal regime cubano contro la sua persona, la sua famiglia e le numerose altre vittime. Ruiz Urquiola fu arrestato arbitrariamente nel maggio 2018 e condannato a un anno di prigionia. Fu soggetto a punizioni crudeli e disumane, tra cui essere stato infettato di HIV dalle autorità cubane durante il carcere. Il 1° luglio, la Società Internazionale per i Diritti Umani (ISHR) ha presentato un documento al Relatore speciale dello HRC per sostenere lo scienziato cubano e fermare le pratiche inumane a Cuba.

Kosovo, accuse per crimini commessi tra il 1998 e il 2000. Il 24 giugno, l’Ufficio del procuratore speciale ha individuato come sospettati Hashim Thaçi, presidente del Kosovo dal 2016, Kadri Veseli e altri ex comandanti dell'esercito di liberazione del Kosovo. Le accuse riguardano crimini di guerra, crimini contro l’umanità, omicidi, sparizioni forzate di persone, persecuzioni e torture contro albanesi del Kosovo, serbi, Rom, persone di altre etnie e oppositori politici. Il tribunale che deciderà sui casi (Kosovo Specialist Chambers) opera secondo la legge del Kosovo con giudici e procuratori internazionali.

Italia, proposta di legge contro violenza e discriminazione legate al sesso e al genere. Il testo unico è stato presentato il 30 giugno alla Camera dal deputato e relatore Alessandro Zan, e prevede la condanna per chi istiga e commette atti di violenza e propaganda idee di superiorità "fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere" – attraverso l’estensione dell'articolo 604 bis del Codice Penale. Inoltre, tra le altre misure mirate a diffondere la cultura della tolleranza, c’è l’istituzione di una data italiana, il 17 maggio, come "Giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia". Nonostante l’opposizione delle associazioni in difesa della famiglia e degli esponenti della Lega, il deputato Zan ribadisce che “questa non deve essere una legge ideologica. Qui stiamo parlando della vita delle persone e del rispetto dei diritti umani".

Yemen, 1.600 casi di detenzioni arbitrarie, 344 di tortura, 770 sparizioni forzate, 66 decessi. Il 30 giugno, l'Alleanza per i diritti umani yemenita “Mwatana” ha pubblicato il rapporto “In the Darkness: Abusive Detention, Disappearance and Torture in Yemen’s Unofficial Prisons”, basato su 2.566 interviste a ex prigionieri, familiari, attivisti e avvocati. Sono indicati almeno 11 centri di detenzione non ufficiali nel paese, i cui responsabili sono il movimento Houthi e le milizie pagate e addestrate dagli Emirati Arabi Uniti che insieme all’Arabia Saudita controllano il sud del Paese. Secondo Mwatana l’impatto sociale degli abusi è stato altissimo, aumentando la difficoltà di sostenere una guerra civile in corso dal 2015.

44° sessione del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Iniziata il 30 giugno, terminerà il 17 luglio. In occasione della Giornata Annuale sui Diritti dei Bambini, il Consiglio per i Diritti Umani il 1° luglio ha discusso la realizzazione dei diritti dei bambini attraverso un ambiente sano, prendendo in considerazione anche il contesto della pandemia di Covid-19. Sostenendo il bisogno di riconoscere globalmente il diritto umano ad un ambiente salubre, l’Alto Commissario Bachelet ha accolto le parole di due adolescenti, attivisti per i diritti umani, che hanno presentato il loro punto di vista sul necessario sviluppo di politiche e leggi ambientali.

Sara Squadrani



ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

Wall Street, miglior trimestre dal 1987. Il periodo marzo-giugno ha registrato rialzi medi del 20% (addirittura +31% per il Nasdaq) che hanno permesso di recuperare e superare i livelli pre-Covid. Gli analisti giudicano fondamentale l’intervento della FED e del Tesoro, con misure senza precedenti ($1200 per ogni cittadino, acquisto di bond privati e trilioni in prestiti) che hanno permesso di limitare i danni e soprattutto di non renderli permanenti. Bisogna però anche notare il rilievo assunto dal settore tecnologico, ormai decisivo nel mercato americano (meno in Europa, dominata da automotive e banche), per sua natura poco colpito dai lockdown. I mercati americani, inoltre, sono stati appena disturbati dalle tensioni con la Cina (vedi sotto le ultime) e dall’aumento dei casi Covid in diversi Stati; parallelamente, anche le proteste #BLM hanno, per ora, un impatto minimo.

Giugno, mese record per il lavoro. I dati sul mercato del lavoro trascinano al rialzo le borse mondiali, che proseguono imperterrite la loro crescita. Nel solo mese di giugno, infatti, l’economia americana ha aggiunto 4.8 milioni di lavoratori (molto al di sopra delle previsioni), con la disoccupazione che scende dal 13.3 all’11.1%. Questi dati non rilevano ancora l’effetto delle nuove limitazioni (per ora a bar e ristoranti al chiuso) imposte negli scorsi giorni negli Stati occidentali e meridionali degli USA in seguito all’aumento delle positività Covid. Gli analisti sono però ottimisti anche a questo riguardo, visto che le richieste di sussidio (raccolte su base settimanale) hanno mostrato il 14° calo consecutivo a quota 1.48 milioni. Pubblicati i dati di maggio dell’Eurozona, dove la disoccupazione cresce dello 0.1% al 7.4%.

