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Il catcalling

Le molestie di strada

Si definisce catcalling quella serie di comportamenti tra cui fischi, gesti, commenti e avance sessuali indesiderate, messi in atto per attirare l’attenzione principalmente delle donne in strade ed altri luoghi pubblici da parte di estranei. Comprendendo una forte componente di oggettificazione, il catcalling può essere considerato una forma di molestia verbale, in quanto si tratta di un comportamento indesiderato a connotazione sessuale che offende la dignità di una persona. Si tratta di un atteggiamento discriminatorio, dal momento che viene messo in atto principalmente da uomini nei confronti del sesso femminile. Questo genere di gesti, essendo discriminazioni fondate sul sesso, violano il principio della parità di trattamento tra uomini e donne.

Il gruppo statunitense “Hollaback!” in collaborazione con la Cornell University ha condotto uno studio sul tema su scala internazionale.
Dalle ricerche è emerso che la prima esperienza di catcalling solitamente avviene prima del compimento dei 17 anni di età in media per l’84% delle donne intervistate (16.600 donne provenienti da 22 Paesi diversi). Si tratta di un dato preoccupante poiché subire questo tipo di molestie può incidere sulla crescita e sullo sviluppo della persona, soprattutto in questa fascia di età. La tipica obiezione che viene fatta a chi denuncia il fenomeno è: “Non è una molestia, è solo un complimento. Esiste certamente la possibilità che alcune donne non si sentano infastidite da questo genere di attenzioni. Nonostante ciò, lo stesso studio ha mostrato che nella maggior parte dei casi i sentimenti più comuni di chi ha subito catcalling sono stati rabbia e umiliazione. Nel caso dell’Italia, uno dei paesi presi in esame nel corso della ricerca, è stata riscontrata la più alta percentuale di donne che hanno deciso di prendere un’altra strada per tornare a casa dopo aver subito episodi di catcalling.

Secondo una ricerca di Fairchild e Rudman del 2008, solo il 20% delle donne affronta apertamente gli uomini che attuano questo tipo di molestie. La vittima prova spesso un forte senso di frustrazione e di impotenza, dal momento che si trova in una posizione di debolezza e potenziale pericolo. Non reagisce forse anche a causa dell’implicita differenza di forza, preferendo non rischiare di incorrere in reazioni violente. Inoltre, si sente degradata in quanto trattata senza rispetto e oggettificata. A volte emerge addirittura un senso colpa, nel momento in cui la vittima inizia a chiedersi cosa avrebbe potuto fare per evitare di trovarsi in quella situazione. Questo porta le donne ad adottare comportamenti volti ad evitare il più possibile di incorrere in questo tipo di circostanza spiacevole. Una paura comune è che a seguito di un episodio di catcalling possa scaturire una molestia fisica. Nonostante le statistiche mostrino che le molestie sessuali siano più comuni all’interno della propria cerchia di conoscenze ed in famiglia, la paura degli estranei - percepiti sempre come maggiormente imprevedibili - rimane forte e riemerge spesso dopo un episodio di catcalling. Per sentirsi più sicure le donne limitano i propri movimenti e la propria libertà, evitando alcuni luoghi dopo certi orari, tenendo in mano un mazzo di chiavi o scegliendo strade percepite come più "tranquille" per tornare a casa.

Nell’agosto del 2018 in Francia è stata approvata una legge contro il catcalling. Promossa dalla ministra per le Pari Opportunità Marlène Schiappa, la legge mira a contrastare tutti i comportamenti “di natura sessuale o sessista che ledono la dignità di una persona in ragione del loro carattere degradante o umiliante, o che creano situazioni intimidatorie, ostili od offensive”. La normativa francese considera il catcalling come una molestia sessista che lede la fiducia in se stesse, il diritto alla sicurezza e la libertà di circolazione negli spazi pubblici delle donne. Essa prevede che le forze dell’ordine, tenute ad intervenire sul posto in soccorso della vittima, sanzionino tali comportamenti con multe dai 90 ai 1500 euro a seconda della gravità della molestia. Ad un anno dall’approvazione della legge, sono state inflitte circa 700 multe dovute ad episodi di vario genere avvenuti sul territorio francese. Considerata l’ampia diffusione del fenomeno, il numero di contravvenzioni è abbastanza inconsistente, anche perché difficilmente una molestia avviene davanti alle forze dell’ordine.

Le sole leggi formali varate raramente cambiano il comportamento delle persone. La militante femminista Anaïs Bourdet ha sottolineato che per contrastare realmente le molestie verbali subite dalle donne lungo le strade bisognerebbe partire dall’origine del problema, attraverso la prevenzione e l’educazione già dai primi anni di scuola. Il principale aspetto positivo di questo tipo di norma, però, è che essa definisce in modo chiaro ed inoppugnabile il catcalling come comportamento illegale.

Ciononostante, chi lo mette in pratica sa che può farla franca, poiché si tratta di una dimostrazione di potere sulle donne e di un modo di agire machista. Infatti, molto difficilmente il catcalling avviene se è presente un uomo in compagnia della potenziale vittima, forse perché dell’uomo si teme una reazione fisica o forse perché egli suscita un maggiore rispetto, mentre avviene tranquillamente se sono presenti due o più donne.

Combattere questo fenomeno significa combattere un atteggiamento prevaricatore di qualcuno che non teme la reazione della vittima o delle persone intorno a sé perché sa che tale comportamento è largamente tollerato. Il passo fondamentale dell’attivismo contro il catcalling dovrebbe essere quello di puntare sull’educazione e sul rispetto. Il rispetto per la donna, non solo in quanto sorella, madre o figlia di qualcuno, ma in quanto persona, è un elemento imprescindibile per far sì che il catcalling non venga più accettato come comportamento tollerabile, ma valutato per quello che è, ovvero una forma di molestia che limita la libertà e la sicurezza delle donne.

A cura di Chiara Landolfo

Fonti:

https://thevision.com/attualit...

https://www.francetvinfo.fr/so...

https://www.ihollaback.org/cornell-international-survey-on-street-harassment/

https://www.repubblica.it/este... 

Tuerkheimer, Street Harassment as Sexual Subordination: The Phenomenology of Gender Specific Harm, 12 WIS. WOMEN’S L.J. 167, 167 (1997);


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  • L'Autore

    Chiara Landolfo

    Dottoressa magistrale in Relazioni Internazionali, con curriculum in Cooperazione Internazionali e Processi Sociali Trans-Nazionali presso l'Università degli Studi di Milano.

    I suoi interessi principali sono i diritti umani e il project management.

Categorie

Dal Mondo Europa Sezioni Diritti Umani Parità di genere


Tag

Donne catcalling Europa

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