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Condizione Lgbt+ in Asia

Cosa sappiamo davvero della condizione della comunità Lgbt in Asia? Vi sono davvero delle forti repressioni nei confronti degli omosessuali?

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LGBT, è una sigla utilizzata come termine collettivo per riferirsi a persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender, talvolta anche LGBTI o LGBTQA, in uso fin dagli anni novanta.

Nel continente asiatico non vi è omogeneità rispetto alla considerazione e al trattamento riservato a persone che si identificano nel termine LGBT+.

Le condizioni peggiori per le persone che fanno parte della comunità in Asia sono dettate dalle autorità del Bangladesh che, oltre a non ammettere l'omosessualità, prevedono delle pene, in base all'articolo 377 del codice dell'impero britannico, che prevede la deportazione, l'ammenda, la detenzione, nonché la pena capitale, prevista in base alla gravità dell'atto commesso.

In Brunei, sempre secondo l'articolo 377, adottato dal codice dell'Impero Britannico, sono previste la prigione e le frustate; era prevista anche la pena di morte ma è stata soppressa, così come in Afghanistan e Pakistan. In Turkmenistan e Uzbekistan i comportamenti omosessuali sono puniti con l'ergastolo e in paesi come lo Sri Lanka, il Butan, la Birmania essi sono illegali.

Non bisogna però pensare che in tutta l'Asia l'omosessualità sia considerata un tabù, infatti vi sono paesi che si sono dimostrati democratici e aperti alla libertà di scelta. Gli esempi più virtuosi sono rappresentati da Thailandia e Taiwan.

Il primo è considerato uno dei paesi asiatici più tollerante, sia nei confronti dell'omosessualità maschile che femminile: entrambe sono perfettamente legali, anche se non godono delle stesse protezioni legali disposte nei confronti delle coppie eterosessuali. La stessa condizione è presente a Taiwan, anche se nel maggio 2019 il Parlamento locale ha approvato la legge per il riconoscimento del matrimonio gay, divenendo quindi il primo paese in Asia in cui è potuto celebrare legalmente. Anche le Filippine si sono contraddistinte per l'apertura verso la comunità omosessuale poiché, anche se non è riconosciuta l'unione civile tra le coppie, viene data loro la possibilità di adottare bambini rimasti orfani.

Per quanto riguarda il paese più popoloso dell'Asia, la Cina considera l'omosessualità come un orientamento legale ma socialmente non ancora pienamente accettato. A tal proposito sono stati riportati casi di persone che hanno subito delle pratiche definite "di conversione", che talvolta comprendevano anche l'elettroshock; queste avevano lo scopo di modificare l'orientamento sessuale delle vittime con la forza.

Questa “terapia” per quanto violenta, paradossale e assolutamente inutile, è diffusa in almeno 80 paesi del mondo. Essa è stata definita un problema globale assolutamente attuale da Marija Sjodin, vicedirettore esecutivo del gruppo per i diritti degli LGBTQI, Outright International.

Vi è uno spaccato anche per quanto riguarda il cambiamento del sesso, la transessualità e le condizioni relative alla discordanza tra il sesso del fisico e quello in cui effettivamente le persone si identificano.

In Asia, vi sono state delle prime aperture nei confronti delle persone omosessuali, ma comunque sono profondamente discriminati, come anche le persone transgender.

Il continente però, d'altro canto, è anche conosciuto per essere una delle mete più apprezzate per il turismo sessuale. In particolare, la Thailandia è conosciuta per il fenomeno definito Kathoey, questo è il termine della lingua locale che si riferisce a persone transessuali.

Con questa specifica parola si fa riferimento a persone che rappresentano un terzo sesso, con fattezze evidentemente femminili ma con il sesso maschile; spesso questo termine viene tradotto con l'inglesismo ladyboy.

Queste persone possono rientrare nella categoria degli intersessuali, in quanto presentano caratteri sessuali che non sono definibili come esclusivamente maschili o femminili; solitamente questa condizione viene creata artificialmente mediante la chirurgia estetica.

I kathoey sono più visibili e maggiormente accettati nella cultura thailandese di quanto lo siano i transessuali negli altri paesi del mondo. Addirittura nel paese sono accolti anche coloro che vengono discriminati da altri territori.

Diversi modelli thailandesi popolari, cantanti e stelle del cinema sono kathoey.

Uno degli aspetti che facilita l'accettazione sociale della transessualità è la religione. Difatti, il 95% dei thailandesi professano il buddismo Theravada che non discrimina questa tendenza, ma anzi la reputa una condizione in cui versano le persone che nella vita passata hanno commesso errori, considerandola una pena da scontare.







FONTI:


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  • L'Autore

    Sofia Perinetti

Categorie

Dal Mondo Asia Diritti Umani


Tag

diritti LGBT+ Asia

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