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25 marzo 1957

Il 25 marzo 1957 furono firmati i Trattati di Roma, con cui Italia, Repubblica Federale Tedesca, Francia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo diedero vita alla Comunità Economica Europea (CEE) e alla Comunità Europea dell’Energia Atomica (Euratom). Dopo due anni di trattative condotte dai negoziatori, i rappresentanti dei sei Paesi si incontrarono nella capitale italiana, nella Sala degli Orazi e Curiazi del Palazzo dei Conservatori – sede dei Musei capitolini – e firmarono il documento, che rappresentò la base di tutti i successivi trattati europei.

Le stesse sei nazioni firmatarie dei Trattati di Roma avevano istituito nel 1951, attraverso i Trattati di Parigi, la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA), nata per favorire la collaborazione nei due comparti industriali più strategici del tempo, favorendo la produzione e, al tempo stesso, allontanando il pericolo di un nuovo conflitto tra i Paesi del continente. Erano state così gettate le basi per lo sviluppo di quella che, oggigiorno, conosciamo come Unione Europea.

Pochi anni dopo era, però, gradualmente divenuta evidente la necessità di approfondire la cooperazione ed allargarla anche ad altri settori: la CEE, quindi, affiancò la CECA creando il mercato comune ed entrambe, insieme all’Euratom, furono a lungo le tre comunità europee che funzionavano in parallelo. Le tre furono fuse nel 1967 in seguito al Trattato di Fusione, che determinava l’unificazione delle loro istituzioni.

I Trattati entrarono formalmente in vigore l’1 gennaio del 1958 e l’Assemblea Parlamentare Europea che essi avevano istituito (il futuro Parlamento Europeo) si riunì per la prima volta il 19 marzo di quell’anno.

Negli anni, gradualmente, altri Stati europei sottoscrissero il Trattato: nel 1973 fu il turno di Regno Unito, Danimarca e Irlanda, seguite nel 1981 dalla Grecia e nel 1986 da Spagna e Portogallo, di recente liberatisi delle proprie dittature. Nel 1990, con la Riunificazione tedesca, anche la Germania orientale entrò automaticamente a far parte della Comunità Europea. Tutte le adesioni furono depositate presso il Ministero degli Affari Esteri italiano che, ancora oggi, è il depositario delle adesioni all’Unione.

La Comunità Economica Europea cambiò il proprio nome in Comunità Europea (CE) con il Trattato di Maastricht del 1992, in quanto le sue competenze non si limitavano ormai più alla sola sfera economica; lo stesso trattato, inoltre, istituiva l’Unione Europea e faceva confluire la CE al suo interno. Nel 2009, in seguito ai Trattati di Lisbona, il trattato di Roma, con le sue successive modifiche, cambiò nome in Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (o TFUE) e l’UE prese formalmente e definitivamente il posto delle precedenti tre comunità.

Per il futuro dell’integrazione europea, il trattato CEE fu molto più decisivo del trattato EURATOM. Si tratta infatti di 248 articoli, 4 allegati e 9 protocolli.

La parte iniziale del trattato stabilì la decisione dei suoi firmatari di creare una Comunità Europea con la determinazione di “porre le fondamenta di un’unione sempre più stretta tra i popoli europei”.

L’Art. 2 illustra il compito della CEE ovvero “promuovere, mediante l’instaurazione di un mercato comune” uno “sviluppo armonioso delle attività economiche” degli Stati Membri, “un miglioramento sempre più rapido del tenore di vita e più strette relazioni tra gli Stati che ad essa partecipano”.

L’Art. 3 espone l’impegno dei Sei a rispettare undici obiettivi di politica pubblica; i membri avrebbero abolito le reciproche restrizioni quantitative sul mercato, stabilito una politica commerciale comune verso Paesi Terzi ed eliminato gli “ostacoli alla libera circolazione di persone, servizi e capitale”. Avrebbero, inoltre, istituito un Fondo Sociale Europeo, una Banca Europea degli Investimenti e un accordo di associazione con “paesi e territori” con un legame coloniale. La tariffa esterna comune fu stabilita in corrispondenza alla “media aritmetica dei dazi applicati nei quattro territori doganali compresi nella comunità”.

La tabella di marcia per questo programma di liberalizzazione dell’economia e di armonizzazione della regolamentazione sulla base della normativa comunitaria era di 12 anni.

