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Gli ultimi sviluppi delle relazioni internazionali: un quadro sempre più instabile e incerto

Framing the World: edizione XXXVI

Bentrovati con la nuova edizione di Framing the World. Questa settimana iniziamo dall’Africa, con l'approvazione di un'importante riforma del franco CFA e la cattura di uno dei responsabili del genocidio in Ruanda, e dal sud America, ormai epicentro della pandemia, dove si tratta ad oltranza sul debito argentino e dove il Venezuela emerge come un paese chiave nella rivalità Usa-Iran. Rotta verso nord per dirvi dell'uscita degli USA dall'importante trattato Open Skies con la Russia (e l'opposta posizione di quest'ultima) e per alcuni sviluppi economici nello scontro con la Cina. Andiamo in Asia, dove alcuni paesi provano a tornare alla normalità mentre India e Bangladesh sono alle prese con il doppio flagello del virus e del tifone Amphan. In Medio Oriente, poi, vi aggiorniamo sulla ritirata di Haftar e sulle serie difficoltà del Libano, oltre che sul mistero della cattura del nuovo leader dell'Isis. Concludiamo il nostro viaggio in Europa, con la perdita della maggioranza parlamentare di Macron proprio mentre il leader francese è in prima linea nelle manovre per creare meccanismi di aiuto di portata europea.

Ma questo è davvero solo un assaggio, molto altro vi aspetta nel nuovo numero di Framing the World.

DIRITTI UMANI

India, il diritto di accesso ad internet continua ad essere negato in Kashmir. Le restrizioni sono in vigore da agosto 2019, e da marzo 2020 la connessione 2G è stata abilitata solo sui cellulari. L’importanza dell’accesso ad Internet è sotto gli occhi di tutti durante la pandemia, permettendo la consultazione di informazioni vitali o l’accesso all’istruzione e al lavoro. L’11 maggio la Corte Suprema non ha ordinato lo sblocco della connessione veloce, ma ha delegato all’esecutivo la valutazione della questione delle restrizioni, imposte dallo stesso. Giornalisti e medici stanno protestando, per l’autocensura che i primi sono costretti ad osservare e per l’impossibilità di reperire il materiale e le informazioni di cui i secondi hanno bisogno per contrastare la pandemia.

Ruanda, arrestato un responsabile del genocidio. Félicien Kabuka è stato arrestato dalle autorità francesi il 16 maggio vicino Parigi, dove viveva sotto falsa identità. Fu incriminato nel 1997 dal Tribunale penale internazionale per il Ruanda per genocidio, complicità in genocidio, istigazione e cospirazione per commettere genocidio, persecuzione e sterminio. Il Tribunale istituito ad hoc ha concluso i lavori nel 2015, e Kabuka sarà processato presso la Corte Penale Internazionale o presso la Corte africana per i diritti umani e dei popoli. Secondo le parole del Procuratore Capo dell’International Residual Mechanism for Criminal Tribunals (IRMCT) dell’ONU Serge Brammertz, questo episodio dimostra che l’ONU, in cooperazione con altri attori della comunità internazionale, mantiene il suo impegno nella promozione della giustizia internazionale, anche a distanza di 26 anni dai fatti.

Rispetto dei diritti fondamentali per le persone LGBTI+. Il 17 maggio, giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia, il Segretario Generale delle Nazioni Unite nel suo messaggio ha invitato a porre un’attenzione particolare sulla vulnerabilità delle persone LGBTI+ durante la pandemia. Proprio in questo periodo senza precedenti, si registrano appelli, nuovi traguardi e pericoli per i diritti LGBTI+. Il 17 aprile, 96 organizzazioni giapponesi hanno inviato una lettera al Primo Ministro Shinzo Abe chiedendo una legge che proibisca la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere in vista delle Olimpiadi. L’8 maggio in Germania e il 15 in Albania sono state vietate le terapie di conversione per la modifica dell’identità sessuale. In Corea del Sud le misure di contenimento contro il COVID fomentano episodi di discriminazione.

Regno Unito, nuova proposta di legge sul terrorismo. Il governo britannico ha proposto una riforma per modificare le misure per la prevenzione del terrorismo e l'investigazione (TPIMS). La nuova legge consentirà misure di controllo individuale per i sospettati, anche se non giudicati colpevoli, di terrorismo. Le misure prevedono coprifuoco, localizzazione elettronica e detenzione prolungata per periodi indeterminati. Inoltre, si prevede una nuova "condanna grave" che determina una pena detentiva minima di 14 anni, fino a 25. Si discute della compatibilità di tali misure con la tutela della libertà personale e con le regole del giusto processo.

Malta, le prove dei respingimenti in mare. Dopo aver passato la quarantena, i migranti sbarcati a Pozzallo nel weekend di Pasqua hanno condiviso foto e filmati del loro viaggio nel Mediterraneo. Dalle prove emerge che la morte dei 12 migranti a Pasquetta sembra essere collegata con l’esperienza dei migranti arrivati in Italia, oltre all’azione di allontanamento che Malta ha adoperato nei confronti delle persone in difficoltà. L’omissione di soccorso di Malta continua a provocare respingimenti dei migranti verso l’Italia e verso la Libia e i suoi centri di detenzione, in violazione degli obblighi di diritto internazionale del mare, di garanzia di accesso al diritto di asilo e alla protezione umanitaria. Il 21 maggio, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e l’UNHCR hanno ribadito tali obblighi a Malta.

Usa-Cina, sanzioni per violazione di diritti umani. Il 22 maggio il dipartimento del Commercio di Washington ha annunciato l’aggiunta di 9 società cinesi alla lista delle ora 33 società e istituzioni su cui sono imposte sanzioni o restrizioni alle importazioni. Le ragioni del comunicato risiedono nell’aver commesso “violazioni e abusi dei diritti umani” nell’ambito della “campagna di repressione, detenzione arbitraria di massa, lavoro forzato e videosorveglianza contro la comunità uigura e kazaka e contro altre minoranze musulmane nella Regione autonoma uigura dello Xinjiang”.

Sara Squadrani



ECONOMIA E FINANZA INTERNAZIONALE

USA-Cina, nuovo scontro. Le nuove linee guida pubblicate da Nasdaq complicano notevolmente la quotazione delle compagnie cinesi. L’IPO dovrà essere valutata almeno $25 milioni o, in alternativa, raccogliere capitali per almeno il 25% della valutazione post-quotazione. L’obiettivo è impedire quotazioni non garantite da una corrispondente solidità aziendale, volte solamente a incassare i finanziamenti delle autorità cinesi, come accaduto in diversi casi. Inoltre, le società dovranno rispettare gli standard del Public Company Accounting Oversight Board (PCAOB), organismo che controlla i conti di tutte le società ma che dal 2011 si vede negato l’accesso alle società cinesi (oltre che quelle francesi, belghe e di Hong Kong). Il Senato ha poi passato una legge per vietare la quotazione di società cinesi non soggette al PCAOB, ma la Camera deve ancora approvarlo.