Aviazione, continua la sofferenza. Airbus ha annunciato il licenziamento di 15.000 dipendenti (l’11% del totale) poiché non prevede che il settore torni ai livelli del 2019 prima del 2023. Il colosso francese è già in grossa difficoltà, avendo perso oltre $500 milioni nel primo trimestre: sta quindi cercando di ottenere prestiti per alcuni miliardi. Negli Stati Uniti Boeing non è messa molto meglio, avendo annunciato 16.000 licenziamenti già ad aprile in seguito alla cancellazione di ordini per 100 aerei, ma il rientro in servizio del 737 Max (che ha portato ad un +50% in borsa da maggio) rende le previsioni più rosee. Per quanto riguarda i vettori, Lufthansa evita in extremis lo stato di insolvenza grazie ad un prestito governativo da $10 miliardi, mentre il Tesoro americano estende prestiti per $25 miliardi a 5 compagnie tra cui American Airlines.

Hong Kong, la reazione americana. La repressione del governo cinese è iniziata non appena è entrata in vigore la nuova legge sulla sicurezza nazionale, e le ripercussioni politiche ed economiche non si sono fatte attendere. Già lunedì scorso gli USA avevano vietato l’esportazione nell’ex colonia di prodotti tecnologici e del settore difensivo, ma la repressione delle autorità ha spinto il Congresso a passare delle sanzioni sia contro i responsabili sia nei confronti di tutte le società finanziarie che vi collaborano. Il provvedimento deve ancora essere firmato da Trump, ma un veto è quasi impossibile vista la rilevanza della ‘Cina’ nella campagna elettorale. Novità importanti anche su TikTok, il social rivelazione dell’anno arrivato a valere oltre $100 miliardi, nel cui codice sono stati trovati sofisticati strumenti di sorveglianza possibilmente utilizzati dal governo cinese.

Auto, Tesla sorprende ancora. Le auto consegnate dal costruttore californiano nel secondo trimestre sono infatti calate solo del 4.9%, poco sopra quota 90.000 (a fronte delle attese 70.000), battendo nettamente i grandi rivali GM, FCA, Toyota e VW, che scendono tutti tra il 30 e il 40%. Il titolo vola oltre i $1200 ad azione, oltre 5 volte il prezzo di 12 mesi fa, e da a Tesla un valore di $224 miliardi facendone la casa automobilistica più ‘ricca’ del mondo davanti a VW e Toyota. Questo non appare del tutto giustificato, visto che questi gruppi vendono circa 30 volte più vetture di Tesla, fatturano circa 10 volte di più e hanno indicatori finanziari (come l’EPS) migliori; il vantaggio di Tesla è però l’uso di tecnologia innovativa e la rete di ricarica più diffusa al mondo, che fanno pronosticare a molti un dominio nell’era elettrica e risultati finanziari ben più soddisfacenti.

Facebook, nuovo bersaglio dell’anti-razzismo. Il social network è accusato di non limitare adeguatamente il discorso d’odio sui propri canali ed anzi di trarne profitto. Le azioni di boicottaggio sono state fatte proprie da colossi del calibro di Coca-Cola, Starbucks e Microsoft, facendo crollare dell’8% il titolo che ha poi visto un rialzo dopo la replica ufficiale di Facebook. La società ha infatti risposto di stare contrastando l’odio molto meglio di altri social come YouTube o Twitter (non boicottati), visto che il 90% dei discorsi di incitamento all’odio sono rimossi prima ancora di essere segnalati dagli utenti. La società di Menlo Park è poi solida a livello finanziario: una stima di Citibank riporta che anche qualora tutti i 100 maggiori inserzionisti aderissero al boicottaggio l’impatto non andrebbe oltre il 6% dei ricavi.

Leonardo Aldeghi



AMERICA DEL NORD

Stati Uniti, l’inchiesta del NYT su una presunta taglia su soldati USA in Afghanistan. Secondo la rivelazione del New York Times, la Russia avrebbe pagato i talebani incaricandoli di uccidere i soldati statunitensi della coalizione presente in Afghanistan. Un’agenzia di intelligence russa avrebbe quindi, secondo questa ricostruzione, incoraggiato attacchi su militari occidentali, questione poi smentita dal governo di Vladimir Putin. D’altra parte, il Pentagono ha sostenuto che non vi siano prove a sostegno di queste accuse, mentre il presidente Trump ha bollato la notizia come “fake news”. Ricordiamo che a fine febbraio di quest’anno Stati Uniti e Talebani siglarono un accordo per il ritiro di una parte di truppe dall’Afghanistan in cambio del rispetto di impegni sul fronte contro-terrorismo.

(Marta Annalisa Savino)

L’impegno del Canada in Siria. Il Ministro per lo sviluppo internazionale, Karina Gould, ha partecipato alla conferenza “Supporting the future of Syria and the region” tenutasi dal 22 al 30 giugno in modalità virtuale. Il Canada si è impegnato nel finanziamento di 3.5 miliardi di dollari dal 2016 al 2021, comprendendo assistenza umanitaria, allo sviluppo e stabilizzazione. In effetti, il governo di Trudeau aveva annunciato nel 2019 il rinnovo della strategia per il coinvolgimento in Medio Oriente per altri due anni per rispondere alle crisi in atto.

(Marta Annalisa Savino)

Messico, tra riconoscimenti internazionali e nuovi accordi di libero scambio. L'Assemblea Generale ONU ha eletto il Messico come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza per il biennio 2021-2022; un ruolo davvero significativo per tutta la regione latinoamericana e caraibica. La priorità del Paese in questa missione, afferma il Direttore Generale del Ministero degli Esteri messicano per l'ONU, sarà quella di "garantire il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani". Nel frattempo, il governo ha accolto con favore l’entrata in vigore del nuovo accordo T-MEC, con USA e Canada, nella speranza che questo possa accelerare la ripresa economica post-pandemica, favorendo l'integrazione del Messico nelle catene di produzione globali e creando certezza giuridica per tutti gli investitori.

