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Cosa fa l'UE per combattere la disoccupazione giovanile?

La disoccupazione giovanile è uno dei problemi che affliggono l’Unione Europea in questo periodo storico: ormai da decadi alcuni Stati Membri lottano contro questo problema senza vedere un’effettiva soluzione, si pensi ai paesi dell’Europa meridionale come Grecia, Italia e Spagna. Dal 2005, la media di disoccupazione giovanile che ha caratterizzato i paesi dell’UE ha avuto un andamento altalenante, dovuto alla ricaduta e poi alla conseguente ripresa dalla crisi del 2008. Infatti, il picco massimo di disoccupati tra i 15 e i 24 anni è stato registrato nel 2013 con una media del 24,4%. Successivamente questo valore è sceso arrivando a 15% nel 2019. [i] Tuttavia, la crisi socioeconomica che si sta innescando conseguentemente alla pandemia da SARS-Cov-2 avrà un impatto senza precedenti, basti pensare che da febbraio ad agosto la disoccupazione giovanile in UE è passata dal 15 a circa il 18% (Eurostat).

Una delle fasce della società che più saranno colpite economicamente da questa situazione saranno i giovani. Un sondaggio condotto dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) e da collaboratori del Global Initiative on Decent Jobs for Youth rileva che su 13,000 intervistati da tutto il mondo, 1 giovane su 6 ha dovuto interrompere il lavoro durante il lockdown e questo riguarda anche i paesi sviluppati. Inoltre, questa situazione porta come conseguenza il rischio di entrare nel mondo del lavoro durante una lunga fase di recessione, con la conseguenza per i giovani di non trovare lavoro o di lavorare in condizioni informali, svolgendo mansioni che non rispecchino il loro percorso di studi e vivendo una competizione all’interno del mercato del lavoro sempre più accentuata. Un ulteriore problema che si presenta è la sicurezza sul lavoro. Nel mondo il 77% dei lavoratori giovani hanno mansioni informali e in situazioni di recessioni economica il loro numero tende ad aumentare. Il problema è che queste occupazioni non hanno sufficiente sicurezza, rappresentanza e tutela. Per questo motivo una tempestiva azione da parte delle istituzioni è necessaria.[ii]

Sebbene la lotta alla disoccupazione dovrebbe essere principalmente competenza del governo nazionale, l’UE è giuridicamente tenuta ad intervenire: “gli Stati membri e l’Unione […] si adoperano per sviluppare una strategia coordinata a favore dell’occupazione, e in particolare a favore della promozione di una forza lavoro competente, qualificata, adattabile e di mercati del lavoro in grado di rispondere ai mutamenti economici […]” (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, articolo 145).

In seguito al picco di disoccupati tra i 15 e i 24 anni del 2013, il programma 2014-2020 dell’UE ha visto molti investimenti in questo settore. Infatti, si ambiva ad ottenere un’occupazione al 75% per le persone tra i 20 e i 64 anni. I progetti elaborati sono stati:

  • Youth Guarantee (la Garanzia per i giovani): questo programma di 4 mesi si offre di trovare in quel lasso di tempo un’occupazione o far svolgere un tirocinio, piuttosto che fornire un periodo di studi che completi la formazione dell’individuo fornendo le skills richieste dal mercato del lavoro;
  • European Alliances for Apprenticeships, in parallelo alla Quality Framework for Traineeships: questi progetti puntano a migliorare la qualità delle esperienze lavorative che possano introdurre al mercato del lavoro;
  • Your First EURES Job (YfEj): questa piattaforma si occupa di abbinare i CV di giovani in cerca di un lavoro ed enti in cerca di giovani lavoratori per stage, tirocini od occupazioni. Questo programma lavora all’interno dei 27 Stati Membri più Islanda e Norvegia;[iii]

Assieme a tutti questi programmi l’UE s’impegna nell’aiutare i giovani a entrare nel mondo del lavoro tramite progetti come: Erasmus +, Corpo Europeo di Solidarietà ed altri possibili programmi finanziati dall’European Social Fund.