Economia, la ripresa è iniziata. Dati economici incoraggianti arrivano da diversi paesi, prima fra tutti la Cina, la cui produzione industriale in aprile sale del 3.9% (primo rialzo del 2020). Anche in Europa appaiono i primi segnali di recupero, in particolare il livello della produzione industriale (indice PMI) è in rapida risalita. Questo, in aggiunta alle notizie positive sullo sviluppo del vaccino di Moderna e al piano di recupero franco-tedesco, aveva fatto recuperare alle borse mondiali il terreno perso a causa delle tensioni USA-Cina, ma venerdì la richiesta di Pechino di passare una nuova legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong ha affossato i mercati (Hang Seng -5.6%, peggior dato dal 2015), spaventati dalla limitazione dell’autonomia dell’ex-colonia e dalla ‘forte reazione’ già annunciata da Trump.

Aviazione, un duro colpo. La forte riduzione dei voli (-90%) ha messo in seria difficoltà le compagnie aeree, che hanno dovuto far ricorso a misure di finanziamento straordinarie: Lufthansa sta per cedere il 20 % delle azioni al governo tedesco in cambio di $10 miliardi, idem Air France (€7 miliardi), mentre Delta e United hanno raccolto miliardi sui mercati e la più indebitata American Airlines (34 miliardi di debiti) sta finalizzando un prestito governativo da $11 miliardi. Se questi finanziamenti, uniti al taglio delle spese, potranno assicurare la sopravvivenza, il ritorno alla profittabilità è messo in dubbio dalle misure di sicurezza da adottare sui voli, che ridurranno la capacità al 62%, al di sotto del break-even medio del 77%. A pagare sono stati anche i fornitori, con Rolls-Royce e GE Aviation che licenziano rispettivamente 9.000 e 13.000 dipendenti.

USA, segnali contrastanti? I mercati americani si mantengono sui livelli più alti da febbraio e in rialzo del 32% rispetto ai minimi di metà marzo nonostante alcuni indicatori negativi. Da una parte, il rally delle materie prime come petrolio e palladio (fondamentale nella produzione di auto e batterie per dispositivi elettronici), è sintomo di un’attività industriale in recupero. Dall’altra, altri 2.4 milioni di americani hanno richiesto un sussidio di disoccupazione (in totale 39 milioni, dei quali però 14 milioni non hanno rinnovato la richiesta), gli investitori rimangono incerti e continuano a comprare oro (ai massimi dal 2012), oltre a mantenere le più grandi scorte di contanti dall’11 settembre. Le banche d’investimento sono però ottimiste e spiegano che i dati continueranno ad essere negativi perché raccolti su base trimestrale o mensile, e quindi necessariamente sfasati rispetto all’economia reale.

Famiglia Agnelli, tempi duri. Il fallimento della vendita di PartnerRE al gruppo francese Covéa per $9 miliardi mette in difficoltà Exor, la holding della famiglia Agnelli. Il colpo si somma alle perdite accumulate da FCA nel primo trimestre (circa 5 miliardi) e a quelle attese nel secondo (altri 10 miliardi), e se si considera che l’accordo per la fusione con Peugeot prevede il pagamento di un dividendo straordinario di €5.5 miliardi, si capiscono le difficoltà dell’azienda. John Elkann, presidente di FCA, ha detto che i termini della fusione, compreso il dividendo, sono ‘scritti sulla roccia’ e che il prestito con garanzie statali è un aiuto importante per l’intero settore automotive italiano, che da lavoro a 400.000 persone e produce il 10% del Pil. Ciò non è bastato a placare le polemiche riguardo l’uso di soldi pubblici per un profitto privato (anche se non sono soldi pubblici, bensì di Intesa Sanpaolo), e che hanno trovato una sponda nel sottosegretario del tesoro Beretta, la cui ipotesi di vietare il pagamento di dividendi alle società che facciano parte del programma statale per 12 mesi rischia di mettere in dubbio i termini della fusione con Peugeot.

Leonardo Aldeghi



AFRICA SUB SAHARIANA

Burundi, elezioni tenute tra l’incertezza. Sin dall’inizio dell’anno alle elezioni in Burundi era stato attribuito un livello di rischio elevato a causa delle rinnovate tensioni etniche e politiche all’interno del paese. La decisione di Pierre Nkurunziza di non ricandidarsi dopo 15 anni di governo ha agevolato la loro realizzazione, tuttavia non sono mancati disordini minori e difficoltà nello svolgimento dello scrutinio - sebbene non si parli di complicazioni securitarie maggiori. I risultati non sono ancora ufficiali e verranno resi noti tra oggi e domani (25/26 maggio) da parte della Commissione Elettorale, la quale ha invitato alla calma e alla pazienza.

Covid-19, i numeri aggiornati. I casi confermati nel continente africano (intero e non solamente subsahariano) hanno superato i 100.000, con un tasso di mortalità intorno al 3% con poco più di 3000 decessi accertati. Dati che derivano dalla John Hopkins University tracker. Il Sud Africa continua ad essere lo Stato maggiormente colpito, con più di 19.000 casi, mentre seguono tre Paesi della regione MENA: Egitto, Algeria e Marocco. Uno degli Stati più popolosi del continente, la Nigeria, li segue.

Franco CFA, su carta la conclusione di un’era. La decisione era stata annunciata a novembre, tuttavia il 21 maggio è stata approvata la legge francese che pone fine all’utilizzo di questa moneta da parte di otto paesi dell’Africa occidentale. La moneta che lo sostituirà sarà l’ECO, con un tasso di cambio fisso con l’Euro. A differenza del suo predecessore, l’ECO sarà svincolato dal Tesoro francese, non dovendo più depositare metà delle sue riserve di valuta estera. Inoltre non sarà più necessaria la presenza di rappresentanti tecnici francesi negli organismi di governance economica. Permane il diritto di supervisione e intervento in caso di crisi della nuova moneta indicando un rappresentante al comitato politico monetario della BCEAO (la banca centrale di tale moneta).