(Valeria Scuderi)

Marta Annalisa Savino e Valeria Scuderi

AMERICA DEL SUD

Argentina, crisi nera tra recessione e Covid-19. Le misure anti pandemiche hanno sortito un effetto letale sull'economia argentina. Un Paese storicamente colpito da gravi recessioni, l’Argentina sta ora affrontando la peggiore caduta del PIL degli ultimi 120 anni. Secondo un’analisi dell’OCSE, infatti, subirà una perdita di PIL tra l’8.3 e il 10% e, sebbene le misure adottate dal governo di Buenos Aires siano state efficaci per il contenimento del virus, è indubbio che le stesse abbiano “anche ridotto la capacità produttiva e la domanda interna”. A tal proposito, i dati dell’INDEC (Instituto Nacional de Estadística y Censos, il corrispettivo dell’italiano ISTAT) riportano che nel mese di aprile 2020 l’attività economica nazionale ha subito un calo del 26,4 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

(Valeria Scuderi)

Bolivia, il TSE fissa per il 6 settembre le elezioni generali. Il Tribunale Supremo Elettorale ha convocato il prossimo 6 settembre le elezioni generali che si sarebbero dovute tenere nel maggio scorso. Nel suo comunicato stampa il TSE ha chiarito che il processo elettorale verrà svolto in conformità alle misure sanitarie appropriate. La data scelta non ha convinto né il Governo di Jeanine Anez né i partiti di minoranza che hanno ribadito come questa sia stata imposta dal MAS (Movimiento al Socialismo), partito di maggioranza nell’Assemblea legislativa. Permangono tuttavia i dubbi sul loro effettivo svolgimento a causa del picco della pandemia, previsto dagli epidemiologi locali proprio per il mese di settembre.

(Domenico Barbato)

Brasile, si dimette il ministro dell’Istruzione. Il ministro dell’Istruzione Abraham Weintraub si è dimesso. Weintraub, principale alleato di governo di Bolsonaro, ha annunciato le sue dimissioni in un video apparso sul suo profilo Twitter, dove ha chiarito che lavorerà presso la Banca Mondiale. Il Brasile è intanto diventato il primo focolaio americano del Covid-19, con più di 50 mila contagi. Il Presidente Bolsonaro ha confessato di averlo avuto. Clown Patata, il clown più amato negli ospedali di Rio è morto per il virus. Il respiro brasiliano è oggi più che mai affannoso, come ben descritto dall’articolo del teologo Frei Betto, apparso nei giorni scorsi sulla Folha de Sao Paulo.

(Domenico Barbato)

Colombia, i nuovi programmi di sostegno del Fondo Europeo per la Pace. Venerdì 3 luglio l'Unione Europea ha firmato un accordo con il Governo colombiano per lo stanziamento di €12,5 milioni volti a sostenere l'attuazione dell'accordo di pace firmato con i guerriglieri delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia nel 2016. L'obiettivo è quello di sostenere la reintegrazione economica degli ex membri delle FARC attraverso progetti che promuovano la leadership femminile e che hanno ad oggetto la fornitura di servizi sanitari e di riabilitazione delle persone con disabilità. L’Ambasciatrice dell'UE in Colombia, Patricia Llombart, afferma che “il processo di pace colombiano è "irreversibile, [...] l'attuazione è una grande sfida ed è per questo che oggi siamo qui a firmare questo nuovo programma di sostegno”.

(Valeria Scuderi)

Cuba, la versione del MININT sulla morte di Hernández Galiano non convince. Il Ministero degli Interni cubano (MININT) ha emesso sabato scorso una nota in cui ha condannato l’omicidio a Guanabacoa del ventiseienne Hansel Ernesto Hernández Galiano. La sua uccisione per mano di un poliziotto ha generato parecchie polemiche tra l’opinione pubblica cubana che ha chiesto di conoscere la verità sui fatti. La versione offerta dal Governo non regge, tralascia infatti rilevanti particolari. La sua morte potrebbe essere legata allo stato di libertà vigilata, ottenuto dopo aver scontato in carcere la condanna per rapina a mano armata.

(Domenico Barbato)

Venezuela, libertà violate e la precarietà dei rapporti con la UE. Dopo aver richiesto l’espulsione dal Paese dell’Ambasciatrice dell’Unione Europea Isabel Brilhante Pedrosa a seguito delle sanzioni varate da Bruxelles contro 11 funzionari venezuelani, il Presidente Maduro comunica di revocare tale decisione per la “necessità di mantenere il quadro delle relazioni diplomatiche”. Una dichiarazione congiunta del Ministro degli Esteri venezuelano e Josep Borrell, Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, dichiarano che “il Governo venezuelano ha deciso di annullare la decisione di dichiarare persona non grata l'ambasciatrice Pedrosa”. L’ex Presidente del Cile Michelle Bachelet, ora Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani, comunica intanto che permangono le violazioni del diritto all’informazione e della libertà di espressione, la detenzione di leader politici e di coloro che protestano contro i servizi pubblici.

(Valeria Scuderi)

Domenico Barbato e Valeria Scuderi

ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Cina, misure violente in Xinjiang e ad Hong Kong. Uno studio condotto dal ricercatore tedesco Adrian Zenz, rivela che il governo cinese ha inizializzato una compagna che mira a limitare le nascite nello Xinjiang, regione popolata dalla minoranza uigura, da anni perseguitata dal regime. Lo studio di Zenz riporta che, negli ultimi anni, il tasso di natalità nella regione è diminuito considerevolmente, e che il numero di aborti sta aumentando. Il primo luglio è entrata ufficialmente in vigore la legge sulla sicurezza nazionale ad Hong Kong. Poco dopo, il partito pro-democratico è stato sciolto. “È la fine di Hong Kong. Inizia l’era del terrore”, scrive il co-fondatore del partito Joshua Wong su Twitter.

