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A novembre in Europa

Allarme covid: per l’ECDC l’Europa è di nuovo rossa

Un mese fa sembrava che la fine della pandemia fosse vicina, ma come mostrano le mappe dell’ECDC - il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie - nel mese di novembre è stato registrato un aumento progressivo dei contagi ogni settimana. Quasi tutte le regioni sono ad alto rischio e l’ECDC consiglia di adottare le misure necessarie per contenere la situazione.

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(In alto a sinistra fa riferimento al 4 novembre, in alto a destra all’11 novembre, in basso a sinistra al 18 novembre e in basso a destra al 25 novembre)

Già un mese fa – mentre la Spagna era sul punto di diventare un paese sicuro – l’ECDC ha sconsigliato ai cittadini europei di spostarsi e viaggiare in Bulgaria, Croazia, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania e Slovenia. Per questo motivo, la Spagna è stato il primo stato europeo a reintrodurre misure di controllo; infatti, non solo verso i cittadini non vaccinati di 23 stati extra-ue, ma anche dei sette europei sopra citati devono sottoporsi a un periodo di quarantena obbligatorio per entrare nel Paese. Il 7 novembre, l’ECDC aggiunge alla lista dei paesi non sicuri anche l’Austria, il Belgio, l’Irlanda e la Slovacchia. A metà novembre si aggiungono alla lista rosso scura la Repubblica Ceca, l’Ungheria, i Paesi Bassi. Con l’aumento dei contagi, sono aumentate le restrizioni ai confini in tutti gli altri stati europei, mentre i Paesi Bassi sono il primo stato europeo a reintrodurre misure di lockdown parziali.

Il vero allarme è scattato quando è stata scoperta in Sudafrica la variante omicron, già arrivata in Europa: diversi positivi sono stati registrati in arrivo all’aeroporto di Amsterdam provenienti da Città del Capo. La preoccupazione è data dall’ipotesi che la variante possa neutralizzare il meccanismo di difesa dei cittadini, ma questo non è ancora certo. È ancora presto per prevedere se ci sarà una nuova ondata questo inverno, ma i governi stanno già meditando di adottare restrizioni per le vacanze natalizie.

La Commissione propone l’Identità Digitale Europea

La Commissione Europea propone di introdurre un documento di identità digitale per tutti i cittadini e le società europei, che funzioni in massima sicurezza, trasparenza, riservatezza e velocità. La commissaria Vestager promette che ciò garantirà minori ostacoli nella circolazione di persone all’interno dell’Unione, ma anche maggiori agevolazioni nella circolazione di capitali “dall’aprire un conto in banca ad affittare un appartamento”. Nel prossimo step la Commissione dovrà negoziare la proposta con gli stati membri e discutere gli aspetti tecnici per la realizzazione del progetto.

La crisi migratoria non si limita al confine tra Polonia e Bielorussia

La crisi diplomatica tra Polonia e Bielorussia si è trasformata in una vera e propria crisi umanitaria, che va oltre i confini dei due paesi. Minsk avrebbe spinto circa duemila migranti verso il confine con la Lituania, in cui i controlli ora sono aumentati. Il governo ha sollecitato un intervento dell’Unione Europea, avanzando anche l’ipotesi di chiudere la frontiera con la Bielorussia. La Commissione e l’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune hanno deliberato sulla possibilità per l’Unione Europea di sanzionare le persone responsabili dei trasporti di migranti attraverso il confine bielorusso. Altri problemi sulla questione migratoria sono sorti anche nell’isola di Cipro, che accusa un eccesso di richieste di asilo da parte di cittadini del Medio Oriente sbarcati dalla Turchia. La situazione è tale che Cipro ha dovuto sospendere le procedure per la richiesta d’asilo, violando il diritto dell’Unione Europea. Il governo accusa uno scarso intervento di Bruxelles, che non si sta mobilitando alle richieste di aiuto nei confronti di una situazione che potrebbe aggravarsi come in Polonia. Un altro problema sta nella mancanza di un accordo tra l’Unione Europea e i paesi d’origine dei richiedenti asilo, infatti già 15 mila di loro sono stati respinti, ma non possono essere espatriati in assenza di questi accordi. Rischia di ripetersi quanto successo in Ungheria nel 2018, quando Viktor Orban ha criminalizzato l’aiuto ai richiedenti asilo, subendo una procedura d’infrazione. In questi tre anni Budapest non ha cambiato la sua posizione e con la crisi migratoria ora in corso Cipro e tra gli stati al confine con la Bielorussia si potrebbero adottare provvedimenti simili.

Concordato il bilancio europeo per il 2022

Il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea hanno approvato la proposta della Commissione sul budget europeo del 2022. In totale sono previsti 170 miliardi da investire soprattutto per la ripresa economica e il sostegno sociale-territoriale – 49 miliardi - ma anche per la PAC (politica agricola comune) – 53 miliardi - fortemente danneggiata dalla crisi. Una spesa importante di 15,2 miliardi è inoltre prevista in ambito di cooperazione internazionale, attraverso aiuti ai paesi extra-ue in crisi. Altri fondi saranno destinati per il progetto Erasmus, per la transizione verde e digitale e per la costruzione di infrastrutture transfrontaliere – un totale di oltre 7 miliardi.

Difesa europea: nuovi progetti in ambito PESCO

La PESCO (Cooperazione Strutturata Permanente) consiste nel sistema di sicurezza collettivo dell’Unione Europea, a cui aderiscono tutti gli stati membri tranne Danimarca e Malta. Il Consiglio ha approvato l’avvio di 14 nuovi progetti in questo ambito. Una direzione molto importante è stata presa in ambito di dominio aereo e dello spazio, una dimensione importante a livello globale nei prossimi decenni. Sono previsti investimenti soprattutto in aerei e droni di nuova generazione. Non sono stati comunque trascurati il sistema di difesa via terra e quello marittimo, ma gli sviluppi importanti riguardano soprattutto il settore informatico e della cyber security del sistema militare.


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  • L'Autore

    Michele Bodei

    Michele Bodei sta per conseguire la laurea triennale in Studi Internazionali e Istituzioni Europee presso l’Università degli Studi di Milano, dove sta approfondendo gli studi sul regime di Cuba negli anni Sessanta nella preparazione dell’elaborato finale.

    È appassionato di geopolitica e di musica, dall’hip hop al jazz, e pratica nuoto nel tempo libero.

    In Mondo Internazionale ricopre il ruolo di autore su tematiche europee.

    Michele Bodei is getting his Bachelor’s degree in International Studies and European Istitutions at “Univesità degli Studi di Milano”, where he is deepening his studying on cuban regime during the Sixties while preparing his final thesis.

    He loves geopolitics and music, from hip hop to jazz, and during free times he enjoys swimming.

    In Mondo Internazionale he is author for european themes.

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