Ruanda e Zambia mostrano settori di successo. Raramente i paesi africani vengono elogiati per le loro finanze, o si notano delle buone pratiche nei rispettivi sistemi economici. Un’eccezione è costituita da Kigali e Lusaka che rispettivamente vantano un aumento nella produzione ed esportazione del Tea e dell’energia elettrica. I ricavi sono aumentati del 15% per il Ruanda, grazie a una maggiore produzione e a un incremento del prezzo di questo prodotto nel mercato internazionale. Dall’altra parte, invece, lo Zambia è un paese autosufficiente in termini di energia elettrica e conta di duplicarne la produzione entro il 2022, diventando così un paese esportatore di energia.

Sudan, le difficoltà continuano. Khartoum ha appena superato una violenta crisi sfociata in rivoluzione, la quale ha portato alla destituzione di Omar al-Bashir. Tuttavia, le difficoltà non cessano e tra queste vanno annoverati anche i problemi economici. Il tasso di inflazione, infatti, è aumentato al 99% a causa dell’aumento dei prezzi alimentari. Ciò significa che ciò che si poteva comprare a 1, oggi deve essere comprato a 1,99, pressoché il doppio. Lo scorso mese il tasso di inflazione era arrivato all’82%.

Marcello Alberizzi



AMERICA DEL NORD

Stati Uniti, Trump annuncia il ritiro dal trattato “Open skies”. Il Presidente Donald Trump ha annunciato di volersi ritirare da un accordo entrato in vigore nel 2002, il cosiddetto “Open Skies”, sulla trasparenza delle attività militari ed il sorvolo disarmato sui territori dei 34 Stati che sono parti contraenti. Tra questi Stati vi è la Russia, che secondo Trump viola gli obblighi stabiliti nel trattato. Quest’ultimo rappresenta un pilastro del controllo degli armamenti convenzionali. In una nota scritta, il Segretario di Stato Mike Pompeo ha affermato che gli Stati Uniti potranno riconsiderare il ritiro nel caso in cui la Russia tornerà a rispettare il trattato, ma Mosca nega di aver violato i termini dell’accordo.

(Marta Annalisa Savino)

Canada, Trudeau esprime preoccupazioni per Hong Kong. “Siamo preoccupati per la situazione ad Hong Kong. Abbiamo 300mila canadesi che vivono ad Hong Kong e questa è una delle regioni per cui vogliamo garantire che il principio un paese due sistemi continui per Hong Kong”. Queste le parole del Primo Ministro Trudeau in seguito all’annuncio del Governo cinese della proposta di una legge che vieterebbe attività secessioniste e sovversive, interferenza straniera e terrorismo. Questa proposta è stata criticata perché andrebbe contro “one country, two systems”, il modello adottato dalla Cina per l’ex colonia britannica. Inoltre, Trudeau ha affermato che il Canada ha richiamato a lungo una de-escalation tra Cina e Hong Kong, che ha fronteggiato proteste diffuse di recente.

(Marta Annalisa Savino)

Messico, l’apogeo pandemico e lo stop al renewables. Il Messico entra a far parte dei 10 paesi con il numero più elevato di morti da Covid-19; frattanto, le stazioni locali migratorie registrano affollamenti e gravi condizioni di insalubrità. Per di più, il governo USA decide di mantenere chiuse per altri 30 giorni le frontiere con il Messico. Dal mese di marzo, comunica l’UNICEF, gli USA hanno predisposto il rimpatrio di almeno 1000 bambini migranti non accompagnati, malgrado tutti i possibili rischi. Sul fronte politico-economico, AMLO decide di interrompere l’uso di energia rinnovabile nel paese, destando la preoccupazione degli investitori europei per mancanza di certezza del diritto. L’EUROCAM chiede, dunque, un confronto con il Ministro Graciela Márquez per risolvere la questione e stabilire nuove relazioni.

(Valeria Scuderi)

Marta Annalisa Savino e Valeria Scuderi



AMERICA DEL SUD

Argentina, un "soft default". Scade il termine per il pagamento dei 503 milioni di dollari e il governo di Fernández chiede ai creditori privati di prolungare le trattative fino al 2 giugno. Un decisione che mette in mora il debito estero del Paese sudamericano per la terza volta in soli due decenni. Tuttavia, i detentori delle obbligazioni si dichiarano pronti a continuare le negoziazioni e il Fondo monetario internazionale, mediante un atteggiamento “soft”, si attiva per favorire questa soluzione concordata affrontando il dialogo con il governo argentino. A sostenere l’appello di Buenos Aires vi sono molti economisti tra cui Joseph Stiglitz, vincitore del Premio Nobel dell'economia e critico severo delle politiche di austerity del FMI poste in essere in passato.

(Valeria Scuderi)

Bolivia, nuova accusa del governo contro il MAS. Nei giorni scorsi il ministro del Governo boliviano, Arturo Murillo, durante una conferenza stampa da lui indetta, ha letto una lettera d’accusa nei confronti dell’ex presidente Evo Morales e di Luis Arce, candidato alla presidenza del MAS. La lettera, recitata in tono solenne, è stata la modalità scelta dal governo per rispondere alle proteste sorte contro la polizia nella città di Cochabamba. Il governo in carica ha voluto poi lanciare un chiaro messaggio ai suoi avversari, pregandoli di “cambiare le loro priorità” e di astenersi dall’avvio di “appelli volti a creare violenza politica in Bolivia".

(Domenico Barbato)

Brasile, continua il problema sanitario del paese. Nelson Tech, il neo-eletto ministro della salute, si è dimesso. La decisione è arrivata in seguito alla difformità di vedute con il Presidente Bolsonaro, per quanto riguarda la gestione dell’emergenza Covid-19. Eletto al ministero lo scorso mese per sostituire Mandetta, Tech non ha potuto svolgere le sue funzioni, venendo spesso sovrastato dalle decisioni presidenziali. Decisioni discutibili come quella relativa alla riapertura dei parrucchieri, prese senza un previo consulto con lo stesso ministro. Continua intanto la tragica situazione sanitaria del paese, che è arrivato a registrare 14.000 morti, salendo al terzo posto al mondo per il numero di contagiati.

(Domenico Barbato)

Colombia, il grido di aiuto dei popoli indigeni in Amazzonia. La pandemia di coronavirus ha già ucciso 2.500 persone nella regione amazzonica e nelle zone di confine tra la Colombia e il Brasile, si sta assistendo ad un’incredibile crescita dei contagi. Il Presidente del COICA (Coordinamento delle Organizzazioni Indigene del Bacino Amazzonico) ha chiesto l’aiuto internazionale per un fondo d’emergenza al fine di poter distribuire beni essenziali, cibo e medicine tra le comunità indigene. Il Presidente Duque comunica di aver concordato con le autorità brasiliane ulteriori protocolli di comunicazione giornalieri, oltre ad aver rafforzato la presenza militare al confine nella provincia di Amazonas. Quest’ultima attualmente è una delle province meno popolate ma che già conta circa 1.000 contagiati e almeno 30 morti.

