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L’essenziale è invisibile (perché molto piccolo) agli occhi

E se vi dicessi che non siamo soli all'interno del nostro corpo? In realtà non stiamo parlando di alieni ma di milioni di piccoli esseri che popolano il nostro intestino formando un formidabile e nuovo super organo: il MICROBIOTA INTESTINALE!

Sulla superficie del nostro corpo e in diversi suoi distretti, come quello intestinale, vivono milioni di microrganismi, per lo più batteri, invisibili all’occhio umano. Essi vivono in una sorta di simbiosi con il loro ospite, cioè l’uomo, e si moltiplicano svolgendo diverse funzioni. In questo articolo parleremo del microbiota intestinale, della sua composizione e la sua relazione con la nostra salute.

Tutto il tratto gastrointestinale - dalla bocca a il colon retto - è colonizzato da batteri, ma è solo nell’intestino e in particolare nel colon che troviamo il “core microbico”, con una maggiore densità e diversità di specie batteriche. Dobbiamo immaginare il nostro intestino come un lungo tubo che si snoda in diverse anse e sulla quale superficie interna si trova uno strato di muco che lo ricopre. In questo strato risiedono diverse specie di batteri, raggruppati in colonie a creare uno spesso biofilm. Se pensiamo che le cellule di origine batterica nel nostro corpo sono 10 volte superiori a quelle che lo compongono e che i geni di origine batterica sono 100 volte superiori rispetto a quelli umani, ci sarà facile affermare come l’essere umano sia un “super organismo dove specie batteriche e uomo vivono in simbiosi, apportando beneficio l’uno all’altro. Sono circa 1000 le specie batteriche che popolano l’intestino con una variabilità intrapersonale molto elevata. Infatti, la composizione basilare si forma alla nascita e varia principalmente con la tipologia di parto. I primi tre anni di vita sono cruciali per la formazione e stabilizzazione della flora batterica, che in questa fase è molto suscettibile, più che in età adulta, alla tipologia di alimentazione che il neonato adotta e all’utilizzo di terapie antibiotiche. A tal proposito, si predilige per lo sviluppo di una migliore composizione del microbiota intestinale neonatale un allattamento al seno e un limitato utilizzo di antibiotici.

Questo nostro organo aggiuntivosi sviluppa e si modifica con noi, raggiungendo una stabilità in termini di varietà e numerosità nella fase adulta. Tra i vari microrganismi che formano il microbiota, il 70-90% appartengono a due grandiphylum” (specie) chiamate Bacteroidetes e Firmicutes, il primo in maggiore quantità rispetto al secondo. Con l’invecchiamento il microbiota tende a cambiare e ad andare incontro ad una diminuzione di abbondanza di specie. Al di là delle naturali modificazioni che il microbiota subisce nel tempo, altri fattori definiti "ambientali" possono influenzare la composizione degli abitanti del nostro intestino. Tra questi ritroviamo sicuramente l’alimentazione, il fumo, l’utilizzo di farmaci, terapie e stress che possono apportare modifiche alla biodiversità del nostro pool di batteri. Questi fattori possono quindi alterare l’equilibrio naturale del microbiota intestinale portandolo da uno stato di eubiosi, cioè un microbiota in salute che mantiene il suo funzionamento, ad una disbiosi intestinale, che corrisponde ad una perdita di funzionalità e di diversità delle specie batteriche. Quest'ultima spesso porta all’instaurarsi nell'intestino di uno stato infiammatorio.

Perché sentiamo tanto parlare di microbiota intestinale, probiotici e salute intestinale? La letteratura scientifica oggi ci conferma che questi batteri, nutrendosi e moltiplicandosi nel nostro intestino, sono in grado di produrre delle sostanze che vengono poi rilasciate e assorbite dal lume intestinale. Il mutuo aiuto tra uomo e il suo microbiota, alla base del rapporto simbiotico, è proprio questo: attraverso la nostra alimentazione e le scelte alimentari che compiamo nutriamo i microrganismi nel nostro intestino. Questi ultimi, come tornaconto, ci restituiscono un insieme di sostanze benefiche che noi umani da soli non potremmo produrre, che aiutano il nostro organismo a stare in salute.

Oltre a produrre molecole utili, attraverso l’utilizzo delle fibre non assorbibili della dieta, come acidi grassi a corta catena (SCFA) e di vitamine come la K, B2 e B12, il microbiota intestinale partecipa al corretto sviluppo e mantenimento di funzioni di diversi sistemi del nostro organismo. In particolare, esso interviene nella:

  • IMMUNOMODULAZIONE, attraverso alcune cellule del sistema immunitario residenti anche nell’intestino avviene una comunicazione diretta e uno scambio di informazioni e materiali tra i batteri e queste cellule. Ciò permette un corretto sviluppo e funzionamento del nostro sistema immunitario fin dall’età infantile.
  • NEUROMODULAZIONE O GUT BRAIN AXIS, che ci spiega la comunicazione bidirezionale tra i nostri “due cervelli. Il sistema nervoso centrale attraverso la produzione di neurotrasmettitori e la comunicazione con il sistema nervoso enterico (SNE)- neuroni che ritroviamo nell’intestino - modula e influenza le attività del nostro microbiota e di tutto l’apparato gastrointestinale. Viceversa, il microbiota attraverso i metaboliti prodotti interviene nell’attivazione di particolari circuiti neuronali che possono anche influenzare stati cognitivi come ansia e depressione. Ricordiamo che il 90 % della serotonina, ormone della felicità, è prodotta a livello intestinale!
  • METABOLISMO E MICROBIOTA, le specie che formano il microbiota - alcune più di altre - sono in grado di trarre energia dal cibo che noi assumiamo e che non digeriamo, come la fibra, attraverso enzimi batterici. Si stima che 5-15% dell’energia che estraiamo dagli alimenti derivi dall’attività batterica. È inoltre confermato da molti studi scientifici che in patologie metaboliche come sovrappeso, obesità e sindrome metabolica sia stato identificata una disfunzionalità del microbiota intestinale, uno stato infiammatorio e una disbiosi intestinale con un aumento della specie Firmicutes, maggiori estrattori di energia, rispetto ai Bacteroidetes, produttori di molecole come SCFA.

Lo stile vita che svolgiamo quindi, è importante per mantenere i nostri batteri in salute, attivi e funzionali, garantendoci delle buone difese immunitarie ed efficaci funzioni cognitive, rimanendo così in forma. Lo stile di vita si declina nelle sue componenti come esercizio fisico, benessere psicologico e una sana alimentazione. Nel prossimo articolo vedremo insieme come nutrire al meglio il nostro prezioso MICROBIOTA.

STAY TUNED, STAY HEALTHY


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  • L'Autore

    Sara Paola Mambrini

Categorie

Sezioni Nutrizione


Tag

microbiota health gut guthealth microrganismi Nutrition stay tuned stay healthy MIND MIND - Nutrition Deal health and wellness

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