(Margherita Camurri)

Corea del Nord, una ‘luminosa’ risposta al Coronavirus. Kim Jong-Un ha affermato con orgoglio che il paese ha avuto un “luminoso successo” contro la minaccia del Covid-19. “Abbiamo completamente impedito l’insorgere del virus maligno e mantenuto una situazione anti-epidemia stabile nonostante la crisi sanitaria mondiale” ha riportato il leader nordcoreano. Tuttavia, la comunità internazionale presenta ancora molti dubbi sulla validità di questi dati, in quanto non possono essere verificati. Kim Jong-Un ha invitato anche la popolazione a continuare a prestare attenzione alle misure di sicurezza sanitarie, in quanto molti paesi confinanti sono ancora esposti al rischio di una seconda ondata di infezioni.

(Margherita Camurri)

Corea del Sud, dialoghi con gli Ambasciatori di Cina e Russia. Il capo negoziatore nucleare della Corea del Sud, Lee Do-hoon, ha incontrato separatamente i principali inviati di Cina e Russia a Seoul venerdì scorso e ha discusso la situazione della penisola coreana. Gli incontri si sono svolti nel momento in cui Lee ha riferito di essersi messo al lavoro per la prima volta dopo il suo rilascio dall'autoisolamento obbligatorio di due settimane dopo il ritorno da un viaggio a Washington, dove ha avuto colloqui con il suo omologo, il vice Segretario di Stato Stephen Biegun. Lee ha incontrato per la prima volta l'ambasciatore cinese Xing Haiming, arrivato al Ministero degli Esteri nel pomeriggio. Avvicinato dai giornalisti con una domanda su ciò di cui avrebbe discusso con Lee, ha detto di essere venuto a discutere "la situazione nella penisola coreana". Un paio d'ore dopo, l'ambasciatore russo Andrey Kulik è stato visto entrare al Ministero.

(Andrea Angelo Coldani)

Giappone, lotta al Covid e Olimpiadi fra i topic per le elezioni di Tokyo. Tra le questioni chiave delle prossime elezioni governatoriali di domenica ci sono le risposte dei candidati alla pandemia ed il rinvio al 2021 di Olimpiadi e Paralimpiadi. Sul primo aspetto i candidati, fra cui il Governatore uscente Yuriko Koike, si concentrano sulle constituencies di riferimento, da un aiuto all’istruzione a un focus su settore culturale, o ancora eventi o ristorazione. Più complesso il dibattito sul secondo punto, con la Koike che sostiene la volontà di svolgere i Giochi come da accordi, mentre i candidati dell’opposizione propendono maggiormente verso il rinvio, se non addirittura la cancellazione.

(Andrea Angelo Coldani)

India, no alle app cinesi e un ospedale per il Covid-19. Mentre le tensioni con la Cina si intensificano, il governo indiano ha bloccato l’accesso a oltre 50 app cinesi. Nuova Delhi sta infatti attuando “misure di emergenza” che mirano ad evitare che “i dati degli utenti vengano rubati e trasmessi a soggetti ostili al paese”. Il presidente Modi ha successivamente eliminato il suo profilo su Sina Weibo, uno dei siti più usati in Cina. Il paese ha anche recentemente inaugurato il Sardar Patel Covid Care Centre, uno degli ospedali più grandi al mondo che, con 10,000 posti letto, ospiterà le persone risultate positive al Coronavirus. L’ospedale risulta indispensabile a causa dell’alto numero di nuovi casi che si registrano giornalmente nel paese. Le ultime analisi, infatti, hanno riportato più di 19 mila nuovi casi.

(Margherita Camurri)

Taiwan, esercitazione di prova prima della 36a Esercitazione di Han Kuang. L'esercito di Taiwan ha tenuto le esercitazioni di prova dal vivo presso il fiume Taichung Ta Chia e la spiaggia di Chia Nan giovedì 2 luglio, in vista della 36a Esercitazione di Han Kuang (l’esercitazione annuale di preparazione in caso di invasione cinese). L'anno scorso le forze armate di Taiwan hanno iniziato a promuovere il concetto di "battaglione congiunto" per rafforzare le capacità di combattimento autonome di unità-battaglione composte da elementi dei tre rami militari. Questi battaglioni congiunti parteciperanno per la prima volta all'Esercitazione di Han Kuang per testare l’efficacia di combattimento. Il Comando della Decima Armata ha dichiarato che l'ultima esercitazione di prova avrà luogo giovedì 9 luglio, mentre l'Esercitazione di Han Kuang inizierà il 16 luglio.

(Andrea Angelo Coldani)

Margherita Camurri e Andrea Angelo Coldani



EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

Unione Europea, summit con la Cina. Si è tenuto lo scorso 22 giugno un summit fra le cariche più alte dell’Unione Europea e il primo ministro cinese Li Keqiang. Rispetto al passato, qualcosa è cambiato, soprattutto in materia commerciale. Dopo le sanzioni alle aziende sino-egiziane, Bruxelles ha ribadito la necessità di giungere ad un accordo che getti le basi per una “sana” concorrenza, senza distorsioni di mercato da parte di Pechino. Il Presidente del Consiglio Europeo Michel ha riconosciuto l’importanza delle relazioni bilaterali fra Cina e Ue, ma ha posto l’accento sulla differenza di valori, sistema politico e approccio al multilateralismo, facendo capire a Pechino che Bruxelles difenderà i suoi interessi. Quella che esce dal summit è un’Unione Europea più consapevole, più decisa e meno passiva nei confronti del gigante asiatico.