Tuttavia, l’attuale crisi richiede un intervento specifico e tempestivo: assieme alle abbondanti raccomandazioni da parte della Commissione di investire i fondi del Next Generation EU pensando a riformare il sistema scolastico, lavorare sulla transizione dal mondo della scuola al lavoro e sulla formazione aziendale, la risoluzione approvata il 22 settembre 2020 vede la Commissione Affari Sociali e Occupazione proporre i seguenti punti:

  • Aumento dei finanziamenti nel programma 2021-2027 della Garanzia per i Giovani;
  • Ampliamento dell’età considerata giovanile: dai 15 fino ai 29 (e non 24 come prima);
  • Attenzione particolare rivolta ai NEET (Neither in Employment or Education or Training), i quali inoltre verranno formati nell’ambito della digitalizzazione, oltre a lavorare sulla prevenzione rispetto a coloro che potrebbero diventare NEET;
  • Garanzia da parte degli Stati Membri che le offerte lavorative rispecchino i diritti sociali, lavorativi e di eguaglianza, pilastri dell’Unione;
  • Rafforzamento della Garanzia per i Giovani si impegna nel miglioramento della formazione nell’ambito lavorativo, nell’aumento di esperienze di apprendistato per i giovani europei e nel passaggio dal mondo dell’istruzione al mercato del lavoro.[iv]

Inoltre, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato che la Commissione si aspetta che i governi nazionali investano almeno 22 miliardi in questa fase di ripresa per sostenere l’occupazione giovanile.[v]

Nonostante l’enorme difficoltà a cui tutti gli Stati Membri sono portati a rispondere, l’UE stanziando fondi, facendo raccomandazioni ed elaborando programmi, insiste sull’approfittare di questa situazione per lavorare sugli obiettivi a lungo termine che già erano stati imposti prima del lockdown e ad uscire dalla crisi più forti di prima. Vincere la lotta alla disoccupazione giovanile sarebbe un ottimo segnale di ripresa dalla più grande crisi dai tempi del dopoguerra.

Fonti consultate per questo articolo:

[i] Eurostat, “Unemployment Statistics and Beyond”, 04/2020: https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/pdfscache/6942.pdf;

[ii] International Labour Organization, “ILO Monitor: COVID-19 and the world of work. Fourth Edition”, 27/05/2020: https://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/---dgreports/---dcomm/documents/briefingnote/wcms_745963.pdf;

[iii]Marie Lecerf with Alina Dobreva, “The Fight Against Unemployment”, Members' Research Service, EPRS | European Parliamentary Research Service, 06/2019: https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/BRIE/2018/630274/EPRS_BRI(2018)630274_EN.pdf;

[iv] Commissione Affari Sociali e Occupazione, “Progetto di proposta di risoluzione”, 29/07/2020: https://www.europarl.europa.eu/meetdocs/2014_2019/plmrep/COMMITTEES/EMPL/RE/2020/09-21/1210717IT.pdf;

[v] Video Esplicativo su The Youth Guarantee: https://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=1079&langId=en;


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  • L'Autore

    Valentina De Consoli

    Valentina De Consoli frequenta il terzo anno nella triennale Scienze Internazionali e Istituzioni Europee presso l’Università degli Studi di Milano. Il suo percorso di studi è stato arricchito dalla frequentazione di un anno accademico presso l’ateneo francese Sciences Po Grenoble.

    Il suo interesse spiccato per le questioni sociali e per la tutela dei minori l’hanno spinta ad affiancare agli studi attività di volontariato nell’ambito oratoriale, così come in quello educativo. Una sua ulteriore passione riguarda lo studio di culture e lingue, tramite la sua esperienza all’estero ha potuto coltivare l’inglese e il francese.

    Nella realtà di Mondo Internazionale ricopre il ruolo di Autrice per l’area tematica “Organizzazioni Internazionali” e di Junior Researcher all’interno della Divisione GEO.

    Valentina De Consoli is attending the last year of the Bachelor of International Studies and European Institutions at the University of Milan. She had the chance to enrich her educational path by attending one academic year at the French Institute Sciences Po Grenoble.

    Since she has a strong interest and inclination for social issues, she has always participated in voluntary projects both in the parish and educational field. Another strong interest of hers regards other cultures and languages. Through her experience abroad, she could pursue English and French.

    In Mondo Internazionale, she is an author for the “International Organisations” thematic area and a Junior Researcher in the GEO division.

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