(Valeria Scuderi)

Cuba, gli esuli cubani aiutano l’Isola. Sabato scorso a Miami è stata lanciata una nuova iniziativa benefica per Cuba, volta alla raccolta di beni di prima necessità da inviare sull’isola. L’iniziativa, principalmente rivolta alla comunità cubana di Miami, ha raccolto in brevissimo tempo un enorme sostegno da parte della città. L’evento, finito all’interno di un video di Cubans for World, ha avuto anche il sostegno dei principali leader dell’opposizione cubana, tutti residenti a Miami. Rosa Maria Payá di Cuba Decide e Eliécer Ávila di Somos+ hanno sottolineato l’importanza dell’iniziativa, ribadendo il fondamentale compito dei loro partiti nel continuare ad aiutare e proteggere il popolo cubano.

(Domenico Barbato)

Venezuela, un paese in crisi ma non in vendita. La Banca Centrale del Venezuela cita in giudizio la Bank of England per il rilascio della riserva aurea venezuelana, detenuta a seguito delle sanzioni imposte al Paese da UK e USA. L'obiettivo è di affidare la gestione di tali fondi all'ONU per contrastare la pandemia in corso. Mercoledì 20, l'ambasciatore venezuelano all'ONU ha allertato l’UNSC della minaccia da parte degli USA contro le navi iraniane petrolifere dirette in Venezuela e della dichiarazione resa dall’amministrazione Trump di far pressione sulle imprese affinché cessino di somministrare benzina al Venezuela. “Oltre a commettere un crimine contro l’umanità, il governo USA e i suoi alleati stanno creando uno spazio senza legge nelle relazioni internazionali", afferma Moncada.

(Valeria Scuderi)

Domenico Barbato e Valeria Scuderi



ASIA ED ESTREMO ORIENTE

Corea del Nord, critiche all’OMS. Il rappresentante della Corea del Nord, durante l’Assemblea Mondiale della Sanità, ha affermato che gli stati membri dell’OMS dovrebbero ‘diffidare’ dei paesi che stanno sfruttando la pandemia ‘per i loro impuri scopi politici’. Il rappresentate nordcoreano ha proseguito dicendo che attribuire le origini del virus a uno dei paesi membri era un atto ‘irresponsabile’. Inoltre, la Corea del Nord ha invitato l’OMS a concentrarsi sulle modalità di contenimento del virus. Rimane ancora ignota la causa della momentanea scomparsa di Kim Jong-un. Alcuni ufficiali nordcoreani ipotizzano che il leader si sia assentato per paura di contrarre il Coronavirus.

India, COVID-19 e altre emergenze. Il governo inizializza la fase 2, le cui misure variano di regione in regione, a seconda del numero dei casi rilevati nelle scorse settimane. Tuttavia, nelle zone ‘rosse’ - tra cui le città di Mumbai e Nuova Delhi - il lockdown rimane in vigore. Secondo alcuni analisti, la depressione economica sarà quasi più grave della pandemia, lasciando milioni di persone senza lavoro. Gli esperti affermano che in India “la fame rischia di uccidere più del virus”. Il ciclone Amphan si è abbattuto duramente sull’India orientale e sul Bangladesh, causando quasi cento vittime. L’uragano ha colpito in particolare la regione del Bengala e la città di Calcutta, dove più di 2,6 milioni di persone sono state evacuate.

Corea del Sud, un arduo ritorno alla normalità. La nuova ondata di contagi che ha colpito Seul, dopo la riapertura dei locali della capitale, sembra essere stata alimentata da un uomo di 29 anni. In meno di una settimana, i contagiati sono aumentati significativamente: si contano quasi 120 nuovi casi. Il governo ha consentito agli studenti del liceo di rientrare a scuola, indossando le mascherine e controllando giornalmente la temperatura corporea. Tuttavia, tornare alla normalità comporta grandi rischi. Dopo solo qualche giorno dalla riapertura, molte scuole nella città di Incheon si sono viste costrette a mandare i ragazzi a casa poichè due studenti sono risultati positivi al Coronavirus.

Cina, Covid-19 e nuove tensioni. Il Presidente Xi Jinping risponde all’inchiesta sulle origini del COVID-19 (appoggiata da più di cento paesi), dichiarando che Pechino sosterrà l’investigazione sul virus, dopo che la pandemia sarà stata sconfitta. Nel frattempo, nel Nord della Cina sembrano emergere nuovi focolai che scatenerebbero una seconda ondata di contagi nel paese. In particolare, nella città di Shulan, è stata imposto un rigido lockdown. Il governo cinese continua a mostrarsi riluttante di fronte alle intenzioni separatiste di Taiwan, affermando che “la riunificazione di Taiwan alla Cina è una necessità storica”.

Giappone, la recessione economica. L’economia giapponese è entrata in recessione per la prima volta dal 2015. Secondo il Ministro dell’Economia, la contrazione è iniziata prima della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale e potrebbe aggravarsi ulteriormente nei prossimi mesi. Il governo giapponese ha approvato un programma finanziario per aiutare gli studenti che, a causa della pandemia, si trovano ad affrontare difficoltà economiche. “È importante che gli studenti non abbandonino il proseguimento della loro istruzione”, ha affermato il Ministro dell’Istruzione Koichi Hagiuda. Il Primo Ministro Shinzo Abe, tuttavia, continua ad essere aspramente criticato per la sua reazione all’emergenza sanitaria.

Taiwan, la priorità è sconfiggere il virus. Taiwan ha interrotto gli sforzi per partecipare all’Assemblea Mondiale della Sanità, poiché il governo sostiene che la priorità ora sia quella di trovare un modo per reagire alla diffusione del Coronavirus. Ciononostante, dopo che la pandemia sarà stata contenuta, Taiwan riprenderà a lottare per diventare membro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Al di là di ciò, Taiwan continua a dare il suo contributo nella lotta mondiale contro il Covid-19. Infatti, il governo taiwanese sta collaborando con la US Stanford University per valutare come riprendere i viaggi internazionali. Lo studio mira a identificare il periodo di quarantena più breve possibile, che consentirebbe alle persone di viaggiare in sicurezza.