Italia, Di Maio vola in Libia. Lo scorso 24 giugno, il Ministro degli Esteri italiano è volato a Tripoli per incontrare il presidente Serraj. Al centro dell’incontro c’è stata ovviamente la situazione libica e la guerra in corso. Di Maio ha dichiarato che una Libia divisa è inaccettabile per l’Italia e che contrasterebbe profondamente con gli interessi geostrategici di Roma. Un altro dossier affrontato è stato il memorandum sui migranti dove, secondo il ministro italiano, si sta andando nella giusta direzione. Il governo libico sembrerebbe disposto ad impegnarsi sul fronte dei diritti umani, ma le negoziazioni sono solo all’inizio. Il 25 giugno Francia, Italia e Germania hanno rilasciato una dichiarazione congiunta nella quale sostengono l’immediato stop delle ostilità e la fine delle interferenze straniere nel teatro libico.

Francia, elezioni e rimpasto di governo. La tornata di elezioni amministrative ha indebolito la posizione di Macron. Durante il primo turno, tenutosi ormai mesi fa, il Partito del Presidente era uscito sconfitto da tutte le città principali. Al ballottaggio, la linea è stata quella di sostenere prevalentemente i candidati repubblicani che, però, hanno perso quasi ovunque contro un’inedita compagine del centro-sinistra a guida verde. Le conseguenze hanno toccato l’esecutivo dove il Primo ministro Philippe si è dimesso, sia per divergenze politiche sia perché eletto sindaco di Le Havre, e al suo posto è stato nominato Jean Castex, ex consigliere di Sarkozy, definibile come un tecnico vicino ai repubblicani.

Unione Europea, inizia il nuovo semestre europeo. Angela Merkel ha assunto nuovamente la presidenza del Consiglio Europeo per quello che sarà il semestre a guida tedesca. Il momento è delicato: la pandemia ha evidenziato i limiti dell’Unione Europea, ma ha anche aperto a delle importanti modifiche. Fra i principali dossier che la Cancelliera dovrà affrontare ci sarà sicuramente il Recovery Fund dove si prevede una trattativa serrata con i Paesi “frugali”, l’emergenza climatica - dove l’obiettivo è quello di raggiungere la neutralità climatica - e la digitalizzazione. Quest’ultimo punto è particolarmente importante perché una sovranità digitale si tradurrebbe in una minor dipendenza da Washington e da Pechino.

Regno Unito, si riparte. Le restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19 sono state allentate anche in Gran Bretagna, uno dei Paesi più colpiti. Le persone sono potute tornare nei locali, ma il governo invita sempre alla prudenza visto l’alto numero di vittime (quasi 45mila). Nel frattempo, si complica la posizione del Premier Boris Johnson che ha visto scendere il suo livello di apprezzamento a causa della gestione altalenante della pandemia. Al contrario, il leader laburista Keir Starmer è salito nei sondaggi, merito anche della sua politica moderata. Il governo britannico, adesso, si trova a dover concludere le trattative con Bruxelles per risolvere la questione Brexit, ma dovrà anche lavorare per risollevare l’economia, profondamente colpita dalla quarantena.

Leonardo Cherici



EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

“Alea iacta est”: la Russia apre le porte all’era di Putin. Tra il 25 giugno e il 1° luglio, la Federazione Russa è stata chiamata a votare su un ampio referendum costituzionale il quale ha richiesto l’approvazione popolare di ben 206 riforme. Il 78% dei cittadini russi ha detto sì a questo importante passo per la vita politica russa, il quale entrerà nella storia del Paese per un ben preciso motivo: Vladimir Putin potrà essere rieletto azzerando i suoi limiti di mandato come Presidente del Paese, estendendo il suo termine istituzionale fino al 2036. L’approvazione di solo questa storica riforma fa passare in secondo piano tutto il resto, in quanto la retorica del Cremlino degli ultimi giorni si è concentrata sulla ritrovata fiducia popolare nel proprio Presidente. Il messaggio politico è quello di sottolineare la legittimazione popolare all’estensione di Putin, il Presidente russo più longevo nella storia della Russia contemporanea e il cui mandato potrebbe superare addirittura la durata della dittatura di Stalin.

(Andrea Maria Vassallo)

Ucraina, appello alla Comunità Internazionale per sanzionare le votazioni in Crimea sulla Costituzione russa. Il Ministero per gli Affari Esteri dell’Ucraina ha lanciato un nuovo appello alla Comunità Internazionale per sanzionare la vista di alcuni membri del Parlamento europeo accusati di aver illegalmente avuto accesso ai territori occupati della Crimea per monitorare i processi di voto sulle riforme della Costituzione russa. L’Ucraina richiama nuovamente l’attenzione internazionale su una nuova presunta violazione della Russia del diritto internazionale, richiedendo il non riconoscimento e l’annullamento dei voti raccolti nella regione autonoma di Crimea e nella città di Sebastopoli da parte degli osservatori internazionali.

(Andrea Maria Vassallo)

Elezioni parlamentari in Serbia, maggioranza assoluta per il Partito progressista serbo (SNS). Il partito dell’attuale presidente Vučić ha ottenuto 189 seggi su 250, distaccando di molto il Partito socialista, seconda forza parlamentare e finora alleato del SNS che ha ottenuto 32 seggi. I risultati non hanno riservato sorprese rispetto alle aspettative, che davano già il SNS in forte vantaggio. Ciò è dovuto anche alla decisione di buona parte dell’opposizione di boicottare le elezioni, il che ha determinato un’affluenza al voto molto bassa. E mentre Vučić dichiara una vittoria schiacciante, rimangono dubbi nei confronti della situazione della democrazia nel Paese, che potrebbe ostacolare ulteriormente il dialogo con le istituzioni europee e compromettere i negoziati per l’ingresso nell’Unione.

