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Giugno europeo

Un riassunto delle politiche europee del mese di giugno

Si prevede un’estate tutto sommato positiva per l’Europa. I Governi – anche se non tutti – stanno iniziando ad allentare le misure per il contenimento del virus, dato il calo dei contagi. A livello istituzionale ci sono stati passi in avanti sulle politiche da adottare per far fronte ai danni economici. I confini si stanno lentamente aprendo e così anche la politica estera europea torna a essere attiva, dai Balcani alla Libia, fino addirittura ad Hong Kong.

Il lungo processo verso il Recovery Fund.

I negoziati sul Recovery Fund sono continuati anche durante il mese di giugno. Dopo la proposta franco-tedesca di erogare 500 miliardi di euro a favore dei Paesi maggiormente colpiti dalla pandemia, varie critiche sono state fatte presenti da Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia. I quattro Paesi – definiti frugali – preferirebbero un fondo d’emergenza, ovvero una serie di prestiti da concedere in cambio dell’impegno ad adottare riforme strutturali, in modalità che ricordano il Meccanismo di Stabilità. Le due proposte hanno avuto modo di confrontarsi il 27 maggio alla seduta plenaria del Parlamento Europeo. In questa occasione è stato poi presentato il piano della Commissione, chiamato Next Generation EU: un fondo perduto da 500 miliardi e un altro da 250 miliardi attraverso prestiti. È stato proposto di destinare un quarto di questi 750 miliardi (81 dei quali a fondo perduto) all’Italia, in quanto paese più colpito. Al fondo è stato aggiunto il piano ‘UE per la salute’, con lo scopo di rafforzare i sistemi sanitari nazionali e colmare le lacune rilevate nella gestione della pandemia. Il piano della Commissione è stato accolto con entusiasmo dagli italiani, ma la Presidente Ursula von der Leyen non si è risparmiata nel raccomandare interventi volti a migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione: requisito fondamentale per poter fruire dei fondi al meglio. Le trattative tra i governi europei saranno lunghe. Alla videoconferenza del Consiglio Europeo del 19 giugno sul Recovery Fund e sul bilancio pluriennale non sono mancate le medesime divisioni tra i Paesi membri, ma è emerso anche l’impegno a costruire un piano lungimirante. Non si prevede la possibilità di usufruire del fondo entro la fine dell’anno e la risposta definitiva spetta alla decisione del Consiglio che si terrà a luglio.

Un ulteriore intervento della BCE

Durante la conferenza della BCE del 4 giugno è stata annunciata l’intenzione di prolungare il Pepp Pandemic Emergency Purchase Program – fino all’estate del 2021 e di aggiungere altri 600 miliardi ai 750 già destinati, arrivando a un totale di 1.350 miliardi. La decisione di implementare il programma per far fronte alla crisi causata dalla pandemia è stata presa alla luce delle stime che prevedono un calo del Pil fino al 12%. La scelta andrebbe a compensare quella di non abbassare i tassi di interesse, mentre la disponibilità ad acquistare i junk bonds – i titoli considerati rischiosi – resta ancora formale.

Raggiunto un accordo per il vaccino

L’accordo per distribuire a livello europeo il vaccino del Covid-19 per ora coinvolge solo Germania, Francia, Olanda e Italia. Il vaccino in fase di sperimentazione avanzata è nato all’Università di Oxford e l’approvvigionamento previsto conta per ora 400 milioni di dosi. La buona notizia è che sarà fruibile entro la fine dell’anno.

Schengen: riapertura verso il ritorno alla normalità

Alla luce dei successi che si stanno iniziando a riscontrare nel contenimento del contagio del virus nel continente europeo, la Commissione ha deciso – dopo un confronto con i ministri dei membri dell’Unione - di riaprire le frontiere interne dal 15 giugno e di aprire progressivamente quelle esterne dal 1° luglio in poi. Le frontiere esterne restano una questione delicata, in quanto in altre parti del mondo l’emergenza è ancora molto alta. Oltre all’apertura dei confini terrestri – tra i quali quello del Brennero avvenuto il 16 giugno - il traffico aereo sta lentamente tornando alla normalità. Lo stesso è da aspettarsi per il flusso dei turisti, anche se in calo rispetto agli anni scorsi.

Politica estera europea: la reazione dell’Unione alle vicende di Hong Kong

Con il prolungarsi delle proteste ad Hong Kong contro la nuova legge sulla sicurezza del governo cinese, gli Stati Uniti non si sono astenuti dal denunciare le interferenze di Pechino, arrivando anche a minacciare sanzioni commerciali. Di conseguenza non ha potuto tacere l’Unione Europea; difatti, l’Alto Rappresentante alla Politica Estera e di Sicurezza Josep Borrell ha sostenuto l’importanza del principio “Un Paese Due Sistemi”, ma non si è azzardato a insinuare la possibilità di imporre sanzioni. La situazione rivela uno scenario in cui la leadership statunitense è fortemente in crisi, mentre per l’Europa sono in gioco importanti interessi e legami economici con l’Asia. Alla fine la posizione moderata di Borrell, seppur di dissenso, è stata ribadita dal Consiglio all’unanimità.

Libia e Mediterraneo: primo incidente per la missione Irini

Da poco inaugurata, la missione Irini si è già imbattuta in un incidente diplomatico con la Turchia. La missione ha lo scopo di attuare l’embargo bellico in Libia e assistere la guardia costiera libica contro il traffico di esseri umani. L’episodio in questione coinvolge una nave militare greca, che il 10 giugno nei pressi del Golfo di Sirte ha incrociato un cargo tanzaniano salpato dalla Turchia. Le autorità greche hanno chiesto informazioni in merito al carico della nave, ma queste sarebbero state fermate dalle autorità militari turche. Non ci sono state escalation di alcun tipo, ma l’evento dimostra sia la complessità della missione in Libia che la difficoltà nel controllare il traffico di armi verso questo Paese. 

Balcani: accordo con Montenegro e Serbia sulle frontiere

L’accordo con Montenegro e Serbia sulla cooperazione nel gestire i confini con l’Unione Europea è stato approvato a fine maggio, ma entrerà effettivamente in vigore il 1° luglio. È previsto l’implemento della collaborazione tra i due Paesi dei Balcani con Frontex – l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera – che disporrà di maggiori risorse nella gestione delle frontiere contro l’immigrazione irregolare e la criminalità transfrontaliera. La conclusione dell’accordo è arrivata al momento giusto: i Balcani si sono trovati in difficoltà nella gestione dell’immigrazione – in aumento da mesi – durante il picco della pandemia e del lockdown.

I negoziati Brexit durante la pandemia

Il negoziatore per la Brexit dell’Unione Europea, Michel Barnier, ha offerto al Regno Unito la possibilità di prorogare per due anni la scadenza dell’accordo definitivo. La decisione è stata presa in considerazione delle difficoltà sopraggiunte con la pandemia. Il negoziatore ha annunciato la disponibilità dell’Unione a offrire assistenza finanziaria per far fronte alla crisi imminente. Il messaggio di Michel Barnier è stato ben accolto dai nazionalisti scozzesi, ma il portavoce del Primo Ministro ha dichiarato l’intenzione di concludere l’accordo entro il 31 dicembre.


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  • L'Autore

    Michele Bodei

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Dal Mondo Europa


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