Margherita Camurri



EUROPA OCCIDENTALE E UNIONE EUROPEA

UE: proroga delle sanzioni in campo informatico. Il 14 maggio il Consiglio Europeo ha adottato una decisione con la quale sono state prorogate le sanzioni contro gli attacchi informatici nei confronti dell'UE. In dettaglio, le sanzioni saranno mirate contro specifiche persone e minacce esterne che potrebbero essere pericolose per l'UE o per uno Stato membro. Con questa azione si è anche creato l'obbligo di non finanziare persone che potrebbero essere coinvolte in azioni pericolose per l'Unione. Inoltre, tutti i beni di una persona coinvolta in tali azioni illegali potranno essere congelati. La decisione arriva dopo la dichiarazione congiunta dell'UE e degli Stati membri contro lo sfruttamento della pandemia di Covid-19 per attività informatiche illegali. Prevenzione, dissuasione e deterrenza, queste sono le misure dell'UE.

(Dario Pone)

Recovery fund: un primo accordo. Dopo settimane di dibattito sembra che all'interno del Parlamento europeo sia stato trovato un accordo sulle prime misure per contrastare il Coronavirus. Il primo passo sarà il "Recovery Fund" con una capacità di 2 mila miliardi di euro, per ripristinare le economie europee devastate. Sarà ora necessario che la Commissione e il Consiglio dell'Unione Europea approvino la decisione presa dal Parlamento. Dopo la dichiarazione sul fondo di recupero del Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, Paolo Gentiloni, commissario per l'economia UE, ha annunciato che all'interno del Consiglio europeo è stata presa una decisione sul SURE. Questa seconda misura sbloccherà 100 miliardi di euro a sostegno dei lavoratori europei. Decisivo è stato il ruolo svolto all'interno del Parlamento dei partiti socialista e popolare, che hanno sostenuto le deliberazioni.

(Dario Pone)

Italia: fine del lockdown. Il premier italiano Giuseppe Conte, parlando alla nazione ha dichiarato la fine del blocco imposto più di due mesi fa per combattere la pandemia del Coronavirus. Il 18 maggio i cittadini italiani sono tornati a una situazione quasi normale dopo 60 giorni. Se il 4 maggio erano stati sbloccati i settori produttivo principali, ci sono ancora molte imprese, compreso l'intero settore del commercio al dettaglio, ancora ferme. Il governo italiano si è assunto un rischio, anche se i dati sul Covid-19 sono incoraggianti. Tuttavia, si tratta di un rischio calcolato, perché ci sono diverse famiglie e imprese in condizioni critiche. Il premier ha parlato anche della prossima apertura dei confini italiani al continente europeo a partire dal 3 giugno. Sembra un ritorno alla normalità, sarà la scelta giusta?

(Dario Pone)

Unione Europea, possibili asimmetrie. La vicepresidente della Commissione e Commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager ha rilasciato un’intervista al Foglio dove si è detta preoccupata per l’economia europea. Alla base c’è l’idea che gli Stati con maggior elasticità nel deficit possano aiutare massicciamente le proprie imprese, rischiando in questo modo di alterare la concorrenza nel mercato unico. Il pensiero va direttamente alla Germania e, infatti, la Vestager ha già messo dei paletti sugli aiuti di Stato: un’impresa che ha ricevuto finanziamenti statali non può acquistare un’impresa che invece non li ha ricevuti. Ha inoltre aggiunto che la proposta franco-tedesca di un fondo da 500 miliardi servirà ad aiutare i Paesi più in difficoltà per evitare che il loro livello di competitività venga spazzato via.

(Leonardo Cherici)

Francia, si complica la situazione per Macron. Il Partito del Presidente francese ha perso la maggioranza assoluta nell’Assemblea Nazionale. Nei giorni passati c’è stata una defezione interna che ha portato 7 deputati ex-macroniani a formare con altri 10 un nuovo gruppo “Ecologia, democrazia e solidarietà”. Per adesso la nuova formazione ha deciso di rimanere indipendente, non appoggiando né la maggioranza né l’opposizione. I deputati hanno spiegato che Macron ha fatto troppe aperture alla destra e poche alla sinistra, non concentrandosi sulle diseguaglianze e sull’ambiente. Il Presidente può continuare a contare sul supporto di due Partiti alleati: MoDem, un movimento di centro, e Agir, piccola formazione di centro-destra.

(Leonardo Cherici)

Brexit, ancora lontana una soluzione. Il terzo round di colloqui non ha prodotto i risultati sperati e la prima deadline di giugno sembra destinata ad essere superata senza alcuna soluzione. I punti su cui non si riesce a trovare un accordo sono sempre gli stessi. Al primo posto troviamo i diritti sulla pesca sui quali Londra è molto gelosa della propria sovranità. Al secondo posto ci sono le regole europee sul mercato unico e in che modo queste vincolino il governo britannico. Infine, il ruolo della Corte di Giustizia Europea. Barnier, negoziatore per Bruxelles, ha detto di non essere ottimista sul futuro e che l’UE è pronta per qualsiasi situazione. È tornato lo spettro di un no deal.

(Leonardo Cherici)

Leonardo Cherici e Dario Pone


EUROPA CENTRO-ORIENTALE E RUSSIA

Enlargement: meeting a Zagabria. Il 6 maggio nella capitale croata si è tenuto il vertice tra l'UE e gli Stati balcanici per discutere i prossimi passi del processo di allargamento. La presidenza croata del Consiglio UE avrebbe dovuto dare la giusta spinta ad un processo che negli ultimi anni è stato troppo spesso bloccato. Il mancato rispetto dei criteri di Copenhagen, necessari per far parte dell'UE, è uno dei primi fattori che hanno bloccato il processo, ma c'è ne sono stati altri. A partire dalla vicinanza politica con la Cina che paesi come la Serbia e la Bosnia-Erzegovina hanno dimostrato durante la pandemia di Covid-19; proseguendo con la situazione critica della tenuta democratica in paesi come la Serbia e il Montenegro. Freedom House ha declassato questi Paesi a "regime ibrido" per sottolinearne le condizioni. La Dichiarazione di Zagabria ha definito il rilancio del dialogo politico tra Bruxelles e gli Stati balcanici per procedere sulla via dell'allargamento.