(Laura Morreale)

Polonia, un resoconto delle elezioni presidenziali. Il 12 luglio si svolgerà il ballottaggio elettorale tra il Presidente uscente Duda e il sindaco di Varsavia, Rafal Trzaskowski. Il primo turno, svoltosi il 28 giugno, ha visto Duda in vantaggio con il 43,7% delle preferenze, mentre il suo rivale ha raggiunto il 30,3%. Trzaskowski, del partito liberale-conservatore “Piattaforma Civica”, si è presentato come l’alternativa europeista, ecologista e attenta ai diritti civili, in particolare della comunità LGBT+, in contrasto con il forte conservatorismo di Duda e del suo partito “Diritto e Giustizia” (PiS). Sebbene lo scarto tra i due candidati sia abbastanza ampio, la rielezione di Duda non è certa: il voto di coloro che hanno votato per altri candidati al primo turno potrebbe ribaltare il risultato.

(Laura Morreale)

Andrea Maria Vassallo e Laura Morreale



MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Turchia, le tensioni con la Francia spaventano la NATO. Continuano a rimbalzare le accuse tra il Presidente Macron e il Ministro Çavuşoğlu per quanto avvenuto lo scorso 10 giugno al largo delle coste libiche. I rapporti già compromessi tra Francia e Turchia sono infatti precipitati ulteriormente quando, proprio nel corso di un’operazione di sicurezza della NATO, la fregata francese Courbet ha cercato di ispezionare la nave turca Cirkin. L’episodio va però inserito nelle più ampie divergenze tra Parigi e Ankara. Tra tutti la guerra in Libia, dove la prima appoggia il maresciallo Haftar mentre la seconda è scesa a sostegno di al-Serraj, ma anche la disputa per lo sfruttamento del gas naturale nel Mediterraneo orientale che vede la Francia schierata con Grecia e Cipro. L’inasprirsi della tensione tra i due membri NATO non può che porre interrogativi all’interno dell’Alleanza, già in allerta per i volteggi francesi e ancor più per il matrimonio di convenienza russo-turco.

(Samuele Abrami)

Iran, esplosioni misteriose. Dopo le anomale esplosioni nella struttura nucleare di Parchin, anche l’impianto di Natanz ha subito un incendio. Si rincorrono ora le prime indiscrezioni che lasciano un alone enigmatico. Il governo ha ufficialmente presentato la questione come “qualcosa di più di un incidente” ma anche “coperto da motivi di sicurezza”, mentre tre funzionari iraniani hanno palesato il sospetto di un attacco cyber, senza però fornire ulteriori dettagli. Secondo le intelligence di diversi paesi ostili, l’area nasconderebbe uno degli impianti in cui l’Iran sta portando avanti il programma nucleare. Dallo scorso anno, Teheran ha iniziato violazioni controllate dall’accordo sul nucleare in protesta al ritiro unilaterale americano e all’inefficacia europea. E così avanza l’ipotesi di un sabotaggio, anche alla luce dei rapporti tesi dell’Iran con diversi attori e di una recente analisi pubblicata sull’agenzia di stampa statale riguardo eventuali operazioni cyber di americani e israeliani.

(Samuele Abrami)

Tunisia, si riaprono le frontiere. Il paese nordafricano pone fine alla chiusura delle sue frontiere marittime, terrestri ed aeree e – novità – gli italiani saranno ben accetti. La lista dei paesi e il loro corrispettivo rischio di contagio sarà settimanalmente aggiornata dal Ministro della Sanità di Tunisi, che decreterà chi ha il “lasciapassare”. Inoltre, la Tunisia si pone in rilievo agli occhi suo vicinato: il Ministro degli Esteri tunisino, Nouraddine Al-Rai, ha ribadito il pieno supporto al governo libico internazionalmente riconosciuto nella giornata di mercoledì, caldeggiando una soluzione politica della crisi. In ultimo, sarà provvisoriamente in territorio tunisino la base per la rappresentanza diplomatica russa in Libia; si tratta di un’apertura diplomatica annunciata dal ministro degli Esteri russo Serghej Latrov.

(Federica Sulpizio)

Egitto, stallo nella mediazione per il futuro del Nilo. Riprendono i colloqui tra Egitto, Sudan e Etiopia dopo anni di tentativi di mediazione falliti. I negoziati sono ripresi in videoconferenza (dopo il fallimento dello scorso mese) con l’intervento del presidente dell’Unione Africana (Sudafrica). Da una parte l’Etiopia sottolinea l’urgenza di riempire la diga e renderla funzionante per il suo sviluppo, dall’altra l’Egitto e il Sudan si preoccupano di come ciò potrebbe compromettere il loro accesso alle risorse idriche del Nilo. A seguito della videoconferenza, da Addis Abeba è giunta la conferma sul riempimento della diga: sarà posticipato fino al raggiungimento di un accordo globale. Sul piano interno, invece, dalla Suprema Corte Costituzionale egiziana arriva la sentenza ufficiale nei confronti di alcuni attivisti per i fatti del 2011: condannato a 15 anni uno dei principali organizzatori dei violenti scontri.