Secondo l’Art 39 i Sei promisero di istituire un mercato comune nei “prodotti del suolo, dell’allevamento e della pesca e inoltre nei prodotti di prima trasformazione che sono in diretta connessione con tali prodotti”. In altre parole, la politica agricola nella sua forma finale avrebbe portato beneficio agli interessi dei produttori agricoli, garantendo prezzi ragionevoli per i consumatori. A tal proposito, Marjolin ne Architect of European Unity sostenne: “La Francia non avrebbe mai accettato un’unione doganale che non comprendesse l’agricoltura e non garantisse ai produttori francesi una protezione comparabile a quella che essi stavano ricevendo sotto la legge francese. Senza una politica agricola comune non ci sarebbe stato un mercato comune”.

Infine, il trattato CEE era, tra le altre cose, il primo accordo antitrust sovranazionale ed è considerato ancora oggi una delle “colonne” della legislazione europea, fu poi modificato una prima volta dopo il Trattato di Maastricht del 1992, e una seconda con il Trattato di Lisbona del 2007.

Parallelamente alla CEE fu firmato il trattato EURATOM, il quale individuava le otto aree politiche principali nel campo dell’energia nucleare che sarebbero state coordinate dalla nuova Comunità.

L’obiettivo dell’EURATOM era di creare le premesse per la formazione ed un rapido incremento delle industrie nucleari al fine di condurre ad un innalzamento del tenore di vita degli Stati membri, oltre che ad uno sviluppo degli scambi negli altri Paesi.

Da un punto di vista territoriale l’EURATOM comprende i territori europei degli Stati Membri e quelli extraeuropei sottoposti alla loro giurisdizione.

Tra i principali obiettivi del trattato EURATOM vi sono:

  • Agevolare gli investimenti e assicurare, particolarmente incoraggiando le iniziative delle imprese, la realizzazione degli impianti fondamentali necessari allo sviluppo dell'energia nucleare nella Comunità;
  • Curare il regolare ed equo approvvigionamento di tutti gli utilizzatori della Comunità in minerali e combustibili nucleari;
  • Garantire, mediante adeguati controlli, che le materie nucleari non vengano distolte dalle finalità cui sono destinate;
  • Assicurare ampi sbocchi e l'accesso ai migliori mezzi tecnici, mediante la creazione di un mercato comune dei materiali e delle attrezzature speciali, la libera circolazione dei capitali per gli investimenti nucleari e la libertà d'impiego degli specialisti all'interno della Comunità;
  • Stabilire con gli altri Paesi e con le organizzazioni internazionali tutti i collegamenti idonei a promuovere il progresso nell'utilizzazione pacifica dell'energia nucleare.

L’EURATOM fu considerato secondo lo Statements of the Action Committee come un “evento di importanza cruciale”, ma in realtà non si rilevò all’altezza delle speranze dei suoi promotori. Come la CECA, esso era privo delle risorse necessarie per controllare gli investimenti sui piani nucleari o esercitare monopolio sull’acquisto di uranio.

A cura di Giada Pagnoni e Chiara Vona

Fonti

Dipartimento delle Politiche Europee, Presidenza del Consiglio dei Ministri http://www.politicheeuropee.gov.it/en/legislation/the-treaties-of-rome/

Encyclopaedia Britannica, Treaties of Rome, https://www.britannica.com/event/Treaty-of-Rome

Enciclopedia Treccani, Comunità Economica Europea, http://www.treccani.it/enciclopedia/comunita-economica-europea/

Il Post, “Trattati di Roma: cosa sono e perché sono stati celebrati, 25 marzo 2017, https://www.ilpost.it/2017/03/25/trattati-di-roma-cosa-sono/

Marina Perna, “Trattati di Roma: 'Io c'ero, firma fu un miracolo' (INTERVISTA – Albonetti), Ansa, 27 marzo 2017, http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2017/03/20/trattati-di-roma-io-cero-firma-fu-un-miracolo_2f628251-78d5-4190-b147-8b37f6640730.html

Mark Gilbert, Storia politica dell’integrazione europea, Laterza 2003

Unione Europea, Un’Europa di pace – gli albori della cooperazione, https://europa.eu/european-union/about-eu/history/1945-1959_it


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    Giada Pagnoni

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