(Dario Pone)

Croazia, dopo il virus, le elezioni. Il governo croato ha deciso per le elezioni anticipate, che invece si sarebbero dovute tenere in autunno. Tuttavia, la pandemia di Covid-19 ha messo il paese in una crisi economica che mostrerà immediatamente i suoi effetti. La popolazione croata ha già iniziato a protestare contro l'establishment politico a causa di questa critica situazione economica. Il 18 maggio il Sabor (Parlamento croato) si è sciolto. In questo momento la decisione per il giorno delle elezioni sarà presa dal presidente Zoran Milanović. Con un calcolo politico, il premier Andrej Plenković non vuole sprecare il guadagno politico ottenuto dal suo governo per la gestione della situazione Coronavirus. Considerando le forze che saranno in campo per queste elezioni, il partito del PM (HDZ) ha un buon vantaggio sugli avversari, ma la "Restart coalition" della SPD ha quasi gli stessi punti dell’HDZ.

(Dario Pone)

The Open Skies Treaty, la prospettiva di Mosca. La notizia, per ora priva di smentite, del ritiro degli Stati Uniti dal Open Skies Treaty ha suscitato non poco clamore in Europa. Il Trattato, in vigore dal 2002, consente agli Stati di effettuare ricognizioni aeree sul territorio delle altre Parti che hanno ratificato l’accordo internazionale. Washington afferma di volersi ritirare a causa delle numerose violazioni russe alle clausole del Trattato. Mosca ha subito replicato affermando di non ritenersi in alcun modo colpevole delle accuse statunitensi; inoltre, secondo la Russia, il ritiro degli Stati Uniti sarebbe un duro colpo alla sicurezza europea, in quanto i Paesi dell’Unione non avrebbero più accesso ai sistemi satellitari e di telerilevamento americani. Tuttavia, giungono già voci di un’alternativa strategica dall’interno dell’entourage governativo russo, la quale consentirebbe al Paese di condurre lo stesso operazioni di natura simile.

(Andrea Maria Vassallo)

L’Ucraina avverte di cyber-operazioni russe su larga scala. Dmytro Kuleba, Ministro degli Esteri ucraino, ha espresso una forte preoccupazione sullo sviluppo di cyber attacchi su scala globale da parte della Russia. La denuncia del diplomatico ucraino giunge durante un’assemblea del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, tenutasi il 22 maggio, con oggetto proprio il cyber warfare. Kuleba ha sostenuto che dal 2014 a oggi la Russia abbia svolto diverse operazioni simili sul suolo ucraino, nel tentativo di rafforzare una dottrina strategica conosciuta oggi sotto il nome di “guerra ibrida”. Tali operazioni comprendono, ad esempio, campagne di disinformazione online, attacchi a strutture informatiche vitali e interventi per destabilizzare i processi elettorali interni. Kuleba ha così esortato anche le Nazioni Unite a prendere coscienza del forte impatto e rischio che la guerra cibernetica potrà rappresentare in futuro.

(Andrea Maria Vassallo)

Andrea Maria Vassallo e Dario Pone



MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA (MENA)

Iran, lo scontro con gli USA passa anche dal Venezuela. Nelle ultime settimane diversi sistemi di tracciamento marittimo hanno individuato navi petrolifere iraniane dirette verso il Venezuela. Il rifornimento di combustibile rientra in un accordo strategico tra i due Paesi, entrambi sotto sanzioni statunitensi e alla ricerca di un asse comune per eluderle. La reazione degli Stati Uniti è stata dura e sembrerebbe potersi spingere sino ad operazioni di blocco navale che l’Iran ha definito “illegali, pericolose e provocatorie” per la sicurezza internazionale. Il timore di Washington è che tali movimenti si inseriscano in una più ampia strategia di Teheran volta a beneficiare delle difficoltà di Maduro. Da un lato, l’idea di sopperire alle sanzioni grazie ai pagamenti in oro dei venezuelani. Dall’altro, la possibilità di metter mano sui settori strategici del Paese, attraverso i canali che gli USA riconducono ad Hezbollah e a “gruppi terroristici iraniani”.

(Samuele Abrami)

Yemen, il virus dell’instabilità. Mentre l’ONU ha avvertito del rischio di una "catastrofica alimentare e umanitaria" a causa della pandemia, il governo centrale sostenuto dall’Arabia Saudita ha denunciato mancanza di trasparenza da parte dei ribelli Houthi in merito al propagarsi del Covid-19 nelle aree sotto il loro possesso. Il governo ha riportato 128 infezioni e 20 morti legate al coronavirus in nove delle 21 province, ma le milizie filoiraniane, che detengono la maggior parte dei centri abitati, hanno annunciato solo quattro casi con un unico decesso, tutti nella capitale Sanaa. A confondere ulteriormente le acque sono le tensioni causate dalla proclamazione unilaterale dell’autogoverno nel Sud del Paese (Southern Transitional Council). In tutto ciò la guerra continua: i combattimenti tra le truppe pro-governative e le forze separatiste alla periferia di Zinjibar, a circa 60 km da Aden, hanno ucciso più di 20 persone dall'inizio di maggio.

(Samuele Abrami)

Turchia, a tutto gas nel Mediterraneo Orientale. Nonostante un comunicato congiunto di Grecia, Cipro, Egitto, Francia e Emirati Arabi Uniti abbia nuovamente condannato le mosse di Ankara, le trivellazioni da parte turca proseguono. La questione ruota intorno alla determinazione della Zone Economiche Esclusive, con la Turchia che accusa l’Unione Europea di politicizzare la questione parteggiando per la linea dura di Cipro e Grecia contro gli interessi dei nord-ciprioti. Il fronte “anti-turco” è però indebolito dallo sfilarsi di Israele (che ha propri progetti alternativi) e dalle posizioni più attendiste dell’Italia. Nel frattempo, l’evolversi della situazione in Libia altro non fa che rinvigorire le pretese della Turchia, le quali poggiano sul memorandum d'intesa con il Governo di Accordo Nazionale per lo sfruttamento dei giacimenti nelle acque territoriali libiche.

(Samuele Abrami)

Iraq, le prime mosse del nuovo Primo ministro. Circa una settimana fa si è ripetuto, nella Green Zone di Baghdad, un attacco missilistico che sembra aver preso di mira l’ambasciata americana. Non si hanno notizie di vittime e nessuno ha rivendicato l’attacco, anche se gli Usa lo hanno attribuito alle milizie di Hezbollah. Ad ogni modo, pare che gli Usa ripongano grandi speranze nelle intenzioni del nuovo primo ministro Mustafa Al-Kadhimi: sono previsti dei negoziati bilaterali per delineare nuove guidelines della presenza delle truppe statunitensi in territorio iracheno. Al contempo, è giallo sulla cattura di quello che Al-Kadhimi ha dichiarato essere il nuovo leader dell’ISIS: Abu Ibrahim al Hashemi al Quraishi. Quello che è stato acclamato come grande successo del nuovo primo ministro in carica potrebbe rivelarsi un grande disguido (vedi sezione terrorismo).