(Federica Sulpizio)

Libia, il ritorno degli USA. Onde evitare ulteriori escalation ed improvvisi slanci da parte dei numerosi attori regionali, gli Stati Uniti sono tornati per vie diplomatiche a far sentire il loro peso sullo scacchiere libico. Infatti, a fine giugno hanno spinto le varie parti in conflitto ad allontanare le frange islamiste che compongono i ranghi delle rispettive milizie. Per gli Stati Uniti sono ancora di estrema rilevanza i dossier riguardanti il radicalismo islamista e la sicurezza regionale. Inoltre, gli USA sono attivi nel processo di mediazione tra le parti in campo e la società petrolifera libica Noc per la riapertura della produzione e la redistribuzione delle rendite; un dossier che si complica data la presenza nel Fezzan, regione meridionale del paese, dei mercenari russi.

(Michele Magistretti)

Israele, e le annessioni? Nonostante l’arrivo di luglio, ancora nulla si è mosso. Vari fattori concorrono a questo stallo riguardo il dossier. Il partner di governo non è subordinato a Bibi e riesce a far prevalere il dossier pandemico. Inoltre, un’azione unilaterale come questa rischierebbe di gettare la regione in un caos che quasi nessuno può permettersi, data la crisi sanitaria e quella economica derivate dal Covid-19. Difatti, la situazione è tale per cui il governo israeliano ha stretto un accordo di cooperazione con quello emiratino per affrontare la sfida imposta dalla pandemia, evento inedito per i due paesi che, formalmente, non intrattengono rapporti diplomatici. Infine, è probabile che Netanyahu stia ripensando l’agenda, o l’annessione stessa, a fronte del probabile esito delle prossime presidenziali americane in quanto il suo miglior alleato, Trump, potrebbe non essere rieletto.

(Michele Magistretti)

Samuele Abrami, Federica Sulpizio e Michele Magistretti



TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Afghanistan, attentato in un mercato nella provincia di Helmand. La violenza continua ad essere all’ordine del giorno in Afghanistan. La missione di assistenza delle Nazioni Unite nel territorio afghano (UNAMA) ha annunciato che sono 500 i civili morti a causa dei combattimenti nei primi tre mesi del 2020. Tra gli ultimi attentati da menzionare, vi è quello avvenuto in un mercato nella provincia meridionale di Helmand (29 giugno). Qui 23 persone sono rimaste uccise dall’esplosione di un’autobomba e da proiettili di mortaio. I funzionari afghani hanno accusato i talebani, mentre questi ultimi negano di aver perpetrato l’attacco e incolpano le forze di sicurezza. I dettagli sull’accaduto non possono essere confermati poiché l’area, sotto il controllo dei talebani, non è accessibile ai giornalisti.

(Vincenzo Battaglia)

Le Forze di Sicurezza Irachene eliminano presunti rifugi dell’ISIS. Lo rende noto un comunicato datato 27 giugno pubblicato sul sito della missione “Inherent Resolve”, che riunisce le forze congiunte a guida statunitense operanti contro lo Stato Islamico. La recente operazione, che è la terza fase di una più ampia azione militare condotta tra maggio e giugno, ha coinvolto territori del governatorato di Salah al-Din, a nord di Baghdad, e zone limitrofe appartenenti ai governatorati di Diyala e Kirkuk. La missione si è svolta sia tramite attacchi aerei, condotti con equipaggiamento francese, che terrestri. Nonostante il governo iracheno abbia dichiarato la sconfitta territoriale dell’ISIS già nel dicembre 2017, le attività dei miliziani jihadisti non si sono mai fermate, concentrandosi prevalentemente in zone desertiche vicine al confine siriano: l’area di frontiera continua a essere centrale nelle rivendicazioni dello Stato Islamico.

(Laura Morreale)

Vertice tra il G5 Sahel e governi europei. Si è tenuto il 30 giugno a Nouakchott il summit tra i capi di Stato dei cinque paesi saheliani (Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger e Ciad), i leader di Francia, Spagna, Germania e Italia, e alcuni rappresentanti di organizzazioni internazionali. Al centro della discussione, la lotta alle milizie jihadiste e la cooperazione militare ed economica transfrontaliera. Pur rivendicando dei progressi nel contrasto al terrorismo, il presidente francese Macron ha dichiarato prima del vertice che l’instabilità politica della regione non deve compromettere i risultati finora raggiunti. Il riferimento è rivolto al Burkina Faso, che dovrebbe tenere elezioni presidenziali e legislative a novembre, e soprattutto al Mali, dove diverse proteste chiedono le dimissioni del presidente Keita, accusato, tra le altre cose, di cattiva gestione dell’emergenza terrorismo.

(Laura Morreale)

Strasburgo, si amplia l’adesione al Protocollo addizionale della Convenzione di Varsavia. Il 3 luglio 2020 San Marino è diventato il diciannovesimo Membro del Consiglio d’Europa ad aderire al Protocollo addizionale per la prevenzione del terrorismo, quest’ultimo siglato a Riga il 22 ottobre 2015 ed incorporato nella Convenzione di Varsavia del 2005. Attraverso il Protocollo il Consiglio d’Europa mira ad inasprire la lotta al terrorismo, esortando gli Stati membri ad introdurre, nei rispettivi ordinamenti, nuovi reati in funzione di contrasto alle modalità di azione del terrorismo contemporaneo: adesione a gruppi/associazioni terroristiche; ricezione di addestramenti a fini terroristici; viaggi all’estero a fini terroristici; finanziamento di gruppi/associazioni sospette.

(Davide Shahhosseini)

UK, una nuova tragedia firmata dall’odio. È di tre morti e due feriti gravi il bilancio dell’attentato avvenuto il 20 giugno nei pressi di un parco di Reading, nel sud del paese. Secondo Scotland Yard l’attentatore, un libico di 25 anni, non avrebbe legami diretti con cellule terroristiche e, sempre secondo gli inquirenti, lo stesso avrebbe agito in solitaria spinto da motivi di omofobia. Infatti, poche ore prima dell’attacco, nello stesso parco si era svolta una manifestazione LGBT alla quale tutte e tre le vittime avevano preso parte. Le autorità locali continuano a investigare sul passato dell’attentatore. Quest’ultimo era giunto in Gran Bretagna nel 2012 con visto turistico per poi richiedere e ottenere l’asilo politico, nel 2018 era stato arrestato e condannato a una pena detentiva di un anno per reati minori. Non si esclude che proprio durante la detenzione lo stesso si sia radicalizzato.