(Federica Sulpizio)

Algeria, dure condanne per i protestanti e tensioni diplomatiche. Le proteste in Algeria ai tempi del Coronavirus non si erano fermate, ma solo trasferite sul web. È proprio per un post su Facebook – ritenuto lesivo dell’interesse nazionale – che tre attivisti hanno ricevuto la condanna ad almeno un anno di detenzione per capi d’accusa come incitazione a raduni illegali e pubblicazione di materiale potenzialmente dannoso. Dall’altra parte, le autorità algerine sembra essersi offese non poco per un commento fatto presumibilmente da un diplomatico marocchino. Egli avrebbe definito l’Algeria come un “paese nemico”; vero o no, l’ambasciatore marocchino in Algeria è stato chiamato ad Algeri per chiarire la sua posizione.

(Federica Sulpizio)

Libia, il GNA avanza. Le forze di tripoli ormai conseguono notevoli successi su vari scenari del fronte. Il GNA ha strappato all’esercito di Haftar la base aerea di Al Watiya, la quale potrebbe divenire una futura base per l’aviazione turca. Pur con alcune difficoltà, le milizie di tripoli sono riuscite a neutralizzare diversi sistemi antiaerei Pantsir, di origine russa. Pare inoltre che Tripoli stia per incassare un accordo difensivo con l’Algeria, attore che fino ad ora ha mantenuto una cauta neutralità riguardo il conflitto libico. La sconfitta di Haftar è vicina, tanto che il generale sta ritirando lentamente le proprie truppe da Tripoli e sembra imminente la presa di Tarhouna da parte del GNA. Nel tentativo di sostenere il generale della Cirenaica sono giunti negli ultimi giorni alcuni aerei militari. La loro origine è ancora oggetto di speculazione, trattasi forse di mezzi russi, siriani od egiziani.

(Michele Magistretti)

Israele, un governo per il paese. Il 17 maggio ha giurato il governo di coalizione più insolito della storia del paese. Al fine di accontentare le sue numerose componenti il numero dei ministri sale a 36. La coalizione spazia dal Likud di Bibi ai centristi di Gantz e i laburisti, con l’aggiunta però della destra religiosa e degli ultra nazionalisti di Yamina. Inoltre, il 24 maggio, inizia il processo a carico di Netanyahu. Salgono le preoccupazioni di UE ed ONU per il piano di annessioni dei territori della West Bank. Si assiste ad una notevole mobilitazione diplomatica a vari livelli da parte di diversi attori occidentali e non solo. Il leader palestinese Abu Mazen minaccia la fine di ogni collaborazione anche con gli USA ed il re della Giordania, pur prospettando un compromesso, minaccia il conflitto in caso di compimento del piano israeliano.

( Michele Magistretti)

Libano, un eterno tormento. Dopo il 13 maggio, a causa di un repentino rialzo dei casi di Covid-19, il paese si è visto costretto a sottoporsi ad un nuovo lockdown di quattro giorni . Inoltre, il primo ministro Hassan Diab teme che, alla luce della tremenda crisi economica e finanziaria, il paese vada incontro ad una crisi alimentare. Anche per questo sono iniziati i colloqui con il FMI per un in piano di salvataggio. Il piano prevede una riduzione del debito pubblico al 100% del Pil, mentre ora è al 170%. Sono previsti blocchi di assunzioni nel settore pubblico, l’aumento della tassazione, la ristrutturazione del settore bancario e la lotta alla corruzione. In cambio il paese riceverebbe 10 miliardi di dollari di aiuti per il sistema finanziario e la copertura delle perdite di questo.

(Michele Magistretti)

Samuele Abrami, Federica Sulpizio e Michele Magistretti



TERRORISMO E SICUREZZA INTERNAZIONALE

Il Covid-19 ridà fiato al nuovo Califfato iracheno. Dopo due anni e mezzo dall’annuncio della vittoria militare sull’Isis da parte delle forze governative di Baghdad, i tre attentati kamikaze verificatisi nelle province di Kirkuk nel solo mese di aprile, uno dei quali avvenuto dinanzi agli uffici dei servizi segreti nazionali e antiterrorismo, sembrano lasciare pochi dubbi sul nuovo intensificarsi delle attività dei miliziani di Daesh in Iraq. Complici la pandemia e la crisi economica e sanitaria alle quali il Governo iracheno sta facendo fronte, in un quadro già altamente compromesso dalle tensioni sociali e dalla progressiva ritirata delle forze Nato, il nuovo Califfato di Al-Salbi sembra aver ritrovato un “ospite” ideale per un virus, quello del terrore, rispetto al quale la scoperta di un vaccino appare sempre più un’utopia.

(Davide Shahhosseini)

Il paradosso dei numeri contro la retorica dei populismi europei. Gli attentati che hanno colpito l’Europa tra il 2015 e il 2017 hanno contribuito ad infuocare il dibattito neo populista circa la necessità di tutelare gli interessi nazionali dei Membri, anche attraverso l’adozione di misure in netto contrasto con i Trattati dell’UE in materia di politica migratoria. Tuttavia, i dati del “Global Terrorism Index 2019” smentiscono tale retorica. Dal documento ufficiale, consultabile in rete, emerge come tra il 2001 e il 2018 siano state quelle macro regioni, i cui Stati sono spesso oggetto di stigmatizzazioni da parte degli stessi leaders populisti, ad aver pagato il prezzo più alto. Il GTI mette in evidenza come l’impatto del terrorismo sul tessuto socio economico europeo sia stato esiguo rispetto a quello subito da Africa subsahariana e Medio Oriente. I numeri mostrano una perdita complessiva rispettivamente di $12.17 e $11.9 miliardi, contro gli $0,6 dell’Europa.

(Davide Shahhosseini)

Afghanistan, la violenza terroristica non ha tregua. Il 12 maggio un gruppo di uomini armati ha attaccato una struttura ospedaliera di Kabul, dove si trova il reparto di maternità gestito da Medici Senza Frontiere. Il bilancio è di 13 vittime, compresi due neonati. Il brutale attacco, sebbene non sia stato rivendicato, è riconducibile all’IS-IK, la cellula afghana dello Stato islamico. Infatti, l’ospedale si trova in un distretto abitato in prevalenza dalla comunità sciita degli Hazara, minoranza più volte colpita dai militanti di Daesh. L’IS-K ha invece rivendicato l’attentato perpetrato nella stessa giornata durante una cerimonia funebre nella provincia del Nangarhar, provocando una ventina di morti.