(Davide Shahhosseini)

Davide Shahhosseini, Laura Morreale e Vincenzo Battaglia



ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

ONU, “l’annessione della Palestina da parte di Israele è illegale”. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha condannato aspramente Israele per l’annessione della Cisgiordania, dichiarando che “l’annessione è illegale. Punto. Qualsiasi annessione. Che si tratti del 30% o del 5% della Cisgiordania”. Michelle Bachelet ha inoltre dichiarato che le conseguenze dell’annessione saranno disastrose, non solo per i palestinesi e per Israele, ma anche per l’intera regione del Medio Oriente. L’appello della Bachelet fa da eco a quello del Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, il quale, invitando il governo israeliano ad abbandonare i suoi piani, ha dichiarato che “se attuata, l’annessione costituirebbe una gravissima violazione del diritto internazionale, danneggerebbe gravemente la prospettiva di una soluzione della situazione israelo-palestinese e minerebbe la possibilità di un rinnovo dei negoziati”.

OHCHR, la legge sulla sicurezza nazionale cinese mina il rispetto dei diritti umani a Hong Kong. L’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite (OHCHR) ha espresso preoccupazione per l’arresto di centinaia manifestanti ad Hong Kong, a seguito dell’adozione da parte della Repubblica Popolare Cinese di una legge sulla sicurezza nazionale per la Regione amministrativa speciale (SAR). Secondo quanto indicato dall’OHCHR, infatti, “la definizione di alcuni reati previsti da tale legge è troppo vaga e ampia”, e ciò potrebbe portare a “un’interpretazione e un'applicazione discriminatoria o arbitraria della legge, che potrebbe minare la tutela dei diritti umani a Hong Kong”.

ONU, festeggiato il 75esimo anniversario della Carta delle Nazioni Unite. Le Nazioni Unite hanno festeggiato i 75 anni dalla firma della Carta costitutiva dell’Organizzazione, la Carta delle Nazioni Unite, firmata a San Francisco il 26 giugno 1945. In occasione dell’anniversario, il Segretario Generale, António Guterres, ha dichiarato che la Carta delle Nazioni Unite “ha portato regole e speranza in un mondo in rovina” e che ancora oggi “rimane il nostro punto di riferimento, in un mondo stravolto dalla pandemia, lacerato dalla discriminazione, minacciato dal cambiamento climatico e segnato dalla povertà, dalla disuguaglianza e dalla guerra. Egli ha poi aggiunto:La visione della Carta resiste alla prova del tempo, e i suoi valori continueranno a guidarci anche in futuro.

OSA, il Consiglio Permanente condanna la Corte Suprema di Giustizia del Venezuela. Il 26 giugno, il Consiglio Permanente dell’Organizzazione degli Stati Americani ha condannato la Corte di Giustizia venezuelana per le sue azioni illegittime. Nella risoluzione adottata dal Consiglio si legge che l’OSA “condanna le continue vessazioni esercitate dal regime illegittimo di Nicolás Maduro contro le funzioni che la legge venezuelana concede all'Assemblea Nazionale e contro il funzionamento dei partiti politici e delle istituzioni democratiche in Venezuela, in contrasto con le disposizioni della Carta Democratica Interamericana” e che “reputa la designazione dei membri del Consiglio Nazionale Elettorale da parte della Corte, così come la designazione delle direttive dei partiti politici di Prima Giustizia e Azione Democratica, illegali”. Il Consiglio ha adottato la risoluzione con 21 voti a favore, nessuno contrario, 7 astensioni e 6 assenze.

Consiglio d’Europa, divario retributivo di genere riscontrato in 14 Paesi. Il Comitato europeo dei diritti sociali (CEDS) ha riscontrato violazioni del diritto alla parità di retribuzione e del diritto alle pari opportunità sul luogo di lavoro in 14 dei 15 Paesi che hanno accettato di applicare la procedura dei richiami collettivi della Carta sociale europea, ossia Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Finlandia, Francia, Grecia, Irlanda, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca e Slovenia. Solo la situazione in Svezia è stata riconosciuta come conforme alle disposizioni della Carta, mentre negli altri Paesi “il divario di genere […] continua a rappresentare uno dei principali ostacoli al conseguimento di una reale uguaglianza nella società”. Il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejčinović Burić, ha quindi invitato i governi europei ad intensificare gli sforzi per garantire le pari opportunità sul posto di lavoro e ad implementare la Carta sociale europea.

Marta Stroppa







Framing The World un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Andrea Angelo Coldani: Asia ed Estremo Oriente

Andrea Maria Vassallo: Europa Centro-Orientale e Russia

Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Domenico Barbato: America del Sud

Federica Sulpizio: Medio Oriente e Nord Africa

Laura Morreale:  Europa Centro-Orientale e Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Leonardo Cherici: Europa occidentale e Unione Europea

Margherita Camurri: Asia ed Estremo Oriente

Marta Annalisa Savino: America del Nord

Marta Stroppa: Organizzazioni Internazionali

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

Samuele Abrami: Medio Oriente e Nord Africa

Sara Squadrani: Diritti Umani

Valeria Scuderi: America del Nord e America del Sud

Vincenzo Battaglia: Terrorismo e Sicurezza Internazionale


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