(Vincenzo Battaglia)

Giallo sulla cattura del nuovo leader dello Stato Islamico. Negli scorsi giorni le autorità irachene hanno annunciato l’arresto di Abdul Nasser al Qardash, descritto come possibile successore di al-Baghdadi. Tuttavia, ci sono parecchi dubbi rispetto a tale notizia. In primo luogo, tale individuo sarebbe stato catturato in realtà mesi fa dalle Forze Democratiche siriane, per poi essere consegnato negli ultimi giorni alle forze irachene. Il secondo problema concerne la vera identità del nuovo Califfo: l’attuale leader non sarebbe infatti al Qardash (che è comunque un esponente di rilievo del gruppo), bensì al Mawli al-Salbi, un iracheno di etnia turcomanna.

(Vincenzo Battaglia)

Il terrorismo si finanzia con i riscatti. A seguito del rientro di Silvia Romano, in Italia si è acceso un dibattito popolare sul pagamento del riscatto per la sua liberazione. Il New York Times ha rivelato che le reti terroristiche si finanziano con fondi elargiti dai governi per permettere ai propri connazionali il rientro in patria a seguito di rapimenti. La decisione dei governi di trattare si è sviluppata anzitutto dopo la morte di James Foley, giornalista decapitato dallo Stato Islamico nel 2014. Spesso, però, dai governi non emerge la cifra reale del pagamento della liberazione, aumentando le polemiche interne sul rilascio dei connazionali.

(Laura Vaccaro Senna)

Vietato pagare il riscatto. Nella convenzione di New York, l’art.2 prevede che: ‘’Commette reato ai sensi della presente Convenzione ogni persona che, con qualsiasi mezzo, direttamente o indirettamente, illecitamente e deliberatamente fornisce o raccoglie fondi nell’intento di vederli utilizzati, o sapendo che saranno utilizzati, in tutto o in parte, al fine di commettere ogni altro atto destinato ad uccidere o a ferire gravemente un civile o ogni altra persona che non partecipa direttamente alle ostilità in una situazione di conflitto armato quando, per sua natura o contesto, tale atto sia finalizzato ad intimidire una popolazione o a costringere un governo o un’organizzazione internazionale a compiere o ad astenersi dal compiere, un atto qualsiasi.’’ Pertanto, si vieta il pagamento del riscatto e, con riferimento al paragrafo precedente, si comprende perché i Governi non rivelano la cifra dietro alla liberazione di un rapito connazionale.

(Laura Vaccaro Senna)

Laura Vaccaro Senna, Vincenzo Battaglia e Davide Shahhosseini



ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI

AU e UN lanciano un appello congiunto a favore delle libere elezioni in Burundi. A seguito di numerosi scontri violenti tra i sostenitori di fazioni opposte, l’Unione Africana e le Nazioni Unite hanno lanciato un appello comune per chiedere a tutte le realtà coinvolte nelle elezioni del 20 maggio di contribuire a “preservare un ambiente stabile e pacifico, presupposto essenziale per delle elezioni libere, inclusive, eque, trasparente e credibili in Burundi”. In particolare, le due organizzazioni hanno esortato tutti gli attori politici ad astenersi da ogni forma di violenza e da ogni discorso di odio, al fine di consentire lo svolgimento di elezioni consensuali e pacifiche.

Consiglio d’Europa, la Grecia assume la presidenza del Consiglio dei Ministri. Il 15 maggio, durante una video-conferenza, il Ministro per gli Affari Esteri ed Europei greco, Miltiadis Varvitsiotis, ha tenuto il proprio discorso di inizio mandato alla presidenza del Consiglio dei Ministri del Consiglio d’Europa. Tra le priorità della presidenza greca vi sono la tutela della salute pubblica e una risposta efficace alla crisi sanitaria, l’indipendenza della magistratura e lo stato di diritto, insieme alla protezione dei più vulnerabili, dell’ambiente e delle questioni sociali.

INTERPOL, un uomo sospettato di aver preso parte al genocidio in Rwanda è stato arrestato in Francia. Félicien Kabuga, incriminato dal Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda (ICTR) per sette capi d’accusa, tra cui genocidio, cospirazione, persecuzione e sterminio, è stato arrestato in un villaggio vicino a Parigi dove viveva sotto falsa identità, grazie alla collaborazione di INTERPOL. A tal proposito, il Segretario generale di INTERPOL, Jürgen Stock, ha sottolineato come “l’arresto di Kabuga dimostra l’importanza e l’efficacia della cooperazione internazionale tra le forze di polizia di tutto il mondo nell’identificare, localizzare e arrestare i fuggitivi in tutto il mondo”.

NATO, continuano le esercitazioni nel Mare Baltico. Nei giorni scorsi, il Gruppo NATO di contromisure mine (SNMCMG1) e il Baltic Naval Squadron hanno neutralizzato 32 mine durante l’esercitazione “Open Spirit 2020”, durata due settimane. L’esercitazione ha riunito in totale dieci navi di cinque Stati diversi, le quali avevano come obiettivo principale quello di rimuovere degli ordigni rinvenuti sui fondali marini, al fine di rendere i fondali marini un posto ancora più sicuro. In totale, il gruppo ha perlustrato oltre 25 miglia nautiche quadrate, esaminando 642 oggetti simili a mine e neutralizzando 32 di essi.

Marta Stroppa





Framing The World un progetto ideato e creato grazie alla collaborazione di un team di associati di Mondo Internazionale.

Andrea Maria Vassallo: Europa Orientale e Federazione Russa

Dario Pone: Europa occidentale e Unione Europea

Domenico Barbato: America del Sud

Davide Shahhosseini: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Federica Sulpizio: Medio Oriente e Nord Africa

Laura Vaccaro Senna: Terrorismo e Sicurezza Internazionale

Leonardo Aldeghi: Economia e Finanza Internazionale

Leonardo Cherici: Europa occidentale e Unione Europea

Marcello Alberizzi: Africa Sub-Sahariana, Organizzazioni Internazionali

Margherita Camurri: Asia ed Estremo Oriente

Marta Annalisa Savino: America del Nord

Marta Stroppa: Organizzazioni Internazionali

Michele Magistretti: Medio Oriente e Nord Africa

Samuele Abrami: Medio Oriente e Nord Africa

Stefano Sartorio: Asia ed Estremo Oriente

Sara Squadrani: Diritti Umani

Valeria Scuderi: America del Nord e America del Sud

Vincenzo Battaglia: Terrorismo e Sicurezza Internazionale


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